May
31

Figli col cognome della madre (ovvero un esempio di come i politici si guadagnano il pane)

Dall’ottimo sito di Simone Ramella un post su come i politici italiani (questa è la volta del senatore Pedrizzi di AN) si diano da fare per misconoscere i diritti dei cittadini. Non solo dei gay, ma pure delle donne, affossando la proposta di legge, sacrosanta, che consentirebbe alle cittadine di attribuire ai figli il proprio cognome. Il tutto in armonia coi dettami della chiesa e del papa, che in Italia continua a dettare legge, facendo il bello e il cattivo tempo, in un clima da concilio di Trento dove le donne sono considerate soggetti con meno diritti, alla faccia dei principi costituzionali che dovrebbero essere la base della nostra convivenza .

Toto’, Peppino e il senatore Pedrizzi

Sui politici e sui costi della politica da qualche settimana a questa parte soffia una brutta aria. Passerà, ma nel frattempo c’è chi ha deciso di cautelarsi da eventuali, assai improbabili tagli dando prova di essere assolutamente indispensabile per i precari destini del paese. E’ il caso, per esempio, di Riccardo Pedrizzi, responsabile di Alleanza Nazionale per le politiche della famiglia, presidente della consulta etico-religiosa e membro dell’esecutivo politico del partito. Mica uno qualunque, insomma.

Il nostro, nell’ansia di dimostrare di meritare il lauto stipendio da senatore incassato ogni mese, ieri si è lanciato in dichiarazioni memorabili, degne di una commedia alla Totò e Peppino. “La decisione assunta all’unanimità dall’aula del Senato di rimandare in commissione Giustizia il ddl sul cognome dei figli affinché su di esso si possa riflettere maggiormente – ha dettato con solennità alle agenzie – è saggia”.

Poteva finire lì, ma Pedrizzi, ripensando agli eventuali, assai improbabili tagli, ha pensato che forse era il caso di proseguire. E in effetti ha proseguito, sentenziando che “tale ddl, in effetti, ci pare mosso più da motivazioni ideologiche che da un’effettiva esigenza sociale, né ci risulta che dalle donne italiane salga, insopprimibile, la domanda di dare anche (o, addirittura solo) il proprio cognome (che poi è quello del padre, paradosso eloquente) ai figli. Crediamo anzi che la stragrande maggioranza delle donne di questo paese non viva assolutamente lo status quo come una diminutio”.

Poteva finire lì, ma Pedrizzi, compiacendosi delle arzigogolate acrobazie logiche e della prosa forbita, condita (addirittura!) da un pizzico di latino – per dimostrare che ha studiato e far contento papa Ratzinger – ha pensato che forse era il caso di proseguire. Certamente, ha benignamente concesso, “i figli si fanno in due, e quindi qualunque provvedimento lo riaffermi è da considerarsi il benvenuto, ma stravolgere una tradizione millenaria che discende direttamente dal diritto romano, e dunque è non solo giuridica ma anche sociale e culturale, non vediamo quali benefici possa apportare alle nostre famiglie. Il rischio, anzi, è che possa incidere negativamente sulla coesione familiare e sociale, creando occasioni di tensione, se non di conflittualità”.

A questo punto Pedrizzi si è convinto che poteva davvero finire lì. Gli italiani tirano un sospiro di sollievo e ringraziano (le italiane un po’ meno, ma si rassegnino: sono il sesso debole). Finalmente qualcosa di concreto a sostegno della famiglia. I 16mila e rotti euro incamerati questo mese il senatore di An se li è proprio meritati

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  1. sì, l’onore della famigghia patriarcale :-?

