July
12

Riflessioni personali.

È una di quelle giornate apatiche ed indecise, nelle quali cominci dieci cose e non ne porti nemmeno una a termine, così vado e vengo dalla stanza, e ad ogni tappa mi giro una sigaretta e leggo una cosa. Penso.

Il Parlamento, a suo tempo, fece una colletta per aiutare la vedova di Adjmal Nashqbandi. Ad oggi, i fondi raccolti non sono ancora stati destinati, perché, fanno sapere, non è prudente consegnare danaro contante ad una donna afghana. La guerra di liberazione dal burqua, quindi non ha sortito l’effetto sperato, ma solo migliaia di morti, per la gran parte innocenti.

Comprensibile che ci si scateni in demagogiche, sagge e banali considerazioni; la condizione della donna, vale almeno quanto quella dei giovani. È un cavallo di gran razza da cavalcare con orgoglio.

Pensavo a quanto sia vicino l’Afghanistan nelle nostre vite di tutti i giorni, nella mia vita di tutti i giorni, e di quanto lontana sia la volontà di civilizzazione del nostro paese.

Io ho vissuto il mio Afghanistan per più di quattro anni consecutivamente, pur avendo un conto in banca cointestato, mi è stato impedito di maneggiare danaro – bastò far sparire la carta bancomat dal mio portafogli-; vivevo in un posto non servito da mezzi pubblici (che avrei potuto prendere solo non pagando il biglietto, non avendo soldi in tasca) e impedendomi di fatto l’uso dell’auto, posso dire d’essere stata tenuta prigioniera per parecchio tempo, confinata in un cortile dove l’unico tocco di gentilezza dalla vita, l’avevo dalle mie rose e dal mio povero cane (in seguito fattomi sparire… è scappato, si dice). Poi le vessazioni vissute a causa della gretta meschinità dell’uomo le lascio alla vostra immaginazione.

Il mio Afghanistan si concluse un’estate di qualche anno fa, con la mano di un uomo sul mio collo, spinta contro il muro, e sotto lo sguardo terrorizzato di mia figlia, alla quale risparmiai il peggio, costringendomi a non dar sfogo alla terribile voglia di reagire. Lasciai che tutto si esaurisse così, com’era iniziato.

Mi ricomposi, e credendo d’essere cittadina di un mondo evoluto a passi stanchi e quell’orribile voglia di uccidere nelle mani, mi recai dai carabinieri. “Torni domani, il maresciallo non c’è… Ma poi che sarà mai? Una lite? Farete pace.”

Tornai l’indomani… “Sì, è sicura di voler fare l’esposto? E dopo? Cosa crede che accadrà; guardi ci ripensi…”

Nel nostro Afghanistan, la condizione della donna è un problema sentito, soprattutto dalle donne, perché noi donne italoafghane siamo solidali e civili. Non è vero, ma è bello dirlo, no?

Chiesi alla mia amica e vicina di casa, capace di comprendere che mi ero svegliata dal rumore dello sciacquone del water, perché non avesse fatto nulla, perché sentendo le urla della mia bambina non avesse chiamato i carabinieri… Mi rispose con la solidarietà che solo una donna, può avere per un’altra donna… “Mi faccio gli affari miei…”

Io non abito più in Afghanistan, e mi hanno raccontato che qualche giorno fa, quella donna è stata aggredita dal suo compagno in casa. È riuscita a scappare in giardino dove ha urlato e urlato, dentro le orecchie nascoste dei vicini curiosi, acquattati dietro le finestre, i muretti di recinzione, intenti tutti a “farsi i propri affari”.

Anche lei è andata dai carabinieri a sporgere denuncia. Anche a lei è stata chiusa la porta in faccia: “Ci ripensi, torni domani…”

Rita Pani (APOLIDE)

PS

Forse è troppo personale per il mio blog, è solo che a volte è bene far capire che la mia teoria nasce dalla pratica.

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  1. E’ personale ma almeno fa riflettere tutti coloro che certe cose non le hanno vissute e le sentono solo al telegiornale. E pensano che tutto questo avvenga sempre da un’altra parte. Lontano da lì. Grazie.

