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Roma Vaticano
(Quest’articolo è stato preso e tradotto dal settimanale The Economist di questa settimana.)
Con le buone o con le cattive
La rinascente influenza vaticana sull’Italia
Mentre i vescovi concludevano la loro assemblea generale il 25 maggio, qualcuno può aver pensato all’ironia che suscita la loro situazione. In un’epoca secolare, e 13 anni dopo il crollo della Democrazia Cristiana che rappresentava i suoi interessi in politica, la Chiesa esercita un’influenza sull’Italia molto più diretta adesso che negli scorsi 40 anni.
Negli ultimi tre anni, le gerarchie della Chiesa e gli alleati parlamentari hanno combattutto tre grosse battaglie e non ne hanno persa una. Nel 2004 un gruppo trasversale di deputati ha imposto un giro di vite restrittivo sulla legge per la fecondazione assistita. Un anno dopo, il capo della CEI, il Cardinale Camillo Ruini, ha abilmente sventato l’oppurtunità di ampliare i termini della legge tramite un referendum (chiedendo ai fedeli di astenersi, non permettendo così di raggiungere il quorum necessario). E a febbraio, quando un ex primo ministro, Giulio Andreotti, ora senatore a vita e da sempre l’uomo politico della Chiesa, ha portato il governo di centrosinistra guidato da Romano Prodi vicino alla disfatta, la coalizione ha tolto dalle priorità l’estensione dei diritti civili alle coppie di fatto, inclusi i gay.
Sotto la guida del successore del Cardinale Ruini, Angelo Bagnasco, i prelati italiani si stanno preparando per un’altra battaglia contro la legge sul testamento biologico, provvedimento che lasciarebbe decidere il proprio trattamento sanitario alle persone che non sono più in grado di comunicare con i dottori. All’assemblea generale, il vice dell’Arcivescovo Bagnasco, Giuseppe Betori, ha dichiarato che simili misure rappresenterebbero “una pericolosa deriva verso qualcosa che assomiglia all’eutanasia”.
Alcuni responsabili del Vaticano dicono che il Papa Benedetto XVI è deciso ad impedire all’Italia di seguire l’esempio della Spagna di Zapatero, che ha legalizzato il matrimonio tra gay e ha fatto altre riforme in contrasto con i dogmi della Chiesa. Il Papa vede l’Italia come l’unico emblema del Cattolicesimo e quindi come il terreno ideale per sferrare l’attacco alla strisciante secolarizzazione dell’Europa. La contorta politica italiana potrebbe rendere il tutto più semplice.
Il governo Prodi si regge a stento in piedi (ed è diventato ancora più debole questa settimana [la scorsa, n.d.a.] dopo la batosta subite alle elezioni amministrative, specialmente al nord). La sua vita dipende dal voto di senatori non eletti per avere la maggioranza nella Camera alta ed in questo modo è messo in pericolo persino da una piccola ribellione nelle sue fila. Queste includono una Democrazia Cristiana in miniatura, l’UDEUR, ed un gruppo di integralisti cattolici nell’altrimenti liberal Democrazia e Libertà [la Margherita], conosciuti nei media con l’appellativo di “Teo-Dems”. Se questi votassero contro il governo su ogni provvedimento sgradito ai vescovi, si unirebbero all’opposizione di centrodestra nel farlo cadere.
Tutto ciò può sembrare strano. Dopo tutto, Silvio Berlusconi, leader dell’opposizione, è prevalentemente secolare. Prima di entrare in politica, le sue simpatie erano rivolte principalmente ai socialisti, non ai democristiani. E’ divorziato e ha avuto tre figli dall’attuale moglie prima del loro matrimonio (civile). Solamente uno tra i quattro partiti della precedente coalizione di governo che lui ha guidato fino allo scorso anno era cattolico: l’Unione dei Cristiani Democratici [UDC].
