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Berlusconi in scena
[La politica del guitto]
Com’è possibile entrare nel discorso berlusconiano? Di ogni teoria, di una tesi, di un progetto o programma si può – con le regole del ragionamento – entrare nel merito. Ma con Silvio Berlusconi, detto il Cavaliere, come si fa?
Silvio Berlusconi non è un politico, ma – come egli non si stanca di ripetere – un imprenditore che fa politica. Non prestato, ma a tempo pieno; in servizio permanente effettivo, in missione perenne.
SB fa politica anche se, per come recita il ruolo che la fortuna gli ha dato, sarebbe più propriamente un interprete della politica, dunque un attore, forse un guitto.
I guitti non sono, come li vorrebbe la consuetudine teatrale, cattivi attori; più correttamente sanno mediare tra il canovaccio e le necessità emozionali della piazza. Così a Como.
Sul palco deputato alla rappresentazione SB ha tenuto la scena per oltre un’ora sciorinando i temi del copione consueto che tutti conoscono a memoria ( ma che godono sentirli ripetere ).
Azzurro intenso il colore della scena e un fondale con due soli segni, ma giganteschi: Un’immagine del sindaco ( in uscita ) sorridente e persino accattivante (il che fa presumere che egli segua i “corsi del candidato perfetto” ) e il suo cognome, cubitale, in bianco.
SB prendendo subito la scena non la molla; anche quando sparisce per qualche minuto, dopo l’introduzione, tanto per far telefonate. La sua assenza pesa, si sente.
Bruni e Carioni (ma che ci faceva al comizio di un altro candidato?) han dato del loro meglio e non è ironico. La sostanza, infine, è poca: il solito elenco (abbellito) delle cose fatte, quello (dorato) delle promesse, quello degli insulti.
SB non perde l’occasione di denigrare tutti coloro che non fanno parte della sua schiera; tira in ballo i comunisti, le divisioni della sinistra, l’incapacità di vedere il percorso della modernità. Solo Lui, il Sommo, ha saputo risolvere tutto e quel che non si è fatto è per colpa degli altri.
Con il condimento delle solite barzellette sceme, dei discorsi razzisti, del qualunquismo economico (dove la sostanza è solo la sua imprenditorialità) l’immagine che ha dato dello Stato è di una realtà allo sbando (ma non l’ha governato per cinque anni? E non è in politica da quindici?) ed SB ha dimenticato di essere un deputato del Parlamento italiano che, più opportunamente, non dovrebbe dare il cattivo esempio alle masse istigandole a non rispettare le leggi.
Ma SB è fatto così e alla gente piace. Ridono di gusto e applaudono con apparente convinzione; sventolano le bandiere e osannano il Salvatore. Lo seguono, lo toccano, lo sfiorano, lo supplicano e Lui non si nega anzi si consuma guittescamente in un abbraccio continuo con la folla.
Problemi da risolvere in provincia e in città? Tutto risolto! E la politica?
Non parliamone – risponde sicuro SB – è una faccenda che tirano in ballo quelli della sinistra (i “sinistri” come li definisce) e non serve a nulla.
Bastano pochi cervelli: “Io e il dottor Letta abbiamo dedicato ore alla Patria” risolvendo questo e quello, dalla Giustizia al Ponte sullo stretto.
Applausi convinti dalla piazza in estasi. Poi SB lascia il palco e la folla dietro.
Il sindaco (in uscita) prende il microfono ma nessuno l’ascolta; tutti dietro al Supremo al ritmo dell’inno forzista nell’apoteosi finale. Cala il sipario (che non c’è, per mancanza di pudore).
Gerardo Monizza


Sì, il Sommo è venuto a Como. ci ha degnato di questa visita.
La scena sarebbe divertente se non fosse tragica.
Abbiamo una personalità ipertrofica, amplificata dai (suoi) media che si è fatta uomo.
La gente non si interessa dei candidati sindaci (un dibattito recentemente organizzato è stato cancellato per mancanza di pubblico), ma va a vedere il Sommo.
La gente non ha voglia di partecipare alla vita pubblica, troppo noioso andare al Consiglio coumnale (che sbattimento), ma va a sentire il Sommo.
La gente non ha voglia di ragionare, di leggere (addirittura) i programmi dei candidati sindaci, ma va a sentire il Sommo.
Il Sommo spara cazzate? Non importa, SEMBRA sicuro di sè. Il Sommo peggiora i conti dello stato? Non importa, SEMBRA che ci abbia abbassato le tasse. Il Sommo è stato inquisito n volte? Non importa, SEMBRA che sia stato sempre assolto.
Insomma, la sostanza non conta, conta solo l’immagine, l’apparenza, ovvero il lifting del Sommo (sempre se lo danno in TV).
Comment by Paolo Sinigaglia — 05/18/2007 #
….ben venga il sommo !!!
Comment by anonymous — 05/19/2007 #
al cavalier sb non date tutta questa importanza! parlatene il meno possibile, è il miglior danno che gli si possa fare. MA SORVEGLIATELO, SIA BEN CHIARO. E poi, 70 ANNI LI HA E LI PORTA MALE, nonostante i lifting, la sclerosi comincia a far capolino e tra un malore e l’altro prima o poi farà la stessa fine di Bossi …….
Comment by Anonymous — 05/19/2007 #
Spero che il tuo non sia un augurio, perchè sennò sarebbe veramente di pessimo gusto…
Comment by Uno di Campione.... — 05/19/2007 #
…grazie al sommo!
Almeno parecchie cose promesse sono state mantenute….mica mortadella è………
p.e. assegno per il primo figlio 1000.00€
Comment by Anonymous — 05/21/2007 #
Anch’io mi incazzo x le panzane del Nostro, e mi chiedo come possa fare la gente a credere alle cazzate che spara a ripetizione. Poi, in un sobbalzo di raziocinio mi dico,se x decenni un buon 40% di italiani ha creduto alle panzane sull’unione sovietica paradiso dei lavoratori,ha chiuso gli occhi sulle denunce dei perseguitati del regime sovietico, ha idoltrato Stalin e i suoi epigoni anche attraverso le elaborazioni teoriche di finissimi intellettuali come Togliatti ecc, perche’ ora un altro buon 40% di italiani non dovrebbe credere alle panzane del Nostro,apparentemente piu’ innocue e meno sinistre di quelle targate dittatura del proletariato?
Comment by Von Bulow — 05/22/2007 #