    Comment by sveta — 07/12/2007 #

  2. Io un po’ sono uno di quelli che dice Sveta, convinto, a torto, che l’Afghanistan sia in Afghanistan. Tuttalpiù che riguardi la categoria siculo-pachistana che diceva maldestramente Amato. Faccio fatica a immaginarmelo qui ed ora, a carico di una persona, intelligente, colta, in grado di badare a se stessa. Cos’é che impedisce a quella persona di ribellarsi? di andarsene? Cos’é che la tiene ostaggio di un compagno-padre-padrone?

    Comment by alce — 07/13/2007 #

  3. Hai ragione, anch’io faccio fatica ad immaginare che cosa puo’ trattenere una di noi (e intendo non culturalmente arretrata, con un lavoro, consapevole ecc.) in una situazione cosi spaventosa. Posso solo pensare che si inneschino meccanismi mentali che arrivano solo quando ci sei dentro. Vai avanti perche’ dici a te stessa che puo’ cambiare, che non puo’ essere cosi e ad un certo punto e’ troppo tardi e sei nel loop.
    Non so se sia veramente cosi ma e’ un tentativo di spiegazione che ho provato molte volte a darmi.

    Comment by SVETA — 07/13/2007 #

  4. Cari e care c’e’ ancora tanto da fare prima che alla donna le sia riconosciuto anche un cervello, oltre che la sua preziosa macchinetta x far figli…

    E dire che non sopporto le femministe e la loro ideologia!!!!…. le abborro con tutta me stessa, perche? Rispetto molto il genere maschile… anzi lo amo!!! , Pero’non mi associo alla donna orgogliosa x la bandiera che ha in mezzo alle gambe”… una “vulva” senza cervello,.. mi scuso x l’espressione cruda.:”>

    il nuovo sarebbe: una donna tutta FEMMINILE, AFFASCINANTE, ATTRATTIVA, DOLCISSIMA, ma anche molto consapevole di essere dotata d’intelligenza notevole…. .

    .una misssione per gli anni a venire,x le nuovissime generazioni …io ci credo.
    ciao a tutti e buona giornata:)>-

    Comment by Speaker C. — 07/13/2007 #

  5. In realta’ la cosa peggiore nel racconto di Rita sta nelle risposte date da chi avrebbe dovuto aiutare. “Ma che sara’ mai, una lite, cosa vuole che sia”.
    Dove trovi il coraggio o la voglia la volta dopo di tornare a chiedere sostegno? Spesso queste situazioni peggiorano proprio perche’ vengono sminuite e ridimensionate al punto da farti credere di essere una visionaria e chiederti “vuoi vedere che sono io che sto esagerando”. E magari ti vergogni anche.

    Comment by Sveta — 07/13/2007 #

  6. Ma sai Sveta, qui non generalizzo …. .. se dico che a me e’ capitato di intervenire in difesa di un ‘amica che subiva continuamente angherie dal suo uomo .. minacce veramente pesanti… al che un giorno mi sono sentita in dovere di avvisare la polizia…
    Il giorno dopo alle 6 di mattina questa mia amica mi sveglia con una telefonata aggressiva dicendomi : “Tu stai fuori dai litigi tra me e il mio uomo” se non vuoi che il mio uomo o io ti tolga da questo mondo..
    detto questo non voglio sminuire la storia di Rita… e di tante altre donne che hanno bisogno di aiuto x “domestic violence”

    Comment by Speaker C. — 07/13/2007 #

  7. Vero, si rischia anche di sentirsi dire “fatti gli affari tuoi”… ma almeno quando chi subisce le angherie trova il coraggio di andare dai carabinieri in prima persona a denunciare il fatto avrebbe pieno diritto di essere presa sul serio.
    Mi rendo conto che sto dicendo cose forse banali o risapute e me ne scuso con chi ci e’ passato davvero. Pero’ sono convinta che se venisse dato a certe denunce il peso che meritano magari qualche gesto potrebbe essere evitato. E qualcuna di queste donne si sentirebbe meno sola. Perche’ magari quella stessa vicina che ti sente urlare non chiama la polizia perche’ “si fa gli affari suoi” solo per non essere coinvolta e poi il giorno dopo spettegola e racconta in giro che in quella casa succede di tutto…