Ma, puntualizza Stefano Ceccanti, un professore di giurisprudenza che ha collaborato alla stesura del testo di legge sulle coppie di fatto, “il centrodestra è ideologicamente molto debole e trova la sua unità nel seguire le posizioni della Chiesa”. La destra italiana, infatti, si distacca dal liberalismo economico. I credo che in precedenza hanno fornito il fondamento ideologico - il fascismo e la Democrazia Cristiana - hanno perso ogni credibilità. Sostenere in questo momento la causa cattolica può aiutare sia ad assicurarsi i voti dei cattolici che a dividere ulteriormente l’eterogenea coalizione di Prodi, che spazia dai teodem fino ai trotzkysti. I conservatori, inclusi gli atei, considerano inoltre la Chiesa guidata da Papa Benedetto XVI un formidabile baluardo contro il fondamentalismo islamico.
Anche su altre questioni, comunque, c’è coincidenza di vedute tra il centrodestra e la Chiesa. Ezio Mauro, direttore del quotidiano La Repubblica, ha accusato il Cardinale Ruini di aver spostato il baricentro della Chiesa sulla destra. In realtà, il più convinto sostenitore dei vescovi, in tempi recenti, è stato il direttore di un’altra testata, Giuliano Ferrara de Il Foglio, un ex ministro berlusconiano, ateo. “Pur non essendo cattolico”, dice, “penso molto da cattolico”.
Fino a quanto i vescovi, però, possono spingersi nell’imporre alla società le posizioni della Chiesa? I leader della Chiesa spesso si comportano come se l’Italia, ancora oggi, fosse così profondamente cattolica come ai tempi in cui in ogni casa italiana c’era un crocifisso sopra il letto matrimoniale ed una televisione in bianco e nero dalla quale Pio XII, sporadicamente, concedeva misurati saluti. Dopo che le associazioni cattoliche hanno portato e radunato a Roma, il 12 maggio, migliaia e migliaia di persone nel family day, l’Arcivescovo Bagnasco ha dichiarato soddisfatto che quella era “una società che si stava esprimendo in un modo inequivocabile”.
Ciò nonostante, l’Italia di oggi ha uno dei tassi di natalità più bassi al mondo, anche grazie all’ostilità quasi universale del Vaticano avverso la contraccezione. Un quarto delle giovani coppie che vivono insieme non è sposata. I sociologi della Chiesa insistono nel dire che la media degli italiani che vanno a messa almeno una volta al mese rimane stabile intorno al 50%, ma una ricerca pubblicata a febbraio fa intendere che la stima è molto più bassa (il 23% nel patriarcato di Venezia, dove la ricerca è stata condotta).
“Non tutto il paese è cattolico,” dice Marcello Vigli, un attivista laico ed un veterano del movimento Sociale Cristiano. “Non puoi imporre per legge ciò che la gerarchia ecclesiastica considera giusto. Altrimenti, si incomincia ad essere in uno stato confessionale.” Per Giuliano Ferrara de Il Foglio, una simile presa di posizione è pura ipocrisia. “Se la Chiesa ha il diritto di dire ciò che pensa, ha pure il diritto di essere sulla scena politica. Quello che non ha è il diritto di condizionare”. Molto italiani si direbbe d’accordo. Ma qualcun’altro osserverebbe che ciò che fa, in pratica, è condizionare. A marzo l’Arcivescovo Bagnasco, in effetti, ha suggerito a quei politici che si considerano cattolici di votare contro l’ampliamento dei diritti civili alle coppie di fatto.
I suoi sostenitori replicano che questi stava solamente ricordando ai deputati la dottrina della Chiesa; e che, a scanso di equivoci, la posizione del vescovo collimava con la posizione prevalente del paese (il 47-45% della popolazione è contro il disegno di legge, come riportato da un sondaggio apparso in un altro quotidiano, il Corriere della Sera). Il monito dell’Arcivescovo Bagnasco, però, ha creato un forte risentimento tra chi è favorevole al provvedimento, e lo ha fatto ancora di più quando è sembrato che questo li additasse come apologeti della pedofilia e dell’incesto.