    Omicidio di Perugia docet

    Comment by diablita — 05/31/2007 #

  2. Siamo sicuri che (come dice Simone Ramella) poter dare il cognome della madre ai figli darebbe un grandissimo sostegno alla famiglia ??? :o

    Questo è il vero problema della sinistra: impuntarsi sulle “questioni di principio” :-@ e lasciar perdere le questioni pratiche, quelle che interessano realmente all’elettore “medio”, che è quello che ti fa poi vincere le elezioni…

    Comment by Flavio — 05/31/2007 #

  3. questo post è un pessimo esempio di politically correctness…

    Comment by laghee — 05/31/2007 #

  4. Siccome non ho sentito in giro tutto ’sto gran bisogno di imporre ai figli anche il cognome della madre (Pedrosa y Calderon), o solo quello della madre in alternativa al cognome del padre (così potremmo avere magari due fratelli che di cognome fanno uno Pedrosa e l’altro Calderon), vien da pensare che si sarebbero potuti risparmiare in un colpo solo gli stipendi sia del critico (Pedrizzi) che del proponente il ddl.

    Comment by alce41 — 05/31/2007 #

  5. la proposta di legge renderebbe “possibile” la scelta del cognome materno, non la imporrebbe…ma quali paure circolano in questo paese?…

    Comment by Anonymous — 05/31/2007 #

  6. Mia moglie è extracomunitaria e due dei nostri figli sono italiani.
    Quando viaggia sola con loro, soprattutto in aereo, deve portare sempre una copia del certificato di nascita dei propri figli (il loro cognome non corrisponde a quello della madre).
    Nelle Repubblica Dominicana si danno i due cognomi. Non ci vedo nulla di strano, eppure lì sono molto cattolici.
    Sveglia Italia che siamo nel terzo millennio……

    Comment by I.L. — 05/31/2007 #

  7. Immagino che il peso del certificato di nascita sia così elevato da costituire un notevole impedimento al viaggio… :o

    Comment by Flavio — 05/31/2007 #

  8. Cosa c’entr il Papa???

    Continuate a infarcire il blog di cretinate e come giustamente dice Flavio chi si allontana dai problemi reali della gente è qualcun altro…

    Comment by Gola lacustre — 05/31/2007 #

  9. Ringrazio per la ripresa del mio post, anche se leggendo alcuni commenti (specie il secondo di Flavio), noto con sconforto che il senso di quello che ho scritto è stato completamente travisato. Evidentemente non mi sono spiegato bene, quindi aggiungo un paio di note .

    >> Flavio scrive: “Siamo sicuri che (come dice Simone Ramella) poter dare il cognome della madre ai figli darebbe un grandissimo sostegno alla famiglia ??? :o”

    In realtà, scrivendo “Finalmente qualcosa di concreto a sostegno della famiglia”, mi riferivo ironicamente al passaggio in cui il senatore Pedrizzi, parlando dell’ipotesi di dare ai figli il cognome delle madri, sostiene che “il rischio è che possa incidere negativamente sulla coesione familiare e sociale, creando occasioni di tensione, se non di conflittualità”.

    >> Flavio aggiunge: “Questo è il vero problema della sinistra: impuntarsi sulle ‘questioni di principio’ :-@ e lasciar perdere le questioni pratiche, quelle che interessano realmente all’elettore “medio”, che è quello che ti fa poi vincere le elezioni…”

    In realtà quello che si impunta su una questione di principio, arrivando a tirare in ballo la tradizione millenaria e il diritto romano, è sempre il senatore di An Pedrizzi.

    Fermo restando che sono favorevole alla libertà dei genitori di scegliere il cognome o i cognomi da dare ai propri figli (ed è curioso che sia un esponente della Casa della Libertà a voler negare anche questa piccola libertà), con il mio post volevo soprattutto mettere in luce la tragicommedia di politici come Pedrizzi (ce ne sono nel centrodestra come nel centrosinistra), che pur di ottenere la loro fettina di visibilità mediatica sono disposti a tagliare il capello in quattro anche su questioni come questa, esponendosi al ridicolo.

    Di fronte a questo “spettacolo” credo che chiunque, a prescindere dalle sue idee politiche, dovrebbe preoccuparsi almeno un po’.

