May
31

Analisi

[Per dire che]
Non sopporto le analisi. Detto volgarmente sono una sega, mentale s’intende; detto come si deve sono un inutile apporto di parole alle cause perse. Chi vince ( ovvero chi sta bene ) non fa analisi, ma subito s’impegna a godere di quel poco o tanto tempo che gli resta. Così anche in politica.

La Destra, con false promesse, con un passato scandito da lavori mal fatti, poco fatti, fatti diversi s’è guadagnata il 60percento dei voti ( votati ). Alla Sinistra le briciole. Risultato? Facciamo le analisi.

Dopo un’esistenza sperperata a goder di concetti estremi ( come chi è il miglior segretario della sezione locale o la guida della grande coalizione nazionale); dopo aver sperperato i risparmi depositati dalle classi ( sic ) popolari ( lavoro, impegno, ideali, sogni, speranze, desideri, entusiasmo… ) ; dopo aver bruciato il credito concesso – alfine! – dalla borghesia ( attenzione, denaro, idee, condivisioni… ) ecco che la Sinistra perde. Tutto. E allora va in analisi.

Si può immaginare la scena.

La realtà è più semplice: non c’è una vera sinistra. Non si vede intorno (dall’universo globo al paesino) qualcuno o qualcosa che si preoccupi davvero di difendere la laicità dello Stato (e anche del Comune… ), di offrire la certezza di un lavoro (faticoso e onesto), di riportare sullo stesso piano dei diritti anche i doveri, di sottolineare le differenze con quella destra becera, bigotta, arrivista, approfittatrice, sperperatrice ed affarista che si traveste da movimento liberista perché viene bene in Tv. Quella destra che cancella dal vocabolario parole come: legalità, socialità, solidarietà e magari inventa concetti come “sussidiarietà” che – chissà perché – sembrano uno stridore già nel suono e che ricordano qualcosa che comprende tutto, ma non serve a niente.

Dunque: tutti in analisi e per scoprire il torbido che sta in ciascuna aggregazione umana sinistrata e finire col dar le colpe solitamente agli assenti. Che liberazione!
Oppure per riesaminare al microscopio voti, votanti, votati e chiudere col dire che se, magari, forse, infatti non fossero tutti quanti/quante dei minchioni (che è gia maschile/femminile ) la sinistra avrebbe certo, magari, forse anche vinto. O almeno al ballottaggio.

Invece: con un pizzico d’onestà intellettuale bisognerebbe ammettere che da almeno quindici o vent’anni niente è stato fatto a sinistra per definire una meta condivisa o – almeno – un percorso comune. Con chi?

Qui sta il punto. La Destra è composta da individui singoli che hanno elaborato piani o progetti esclusivamente personali (dal Grande Berlusconi al Micro Evasore ) sui quali modellano affari, vita e pensiero (e a condividerli sono ammessi solo gli “amici” ); la Sinistra è composta (dovrebbe ) da individui dentro una collettività. La consapevolezza di stare all’interno di un mondo in “affitto” (e non di “proprietà”) è (dovrebbe essere) la differenza. I piccoli affaristi, i cacciatori di voti, i falsi profeti, i politici assenteisti, gli amministratori stanchi non sono (non possono ) essere di sinistra. Forse non sono neanche di destra. Sono quaqquaraqquà.

Sono solo degli imbonitori, imbroglioni, mezze cartucce che sparano a salve e che occupano posti importanti senza averne né capacità, né attitudine.

Quando la Sinistra se ne libererà forse avrà finalmente ritrovato almeno il punto di partenza. Con una lunga strada davanti e tutta in salita.
Gerardo Monizza

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  1. L’importante è che si eviti il rito collettivo dell’autocritica.
    Ma, soprattutto, il leif motive della Margherita : facciamo una consulta, un tavolo, una commissione di studio, per analizzare le cause della sconfitta.
    Ci dimettiamo ma poi, il giorno dopo, ci invitiamo da soli a rimanere al nostro posto.
    E via verso nuove, disastrose, avventure.
    E i giovani ?
    Ma i giovani non ci sono ti dicono.
    Certo se devono anche mettersi a fare la caccia al tesoro per capire dove potrebbero fare qualcosa di concreto e di realmente utile non ci rimarrebbero solo quattro “figli d’arte” che cercano di rendere visibili se stessi e basta.
    Per fare un esempio, ho trovato enormemente rattristante la candidatura della figlia di Simone in F.I.
    E più rattristante ancora è stato l’improvviso “attivismo” del papà e dei suoi amici vecchi e nuovi col sostegno, in quel momento inspiegabile, del Corrierino.
    Poi, dopo, metti insieme i pezzettini e riesci a capire meglio cose che, sul momento, appaiono incomprensibili.

