28
Giuntona.. & Ripescati /2
Questa giunta e consiglio comunale piu passa il tempo e piu sembra "Particolare"… un esempio su tutti come fatto notare da ockam e´l’ingresso di Mattia Caprile in Consiglio Comunale, trombato e ripescato dalle liste di Forza Italia… Caprile.. non so se vi ricordate.
Mi si dira’ che le colpe dei padri non devono ricadere sui figli, ma e’ chiaro che certe connessioni… non si perdono.. del resto di che stupirsi dopo il caso di tangentopoli in questo territorio possiamo vantare ancora l’esistenza di un’impresa come la Majocchi che lavora ancora con appalti.. e con il pubblico..
E comunque tornando a Caprile qui mi domando primo come e’ possibile che sia stato candidato… nelle liste del partito della Casa delle liberta’… e secondo ma Fabbri cosa ci sta a fare come commissario? Deve fare da tutor a Bruni per evitare che vada a fare il piangina da Formigoni come ha fatto.. nel recente incontro misterioso?
Altra nota dolente e’ il famoso assessore alla Moda.. Gatto, chi lo conosce o comunque e’ riuscito a scambiare con due parole (non piu’ di due… ) sa che e’ un emerito idiota, il suo silenzio in consiglio negli anni passati ne’ prova.
Solo che e’ un Utile Idiota, oltre che come si evince dall’intervista rilasciata al corriere di como (probabilmente non da Gatto direttamente ma dall’ufficio stampa) e’ pure una persona ingrata… ma leggiamo questa stupenda intervista in cui Gatto (Fumagalli) ci fa sapere cosa pensa il suo neurone (a parte continuare a chiedersi se c’e’ nessuno)..
INTERVISTE AI NEOASSESSORI - Gatto, la moda entra in giunta di Emanuele Caso
Sedersi al tavolino di un bar del centro con il neoassessore alla Moda Paolo Gatto vale di per sé il costo dei caffè. E non tanto per una questione politica, quanto per quella sorta di presepe vivente che si compone e si scompone con regolarità intorno al recordman di preferenze azzurre, tra eleganti ed ossequiose signore di mezza età che accarezzano il nuovo potente del Palazzo, affezionati elettori che ne cercano la felina stretta di mano, famiglie intere che battono rustiche pacche sulle spalle e molta altra umanità in fila per un premuroso saluto. Lui, imperturbabile, si alza ogni volta, chiude la giacca dell’impeccabile gessato blu con la mano sinistra e tende a tutti i fan la destra, quella senza orologio di Cartier ma con il polsino tenuto saldo dai gemelli a stella.
Assessore Gatto, si aspettava così tanto successo’
Diciamo che quando ho deciso di ricandidarmi per il Comune l’ho fatto seriamente, non tanto per provarci. Non ho lasciato nulla al caso pur cercando di non esagerare.
Risultare il più votato di tutti è stata una sorpresa’
Io sostengo che i voti non vadano mai contati prima delle elezioni, quindi non avevo fatto calcoli. Di sicuro aver colto più di 800 preferenze non è stato un caso, ma anche il frutto di un lungo lavoro.
Si dice che abbia telefonato a tutti i suoi elettori, uno a uno. Vero’
Sono stato metodico, quello sì. La gente deve esprimere un voto libero, ovviamente. Il candidato deve limitarsi a convincere gli elettori della bontà delle sue idee. E se serve andare a casa per illustrare i programmi lo faccio, per rispetto nei loro confronti.
Ma qual è il suo elettorato di riferimento’
Tutto, sono a disposizione dei ricchi ma anche dei poveri e diseredati. E se posso essere utile alle famiglie messe in crisi da euro e recessione, la soddisfazione è ancora più grande.
Da vicepresidente dell’Aler è facile immaginare che sia più semplice aiutare chi cerca una casa, giusto’
Si fa quel che si può cercando di rispondere a più richieste possibili ma nel rispetto delle leggi e delle norme per le assegnazioni delle abitazioni.
Facciamo un passo indietro. Se il suo collega di partito Stefano Rudilosso non avesse rinunciato al posto in giunta lei probabilmente non sarebbe divenuto assessore. Si sente di ringraziarlo in qualche modo’
Rudilosso ha compiuto una scelta autonoma, candidandosi per la presidenza del consiglio comunale che poi non ha ottenuto. Ma non devo a lui il mio ingresso nell’esecutivo, perché certamente hanno contato i voti presi, le competenze, il grande sostegno che ho avuto dal commissario Luigi Fabbri.
