June
2

La festa della repubblica

Santità,

Ho pensato molto, molto, in questi giorni. E ho capito che c’è una sola speranza per cercare di salvare la spaventosa situazione che mi vede coinvolto con lo Ior in una serie di tragiche vicende che vanno sempre più deteriorandosi e che finirebbero per travolgerci irreversibilmente.

Ho pensato molto, Santità, e ho concluso che Lei è l’ultima speranza, l’ultima.

Da molto mesi ormai, mi vado dibattendo a destra e a manca, alla disperata ricerca di trovare chi responsabilmente possa rendersi conto della gravità di quanto è accaduto e di quanto più gravemente accadrà se non intervengono efficaci e tempestivi provvedimenti, essenziali per respingere gli attacchi concentrici che hanno come principale bersaglio la Chiesa e, conseguentemente, la mia persona e il gruppo a me facente capo.

La politica dello struzzo, l’assurda negligenza, l’ostinata intransigenza e non pochi altri incredibili atteggiamenti di alcuni responsabili del Vaticano, mi danno la certezza che Sua Santità sia poco e male informata di tutto quanto ha per lunghi anni caratterizzato i rapporti intercorsi tra me, il mio gruppo e il Vaticano.

Santità, sono stato io ad addossarmi il pesante fardello degli errori nonchè delle colpe commesse dagli attuali e precedenti rappresentanti dello Ior, comprese le malefatte di Sindona, di cui ancora subisco le conseguenze; sono stato io che, su preciso incarico di Suoi autorevoli rappresentanti, ho disposto cospicui finanziamenti in favore di molti Paesi e associazioni politico-religiose dell’Est e dell’Ovest; sono stato io che, di concerto con le autorità vaticane, ho coordinato in tutto il Centro-Sudamerica la creazione di numerose entità bancarie, soprattutto allo scopo di contrastare la penetrazione e l’espandersi di ideologie filomarxiste; e sono io infine che vengo tradito e abbandonato proprio da queste stesse autorità a cui ho rivolto sempre il massimo rispetto e obbedienza.

Santità, la domanda che mi pongo è questa: ma a chi giova un tale atteggiamento? Certo non a me o al mio gruppo, ma ancora più certamente non giova agli interessi morali ed economici della Chiesa. E allora, Santità, mi convinco sempre di più che chi vuole male alla Chiesa (e non sono in pochi) trova, all’interno di essa, numerosi e autorevoli alleati. Ora si tratta di stabilire quanti di questi alleati sono in buona fede e quanti non lo sono. Dunque, le ipotesi sono due: per quelli che sono coscienti del male che hanno fatto e che potrebbero ancora fare, non c’è alcun dubbio. Lei, Santità, è l’obiettivo! Per quelli che invece sono in buona fede (ed è l’ipotesi meno credibile), Santità, non indugi un secondo, li allontani urgentemente dal loro incarico prima che sia troppo tardi!

Certo, occorre molta buona volontà, per non dire che bisogna essere ciechi, per non vedere che si sta preparando una grande congiura contro la Chiesa e la Persona di Sua Santità. E ciò è facile dedurlo dalle assurde risposte che si continua a dare alle mie disperate grida di pericolo e ai miei reiterati inviti di chiarimento.

Forse, senza forse, la grande popolarità e simpatia di cui Lei, Santità, gode in molte parti del mondo e l’espandersi di essa, preoccupano, e non poco, i Suoi avversari interni ed esterni, sino al punto da far pensare a quelli interni, si capisce, il tanto peggio, tanto meglio!

Gli avversari esterni sappiamo chi sono e Lei, Santità, lo sa meglio di tutti e li combatte meglio di tutti; ma quelli interni, interni alla Chiesa voglio dire, e quelli affini, come alcuni democristiani, Lei Santità li conosce? Io credo proprio di no!