    Comment by S.Just — 05/31/2007 #

  2. L’italiano non è corretto. Lo dico per @Antonio Bosco.
    E’ tardi e non ho voglia di rileggere.
    Il senso si capisce lo stesso.

    Comment by S.Just — 05/31/2007 #

  3. Senza tante analisi basta stare in mezzo alla gente ed ascoltare di più. Sul lungo periodo si recuperano voti.

    La cosa sconcertante è che questo impegno di ascoltare poteva partire molto tempo prima.

    Comment by Costa Loris — 05/31/2007 #

  4. Si ma cosa ascolti a fare..? Qui e 2 anni che la gente si lamenta, che si producono atti.. che si fa e la sinistra va alle elezioni come le pecore al mattatoio.. dai.. siamo coerenti.. tra 5 anni che sara’ l’agnello sacrificale? Ricordiamoci che Gaffuri comunque mica si era dimesso da consigliere regionale… (visto la sicurezza della trombatura, sono dettagli lo so.. ma se uno ci crede ci scommette anche del suo… invece ora avra pure il gettone.. in comune.. )

    Comment by Sir Percy Blakeney — 06/1/2007 #

  5. Bellissimo post, spiritoso e pieno di invenzioni, che fa venir voglia di credere che tu voglia scherzare fino alla fine, quando esorti la sinistra a liberarsi da imbonitori, imbroglioni, mezze cartucce…
    E poi? Finisce che restiamo solo io e te.

    Comment by alce41 — 06/1/2007 #

  6. Finisce, cari signori, che a leggere i nomi delle persone che occuperanno i banchi di opposizione si capiscono perfettamente le ragioni del disastro: cribbio, manca solo aniello rinaldi ma solo perchè credo abbia voluto conquistare l’emolumento più ricco in provincia! Ma il segretario comunale della margherita, butti, cosa aspetta a dimettersi?:-?:-?:-?:-?

    Comment by cittadino libero — 06/1/2007 #

  7. Veramente Butti (il margherito) le ha già annunciate le dimissioni.

    Ed anche il segretario provinciale (Furgoni).

    Non per niente la Provincia titola: “Vertici azzerati”. :o

    Adesso aspettiamo anche quelle dei responsabili degli altri partiti, magari cantando la canzoncina tanto cara al nostro amico Bernasconi: aspetta e spera… :-”

    Comment by Flavio — 06/1/2007 #

  8. @5
    Ho dato l’impressione di voler scherzare??
    Comunque: non ho certo la pretesa di insegnare alcunché a chicchessia, né di immaginarmi l’unico (assieme a te) col cervello e un poco d’entusiasmo. Comunque: questa è la città… (per non parlar della provincia).

    Comment by Gerardo — 06/1/2007 #

  9. Forse questa sinistra sta cercando di assomigliare sempre di più alla destra la ressa al centro è stucchevole, per spostare i voti si deve convincere che ci sarà QUALCOSA di nuovo e di sicuramente diverso…!Ha votato a sinistra(centro-sinistra) solo chi ha ancora va a votare con un’ideale da ..salvare.

    Comment by maria — 06/2/2007 #

  10. Bellaquesta:

    dal Corriere di oggi:

    «È un primo, importante successo - spiega Vittorio Mottola, ex consigliere provinciale e neoeletto consigliere comunale dell’Ulivo, coordinatore del comitato trasversale ‘Non Catalizzate’ - se il governo omologa i filtri, saremo ben disposti a utilizzarli. In caso contrario, la Regione dovrà cambiare strategia. Una cosa è certa: appena mi insedierò in consiglio comunale presenterò una mozione per far uscire Como dall’area critica Milano-Como-Sempione. È disomogenea e inutile».

    …..pensare che oltre 400 elettori gli hanno dato il voto di preferenza, in una circoscrizione dove gli elettori sono stati il 5% in meno che nel resto del comune.
    Amen

    Comment by svalutescion — 06/2/2007 #

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