May
16

La Vispa Famiglia

[scherzetto teo-con]
La vispa famiglia aveva in piazzetta, 
tra mille, sorpresa gentil fanciulletta.
E tutta giuliva spingendola viva 
gridava distesa: “Va in chiesa! Va in chiesa!”
 
Cacciata d’un botto nel buio sacrale,
cadendo di sotto, non vide le scale
che portano al fondo d’un antro profondo,
con dentro Tre pazze munite di mazze.
 
Fu messa all’ingresso di un bel tribunale,
al centro un consesso di certo ecclesiale.
Le Tre paion fatte, ma non artefatte;
han occhi tremendi e visi più orrendi.
 
Le lanciano sguardi di certo non belli,
con pochi riguardi le tirano ombrelli.
La giovine affranta per poco non schianta:
“Lasciatemi in pace son solo vivace!”.

“Tu sei peccatrice, dai pessimo esempio,
non dirti felice che faccio uno scempio”.
Chi parla è la Fede Amor la precede;
Speranza era qua più in là Carità.
 
 
Tre belle Virtù chiamate al giudizio
portate quaggiù si tolser lo sfizio;
intanto bisbiglia l’allegra famiglia
convinta di gusto di esser nel giusto.
 
E lei supplicando afflitta gridò:
“Vivendo, allo sbando che male vi fò?”
“Tu sì ci fai male lasciando l’altare!”
“Vi prego, per Dio, lasciatemi i Dico…”
 
Impara la rima ragazza ribelle;
e Dio viene prima di leggi non belle.
“L’amore vivace io pratico in pace.”
“Non è questo il punto ascolta qui il sunto:
 
i Dico son patti incerti e confusi;
per poveri matti (inclini agli abusi).
Non durano niente inquietan la gente;
non son benedetti perciò sono sospetti”.
 
La piazza rintrona di slogan amari;
il palco raccoglie parecchi somari:
“Son qui pervenuto, per darvi un aiuto
e so con coscienza che serve esperienza”.

Infatti il porcello - è pronto a giurare -
con già due fanciulle è andato all’altare;
son cose normali per tanti mortali
che vuole vietare agli altri di fare.
 
I bimbi sorridon, le mamme festanti,
i padri col clacson e tante gestanti;
insieme felici, talun coi cilici,
famiglie a palate e tante risate…
 
…riempiono l’aria, ma son flatus vocis
di gente contraria ai bigami e ai froci.
Per questo si prega “Ma chissene frega
di quello che piace a gente incapace”.
 
“Per ora coi Dico, tra poco coi polli,
che poi non ti dico vorranno i cavalli”.
La vispa famiglia,allegra e coniglia,
gridava con forza Ai “Dico di no!”.
 
Per niente pentita, la giovane in fretta,
tornò risanata non più fanciulletta.
Convinta, sicura, di colpo guarì
dischiuse le mani: “Io Dico di sì!”.
 
 
Gerardo Monizza

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  1. Sono così grato a Gerardo di aver scritto questo pezzo che lo mando subito a tutti quelli che conosco.

    Comment by S.Just — 05/16/2007 #

  2. OT
    Utilizzo il post per il titolo “in linea” con la problmatica che vò esponendo: Richiesta di aiuto per mamma con pargola di 4 anni, luogo del disagio Cantù. Non è una richiesta di soldi, e cmq non a me, l’oggettiva difficoltà è che con 600€ al mese son cazzi, quindi, almeno Julia, la bimba, 4 anni, abiti e c di seconda mano son graditi.
    Qui sul blog, alla luce….

    Comment by breva — 02/17/2008 #

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