June
20

Esami di immaturità

Stamattina, da Galatea, ho letto della burla realizzata dai ragazzacci di Giornalettismo ai danni dei maturandi, con la pubblicazione sul web di false tracce per la prova scritta di italiano. Una pesca a strascico miracolosa nelle cui reti erano stati acchiappati migliaia di bei pesciolini, e qualche tonno che nuota nelle redazioni dei giornali.

Oggi leggo post di replica dove li si accusa di aver voluto prendere in giro i poveri ragazzi in attesa dell’esecuzione, nel braccio della morte. La burla era in realtà troppo raffinata per la maggior parte dei palati. Vi rimando ai link citati sopra per comprendere qual’era invece il lodevole senso dell’iniziativa.

Di mio voglio solo dire che questa storia dell’esame di maturità è francamente ridicola.
Ogni anno, tra il venti e il trenta di giugno, va in scena in Italia il grande psicodramma collettivo che coinvolge insegnanti, studenti e famiglie.
Quella che all’estero è una normale prova scolastica, vissuta forse come un poco più impegnativa di altre ma senza che da essa sortiscano morti, contusi e traumatizzati a vita, da noi è addirittura oggetto di libri, canzoni e film. Celebrata come la guerra, come l’amore. Oggetto di sacro e riverente timore come il totem.

Diciamo la verità e un’enorme banalità al tempo stesso. Di una banalità da far tremare i vetri. Se uno ha studiato durante l’anno e negli anni addietro, l’esame di maturità non è che una pura formalità, come lo è l’esame di laurea. La probabilità di essere bocciati è equivalente a quella che ho io di passare tra poche ore una notte di fuoco con George Clooney.

L’esame di maturità, che ripeto, non ossessiona affatto e altrettanto i nostri colleghi terrestri, abituati all’esistenza dei doveri nella vita, oltre che dei piaceri, è per noi italiani in realtà una prova simbolica, iniziatica. Percepita quasi come quelle prove tribali dove ti appendono per i pettorali con un mega piercing tipo “Un uomo chiamato cavallo”, avete presente? Non l’ho capito fintanto che non ci sono passata anch’io, tanti anni fa, da privatista.

Come viene vissuta la preparazione all’esame dallo studente tipo? Non studiando le materie in oggetto, come sarebbe logico, ma i metodi più raffinatamente truffaldini per farcela comodamente senza sforzo. Ai miei tempi era la cartucciera. Tanti piccoli rotolini del mar morto con ipotetiche tracce d’esame infilati in una cintura. E poi altri pezzi di carta infilati in ogni dove, misteriose formule tatuate sugli avambracci, sulla pancia. Oltre ai famosi Bignamini, per molti effettivamente il livello massimo di cultura possibile.

Siamo il paese dove fregare il prossimo è un’arte; la furbizia, nel senso di passare davanti agli altri non avendone diritto, una medaglia. Siamo il paese dove l’ignoranza più nera è un vanto; dove il giorno dopo la fine della scuola bisogna sbarazzarsi dei libri di testo scolastici al più presto, come di un cadavere in decomposizione. Per carità che poi al ragazzo un giorno non venga voglia di leggerli davvero, quei libracci.
Un ben consolidato pregiudizio attribuisce ai meridionali il primato in questo tipo di arte di arrangiarsi. In realtà, da quando sono andati al governo i pionieri dell’imprenditoria del nord-est e i cantori padani dell’evasione fiscale si è scoperto che il malvezzo è ahimè diffuso dalle Alpi a Lampedusa, che il furbetto sta in ogni quartierino del bel paese.

Gli ultimi dati sull’evasione ed elusione fiscali sono agghiaccianti. Mentre milioni di dipendenti e pensionati le tasse le pagano automaticamente, il capo del governo viene fischiato da chi denuncia redditi ridicoli, tiene dipendenti in nero e passa il resto del tempo a piangere miseria. Non vi vanno bene gli studi di settore? Scegliete lo scontrino fiscale. No, lo scontrino no, perché bisogna rilasciarlo. E se ve ne andaste a fare in culo? Un’altra banalità da incrinare il bicchiere: se le tasse le pagassimo tutti le pagheremmo tutti meno.

Cosa volete quindi, che i piccoli italiani figli di coloro che non rilasciano la fattura, che sono degli analfabeti di ritorno con il panico da foglio bianco e il cervello ottenebrato dai Grandi Fratelli possano concepire di doversi impegnare per un misero esame? Meglio cercare la pappa già fatta su Internet e incazzarsi quando si scopre che era solo una bufala. Io, sarò sadica e stronza, ma ho goduto.

