July
8

Qualcosa agonizza

Chissà quanti tra quelli che un mese fa riempivano le vie di Roma per chiedere la “salvezza della famiglia”, solo ieri si è unito nel giudizio di quanti vedono nell’indulto (il 55% degli italiani, secondo l’ultimo sondaggio) motivo di crescita della criminalità e dell’ansia sociale. Ci farà sapere a mezzo corteo che la sua dose di spiritualità, apertura di cuore è tale da non volersi confondere con tanta paura dell’altro, specie se questi è “brutto e cattivo”?

Il sondaggio dice che in 9 su 10 ci sentiamo assediati. Forse ho una vaga idea di come nasce questo atteggiamento se rifletto partendo da quello che vedo alla fermata del pullman di una città di quarantamila abitanti come Imperia, quando ogni mattina lì al bar siedono al tavolo otto - nove albanesi che si bevono il caffè prima di andare a lavorare, o se voltando lo sguardo a sinistra sento il chiacchericcio rapido e sorridente di due o tre sudamericane, intravedo la sagoma di un cinese deformata dalla borse, lo sguardo pensieroso di un ragazzo turco accompganato da una donna vestita dalla testa ai piedi il 6 luglio con trenta gradi all’ombra. Ci si sente in mezzo ad altri, non possiamo non notarne la differenza. Non hanno Lacoste, né Ralph Lauren, lo stile lascia a desiderare, non sempre avvicinandoli si sente la fragranza di una doccia mattutina.

Ci sentiamo una minoranza. Anzi, lo siamo e guardiamo tutta questa diversità dall’ottica della minoranza di minoranza cui crediamo o tentiamo di appartenere. Minoranze, la cui storia è tutta autoctona e che si sono separate fra di loro applicando delle cesure che non sono ricomponibili con nessun messaggio di unità nazionale, nè attribuibili alle feroci mire di migranti senegalesi o ecauadoregni.
Argomento quello dell’unità nazionale che da noi fa acqua da tutte le parti. A cominciare da quell’8 settembre 1943 quando i fascisti decisero di contravvenire all’armistizio, si fondarono il loro aborto-staterello, aiutando a spezzare scientemente in due il paese, per aiutare i nazisti a massacrare il massacrabile mentre erano in ritirata a guerra ormai persa, per giungere alla Lega Nord. Solo per fare alcuni esempi.

Ci siamo divisi in poveri e ricchi, destra e sinistra, moderni e vetero, “riformisti” e “conservatori”, però non ci siamo messi d’accordo sul significato di quei termini e continuiamo a parlarci tra noi, convinti di capirci, in realtà consapevoli che qualunque argomento di dibattito provoca scepsi, o comunque non promette niente di buono per quella omogeneità di significati, intenti e obiettivi raggiunta (forse) il giorno prima.

E’ difficile essere italiani oggi, e non solo averne un ‘idea, giacchè l’Italia è stata per secoli una grande idea. Essere cattolici ancor di più. Spero di sentire una parola di conforto sull’indulto da parte dei vertici della chiesa, sempre così prodighi di consigli e moralismi su tutto, furoché su quello di cui portano qualche responsabilità, seppur indiretta.

Siamo ormai anche post guelfi e post ghibellini. Ma niente di più; non un pensiero autonomo svolazza nei nostri cortili, vuoti di bambini e di speranze (e non perché vi siano troppo pochi bambini o troppo poche speranze, ma perché abbiamo ucciso anche i cortili). Non una convinzione che non sia tritata dai media si leva tra noi.

Siamo pronti per cantare e recitare nella Domenica delle Salme, ormai giunti all’atto finale, quello in cui un “ex” racconta come si viveva quando “eravamo gli ultimi cittadini liberi di questa famosa città civile perché avevamo un cannone nel cortile”.

Anche oggi Eugenio Scalfari su La Repubblica mi viene incontro, seppure proveniendo da una strada assai diversa. L’articolo riferisce nel preambolo del senso di casta che avvolge ogni potere della nostra penisola, il “lei non sa chi sono io” assurto a sistema di potere, con posizioni che sono pure e dure “a prescindere”, direbbe Totò, il lunedì mattina e che come nei film del comico napoletano solo il martedì pomeriggio trovano una clamorosa via d’uscita. Là si risolve negli espedienti della commedia dell’arte e dell’arrangiarsi, qui nell’arte dell’equilibrismo lessicale, della scappatoia che serve a salvare in extremis immagine e cavoli a fronte dello sfoggio di sicumera ideologica e spazzatura mediatica e nella cattiveria del doppio giochismo fine a se stesso, come negli scolntri tra bande.