È vero che le avevano promesso la presidenza di un ente se non fosse entrato in giunta’ E se si quale’
Sì, la promessa c’era stata ma poi l’ipotesi è tramontata e non era stato formalizzato nulla.
Lei ha un "padrino" politico’
Ho tanti amici, sicuramente una persona a cui sono molto legato è l’attuale presidente di Acsm Giorgio Pozzi.
Parliamo della delega alla Moda. Perché a lei’
Perché ho maturato una lunghissima esperienza lavorativa nel campo della moda e del tessile.
Ce la racconti, partendo dalle origini.
Beh, le origini vere e proprie sono lontane. Risalgono agli anni ‘90, quando dopo essermi diplomato in ragioneria ho fatto di tutto, dal barista al cameriere fino al bagnino.
Poi, però, il cambio di rotta.
Per due anni, dal 1994 al 1995, sono stato Area manager per l’azienda tessile Avangard, periodo nel quale sono venuto a contatto con tutti i produttori comaschi, italiani ed europei di disegni per tessuto. In un’occasione, riuscii persino a vendere al cavalier Ratti tre disegni per foulard, in un incontro avvenuto a Villa Sucota.
E poi’
Poi, durante un’edizione della fiera Premiere Vision, venni notato da Nicoletta Miroglio. Mi fece un’offerta seduta stante per entrare nell’azienda di famiglia dove sono stato fino al 1998 come area manager per il Triveneto nella divisione Como Seta. Incontrando, tra l’altro, i Benetton e tutti le aziende più importanti del "pronto moda".
Una vita di viaggi ma anche di lusso, viene da pensare.
Più di lavoro direi, anche se in effetti in quegli anni mi dividevo tra Como e l’alloggio all’Hotel Ritz di Abano Terme, dove almeno potevo rilassarmi con le cure termali tra un incontro con gli imprenditori di tutto il mondo e lo studio serale per laurearmi in giurisprudenza, cosa avvenuta nel 2003 con il voto di 91.
Come pensa di impostare la sua azione per dare concretezza alla delega alla Moda’
Ovviamente devo ancora approfondire bene la materia, ma credo che si debba interpretare questa delega come uno sforzo per coinvolgere gli imprenditori, i commercianti, le associazioni per valorizzare al massimo il nostro settore tessile agganciandolo a eventi di risonanza internazionale. In questo modo si potranno sostenere i nostri prodotti e nel contempo alimentare sia il turismo sia l’occupazione.
Il sindaco Stefano Bruni ha dichiarato che intende portare a Como la famosa manifestazione di Trinità dei Monti "Donna sotto le stelle". Cosa ne pensa’
Sarebbe un’ottima cosa, che si inserirebbe in pieno nel discorso fatto prima. Speriamo che già l’anno prossimo si possa fare.
Lei ha anche la delega al Commercio. Come affronterà l’annoso problema di Como città turistica con i negozi chiusi le sere d’estate e la domenica’
La prospettiva della città deve sicuramente essere quella di offrire più opportunità possibili ai turisti che arrivano a Como. Ma il mio compito sarà ascoltare per primi i commercianti e le loro associazioni e condividere con loro problemi, istanze ed eventuali opportunità.
Torniamo per un attimo alla moda, cosa significa per lei essere elegante’
Un capo sartoriale con il tessuto giusto, per esempio. O una camicia classica con colori non troppo accesi. E poi gli accessori, dal fazzoletto nel taschino alla cravatta giusta. O un bel paio di gemelli.
Tra i suoi colleghi politici chi è il meglio vestito’
Beppe Santangelo è il primo che mi viene in mente. Ma pure Maurizio Faverio.
Pratica sport’
Si, d’inverno lo sci preferibilmente a Cervinia o Saint Moritz. D’estate vela e windsurf tra Sardegna e Grecia.
Single o fidanzato’
Single. Ma non metto limiti alla Provvidenza.
(1/continua)
Emanuele Caso
Ed infine un consiglio ad Emanuele Caso, . per l’amor di Dio non continuare con queste interviste… sdraiate.. capisco che l’elemento e’ quello che e’ capisco molte cose.. ma poi la gente si incazza a sapere chi c’e’ in plancia.. meglio non sapere…. tanto la trasparenza non e’ di casa a como.


..ragioneria…avvocato…..
Pensate che faceva il liceo scientifico Giovio con me, in 6 anni é arrivato alla terza.