Non sono un pettegolo e neanche uno che accusa per dispetto o per vendetta. E non m’interessa, perciò, soffermarmi sulle tante chiacchiere che si fanno su alcuni prelati e in particolare sulla vita privata del segretario di Stato cardinale Casaroli (si sa, questo genre di chiacchiere non giova mai alla dignità e al buon nome della Chiesa), ma m’interessa moltissimo segnalarLe il buon rapporto che lega quest’ultimo ad ambienti e a personaggi notoriamente anticlericali, comunisti o filocomunisti, come quello con il ministro democristiano Nino Andreatta col quale, sembra, abbia trovato l’accordo per la distruzione e spartizione del Gruppo Ambrosiano.

Ma a quale disegno vuole o deve obbedire il segretario di Stato del Vaticano? A quale ricatto?

Santità, un eventuale crollo del Banco Ambrosiano provocherebbe una catastrofe di inimmaginabili proporzioni in cui la Chiesa ne subirebbere i danni più gravi! Bisogna evitarla ad ogni costo!

Molti sono colori che mi fanno allettanti promesse di aiuto a condizione che io parli delle attività da me svolte nell’interesse della Chiesa; sono proprio molti coloro che vorrebbero sapere da me se ho fornito armi e mezzi ad alcuni regimi di Paesi del Sudamerica per aiutarli a combattere i nostri comuni nemici, e se ho fornito mezzi economici a Solidarność o anche armi e finanziamenti ad altre organizzazioni di Paesi dell’Est; ma io non mi faccio e non voglio ricattare; io ho sempre scelto la strada della coerenza e della lealtà anche a costo di gravi rischi!

Santità, a Lei mi rivolgo perchè solo attraverso il Suo alto intervento è ancora possibile raggiungere un accordo tra le parti interessate e respingere il terribile spettro di una immane sciagura.

Ora, altro non mi rimane che sperare in una Sua sollecita chiamata che mi consenta di mettere a Sua disposizione importanti documenti in mio possesso e di spiegarLe a viva voce tutto quanto accaduto e sta accadendo, certamente a Sua insaputa.

Grato e nel bacio del Sacro Anello, mi confermo della Santità Vostra.

Roberto Calvi

(Ferruccio Pinotti, “Poteri Forti“, pgg. 290-292)

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  1. Beh sappiamo tutti come come è andata a finire anche se la vicenda non è ancora del tutto chiara.

    Comment by Ulisse — 06/3/2007 #

  2. E’ andata a finire che per i cazzi delle banche vaticane che riciclavano i soldi e alla fine l’hanno messa in quel posto anche ai loro risparmiatori, un vero eroe del nostro tempo, Giorgio Ambrosoli, ci ha anche rimesso la pelle.
    Il tutto mentre il responsabile del crack, l’alto prelato Marcinkus, giocava a golf nelle sue tenute americane assistito dal suo stuolo di battone, con le quali non aveva alcuna vergogna a farsi fotografare.
    Altra storia di cui la chiesa cattolica può andare proprio fiera.

    Comment by M — 06/3/2007 #

  3. 1. A proposito di festa della Repubblica, l’Araldo riporta in stile novella 2000 del galà a Villa Erba con 800 (diconsi ottocento) invitati. Primo quesito: chi ha pagato? Secondo quesito: chi e con quale criterio ha “”selezionato”" gli invitati? Forse in base al “censo”? Chissà che ressa di setaioli e di immobiliaristi… (adesso poi che c’è il consigliere addetto al PRG…). Morale: noi poveri straccioni di cittadini-contribuenti a busta-paga tutti in Duomo….

    2. @2 Certo che l’avv. Ambrosoli è un eroe dei nostri tempi. In compenso la “razza Marcinkus” pare avere epigoni di tutto rispetto tra voi comaski: c’è avvocato e avvocato…

    IL Griso

    Comment by il griso — 06/4/2007 #

  4. A proposito di Calvi: tutti assolti nel processo per omicidio.

    Comment by JP — 06/6/2007 #

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