    Comment by Simone Ramella — 05/31/2007 #

  10. @ simone ramella 9

    Soprattutto dovremmo imparare a calcolare il rapporto costo/beneficio della politica, cioè riprogettarla al fine di farla costare di meno e produrre di più e di meglio.

    Comment by alce41 — 05/31/2007 #

  11. @ alce41

    Hai ragione, ma cosa c’entra questo con la possibilità di dare il doppio cognome o quello della madre ai figli? Una riforma della politica passa anche attraverso leggi che riconoscano, nella sfera personale, il massimo di libertà ai cittadini per quello che riguarda scelte assolutamente private. Se faccio un abuso edilizio nel costruirmi una casa danneggio la comunità, se i miei figli hanno il doppio cognome non vedo che cosa debba fregare allo Stato o a te.

    Comment by Anonymous — 05/31/2007 #

  12. Francamente credo che ci siano problemi ( molti ) ben + importanti ed urgenti di questo a cominciare dalla crisi dell’attuale classe politica ( tutta ) ……

    Comment by Antonio — 05/31/2007 #

  13. No, se fai un abuso edilizio lo condoni e diventi viceministro dell’economia, ed insulti i cittadini dicendo che sono ladri evasori.

    Comment by Anonymous — 05/31/2007 #

  14. Francamente credo che ci siano problemi ( molti ) ben + importanti ed urgenti di questo a cominciare dalla crisi dell’attuale classe politica ( tutta ) ……

    Scusate, ma intervengo perchè il post l’ho inserito io. Penso che la classe politica debba, come dice la parola stessa, occuparsi della polis, cioè dello stato. La considerazione del cittadino singolo e delle scelte che egli fa, senza danneggiare nessuno, e’ un tratto fondamentale della fisionomia di cio’ che chiamiamo “classe politica”.

    Sono decenni che si parla di questo diritto -elementare, direi banale- che dovrebbe essere riconosciuto alle cittadine, di attribuire il loro cognome ai figli.

    Fare anche di questo diritto doveroso- non gravante economicamente, rientrante nella sfera privata della libera scelta dei cittadini, un problema, significa veramente voler instaurare una sorta di autoritarismo finalizzato a se stesso e, nei fatti, non riconoscere pari dignità a maschi e femmine.

    Comment by Cloro — 05/31/2007 #

  15. Concordo con Cloro, e non solo perché ha definito “ottimo” il mio sito. E’ vero che esistono problemi ben più gravi, ma se non si riesce a trovare un accordo nemmeno per approvare una leggina semplice semplice che riconosca alle donne (anzi, ai genitori) un diritto elementare come questo (che - Pedrizzi e pochi altri a parte - non dovrebbe provocare moti di piazza da parte di maschi che vedono minacciata la loro supremazia millenaria), stiamo freschi.

    Il problema è che nel nostro sistema politico il giudizio su tutto, o quasi, viene ridotto a priori alle variabili destra-sinistra e laici-clericali. E in questo - lo scrivo sperando di non beccarmi anch’io del terrorista - il Papa e, più in generale la chiesa, c’entrano eccome.

    Comment by Simone Ramella — 05/31/2007 #

  16. @ anonimus 11

    Per ciò che mi riguarda puoi dare ai tuoi figli tutti i cognomi che vuoi. Volevo solo osservare che, secondo me:

    a) si tratta di una questione che non aggiunge nulla alla libertà sostanziale delle persone.

    b) siccome i problemi sono molti mi piacerebbe che i parlamentari si occupassero prima delle cose importanti e poi degli “sfizi”.

    c) non pagherei mai 16000 euro al mese a un tale che impiegasse il suo tempo a stabilire se uno si deve chiamare Pedrosa y Calderon, oppure Pedrosa, oppure Calderon.

    d) non amo le complicazioni inutili. Pensa al povero bambino, figlio della signora Pedrosa y Calderon e del signor Lucente y Martinez, che potrebbe chiamarsi a sua volta Pedrosa y Calderon y Lucente y Martinez. Pensa al figlio di quel povero bambino e al figlio di suo figlio…. Non ti vien da ridere?