Poco dopo quell’osservazione, delle minacce sono state scritte fuori dall’ingresso della sua chiesa a Genova. Poi ha ricevuto una lettera contenente un bossolo ed il simbolo delle Brigate Rosse. Ora è sotto scorta. Nel rivolgersi all’assemblea dei vescovi, il Papa Benedetto XVI ha detto che “la fede cattolica e la presenza della Chiesa sono rimasti il grande tratto unificante di quest’amata nazione”. Solo negli ultimi tempi, perchè a dire il vero non sempre è sembrato così.


Forse per vedere bene le cose bisogna guardarle da lontano: Economist mi sembra più esaustivo ed onesto di tanti giornali nostrani. Da noi, mediamente, si tratta l’argomento con circospezione, con omissiva cautela, badando bene di smussarne le asperità che potrebbero offendere qualcuno.
L’italiano medio, non più cattolico, non ancora laico, non s’appassiona, ci vede una fregatura, una questione dove ha tutto da perdere e nulla da guadagnare.
Perché mettersi contro la chiesa? Perché dice che bisogna fare questo questo e quest’altro? Ecchecenefotteanoi!
Il che vuol dire due cose: che non c’é da far conto su di lui se si vuol fare una battaglia contro la chiesa, per laicità dello stato, ma che non ci può contare neppure la chiesa per l’operazione contraria.
Decideranno le minoranze e la chiesa sta attizzando le sue. Bisognerà darsi da fare se vogliamo mantenere gli attuali spazi di libertà .
Comment by alce 41 — 06/7/2007 #
=d>
Comment by Speaker's C. — 06/7/2007 #
Queste affermazioni son troppo divertenti… me le annoto sul diario!
1)”I conservatori, inclusi gli atei, considerano inoltre la Chiesa guidata da Papa Benedetto XVI un formidabile baluardo contro il fondamentalismo islamico.”
2)”Ciò nonostante, l’Italia di oggi ha uno dei tassi di natalità più bassi al mondo, anche grazie all’ostilità quasi universale del Vaticano avverso la contraccezione.”
Comment by triio — 06/7/2007 #
…non solo sono divertenti ma è anche il frutto di un’informazione fatta in modo ambiguo… del resto come è nello stile del The Economist!
Comment by triio — 06/7/2007 #
l’Italia di oggi ha uno dei tassi di natalità più bassi al mondo… questo vuol dire?
1) O gli italiani hanno ubbidito al Vaticano… non fanno piu’ sesso.. Santi subito!!!
2) O hanno disubbidito al Vaticano … facendo sesso, sesso, sesso usando contraccettivi.
Speriamo X il numero 2 perche’ se no….. POVERA ITALIA!!! DEPRESSA IN TUTTI I SENSI;)
Comment by Speaker's C. — 06/7/2007 #
“l’Italia di oggi ha uno dei tassi di natalità più bassi al mondo, anche grazie all’ostilità quasi universale del Vaticano avverso la contraccezione.”
ma cosa vuol dire?
caro Alce41, son stato abbonato per un anno all’Economist. Ho disdetto, ora sono abbonato ad Avvenire. Decisamente uno sguardo più critico e libero di quello dell’Economist.
Comment by s — 06/7/2007 #
A me non sembra che c’era bisogno dell’Economist per arrivare alle sue conclusioni, basta guardarsi in giro e dare un occhio alle statistiche.
Le chiese sono sempre più vuote, la natalità è fra le più basse d’Europa e mi rifiuto di credere che non si scopi, anzi la libertà sessuale è ormai un dato di fatto, pochissimi ragazzi ormai arrivano vergini alla maggiore età ma secondo me il preservativo è ancora poco usato, soprattutto fra gli etero, quindi se non si fanno più figli ci sono altri motivi. Il primo forse è semplicemente che non si vogliono, spesso ad una coppia ne basta uno e già così si fa fatica a tirare a fine mese.
Comment by Ulisse — 06/7/2007 #
“Papa Benedetto XVI ha detto che “la fede cattolica e la presenza della Chiesa sono rimasti il grande tratto unificante di quest’amata nazioneâ€.”
