July
19

Siete Poveri?

Oppure vi sentite poveri.. e’ questo il vero problema. Beh ve lo dico io In Italia siamo ricchi (questo non lo sapevo) ma ci sentiamo poveri.. roba da psichiatri.

Siamo dei poveri dementi .. del resto mica lo dico io che siamo ricchi ma ‘FMI.. sempre l’ente dice che un single puo vivere con 1300 euro al mese magari a Milano.. ed una famiglia con 1800 euro (non ho capito se netti o lordi ma a sto punto spero lordi)…. almeno… (e si puo pagare affitto,vitto e vestiti il tutto in via Montenapo)

Insomma se non si arriva alla terza settimana e’ colpa vostra/nostra non dello stipendio da fame che ricevete, e’ un problema mentale non avere soldi…. quindi quando vi telefona il direttore di banca… perche’ siete in rosso.. tranquilli… i soldi li avete.. solo che pensate di non averli.. ah dimenticavo siete pure ignoranti e meridionali…

Non mi credete…? leggete l’articolo del corriere:A ritenere proprio reddito inadeguato è chi vive al sud e non ha studiato
Isae: in Italia il 74% si sente povero
Solo l’11,1% lo è davvero secondo le cifre ufficiali, ma un single che guadagna meno di 1300 euro al mese e coppia che ne guadagna meno 1800 si percepisce come indigente

MILANO - In Italia l’11,1% degli abitanti è povero. Ma ben il 74% degli italiani si sente povero. E la percentuale è in crescita costante dal 2003. A rivelarlo l’ultimo studio sulla povertà soggettiva in Italia e in Europa pubblicato oggi dall’Istituto di studi e analisi economica (Isae).

POVERTA’ SOGGETTIVA - La soglia di povertà soggettiva, spiega la ricerca, è «la percezione degli individui circa l’adeguatezza del proprio reddito famigliare per condurre una vita considerata dignitosa, cioè senza lussi ma senza privarsi del necessario». Secondo lo studio Isae, in Italia si sentono poveri i single che guadagnano meno di 1.300 euro al mese e le coppie che ne guadagnano meno di 1.800, mentre per le famiglie più numerose questo valore supera i 2.000 euro mensili. A sentire che il loro reddito è inadeguato, nel periodo luglio 2006-giugno 2007, sono soprattutto gli abitanti del sud dell’Italia, più i single e le coppie che i nuclei più numerosi, e in questo caso si tratta delle famiglie col reddito più basso. Inoltre, spiega la ricerca — condotta su un campione annuale di 24.000 famiglie rappresentativo della popolazione italiana — la percezione di svantaggio è maggiormente diffusa tra i nuclei con capofamiglia con basso livello di istruzione, con un impiego da operaio, oppure tra quelli dei disoccupati e delle casalinghe.

GLI SCANDINAVI SI SENTONO RICCHI - Allo stesso modo, la povertà soggettiva riguarda più spesso chi ha un contratto a tempo determinato rispetto a chi ha un indeterminato, e chi vive in affitto. La povertà soggettiva, sottolinea lo studio, non va confusa con la soglia di povertà in senso esclusivamente economico, cioè come scarsità di risorse, rilevata dalle statistiche ufficiali: secondo i dati Istat per il 2005 ad esempio, questa si attesta sui 936 euro per una famiglia da due persone, e riguarda pertanto l’11,1% delle famiglie italiane. La povertà soggettiva invece, spiega l’Isae, «è sensibilmente più elevata», perché su di essa influiscono una varietà di fattori, «non tutti quantificabili direttamente», di tipo sociale e psicologico, come «lo stile di vita e le abitudini di consumo, la percezione del costo della vita, le aspettative». In Europa sotto questo aspetto, è messa peggio dell’Italia solo la Grecia, dove la quota di famiglie «soggettivamente povere» era nel 2004 il 76%, in confronto al 63% dell’Italia e al 60% della Spagna. Nei Paesi scandinavi al contrario, la soglia di povertà soggettiva si attestava nello stesso periodo fra l’11% e il 16%.