    Comment by Sveta — 07/13/2007 #

  8. Una donna ha in mano la sua vita, una madre ha in mano la vita dei figli e poi la sua. Quando sei sola (e non è un modo di dire) a lottare, la donna lotta per sé la madre lotta per i figli.
    E’ giusto porsi domande, persino porle le domande, ma non cadete mai nel tranello del giudizio personale. Io prima di essere una donna sono stata una madre, e un breve post nato per caso dinnanzi ad una notizia letta su un giornale non racconta i mille tormenti (per altro mai sopiti).
    Sono felice d’aver imparato. Dopo quindici giorni che abitavo questa casa, iniziai a sentire dei vicini che urlavano, litigavano, sbraitavano insulti l’uno all’altra. Poi uno usciva sbattendo la porta. Due volte in un mese, alla terza sentii piangere e gridare un bambino (io nemmeno sapevo che avessero un figlio). Ho chiamato i carabinieri.
    (per la cronaca, i carabinieri sono tenuti a relazione di servizio sugli interventi e quindi mettere per iscritto che hanno ricomposto una lite in famiglia, o una violenza domestica, o … sono tenuti anche a ricevere le denunce e gli esposti, ma se non lo fanno non sono tenuti a ricordare che tu hai bussato alla loro porta)

    Comment by Rita — 07/13/2007 #

  9. Che dire? Quando lotti solo per te e’ piu semplice dire mollo tutto e me ne vado. Decidi tu per te (se sei abbastanza forte - non e’ detto - i caratteri piu’ insicuri non ne trovano comunque la forza).
    Se sei responsabile di altri, figli, pensi cosa faccio, e’ giusto, come li faro’ vivere, mi chiederanno del padre, sono stata troppo dura, li ho portati via, ho deciso solo io per loro…
    e’ questo?
    Mi sforzo di capire, da sempre. Perche’ trovo questo tormento uno dei piu’ grandi del mondo. E sono sicura che una sconosciuta in due parole non possa aggiungere niente di nuovo, ne’ giudicare. Posso solo sperare che per te vada sempre meglio, anche se non sara’ mai dimenticato. Sicuramente sai piu’ di chiunque altro che purtroppo le spalle larghe vengono cosi, cazzo.

    Comment by sveta — 07/14/2007 #

  10. Ma sì, facciamoci del male ….
    E dopo anni passati a chiederti come fare, il bastardo ti mette le mani al collo, e tu guardi gli occhi di tua figlia, non reagisci, ma riesci a sussurrare… “sei morto”. E per tre mesi vivi seduta sul gradino di casa, con un manico di picco accanto e aspetti in vano che l’uomo senza coglioni abbia il coraggio di tornare a casa da solo. Ma non lo fa. Esce con tua figlia e torna con tua figlia, al pomeriggio se ne va e torna alla notte, e tu sai che tua figlia ti dorme accanto e non puoi…
    Poi un giorno comprendi che sei seduta là ad aspettare per ucciderlo, e pensi ancora a cosa accadrebbe: un padre morto, una madre in galera. (Intorno è sempre solitudine) allora decidi che è meglio andare e vai, e la vita ti promette, ma poi dimentica, e dopo nove mesi di lavoro, quando ti hanno promesso il contratto definitivo, che ti consentirà di garantirti un reddito anche minino ma sicuro, per poter inoltrare la causa di separazione, ti licenziano, perché un ministero ha posto il veto sul tuo nome, dato che siccome ti avvelenavano la terra, tu hai rotto i coglioni a qualcuno, e resti disoccupata a 39 anni.
    Ti svegli tutte le mattine, intanto, col pensiero di tua figlia, e con lo stesso pensiero ci vai a letto (ora che un letto lo hai, perché per un periodo nemmeno lo hai avuto e hai dormito in riva ad un lago, dentro una panda scalcagnata che ti avevano prestato). E vai avanti e indietro, pochi giorni per sentire le mani di tua figlia sul viso. E cerchi lavoro e non ne trovi. Fai domanda per il gratuito patrocinio e scopri che non ne hai diritto, perché paradossalmente, pur avendo preso qualche panino nelle mense dei poveri, sei una persona coniugata in comunione dei beni, e quindi hai un reddito medio alto. “Signora si separi, così sarà a reddito zero e potrà usufruire…”
    Fortuna che sono comunista e trovo un compagno comunista, che vive con me in stato di comune…. (O forse siamo più cristiani noi dei preti) e continui a scrivere e gettare parole e parole, e arriva la pubblicazione del mio romanzo… Felice arrivo a casa dei miei dove trovo mia figlia ormai dodicenne che mi dice: “Sai papà ha detto che ora che hai un reddito chiederà la separazione….” Rido (non vi dico quanto guadagna uno scrittore come me, edito da un piccolissimo editore, ma a Dicembre forse mi entrerà tanto danaro da andare a fare una cena in ristorante x 2 ma senza pretese). [era Maggio]
    Quattro giorni fa ricevo comunicazione di un legale……..
    Le spalle te le fai così grosse da portarci sopra un carico di mattoni.