Certo che questa espressione uscita dalla bocca di Ratzinger denota la sua ex militanza alla Gioventù Hitleriana. É un pensiero - il suo - tipicamente nazionalsocialista. Come dire che la razza ariana e il Terzo Reich furono il collante del popolo germanico.
Comment by Boris Souvarine — 06/7/2007 #
Non penso che L’Avvenire possa essere confrontato con l’Economist.
La lettura dell’uno non vedo come possa escludere quella dell’altro giornale.
Sono due iniziative editoriali molto diverse.
Bisogna poi vedere se uno compra solo il giornale che più lo consola.
Puoi anche leggere Internazionale se vuoi o collegarti al sito di Nigrizia.
Nessun giornale peraltro, nel mio relativismo, è paragonabile ad una bibbia.
Non è che se lo scrive l’Avvenire una cosa diventa, in re ipsa, verità .
E’ vero che siamo vicino ad uno che viene, inspiegabilmente, ritenuto infallibile a partire dal Concilio Vaticano I (1870 se ben ricordo) ma, consentimi, sempre di dubitare delle certezze assolute in materia di diritto positivo o di temi sociali.
Comment by S.Just — 06/7/2007 #
Ulisse sono d’accordo con te … of course, ci saranno altri motivi perche’ in Italia non si fanno piu’ figli… (1) Il governo italiano non pensa di certo a chi fa fatica a tirare alle fine del mese ..quindi con i figli, posso immaginare la fatica …….
… Il punto che volevo fare prima, era un’altro… quello “SUL PROIBIZIONISMO VATICANESE ” in fatto di SESSUALITA’ ” ..Se il VATICANO da’ la scomunica a tutti quelli che usano i preservativi, lancia terribili anatemi, MALEDIZIONI e MALOCCHI a tutti quelli che vivono la sessualita’ come un fatto NORMALE della vita adulta….
(La domanda era rivolta SOLO ai CATTOLICI praticanti:”quelli che si professano cattolici con scudi e crociate), a loro chiedo gentilmente :”RAG..se non usate il preservativo?? O qualche altro contraccettivo? I casi sono due
1) Siete casti come i gigli,
2) dovete fare l’abbonamento settimanale x correre al confessionale ?? MAH..
:-?:-?:-\[-o<
Comment by Speaker's C. — 06/7/2007 #
Nei post di questo blog sono emerse analisi più complete e raffinate di quella dell’Economist.
Quel che è certo è che diverse forze trovano nella Chiesa cattolica un collante idologico che serve a tenere insieme le insulse e imbelli coalizioni politiche che l’Italia di oggi sa esprimere.
Coalizioni che hanno bisogno di un vestito ideologico per giustificare l’arrembaggio alla cosa pubblica, allo Stato, ai nostri soldi che governi come quello di Berlusconi e quello di Prodi perpetrano quasi senza opposizione.
Una bella religione, di quelle profondamente connaturate con i soldi e il potere, risponde in modo perfetto a questa esigenza.
Questa una delle ragioni della rinnovata vitalità della Chiesa cattolica.
Della Chiesa, si intende, mica della fede, che è ormai qualcosa che non interessa più a nessuno, se non ai poveri sprovveduti che pensano di guadagnarsi il paradiso votando quelli che il prete gli suggerisce in confessionale.
Comment by Condorcet — 06/8/2007 #
Mi domando come farebbe la Chiesa Cattolica in Italia senza l’8 per mille…Ritengo che su quel carro di secolari vincitori siano saliti molti italiani del tutto privi dei sentimenti che la religione cristiana produce in tutti noi. Ho recentemente visto le candidature e gli slogan dei leghisti, uno di questi candidati divorziato, convivente, fallito nella propria attività immobiliare ha tappezzato la citta’ con slogan fondamentalisti sulla difesa della famiglia, sarà pure un atteggiamento moralistico riferirsi alla vita personale di un qualsiasi candidato, lo ammetto, ma se questo poi ottiene poteri che decideranno sulle nostre vite quali garanzie di verità ed onestà può vantare?
Comment by Microscopio — 06/9/2007 #