Il suo soprannome era ’sfi’Gatto
Poi il Pascoli, dove diventa ragioniere anche uno scimpazze sordo-muto-cieco.
Complimenti per il 90 in giurisprudenza, mai sentito in questa facoltà un voto + basso.
E’ single da sempre, ma chi se lo prende ???
Una volta ci ha provato con una mia amica…..patetico
PS: …sempre in giro a manetta per le strade del centro con la SMART
Comment by sganga — 06/28/2007 #
qualcuno illumina un giovane, troppo piccolo allora per conoscere bene tutti i meandri della Tangentopoli locale, sulla vicenda Caprile? Chi è la sua famiglia? Che cosa ha fatto per meritarsi tanta disistima?
merci…
Comment by Rico — 06/28/2007 #
Caro Rico Non e’ la Tangentopoli locale e’ quella vera.. di Di Pietro… tanti anni fa…
Comment by Sir Percy Blakeney — 06/28/2007 #
si anche io come rico…non so…qualcuno ci spiega? grazie ciao
Comment by Anonymous — 06/28/2007 #
Percy, cercherò di far tesoro del consiglio. Ma non è tanto questione di essere sdraiati o meno, ma di cercare di far uscire i personaggi come sono, senza pretese di grandi analisi politiche o di metterli per forza nell’angolo. Bella, però, la battuta (?) sulla plancia di comando. Ciao.
Comment by Emanuele Caso — 06/29/2007 #
Se la memoria non mi tradisce, si tratta di molti anni fa, l’impresa Caprile (ma non so se l’eletto discende da coloro che ne erano titolari, ndr) si occupava soprattutto di lavori stradali e rimase coinvolta nelle indagini collaterali a tangentopoli ed arrivò sino al fallimento (che se non ricordo male era piuttosto importante sotto il profilo del “buco”).
In quegli anni fu coinvolta anche l’impresa Cariboni e fu sfiorata la Nessi e Maiocchi.
Mi ricordo che uno dei titolari della Maiocchi si suicidò in quegli anni.
Non necessariamente per questioni inerenti al lavoro che la società svolgeva, ovviamente, ma ne rimasi molto colpito per motivi personali che non sto a dire su un blog.
Comment by S.Just — 06/29/2007 #
l’eletto mattia caprile è esattamente il figlio dell’imprenditore fallito durante tangentopoli… lavora per la Compagnia delle opere e ha fondato (come diversi tra coloro che lavorano per la Cdo, a partire dall’ex direttore Bazzoni) una propria impresa che conduce collateralmente alla sua attività in Cdo
Comment by Anonymous — 06/29/2007 #
Perché nessuno (ad es. procure, GdiF, etc) organizza una buona volta un’inchiesta come si deve sui “giri” politica-CdO-Opussghei-fondazioni bancarie? Magari anche solo limitandosi al microcosmo komasko…
Capisco che occuparsi di Corona, delle sniffo-veline e delle extra-scopate del Pupone faccia audience e consenta di finire sui giornali anzichè al cimitero, però a tutto c’è un limite…
Comment by il griso — 06/29/2007 #
FATTO
Con la sentenza impugnata è stato condannato l’Ing. Antonio Viola al pagamento in favore del Comune di Como della somma complessiva di Euro 15.000,00 oltre la rivalutazione monetaria dalla data dell’evento dannoso e gli interessi dalla data della sentenza, nonché alle spese di giudizio.
La vicenda trae origine da questi fatti.
Il Procuratore di prime cure aveva citato in giudizio l’Ing. Viola chiedendone la condanna al pagamento della somma di L. 155.750.550 oltre gli interessi legali a favore del Comune di Como per avere lo stesso svolto, nella sua qualità di direttore dei lavori, le proprie incombenze con grave negligenza in relazione a lavori per la realizzazione del collegamento viario tra la S.S. n. 35 e la Via Scalabrini nel Comune di Como.
Il P.M. aveva contestato al direttore dei lavori innanzitutto l’omissione della tenuta del libretto delle misure ed il fatto di avere consentito all’appaltatore di redigere una falsa contabilità delle opere eseguite con un indebito arricchimento pari alla somma precitata.
I fatti erano emersi dalle indagini del Nucleo della Polizia Tributaria di Como, indagini che poi erano state trasmesse con una perizia alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Como.
Da questa perizia è risultato che l’Impresa non possedeva le apposite attrezzature ed il necessario know-how ed aveva quindi subappaltato i lavori per lo scavo e la posa in opera di pali di grande diametro alla Ditta Sandon & Co. s.a.s..