    Comment by Rita — 07/14/2007 #

  11. Magra consolazione, lo so, ma la persona che sei diventata grazie all’uomo senza coglioni e’ una grande persona. E questo non te lo puo’ togliere nessuno.
    Lui probabilmente e’ rimasto piccolo. Tu sarai sempre forte. A carissimo prezzo e’ vero ma alla faccia sua che ha provato a schiacciarti e non ci e’ riuscito.

    Comment by sveta — 07/14/2007 #

  12. X Rita quando dici: Io prima di essere una donna sono stata una madre… rispetto il tuo dire… ma qui schiettamnete non ti seguo… rispetto cio che scrivi…. adesso tutte le MADRI d’Italia che mi saltaneranno addosso come tigri …. Abbiate pieta’ , personalmente non sono contro le madri normali ..

    nutro solo qualche sospetto x quelle madri che mettono davanti i figli come “scudi “x difendere le loro cause. .. Qui in Inghileterra e’ la prassi … della serie” Filumena Marturano” “I figli sono pezzi o’ core.”.. A Londra piu’ figli fai senza marito, piu’ case e piu aiuto dello STATO INGLESE HAI.. mi sembra la via piu’ facile .. anzi ci vedo un pizzico di egoismo in quelle donne che fanno figli x che tanto sanno che lo stato li mantiene.
    In Italia Com’e???

    Comment by Speaker C. — 07/14/2007 #

  13. Speaker, proprio non ti riesce di ragionare sui fatti, senza intonare tutte le volte il “God save the Queen?”

    Comment by alce — 07/14/2007 #

  14. Rita, ho letto su questo tuo post - che ha fatto pensare per giorni me e le persone con le quali mi sono sentita di parlarne- una sola cosa sulla quale ho dubbi. “Per fortuna sono comunista”. Io non lo sono affatto (anche se concordo con te che a volte siete piu’ cristiani dei preti). Che cosa intendi?

    Comment by sveta — 07/14/2007 #

  15. @ Sveta…
    Era un modo (anche ironico) per dire che davvero mi basta l’essenziale. Anzi ho imparato che ci si vive anche bene.:)

    Comment by Rita — 07/14/2007 #

  16. Lo so ragazzi sono impopolare… ma siete cosi chiusi nel vostro guscio che mah .. sinceramente what a BUNCH!!!:d

    Comment by Speaker C. — 07/14/2007 #

  17. sti piagnistei .. piagni piagni… suonano cosi’ italioti … che mi fanno venire da ridere..

    e tu Alce devi essere un bel TIPACCIO:d Mi sei quesi simpatico..:d

    Comment by Speaker C. — 07/14/2007 #

  18. “Some time is good to be bad” OOO -LA LA!!! !!!! dimenticavo che in Italia una donna per farsi ascoltare deve piangere , piangere, piangere, soffrire e ancora piangere …
    + gridare peste e corna contro la sfiga e contro gli uomini bastardi…

    Guai se in Italia una donna si permette di ridere , di divertirsi come gli uomini hanno sempre fatto !!!!,… ….Tu o donna soffrirai x le doglie del parto .. e per tutte le conseguenze …. Ragazzi e ragazze e’ qui che i preti ci fottono a noi donne:d

    Non e’ “politically correctness?” ma qualcuno deve pur fare la parte del >:)

    Comment by Speaker C. — 07/14/2007 #

  19. :d

    Comment by Speaker Cazzate. — 07/14/2007 #

  20. @ 15

    Beh, allora in questo mi posso definire comunista anch’io!

