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Silenzio, parla Walter
Ora tocca a Walter parlare, e più parla più mi dico: “Vedi? Non t’eri poi sbagliata di troppo”. Sempre per quel gioco della memoria, io mi ricordo Rutelli, e leggendo qui l’intervista rilasciata da Walter a TV7, mi sembra tanto di sentire Rutelli.
Berlusconi «ha fatto cose sbagliate, ma anche cose giuste come la legge sul risparmio» e anche nella legge costituzionale, poi bocciata dal referendum, aggiunge Veltroni, «c’erano cose inaccettabili ma anche cose ragionevoli». Per il sindaco di Roma, se ad ogni legislatura si cancellano le leggi fatte dal governo precedente «rischia di essere la tela di Penelope.
Continuando a solleticare la memoria, non ricordo cose ragionevoli nella riforma costituzionale bocciata dal referendum; era la riforma “dei saggi della Lega” (non ridere, ti vedo!) quella scritta a Ponte di Legno. Tra i saggi c’era anche calderoli. (e ridi…)
Rita Pani (APOLIDE)


Il taglio del numero di parlamentari? l’abolizione del bicameralismo perfetto? i maggiori poteri al primo ministro, che oggi fa da portinaio dei segretari di partito?
Comment by Anonymous — 06/30/2007 #
Newton diceva che, attraverso l’osservazione dei fatti, si possono trarre per induzione delle regole generali e che contro di esse non sono ammesse ipotesi contrarie, a meno che non siano a loro volta tratte da altri fatti e da altre osservazioni.
Secondo Veltroni anche i governi della parte avversa possono fare delle leggi che contengono qualcosa che va bene pure a noi. E cita ad esempio la legge di riforma costituzionale proposta dal precedente governo Berlusconi.
Rita, sbertulandolo alquanto, gli oppone che lei questo qualcosa nella riforma in questione proprio non ce lo vede.
Anonymous gliene sciorina tre e le chiede: che te ne pare?
Se per caso avessero ragione Newton e il metodo sperimentale, la regola proposta da Veltroni, negata da Rita, sarebbe confermata e confortata dai fatti portati da Anonymous.
O no?
Comment by alce — 07/1/2007 #
Mah! Sarà ma a me Veltroni non convince del tutto. Per il momento sono solo parole vedremo coi fatti cosa combinerà . Ad esempio invece di partire dalla tomba di Don Milani, con tutto il rispetto, avrei preferito che fosse partito dalla tomba di uno dei padri della Nazione, che so Garibaldi o Cavour o Vittorio Emanuele II o Mazzini. Una personalità insomma italiana e basta che non fosse coinvolto in alcun modo con uno Stato Estero. Ripeto non voglio sminuire l’opera importantissima di Don Milani però avrei preferito un maggior accento sull’indipendenza e l’orgoglio di appartenere ad una Nazione che a volte sa essere grande ma spesso purtroppo se ne dimentica (oddio sto facendo un discorso da AN!!!)
Comment by Ulisse — 07/1/2007 #
Ulisse OK … d’accordo sui vari padri della nazione e le loro nobili tombe …
mi sa che “MILANI” vada oltre il cattolicesimo dogmatico e bacchettone., per intenderci, quello che non ha piu’ ragione di esistere. Cmq do a Veltroni do’ il beneficio del dubbio…. sperando che non stra-usi “l’idea innovativa di MILANI” come il solito specchio per le allodole…. acchiappa voti :)>-
Comment by Speaker C. — 07/1/2007 #
Aspettiamo con curiosità la risposta di Rita…
Comment by Flavio — 07/3/2007 #
Don Milani è un simbolo importante da maneggiare con cautela.
Non rappresenta, di per sè, un programma politico.
Certo la sua idea che agli “ultimi” si dovesse offrire un’istruzione di alto livello per consentire loro un’effettiva avanzata nella scala sociale è più che degna di attenzione a sinistra.
Probabilmente quelli della Margherita che appoggiano Ualter non hanno mai letto Don Milani ( o non ne hanno capito l’insegnamento) e, forse, neppure lo ha letto Ualter che mi sembra più occupato a citare simboli che ad approfondire argomenti.
Poi, diciamocelo, se ci si occupasse veramente della scuola facendola diventare (medie e superiori) un posto dove lo stato si vede, dove i docenti sono incentivati e correttamente retribuiti, portando tutti i giovani ad una conoscenza minima accettabile, sarebbe già questo punto qualcosa di veramente “rivoluzionario”.
Questo è il motivo per cui Don Milani non appartiene al concreto programma di governo del Partito Democratico.
Se mai esisterà un “concreto programma di governo”, ovviamente.
Temo che ci dovrà bastare sentire Ualter citare, parlare di sport e degli anni ‘70.
Un pò poco direi.
Comment by S.Just — 07/3/2007 #
A me pare che qui lo sport preferito sia di spostare il ragionamento per non affrontare un giudizio di merito sull’argomento principale.
L’argomento principale é questo:
Può un governo di parte avversa fare delle leggi che non siano totalmente da buttare? Secondo Uolter sì, secondo Rita (peraltro sempre arguta), se c’é di mezzo Calderoli, no.
Che c’entrano Don Milani, Cavour, Vittorio Emanuele, Garibaldi e Mazzini?
Comment by alce — 07/3/2007 #