Dice Scalfari: “SE fosse soltanto la classe politica ad essersi trasformata in una casta la situazione sarebbe molto più chiara. Non dico più facile da risolvere, ma più chiara certamente sì e si potrebbe metter mano agli strumenti capaci di liquidarla.

Il guaio è che l’intera società si è trasformata in un sistema di caste che si guardano reciprocamente in cagnesco. Nessuna di loro è portatrice d’una visione del bene comune; nessuna del resto tenta di camuffarsi. Si direbbe che ciascuna sia orgogliosa di mostrare la propria natura castale e la propria capacità di tutelare i suoi interessi.”
(Scalfari si riferisce qui al sindacato, al governo e poi anche a Veltroni, senza dimenticare il caso Sismi-Berlusconi, perché quello è lo scopo del suo articolo). Ma la separatezza, il senso di superiorità, la divisione tra stili e classi, di cui oggi siamo vittime portano un inconfondibile marchio di destra.

E’ il pensiero di questa destra post fascista e pervasiva - cioé televisiva - che ha impeversato negli ultimi vent’anni in questo paese decidendo le sorti della politica e dell’economia, cambiando i connotati e dell’uno dell’altra che sta producendo il retro-virus sulle cellule di cui si è servita per costruire la sua fortuna: l’odio verso il povero, l’insofferenza verso il confronto democratico da pari a pari, il sospetto anti-intellettualistico, la diffidenza verso uno dei pilastri della democrazia, cioè il controllo burocratico. Il retro virus si nutre di capri espiatori, li produce in serie, li sforna ogni mattina e gli appioppa il sigillo di genuinità attraverso il sondaggio. Ci vogliono però vent’anni di scontri frontali, regole che non regolano, “rivoluzioni” che lasciano tutto com’era, ladri che continuano a rubare senza passare per l’indulto, mazzette che continuano a mazziare, sdoganamenti di farabutti e amici di criminali, corollario dell’atavica incertezza della pena, per produrre la discarica a cielo aperto in cui ormai ci muoviamo con difficoltà.

Il virus cresce e alla fine viene voglia a tutti, come se fosse normale, di trirare fuori quell cannone dal cortile e cominciare a sparare.

In questo quadro quelllo che è peggio non è che la sinistra in quel pensiero abbia inzuppato i panni per modificare se stessa e magari imparare, ma che - dopo - asciugata al sole abbia assunto dei lineamenti e dei riferimenti non più distinguibili, se non per la divisione tra caste di “riformisti” e “radicali”.

Proprio oggi che l’uomo del monte della destra freme d’impazienza e conta il tempo per riprendersi la poltrona che crede di essersi comprato, ma si sente vecchio e in procinto di essere superato in tromba da qualche odiato ex funzionario di partito, suo sodale.

Sarebbe questa in fin dei conti la soluzione più ferocemente giusta a conclusione di un ciclo penosamente sterile e confuso in cui la società civile e l’ “imprenditore” credevano di essere i padroni della democrazia, illegittimamente usurpati dai partiti, ualcosa aginzzae alla prova dei fatti invece si sono rivelati i protagonisti del più perverso sistema castale dai tempi del Gattopardo.

Francesco

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  1. Francesco, non volermene, ma perché non affronti un argomento per volta?

    Comment by alce — 07/8/2007 #

  2. Alce, ma tu chi sei? La versione blogger della maestrina con la penna rossa? O uno che si è proposto come scopo di non commentare a proposito i miei post? Uno spammatore abituale o un perditempo per hobby?
    Il post è questo, le idee sono queste, l’argomento è solo uno.
    Ciao

    Comment by francesco — 07/8/2007 #

  3. “l’accondiscendenza ilpatronizing” in Inghilterra e’ proibito …ogni essere umano e’ libero di
    dire quello che vuole senza essere preso per coglione…questo e’ bello. IL RISPETTO..
    =)) in Italia l’accondiscendenza e’ legge… perche’ ?????????????????????????questo vizio???????????italiota, maybe reminescenze fasciste o clericali???????????????? in Italia

    Tutti sanno tutto… tutti sono informati… tutti ti danno consigli
    tutti buttano dalla torre.tutti sono professori….
    a chi non e’ stato fatto “brain wash” dove si deve collocare???>:) chi pensa con la propria testa dove deve andare ??? Al rogo???????????????????>:)

    Comment by Speaker C. — 07/8/2007 #

  4. @ francesco
    Può darsi che io sia come dici tu, una maestrina dalla penna rossa, uno spammatore abituale, un perditempo per hobby e perfino un pirla, cosa che nella tua magnanimità hai voluto risparmiarmi.
    Ma può darsi che sia come dico io: i tuoi post degli indigeribili guazzabugli e quel che ti ho dato un buon consiglio, ancorché antipatico.

    Comment by alce — 07/9/2007 #

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