    Comment by sveta — 07/14/2007 #

  21. Qui l’indice non ci sata bene,…ci vuole il medio.

    ;) Gentilmente tolgo il disturbo sollevando il “Dito MEDIO canto:
    “God save the Queen” ” La Liberta x Sempre”
    ” “Ama e fa cio che vuoi” L’ha detto San Paolo, non x le Donne..:-j non si capisce perche?

    At last but not least: ……………….. Passo dopo passo la vita si conclude… Il rimpianto piu’ grosso per me sara’ quello di essermi persa TANTE RISATE …..IN TUTTO C’E’ UN LATO COMICO … FORTUNATA IO CHE LO VEDO…non e’ sarcasmo e’ proprio sana risata di cuore e di pancia.
    In punto di morte vorrei poter dire a chi mi ha amato”
    NOI NON CI SIAMO MAI AMATI … ABBIAMO SOLO RISO TANTO INSIEME…. COSI MORIRO’ RIDENDO ….
    Lo so ALCE che SONO VERY OFF TOPIC.. NON STO DENTRO LE RIGHE CHE VUOI TU .. NON MI RIESCE RAGIONARE SULLA TUA ONDA… ABBI PIETA’..NON TUTTI SIAMO FATTI UGUALI.
    Se cosi non fosse il mondo sarebbe di un grigiore incolore,!!!!!

    Good Bye RAGAZZI E RAGAZZE ..
    =d>>:)b-):)):)):)):)):))

    Comment by Speaker Cazz .. te — 07/14/2007 #

  22. ECCO PERCHE MI PIACE iIL GRANDE
    BENIGNI… PERCHE’ VA AL DI LA’ DELLA POLITICA ALLA beppe grillo … BASTA ORA NON VI ROMPO PIU’:d

    Comment by Speaker Cazz .. te — 07/14/2007 #

  23. Speaker, avresti fatto prima a dire, touché.

    Comment by alce — 07/14/2007 #

  24. Ecco Alce tu mi costringi a rispondere … I’m addicted… povera me .. mi devo disintossicare … e’ brutta la scimmia!!!!
    Cosa vuol dire touche’ ????????????????????????????? Scusa proff. (non so come si scrive l’accento sulla e):d

    Comment by Speaker Cazz .. te — 07/14/2007 #

  25. “chiusi nel nostro guscio”, “dentro le righe”, “meno male che io so ridere e voi no”…
    Ehi che presunzione! Si parlava di un argomento serio e si era seri, come fai a sapere delle risate fino alle lacrime che ci facciamo…magari parlando di altro!
    Sono sicura che anche Rita ha voglia di ridere e mi auguro che adesso ci riesca. In certi momenti magari l’ilarita’ sara’ stato l’ultimo dei suoi pensieri ma poi vai avanti e per fortuna la voglia ti ritorna…se no, e qui hai ragione, e’ un guaio!

    Comment by sveta — 07/14/2007 #

  26. OOOh gente!! non c’e’ alternativa !!!!!!!!!!!!!!!!!!.. bisogna ridere:d
    i nostri oppositori amano il nostro pianto … se noi piangiamo diamo ragione a loro,, NON L’AVETE ANCORA CAPITO??? … RIDENDO E GIOCANDO SALTANO FUORI LE VERITA’… PIANGENDO SI FA IL GIOCO DEI POTENTI… SVEGLIAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA!!!!!!>:)

    Comment by Speaker Cazz .. te — 07/14/2007 #

  27. Oh sì, io rido e rido tanto, delle cose che fanno ridere.
    Per il resto sono consapevole dell’utilità di certe persone, se non altro che per tenere alto il numero di coloro dai quali distaccarsi.