Lameduck

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  1. Cavolo allora abbiamo dei geni e degli onestissimi cittadini in giro per l’Italia: i figli dei dipendenti che pagano le tasse e i pensionati!
    Ma la vogliamo piantare con queste false distinzioni dove ci sono i buoni e puri da una parte e i cattivi dall’altra.
    Tanto che parli di dipendenti probi, vorrei ricordarti che molti insegnanti (visto che parliamo di scuola)oggi come nei decenni scorsi si hanno messo via dei tesoretti grazie alle ripetizioni.
    E per non parlare dei doppilavoristi, dei baby pensionati statali che occupano posti che servirebbero per i giovani e via discorrendo.
    E tutti questi pagano le tasse? Non sono forse peggio degli altri? O bisogna giustificarli sempre e comunque?
    Allora la critica è nei confronti dei furbi e degli approfittatori che si annidano in tutti settori della nostra vita e in tutti gli strati sociali.
    Piantiamola una buona volta di fare i moralizzatori, la nostra scuola si è sempre basata sull’assunto che bisogna fregare il professore, e la maggior parte degli studenti di oggi e di allora hanno qualche volta approfittato delle situazioni di favore.
    Poi posso essere d’accordo sull’eccessivo interesse per la maturità dato dai media, ma è un rito collettivo.
    Finita la maturità le varie trasmissioni televisive o articoli dei giornali cominceranno con il caldo, che bisogna bere e mangiare frutta, stare attenti alle ore calde e via così.
    Per fortuna che ormai da qualche anno, alla fine dell’estate, non ci sono più i servizi e le interviste fatte alle 5 di mattina nelle “grandi fabbriche del Nord”, erano di una tristezza infinita, compensata però dall’inizio del campionato di calcio!

    Comment by Coldax — 06/21/2007 #

  2. Si, ti sei lasciata un po’ andare. Sei partita bene, poi lo sdegno ti ha fatto sbarellare. Quella dei “piccoli italiani figli di coloro che non rilasciano la fattura” ha fatto incazzare Coldax. Che ha esposto le sue brave ragioni. Credo anch’io che “Siamo il paese dove fregare il prossimo è un’arte”, come dici tu, ma anche che quelli buoni non stanno tutti dalla stessa parte, come dice lui.

    Comment by alce — 06/21/2007 #

  3. @ Coldax

    Tesoretti con le ripetizioni??? Questa è bellissima. Guarda, io ne ho date di lezioni nella mia vita, sia di pianoforte che di inglese, ma mi ricordo che dovevo lottare per arrivare alle 5-6.000 lire all’ora. Forse nelle grandi città, ma in provincia ti assicuro che la gente ha il braccino piuttosto corto per queste cose e ti devi adeguare.
    Poi sono sicura che la stessa gente che si lamenta per le ripetizioni dei figli (se fossero meno somari non ne avrebbero bisogno), se il medicone chiede loro € 180,00 senza ricevuta pagano e sono pure contenti.

    @ alce
    io non ho detto che i buoni stanno da una parte e i cattivi dall’altra. Se Coldax mi presenta un dipendente o un pensionato che riesce ad evadere completamente il fisco gli offro un gelato. ;-)

    Comment by Lameduck — 06/21/2007 #

  4. @Lameduck: scusa le hai dichiarate quelle somme da te considerate ridicole? Se non l’hai fatto sei un evasore!
    Vorrei ricordarti che, ai miei tempi, c’erano professori che lavoravano 7 giorni su 7 con le ripetizioni, addirittura si facevano i gruppi per le lezioni.
    Io non difendo gli evasori fiscali e ci mancherebbe! Ma non voglio che si faccia il solito minestrone ideologico dove ci si butta dentro di tutto.
    Guarda il filmato di Sir riguardo l’assenteismo in Comune, questi dipendenti non evadono certo il fisco, ma se lo meritano lo stipendio?
    A questo punto dovrei dire che tutti i dipendenti pubblici sono dei lazzaroni e rubastipendi, ma non lo penso in quanto conoscono numerose persone che svolgono il loro lavoro in modo egregio.
    E’ ovvio che il dipendente o il pensionato non possa evadere ma se svolge un altro lavoro, in nero, come lo consideri?
    Guarda qualche annetto fa i radicali presentarono un referendum sulla busta paga, dove il dipendente prendeva lo stipendio lordo, i sindacati si inalberarono e fecero una battaglia alquanta strana, sai perche?
    Ritenevano che questa proposta era un’istigazione all’evasione! Come mai??
    Ripeto, non facciamo le battaglie manichee, non servono a combattere i furbi.

    Comment by Coldax — 06/21/2007 #

  5. Scusa Lameduck, tu prendi in giro gli altri, ma, mi permetto… qual era si scrive senza apostrofo, mentre tu, alla decima riga del tuo pezzo…
    Prima di arrivare alla maturità bisogna aver fatto le elementari !!!

    Comment by A. D'Agio — 06/21/2007 #

  6. @ Coldax
    mi spieghi come farebbe un dipendente che già lavora 8 ore al giorno e magari fa un lavoro pesante ad avere anche un altro lavoro in nero? Va bene che la cocaina può fare miracoli, ma…
    Io rilasciavo una ricevuta, sempre.

    @ A d’agio
    Chi è senza peccato scagli il primo congiuntivo. Purtroppo non ho fatto i tuoi stessi studi. Pensa che mi hanno perfino dato una laurea.
    Ma poi, scusa, mi sembra un pò come quello che andava nelle docce a misurarlo agli altri con il righello.

