June
16

Mentre a Como la Notte e’ Bianca.. a Roma …

Si lotta per la Laicita’ perche’ come sottolineato in questo bellissimo editoriale di Michele Serra, oggi non e’ solo il Gay Pride ma "ogni piazza che si batta per uno Stato laico è anche la mia piazza":

La bandiera della laicità MICHELE SERRA

Se oggi potessi essere a Roma andrei al Gay Pride. E non per solidarietà "da esterno" a una categoria in lotta. Ci andrei perché, da cittadino italiano, riconosco nei diritti degli omosessuali i miei stessi diritti, e nell’isolamento politico degli omosessuali il mio stesso isolamento politico.

Ci andrei perché la laicità dello Stato e delle sue leggi mi sta a cuore, in questo momento, più di ogni altra cosa, e ogni piazza che si batta per uno Stato laico è anche la mia piazza.

Ci andrei, infine e soprattutto, perché, come tantissimi altri, sono preoccupato e oramai quasi angosciato dalle esitazioni, dalla pavidità, dalla confusione che paralizzano, quasi al completo, la classe dirigente della mia parte politica, la sinistra.

Una parte politica incapace di fare proprio, senza se e senza ma, il più fondante, basilare e perfino elementare dei princìpi repubblicani: quello dell’uguaglianza dei diritti. L’uguaglianza degli esseri umani indipendentemente dalle differenze di fede, di credo politico, di orientamento sessuale.

Ci andrei perché ho il fondato timore che la nuova casa comune dei democratici, il Pd, nasca mettendo tra parentesi questo principio pur di non scontentare la sua componente clericale (non cattolica: clericale. I cattolici sono tutt’altra cosa).

Ci andrei perché gli elettori potenziali del Pd hanno il dovere di far sapere ai Padri Costituenti del partito, chiunque essi siano, che non sono disposti a votare per una classe dirigente che tentenni o peggio litighi già di fronte al primo mattone. Che è quello della laicità dello Stato. Una piazza San Giovanni popolata solamente da persone omosessuali e transessuali, oggi, sarebbe il segno di una sconfitta. Le varie campagne clericali in atto tendono a far passare l’intera questione delle convivenze, della riforma della legislazione familiare, dei Dico, come una questione di nicchia.


Problemi di una minoranza culturalmente difforme e sessualmente non ortodossa, che non riguardano il placido corso della vita civile di maggioranza, quella della "famiglia tradizionale". Ma è vero il contrario. L’intero assetto (culturale, civile, politico, legislativo) dei diritti individuali e dei diritti di relazione riguarda il complesso della nostra comunità nazionale. La sola pretesa di elevare a Modello una sola etica, una sola mentalità, una sola maniera di stringere vincoli tra persone e davanti alla comunità, basta e avanza a farci capire che in discussione non sono i costumi o il destino di una minoranza. Ma i costumi e il destino di tutti.

Ci andrei perché dover sopportare gli eccessi identitari, il surplus folkloristico e le volgarità imbarazzanti di alcuni dei manifestanti è un ben piccolo prezzo di fronte a quello che le stesse persone hanno dovuto pagare alla discriminazione e al silenzio. E i peccati di orgoglio sono comunque meno dannosi e dolorosi delle umiliazioni e dell’autonegazione. E se la piazza dovesse essere dominata soprattutto da questi siparietti, per la gioia di cameraman e cronisti, la colpa sarebbe soprattutto degli assenti, che non hanno capito che piazza San Giovanni, oggi, è di tutti i cittadini. Se ci sono pregiudizi da mettere da parte, e diffidenze "estetiche" da sopire, oggi è il giorno giusto.
Ci andrei, infine, perché in quella piazza romana, oggi, nessuno chiederà di negare diritti altrui in favore dei propri. Nessuno vorrà promuovere un Modello penalizzando gli altri. Non sarà una piazza che lavora per sottrazione, come quella rispettabile ma sotto sotto minacciosa del Family Day. Sarà una piazza che vuole aggiungere qualcosa senza togliere nulla.

Nessuna "famiglia tradizionale" si è mai sentita censurata o impedita o sminuita dalle scelte differenti di altre persone. Nessun eterosessuale ha potuto misurare, nel suo intimo, la violenza di sentirsi definire "contro natura". Chi si sente minacciato dall’omosessualità non ha ben chiaro il concetto di libertà. Che è perfino qualcosa di più del concetto di laicità.

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  1. Bel commento ma temo che ben pochi laici e soprattutto ben pochi uomini liberi (ammesso che esistano ancora) ne colgano il senso e si presentino in Piazza San Giovanni. Avrei voluto esserci in quella piazza purtroppo impegni mi hanno trattenuto qui se riesco andrò al Pride di Milano.
    In ballo non ci sono solo i diritti dei froci o dei culattoni come molti ci chiamano in ballo c’è la libertà di tutti contro la libertà di pochi. Quei pochi che pur avendo tutti i diritti concebili dalla nostra società vogliono che altri ne siano esenti, esclusi e ricacciati in ghetti perchè la loro vista dà loro fastidio.
    Io sono per la libertà di tutti, non solo per quella degli omosessuali ma anche per la libertà dei ragazzi e delle ragazze madri, per la libertà di chi ha figli avuti da più matrimoni o relazioni, libertà per chi vive situazioni familiari ingarbugliate o difficili, libertà per i single, per gli extracomunitari costretti a vivere fra i ruderi ed ai margini della nostra cosiddetta società civile.
    Io sono per la mia libertà ma anche per la libertà tua, tua e anche tua, perchè la mia libertà non può che coincidere con la libertà altrui. Se io non sono libero non lo sei nemmeno tu e se tu non sei libero nemmeno io lo sono.

    Comment by Ulisse — 06/16/2007 #

  2. Mite e razionale, bellissimo e condivisibile senza se e senza ma. Così facile da capire che vien voglia di chiedersi come possa esistere una maggioranza (oh yes!), che non lo capisce e non lo condivide. Ma c’è. E’ una maggioranza distratta e aggressiva, troppo occupata a guardarsi l’ombelico, a difendere la propria identità, a salvaguardare le proprie radici, per concedersi a un sereno confronto di opinioni. Una maggioranza convinta che la testa serva solo per metterci il cappello.

    Comment by alce — 06/17/2007 #

  3. “Il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri è concesso a titolo gratuito per iniziative organizzate nel territorio nazionale o all’estero di alto rilievo culturale, sociale, scientifico, artistico, storico, sportivo, ad esclusione di quelle che abbiano scopi o finalità commerciali”
    Il gay pride soddisfa questi requisiti?! :o

    Comment by aLe — 06/17/2007 #

  4. chi lo deve decidere? tu?

    Comment by alce — 06/17/2007 #

  5. No, il buonsenso!!!

    Comment by aLe — 06/17/2007 #

  6. quello tuo naturalmente!

    Comment by alce — 06/18/2007 #

  7. Io mi rifarei al diritto naturale.
    Chiedere al cardinale di turno.
    Il commento di Serra, in ogni caso, ci fa sentire meno soli in mezzo a questo paese arretrato culturalmente e socialmente.
    Qui ci si interroga se “concedere” diritti che nel resto del famoso occidente nessuno (neppure se politicamente conservatore) si sognerebbe di mettere in discussione.
    E’ l’idea borbonica della “concessione” e del “favore” che ci riporta sempre di secoli indietro nel tempo e lascia il paese, anche in moltissimi altri temi, nell’immobilismo e nel passato.
    In questo paese, in buona sostanza, non ci sono liberali veri (non quelli autoproclamati che sono numerosissimi) nè, tanto meno, politiche liberali.
    E questo è, purtroppo, evidente in entrambi i due raggruppamenti politici maggiori dove, nel marasma confuso che li caratterizza, l’unica linea comune sembra essere quella di stare inginocchiati quando parla la gerarchia cattolica che viene letta solo come portatrice di consenso elettorale e non certamente come portatrice di valori.
    Infatti i valori cattolici sono presi solo per quello che interessa a dimostrare una tesi di parte e non certo nel loro senso complessivo.
    E per farsi vedere paladini di questo importante lobby elettorale la strada più semplice è quella di vessare le minoranze piuttosto che occuparsi dei diritti sociali delle persone e delle “mitologiche” famiglie.

    Comment by S.Just — 06/18/2007 #

  8. Qual’è il diritto naturale? Quello di papa Ratzinger?

    Comment by alce — 06/18/2007 #

  9. Ma l’avete viste le foto del corteo?

    http://213.215.144.81/public_html/articolo_index_32540.html

    Manifestare per la laicità? Manifestare?

    A me sembrava uno spettacolo osceno, non una manifestazione… la conferma che l’omosessualità è una perversione, una malattia…

    Ma più dello schifo alla vista dei froci in parata mi ha assalito la tristezza… la tristezza che nessuno faccia niente per impedire simili cose…

    Comment by Faso — 06/19/2007 #

  10. @9 paolog
    e tu l’hai letto l’articolo di Serra, sai di cosa parli, o ti basta aprire la bocca e darle fiato?

    Comment by alce — 06/19/2007 #

  11. LA FAMIGLIA !!! CENTRODESTRA IMPEGNATO A SCATENARE LE IRE DEI VOTANTI (CIO’ CHE
    IMPORTA E’ FAR CADERE IL GOVERNO E TORNARE A FARE LE LEGGI “PRO DOMO SUA”)

    FINI DIVORZIA E COMPLETA IL PANORAMA DEI LEADER DEL CENTRODESTRA CON SCARSA
    COERENZA … RISULTATO: BUTTIGLIONE MINACCIA DI DIMETTERSI GIOVANARDI (IL
    PIU’ ESTREMISTA) VUOL SALIRE AL COLLE !!! RIDICOLI.

    Comment by nedo — 06/21/2007 #

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