Dal raffronto dei lavori fatturati dalla citata Ditta e quelli contabilizzati dal direttore dei lavori venne riscontrato che questi ultimi erano superiori a quelli eseguiti dalla Ditta subappaltatrice con una differenza pari alla somma sopra citata. Ma soprattutto veniva contestata l’omessa istituzione del libretto delle misure, presupposto indispensabile per tutte le altre scritture contabili, quali il registro di contabilità , lo stato di avanzamento dei lavori, i certificati per i pagamenti in conto.
L’Ing. Viola dal canto suo si difendeva affermando di essere stato vittima dei raggiri posti in essere dall’appaltatore Caprile, ma soprattutto eccepiva la prescrizione dell’azione di responsabilità per essere la sua funzione di direttore cessata il 12.9.1991, e precisando che l’atto doloso del terzo appaltatore, autore della truffa, non può essere riferito allo stesso Ing. Viola vittima della truffa; e ciò perché, proprio con riguardo alla prescrizione, la Sezione di prime cure sul presupposto che si trattava di un danno dolosamente cagionato rispetto al quale il dies a quo del termine prescrizionale di cinque anni decorre dal momento della scoperta dello stesso danno, faceva decorrere, appunto, il termine di prescrizione dall’informativa del Nucleo Tributario di Como, datata 19.12.1997.
L’Ing. Viola nell’impugnare la sentenza ha comunque ribadito la violazione della legge 14.1.1994, n. 20, e la violazione e la falsa applicazione del R.D. 25.5.1895, n. 350, artt. 42 e 43, Regolamento dei lavori dello Stato eccependo in via preliminare l’improcedibilità dell’azione per intervenuta prescrizione e nel merito l’insussistenza della responsabilità per difetto della colpa grave, in quanto lo stesso direttore dei lavori avrebbe compiuto tutte le verifiche di rito mentre la preordinazione truffaldina dell’Appaltatore avrebbe eluso ogni condotta diligente dello stesso Ing. Viola. Conclude pertanto l’appellante per l’improcedibilità dell’azione e nel merito per l’assoluzione da ogni addebito.
Il Procuratore Generale nelle sue conclusioni ha contestato l’eccepita prescrizione perché il danno è stato dolosamente occultato dal Caprile con impossibilità per l’Amministrazione di avvedersi di aver corrisposto un prezzo superiore a quello effettivamente dovuto e pertanto non ha potuto perseguire immediatamente il responsabile del danno; né d’altro canto, così come sostenuto dal Viola, questo può ritenersi soggetto passivo della truffa perché vittima del reato è soltanto il Comune di Como e perché nella fattispecie si è realizzato effettivamente un concorso improprio tra una condotta dolosa dal Caprile ed una condotta colposa del Viola, in forza della quale l’autore della truffa ha avuto occasione per avvantaggiarsi appunto dell’illecito amministrativo.
Insomma, la responsabilità del direttore dei lavori non esclude quella dell’appaltatore e viceversa pur trattandosi di due responsabilità diverse; la prima - quella dell’appaltatore - che discende dal contratto d’appalto, e la seconda che discende dal rapporto d’impiego.
La responsabilità in pratica del Viola, anche se assolto in sede penale, non è andata esente da negligenze tali da agevolare la truffa del Caprile a danno dell’Ente locale.
Perciò, in definitiva, il dies a quo della prescrizione non può decorrere che dalla scoperta del pregiudizio erariale provocato anche dal comportamento illecito del Viola.
Quanto poi all’assenza dell’elemento soggettivo della colpa grave sostenuta dal direttore dei lavori, ricorda il Procuratore Generale che la responsabilità del direttore è definita dall’art. 124 del D.P.R. 554 del 1999 secondo cui egli ha la responsabilità del coordinamento e della supervisione dell’attività di tutto l’ufficio nonché dell’accettazione dei materiali sulla base del controllo quantitativo e qualitativo degli accertamenti ufficiali. In pratica, il direttore dei lavori ha la responsabilità della puntuale esecuzione dei lavori in conformità ai patti contrattuali e deve assumere ogni iniziativa affinché i lavori avvengano a regola d’arte.