    Comment by alce41 — 05/31/2007 #

  17. ad alce41 da anonymous11

    ma vuoi spiegarmi perchè mai TU decidi che la scelta del cognome non “aggiunge nulla alla libertà sostanziale delle persone”? …ai maschi può dare piacere e autosoddisfazione credere che “privilegi” culturali siano un dato di natura, che i pargoletti assumano il nostro patriarcale nome per volontà divina o cristiana o romana…da dove ricominciamo?…

    Comment by Anonymous — 05/31/2007 #

  18. Sono stufo di sentire dire che ci sono problemi più importanti, ogni volta che si parla di qualcosa che non interessa o che non si vuole affrontare si dice che ci sono problemi più importanti, ma vogliamo finirla? Non ci sono problemi più importanti e meno importanti ma solo problemi. Ciò che per me può essere prioritario può non esserlo per un altra persona che a sua volta avrà un’altra priorità, questo non significa che il mio problema sia meno importante del suo.

    Comment by Ulisse — 05/31/2007 #

  19. Secondo me è una legge giusta! Non ci vogliono più di 20 minuti per scriverla e non più di 10 per approvarla.
    La madre, inoltre, è l’unica certa! Perchè non dare anche il suo cognome?
    Forse avete ragione.
    Nemmeno le cose facili facili vanno bene.
    In merito ai 16mila euro mensili, pensate a quanto tempo si sono dedicati perdepenalizzare il “falso in bilancio”…….
    E poi si dice che sono polemico!

    Vorrei che anche tu Italiano con figli Italiani fossi costretto a portarti dietro un certificato di nascita alle dogane. Vorrei vedere se anche tu approveresti…..

    Comment by I.L. — 06/1/2007 #

  20. @anonimus 17
    Di che libertà stiamo parlando?
    Io parlo di quella del figlio, di colui che il cognome se lo deve portare in capo tutta la vita e dico che non aggiunge nulla alla sua libertà chiamarsi Pedrosa y Calderon, anzichè Pedrosa, o Calderon, per decisione d’altri, perché in questo caso un nome vale l’altro.
    Se l’obiettivo fosse davvero la libertà dell’individuo perché non lasciar scegliere al titolare, al momento della sua maggior età?

    @ulisse 18
    Ognuno ha le proprie opinioni. Io ritengo che, a risorse limitate e problemi infiniti, questi ultimi debbano essere affrontati secondo una scala di priorità. Voglio dire che se una nave affonda io cerco di turare la falla e non mi trastullo a lucidare gli ottoni. E tu?

    Comment by alce41 — 06/1/2007 #

  21. Io propongo l’estrazione casuale.. del cognome, codesto metodo sarebbe sprone all’aumento del numero dei figli, infatti il genitore perdente cercherebbe di avere figli fintanto che il suo cognome non venisse abbinato.

    Comment by Sir Percy Blakeney — 06/1/2007 #

  22. Concordo con Cloro @14 (incredibile, vero ? :d ): quello che dice nei primi due paragrafi è esattamente quello che volevo dire io (scusatemi se non sono stato capace di farmi capire).

    E ovviamente concordo in pieno con alce41 @16: discorso come sopra…

    Comment by Flavio — 06/1/2007 #

  23. A me questo articolo piace.
    Forse perchè mio figlio porta il mio cognome!
    Cosa riuscita solo grazie al fatto che non siamo sposati e quindi per lo stato non siamo propriamente una famiglia.
    Cosa che a noi sinceramente ‘frega’ molto poco.
    Vi dirò di più, avevo una mezza idea di sposarmi in caso avessero abolito l’usanza di cambiare il nome ai figli di coppie sposate dopo la nascita dei figli. Ma tutto quello che sto leggendo mi fa davvero venire il vomito.
    E non mi sposo!

    Comment by Diana — 02/8/2008 #

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