    Comment by Lameduck — 06/21/2007 #

  7. Ecco, vedi, l’ho rifatto. Mi è scappato il pò invece del po’.

    Comment by Lameduck — 06/21/2007 #

  8. Caro/a Lameduck,

    su con la vita! dato il tema che hai voluto toccare, la mia sottolineatura ci stava tutta…

    Anch’io sò sbaliare a scrive, infatti anche a me han data una laurea…
    Ma non in Lettere, come penso sia la tua

    Comment by A. D'Agio — 06/22/2007 #

  9. @lameduck: mi sa che vivi in un altro mondo! Non c’è bisogno della cocaina per un secondo lavoro, basta uno stipendio basso, magari una famiglia da mantenere e un mutuo da pagare, vorrei ricordarti che la settimana è composta da 7 giorni e non da cinque!
    Cmq è inutile continuare con questa discussione dove per te la società è divisa per classi chiuse e non dove si parla dell’inviduo in quanto tale e autore della sua vita.
    Se per te i figli dei dipendenti sono migliori degli altri va bene così, io, figlio di un commerciante o meglio bottegaio evasore, ho visto mio padre e mia madre fare sacrifici, niente ferie per 40 anni, la settimana durava 7 giorni, eppure ho avuto la fortuna di studiare bene, senza ripetizioni, non ho mai fregato nessuno, non ho mai fatto uso e non lo faccio tutt’ora uso di cocaina o simili, non ho carichi penali pendenti.
    Inoltre svolgo un lavoro, dipendente, ho una famiglia ma non mi permetto di insultare nessuno e non permetto che nessuno insulti altre categorie di persone solo per motivi ideologici e fandonie buone per i soliti sindacalisti all’italiana.
    Quindi sono una persona normale e come ce ne sono milioni in questo paese, figli di dipendenti o autonomi!

    Comment by Coldax — 06/22/2007 #

  10. Cara Lameduck,
    tu avrai pure una laurea, ma se lo dici così sembra che tu dica: “Lei non sa chi sono io!”
    E qualcuno ti potrebbe rispondere:” Nun ce ne potrebbe frecà de meno!”
    Non voglio dire che uno non abbia il diritto di indignarsi, ma se l’indignazione lo porta a sconfinare nei luoghi comuni, chi legge il suo post ha a sua volta il diritto di farglielo osservare.
    Te ne cito un paio:
    “Gli ultimi dati sull’evasione ed elusione fiscali sono agghiaccianti.”
    E’ vero. Ma è come dire: avremo un luglio torrido. Lo sappiamo tutti e non ci agghiaccia più.
    “Cosa volete quindi, che i piccoli italiani figli di coloro che non rilasciano la fattura, che sono degli analfabeti di ritorno con il panico da foglio bianco e il cervello ottenebrato dai Grandi Fratelli…”
    A parte il fatto che non si capisce se gli analfabeti sono i figli oppure i padri che non rilasciano fattura, o tutti e due, ma pure questo é un bel luogo comune, che ci fa comodo. Chissà quanti evasori fiscali non guardano il Grande Fratello e magari amano Matisse, oppure leggono, che ne so, Odifreddi.
    La dobbiamo smettere di considerarci i migliori. In questo modo riusciamo solo a stare sui coglioni a tutti gli altri.

    Comment by alce — 06/22/2007 #

  11. @ A D’Agio
    Perchè dovrei essere laureata in lettere e non, poniamo in filosofia o medicina, lo sai solo tu. Forse nella tua vita hai avuto dei problemi con dei laureati in lettere.
    Comunque sono laureata in psicologia sperimentale.

    @ Coldax
    Ecco l’altro maestrino dalla penna rossa. Io lo so che la settimana è fatta di 7 giorni, infatti io riposo solo la domenica. Non proiettare su di me il tuo pensiero. Io non ho generalizzato, l’hai fatto tu. Capisco che si fa fatica a interpretare le mie sgrammaticature, però se non capisci che quello che ho scritto era un pezzo di satira, sai, non posso farci niente.
    Sarebbe come prendersela se uno fa una battuta.

    @ alce
    mi stai dicendo che se c’è l’evasione fiscale dobbiamo tenercela? Un dato ineluttabile?
    Comunque lo stare sui coglioni agli altri ci sta, e comunque nessuno ti obbliga ad essere d’accordo con quanto leggi.

    Comment by Lameduck — 06/22/2007 #

  12. Non male, quanto ad autostima. Mi ricorda un po’ il marchese del Grillo: “Io so io e voi nun siete un cazzo!”
    C’entra la laurea in psicologia sperimentale e sono doti naturali?

    Comment by alce — 06/22/2007 #

  13. Cara Lameduck,

    non ce l’ho con te, anche se non condivido le tue opinioni.
    Però, come vedi, focalizzo l’attenzione su elementi veniali (mi spiace non aver tempo per affrontare la sostanza e non solo la forma, magari un giorno lo farò), comunque ti attribuivo la laurea in lettere per i tuoi apostrofi… e se non è in Lettere, te la assegno honoris causa, indirizzo ortografico!

    Comment by A. D'Agio — 06/22/2007 #

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