Nel caso di specie la responsabilità del Viola è scaturita dalla insufficienza dei controlli, dalla mancata compilazione della contabilità come si può desumere proprio dall’omissione del libretto delle misure. Tale documento è destinato a contenere i risultati dei rilevamenti operati dal direttore dei lavori nel cantiere; minute norme infatti disciplinano il modo di redigere il libretto delle misure che al termine di ogni operazione o alla fine del giorno, quando l’operazione non sia stata ultimata, deve essere sottoscritto da chi ha eseguito le misurazioni e le classificazioni e dall’appaltatore o dal suo tecnico che ha assistito ai rilevamenti delle misure. Tale libretto può essere redatto anche mediante l’uso di programmi di contabilità computerizzata. Sostiene il Procuratore Generale che l’appellante non è stato in grado di produrre in giudizio il libretto delle misure e quindi non ha potuto provare la trasparenza dell’attività dell’appaltatore nell’esecuzione dell’opera ed i relativi controlli, fatto questo che costituisce una prova delle sue negligenze.
Quanto poi alla condanna comminata, che sarebbe fuori da ogni limite di sopportabilità per un funzionario del Comune, il Procuratore Generale fa presente che vi è stata una notevole clemenza dei primi giudici nei confronti del Viola. Conclude perciò l’organo requirente per il rigetto del gravame e la condanna dell’appellante alle spese del doppio grado di giudizio; in subordine, in caso di riscontrata colpa lieve alla compensazione delle spese e, nel caso di insussistenza di colpa, alla liquidazione delle spese di giustizia e di quelle legali.
Nella pubblica udienza odierna è intervenuto l’Avv. Sala, il quale ha ribadito quanto esposto nell’atto d’appello ed in particolare che il suo assistito è stato vittima di artifizi e raggiri da parte dell’appaltatore, sicché non può sussistere ad un tempo la colpa grave di chi, peraltro, è stato assolto con formula piena in sede penale, con l’autore (Impresa Caprile) nella truffa. Quanto poi alla mancanza del libretto delle misure, fa rilevare che trattasi di una questione formale e/o nominale, essendo state effettuate compiutamente tutte le verifiche di rito. Di qui l’insistenza dello stesso Avvocato per l’improcedibilità dell’azione e, nel merito, per un’assoluzione piena dell’Ing. Viola da ogni addebito.
Di contro, il Pubblico Ministero si è riportato alle conclusioni scritte chiedendo il rigetto dell’appello con la condanna anche alle spese del secondo grado di giudizio.
DIRITTO
In via preliminare va esaminata l’eccezione di prescrizione sollevata dall’appellante.
Come è ben noto ai sensi del comma 2 dell’art. 1 della legge 14.1.94, n. 20, il diritto al risarcimento del danno si prescrive in cinque anni decorrenti dalla data in cui si è verificato il fatto dannoso, salvo il caso di occultamento doloso del danno, fattispecie in cui la prescrizione decorre dalla data della scoperta del pregiudizio ai danni dell’Erario.
Tale norma non prevede chi debba essere l’autore dell’occultamento doloso del danno, con la conseguenza che può verificarsi anche il caso in cui tra l’autore dell’occultamento doloso del danno ed il responsabile del danno erariale non vi sia una coincidenza. In altre parole, la norma giustifica l’inerzia dell’Amministrazione quando oggettivamente si è verificato comunque un comportamento doloso che non ha consentito all’Amministrazione di far valere le proprie ragioni se non dal momento stesso in cui il fatto dannoso è stato scoperto.
Il dies a quo del termine quinquennale di prescrizione nella fattispecie in giudizio non può che coincidere con il momento in cui il fatto dannoso è stato scoperto, ossia da quando la Polizia Tributaria di Como il 19.12.1997 ha rilevato la contabilizzazione di somme maggiori da parte dell’Impresa appaltatrice rispetto ai lavori effettivamente svolti. Pertanto l’eccezione preliminare di prescrizione va rigettata.
Passando al merito occorre considerare che lo stesso giudice penale con la sentenza di assoluzione n. 1992/2000, che peraltro è stata invocata dall’Appellante, mette in rilievo il fatto che l’Ing. Viola ha contribuito materialmente, mediante la contabilizzazione dei pali per una lunghezza superiore a quella fatturata e dei corrispondenti quantitativi di ferro, alla consumazione del delitto di truffa (reato cui è stato condannato l’Appaltatore).
Il Caprile, in altre parole, ha conseguito un ingiusto profitto con pregiudizio per le finanze dell’Amministrazione a seguito di un esborso di denaro superiore a quello dovuto per una contabilizzazione di maggiori quantitativi. E tutto questo è stato possibile proprio perché l’Ing. Viola ha tenuto una condotta gravemente negligente consistente nel non aver provveduto a tenere a regola d’arte il libretto delle misure e con una superficialità delle stesse verifiche.