Ora fate un ricerca e vedrete che ci prendono per il culo: Chiedete ad un tedesco quanto guadagna (di piu’ a parita di posizione) e verificate il costo della vita la.. (che e’ inferiore all’Italia..) … e poi vediamo se non ha ragione di essere contento..

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  1. Ricapitolando: su 74 italiani che si sentono poveri solo 11,1 lo sono davvero.
    Quindi il restante 62,9 di italiani (pardon, di meridionali) che si sentono poveri in realtà sono ricchi e non lo sanno.
    Devo telefonare a Napoli e avvisare parenti e amici. Magari non hanno letto il Corriere e pensano ancora di essere poveri. Voglio essere la prima a dare la buona notizia.

    Comment by lobotomica — 07/19/2007 #

  2. La spia arancione a forma di pompa di benzina accesa sul cruscotto è una percezione, di essere in riserva, ma non è mica vero?
    Ho capito bene?

    Comment by breva — 07/19/2007 #

  3. Scherzi a parte, è il delirio.
    Una serie di fattori ci ha portato nel corso degli anni a disintegrare velocemente i risparmi accumulati lentamente.
    I 1800€, Percy, sarebbe meglio fossero netti, cmq irreale.
    sappiamo bene tutti con quanti prodotti si esce da un supermercato con 100 € di spesa…
    conosciamo perfettamente i valori di locazione immobiliare, i mutui sono in costante rialzo dopo due anni fermi al 4%, le assicurazioni rc aumentano, le utenze domestiche aumentano, aumenta tutto quello che è certo che è di consumo prevalente e comune, chissà come mai…. i libri di scuola, i buoni pasto, le rette, la benzina, terribile gli alimentari (giorni fa ho letto che da qui al 2020 il petrolio salirà di bestia con ripercussione diretta , nel senso del forte aumento, sul costo dei prodotti alimentari….)
    Chissenefrega se aumenta la Porche, la canotta d’Armani, il vibratore hi-tec, se ho un dente ammalorato per sbaglio, il dentista mi toglie una mensilità intera, in nero ovviamente, se buco una gomma son fritto.
    Suvvia, la percezione è che chi ha scritto l’articolo questi problemi non li conosce, dovrebbe tacere.
    E’ tornato però di moda il sacrificio, è come il color grigio, stà bene su tutto.
    Col cazzo che mi compro un libro per averlo poi in libreria, lo prendo in biblioteca, la collezione di vinile s’è fermata da tempo, emulE scarica come un Genovese al porto, insomma è un secondo lavoro, quello del ragioniere, che ho sempre tanto odiato e adesso me lo porto costantemente a letto….
    Però la gioia di veder i propri figli crescere sani e sereni è quanto di meglio esista sul globo per ingoiare questo amaro boccone e proseguire felici, sperando in un cambiamento.

    Comment by breva — 07/20/2007 #

  4. Non banalizzerei il significato di qesto articolo, anche se poi nei numeri della statistica difficilmente ci si riconosce.
    Il succo è: sei povero se non puoi andare in ferie 15 giorni al mare? O se non puoi comprere il telefonino che registra i filmati per proiettarli poi sul tuo 36 pollici al plasma?
    La mia risposta è no, e se così non fosse sarei povero e figlio di poveri-ancor-più-poveri di me perché mio papà in ferie nella sua vita sarà andato almassimo una decina di volte e sempre per portare al mare i suoi tre figli che avevano bisogno di iodio.
    Invece non mi sento povero affatto mentre molte delle persone che sento piangere in continuazione cambiano il cellulare ogni 3 mesi, indossano t-shirt che costano come il mio capppotto e stanno cercado un finanziamento perché al mare non si rinuncia.
    Siamo impoveriti? Certo. Siamo poveri? Non nella mia esperienza personale e di quella di chi mi circonda pur con la consapevolezza che ampie sacche di povertà esistono e che, come dice la ricerca, mi basterebbe un divorzio od una mallatia seria per dover rivedere i miei conticini.

    Comment by Ma rco Migliavada — 07/20/2007 #

  5. