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Rabbia e imbroglio
D’Alema non ci ha fatto sognare. Anzi. L’offeso schiuma di sdegnata rabbia e si becca una rispostaccia dai giudici, ancora una volta dimostrando di essere al di sotto delle aspettative.
Berlusconi, invece ci fa vomitare.
Solo Bonaiuti che si atteggia a macchietta, vuol far finta di nulla e sperare di farci credere che parlare di regicidio rivolgendosi al governo in carica da parte leader dell’opposizione possa essere equivocabile o foriero di ulteriori spiegazioni, piuttosto che essere considerato un auspicio criminale e criminogeno.
Ricapitoliamo: abbiamo un leader di sinistra che manda il senatore ed ex magistrato Brutti a difenderlo da Santoro.
Il senatore tra l’altro fa egregiamente il suo dovere ma non dice le uniche cose dotate di senso politico appropriate al caso: cioè tace sulla volontà politica di promuovere - come Ds -. un provvedimento ad hoc sul lobbismo.
Il ché significa che quella volontà non esiste e che ovviamente non possiamo sperare in una seria legge sul conflitto di interessi, perché i due provvedimenti o marciano insieme o hanno lo stesso inutile senso della legge Frattini (che già è comica di suo).
A destra un avventuriero scaltro come una lince orba calza una cotta del Seicento inglese e si immedesima in Oliver Cromwell. Il quale - sia detto per inciso - avrebbe molto facilmente fatto regicidio se uno come Berlusconi fosse stato re.
Invece, cari miei, siamo nell’anno di grazia 2007, e le cose stanno diversamente. Così diversamente che è legittimo pensare due cose: che D’Alema proprio non ce la fa a essere quello che vorrebbe.
Ha scavato la trincea e ci si è infilato dentro. Noi speravamo che fosse un bazooka, invece era l’ennesima scoreggia.
Se la prende con la notizia in sé, il D’Alema, mentre il suo dirimpettaio le notizie le costruisce on air, e le tira contro la democrazia come giocasse a freccette.
Agevolato dal fatto che è il padrone dell’informazione italiana - a giudicare dalla raccolta pubblicitaria della sua concessionaria e delle sue tv - crea e disfa l’agenda politica ogni giorno.
Bisogna pensare che a Berlusconi - il quale queste sortite le studia a tavolino - tutto il bailamme sulle intercettazioni non deve piacere moltissimo.
Lui così storna e se ne esce con Prodi, re da abbattere.
E’ vero che la slavina intercettazioni si è affacciata anche sui suoi comportamenti e le sue alleanze.
Quindi, è tempo di migrare. Di fare cavallina. Ma non basta a spiegare tutto. Io credo invece che questo nuovo coup de theatre sia solo l’ennesimo impostore segnale ai Ds e - quel che più conta l’ennesima esibizione di un consapevole potere. “Sono disposto a non ricattarvi più su Unipol e a tenere fermi i miei ascari al Giornale, Rete4, Italia 1 e Canale 5 ( più Panorama, Libero, i miei corifei a La Nazione, Il Giorno, Il Resto del Carlino, Il Sole 24 ore e la Stampa insieme con la stampa locale di quasi tutta Italia), se mollate Prodi e ci facciamo un bel governetto insieme.” - suggerisce il cavaliere. “Intanto, come vi muovete vi fulmino”. Altro che Cromwell. Magari.
Trattasi di quella tanto volgare corsa al potere stigmatizzata quando sono gli altri a farla e a tenersene i benefici, e cercata con un’insistenza religiosa e inquietante proprio qualche ora prima di compiere la solenne sceneggiata davanti al presidente della repubblica.
Lo spettacolo è qualcosa di peggio che indecoroso e se assistervi non muove a nessun sentimento le più consistenti masse di cittadini che tollerano senza fiatare comportamenti di questo tipo - e da un parte e dall’altra - significa che - pur facendo salve le proporzioni - quei cittadini se le meritano. Con tanto di scoregge e vomito.


Non ci vuole tanto a capire che Berlusconi sta orchestrando bene l’ultimo atto della sua vita, vuole essere sicuro di stare sotto allla luce dei riflettori come si addice a tutti i bravi attori… cosi’ continua il suo spettacolo tragi-comico tutto italiano … megalomania a 360 gradi…che fa ridere e piangere .. (ci vogliono anche quelli)
Alla maniera del Mussolini… Berlusconi non sopporta il fatto di essere messo in un angolo… questa e’ la sua forza, anche la sua disfatta..:d
Berlusconi perche non ti sei dato al teatro, invece di tirare per il naso L’Italia?:^o:^o:^o:^o
Comment by Anonymous — 06/16/2007 #
Troppe cose tutte insieme. L’elefante é grosso e per mangiarlo va tagliato a fette.
D’Alema s’incazza, Berlusconi cazzeggia, Bonaiuti ingarbuglia, Brutti s’oppone: bagatelle del teatrino della politica.
I DS non hanno nessuna voglia di proporre una proposta ad hoc sul lobbismo: ma che vor dì? Dev’essere vietato fare lobbismo? Spero di no. Se lobby vuol dire parte, gruppo di interessi, e così via, mi riesce difficile immaginare la politica senza lobby.
Senza provvedimenti sul lobbismo non é possibile nessun provvedimento serio sul conflitto d’interessi: e perché? Non basterebbe stabilire che colui che possiede una fortuna economica superiore a… non può candidarsi e non può accedere alle cariche istituzionali?
In questo bailamme, siccome siamo nel 2007 e non al tempo di Cromwell, scopriamo due cose: “che D’Alema proprio non ce la fa ad essere ciò che vorrebbeâ€
Osservazione pertinente ed arguta, ma la seconda cosa qual’é?
Intanto Berlusconi, siccome neppure a lui piace il bailamme delle intercettazioni, se ne esce con Prodi re da abbattere. Beninteso, non per davvero ma per lanciare un segnale ai DS: io non vi ricatto più e noi ci facciamo un bel governetto insieme.
E gli italiani, come le stelle, stanno a guardare.
Sgangherato.
Comment by alce — 06/17/2007 #
Fosse solo un problema di Belusconi capirei ma non lo è, anonymous. Questo è il pujnto.
A Alce: “teatrino” è un luogo comune quasi peggiore del “sono tutti uguali”. Questa è la politica italiana ora. Quella in cui ci specchiamo tutti i giorni. E’ quella in cui riponiamo le nostre speranze.
Sul lobbismo sei poco informato. La legge sulle lobbies, in Gran Bretagna o in Francia, consente eccome di fare lobbismo, solo regolamenta i comportamenti dei politici e il traffico di informazioni, di opportunità e di incontri tra la parti. Gordon Brown, ministro degli esteri inglese, alcuni anni or sono, si dimise (fu costretto a dimettersi da un’alta corte creata ad hoc) perché non aveva denunciato un prestito di 120 mila sterline presso una banca del paese. Capito?
La seconda delle due cose da dire l’hai capita e l’hai pure scritta. Ma non ti sei accorto di averla capita e forse neanche di averla scritta.
L’intuito è involontario ma può rendere ridicolo solo un asino o un comico che non sa di esserlo.
Chi sarebbe lo sgangherato?
Comment by francesco — 06/18/2007 #
Caro Francesco, non te la prendere. Chi scrive un post deve mettere in conto di trovare qualcuno che non la pensa come lui. Ti faccio notare che il mio era un appunto sul post, non su di te: hai messo troppe cose insieme e ne é uscito un guazzabuglio.
Quanto alle tue osservazioni:
a)E’ vero che il “teatrino della politica” é un luogo comune, ma la prima parte del tuo post di quello parla.
b)Sul lobbismo sarai senz’altro più informato di me, ma non hai ancora spiegato perché non si possa fare una seria legge sul conflitto d’interessi disgiunta da un provvedimento sul lobbismo.
c)Sono sicuramente quell’asino che dici, ma siccome dopo averci informato della prima cosa, D’alema che proprio non ce la fa ad essere quel che vorrebbe, continui e ce ne elenchi a perdifiato un’altra trentina, che riguardano ancora D’Alema e poi Prodi e poi Berlusconi, per tacere di Cromwell, sono ancora dell’idea che avresti fatto meglio e prima a dirci qual’era la seconda.
d)Quando dicevo “sgangherato†era evidente non non mi riferivo a te, ma al tuo post e tu, se invece di accenderti come un prospero, ci avessi pensato, l’avresti capito.
Confermo lo sgangherato già espresso per il post. Lo estendo alla replica.
Comment by alce — 06/18/2007 #
D’Alema è il miglior ministro degli Esteri che l’Italia abbia mai avuto, ha riportato in alto il nome del nostro Paese dopo che 5 anni di non politica estera di funzionari ministeriali insipidi e ministri incompetenti aveva reso l’Italia una barzelletta
andate all’estero, fuori dall’europa e chiedete…
quanto ai giudici, grazie al cielo la magistratura è un potere che ha ben retto qualsiasi crisi e anche ora esercita un prezioso ruolo di contrappeso e controllo dello Stato democratico, su tutte le inchieste sulla nuova P2 di Spataro e company
certo, rimane il fatto che anche i giudici devono rispettare la legge, per cui o quelle intercettazioni erano totalmente pubbliche (e non lo erano) oppure sono stati commessi dei reati come era facilmente prevedibile e la magistratura non ha saputo garantire dei diritti riconosciuti (poco conta che siano quelli di D’Alema o di Pinco Pallo, la questione rimane)
Comment by D'Alema antipatico, ma il migliore — 06/21/2007 #