E’ evidente allora che l’Impresa appaltatrice ha potuto avvantaggiarsi proprio di queste negligenze e conseguire l’ingiusto profitto, come già rilevato, a danno dell’Amministrazione.
Peraltro non si può non rilevare come la responsabilità del direttore dei lavori è ben definita dall’art. 124 del D.P.R. 554/1999, ovverosia lo stesso direttore ha la responsabilità di tutto l’ufficio dei lavori e dell’accettazione dei materiali sulla base dei controlli eseguiti. Anche in precedenza la responsabilità del direttore dei lavori era puntualmente disciplinata dal R.D. n. 350 del 1895, e cioè a dire il direttore dei lavori deve assumere ogni iniziativa ed effettuare ogni controllo affinché i lavori siano eseguiti a regola d’arte ed in conformità al progetto ed al contratto. Ancorché la presenza del direttore dei lavori non sia necessariamente continua presso il cantiere, tuttavia l’insufficienza dei controlli e soprattutto la mancata istituzione del libretto delle misure, che è stata rilevata anche nella sentenza penale di assoluzione, costituiscono elementi sufficienti alla sussistenza della colpa grave dell’Ing. Viola; a quest’ultimo peraltro è stata contestata soltanto l’irregolarità della posa dei pali di sottofondazione e non già la questione attinente ai prezzi determinati in relazione alla delibera consiliare anziché di quella giuntale, come pure alcun danno è stato provato quanto allo sbancamento ed alla correlata contabilizzazione.
Pertanto il Collegio ritiene che sussistono tutti gli elementi soggettivi e oggettivi della responsabilità amministrativa dell’Ing. Viola e nel contempo che già il giudice di primo grado abbia operato adeguatamente una riduzione più che sufficiente della somma di denaro contestata dalla parte attrice.
Comment by Sir MacBeth — 06/29/2007 #
“per laurearmi in giurisprudenza, cosa avvenuta nel 2003 con il voto di 91″
cribbio la media del 24…
Comment by cittadino libero — 06/29/2007 #
Dai almeno lui si è laureato non come chi dice di essere laureando da 7 anni
Comment by Sir MacBeth — 06/29/2007 #
Mi sovviene che forse anche il prossimo assessore al bilancio (Colombo) ha una fortunata linea di parantela con un già citato noto titolare di impresa edile dai molti interessi anche in campo pubblico (Nessi & Maiocchi).
Se mi ricordassi bene quando si discutono in giunta i capitolati d’appalto, le vendite di ospedali, ecc… cosa fa ?
Esce facendo finta di non aver sentito ?
Ma potrei ricordarmi male e non essere cugino di Maiocchi.
Comment by Anonymous — 06/29/2007 #
Siete proprio degli “ateacci” sempre a parlar male della compagnia.
A parte la specializzazione nel saccheggio che fa di male ?
Trova persino un lavoro a coloro che vengono da famiglie segnate da sventurate avventure imprenditoriali e, se affidabili, li portano anche in consiglio comunale.
Se avete avuto un famigliare protestato o con altri problemi penali e faticate ad avere un colloquio di lavoro potete serenamente rivolgervi a loro che, a quanto pare, hanno una missione associativa che tiene conto del nobile precetto del “farsi prossimo”.
Cosa possiamo pensare di meglio che l’avere il purtroppo riconfermato sindaco ed il molto malvoluto presidente del consiglio comunale provenienti da queste tanto nobili fila ?
Comment by S.Just — 06/29/2007 #
Quando c’erano feste in casa di qualcuno, al periodo del liceo ricordo che molti avevano paura dele “infiltrazioni” di Gatto che spesso si portava via ricordini da casa (cd e cosette varie) o lasciava scherzi in stile “amici miei”. Proprio una simpatia…
Comment by Hari Seldon — 07/3/2007 #
@12 Anonymous
non mi pare che l’assessore dalla testa lucida e il noto costruttore siano cugini, quantunque in certi “ambienti” … si può ben essere “”fratelli”" anche senza essere cugini….. :d
Comment by il griso — 07/3/2007 #
a me piacciono le interviste così. basta leggerle, e in dieci minuti capisci che avrai un assessore stronzo….cosa vuoi di più dalla vita!?
Comment by sleepandlive — 07/5/2007 #