    Comment by Rita — 07/14/2007 #

  28. xRita.. …Ok … rispetto il tuo punto di vista senza pontificare senza arroganza, senza nessuna presunzione, ( x sveta con i suoi pregiudizi e insinuazioni su chi e’ presuntuoso e chi no } amo la semplificazione scheletrica… non per semplicismo come sarebbe facile pensare .. solo perche’ sono allergica a qualsiasi “contorsione pseudo intellettuale”….
    sono x la sintesi, ma quella nuda e cruda, senza giroglifici …. la semplicita’ in tutto e’ la via piu’ dura … ma paga di piu’..

    x Alce, ho visto su google cosa significa “touche’” ovvio che chi detta legge non vuole opponenti .. .. disubbidisco sempre a chi detta legge, semplicemente perche’ non mi fido di chi crede di sapere che sa….. Good save the QUEEN!!!!!:d

    Comment by Speaker Cazz .. te — 07/15/2007 #

  29. Dai speaker, qualche pregiudizio lo abbiamo tutti, tu hai i tuoi e io i miei…ma se spari giudizi non puoi pensare che la gente non ribatta!!
    Ridiamoci sopra. Kisses.
    P.S. Alce non mi sembra poi cosi rigido, fa riflettere!

    Comment by sveta — 07/15/2007 #

  30. Sveta e’ qui che ti voglio!!!!! ….non mi fraintendere, non sparo giudizi…non sono l’intelligentona, a volte ho la testa di legno, solo che vedo la vita da un’altra prospettiva.. una concezione giocosa, che a te puo anche non piacere … liberissima di scegliere le tue opinioni. i predicatori, fin da bambina, mi annoiano a morte… un consiglio spassionato, non fidarti mai di chi predica bene e “razz… male”
    Kisses a te…. Ridi sempre!!!!! Perche la vita e’ un gioco di poker cara .. oggi l’asso ce l’hai tu e te lo giochi …domani ce l’ho io e me lo gioco .. la vita e’ tutta qui :d nothing more nothing less.

    Comment by Speaker Cazz .. — 07/15/2007 #

  31. D’accordo su tutto, io rido un casino e a volte piango anche…nel senso che le emozioni le vivo sempre a picchi . Pero’ riallacciandomi al tema iniziale di questo post mi rendo conto che in certe situazioni non c’e’ proprio un cazzo da ridere. Quando ci sei dentro. Magari ci riesci dopo, ripensandoci quando in un modo o nell’altro sei riuscito a tirartene fuori. L’importante e’ riuscirci prima o poi. Io anche dopo aver vissuto situazioni di merda ho sempre visto alla fine che un lato positivo c’era. Ma finche’ ci sei dentro fino al collo e’ difficile trovarlo!
    Insomma, sono odiosa, voglio sempre avere l’ultima parola!!
    Take care.

    Comment by sveta — 07/16/2007 #

  32. Cara Sveta… lo so che esiste anche il pianto… pero’ adesso ho fatto mio questo motto :
    ” RIDI E IL MONDO RIDE CON TE…. PIANGI E PIANGI DA SOLA ” …l’ho imparato a memoria a mie spese, dopo avere versato fiumi di lacrime, che, “il Ticino” non basterebbe a contenerle, qui non vorrei sembrare “la saggia del quartiere”… sono esattamente il contrario… ho ancora tutto da imparare da tutti… .:(( soprattutto vivo di contraddizioni e di contrasti, non ho mai avuto una vita liscia, e tuttora viaggio sulle “montagne russe” “(hai presente la giostra pericolosa ??) … me la sono cercata e voluta cosi… “curiosity kill the cat”

    Have a good week.. Bye.:)>-

    Comment by Speaker Ca. — 07/17/2007 #

  33. “ridi e il mondo ride con te, piangi e piangi da sola”…
    Non potrei essere piu’ d’accordo, la gente sembra fuggire davanti al dolore degli altri, forse perchè ognuno ne ha gia abbastanza del suo.
    Felice di averti conosciuta e grazie a Rita per avere condiviso un momento personale…adesso basta se no mi commuovo… e invece davvero mi va di ridere!

    Comment by sveta — 07/18/2007 #

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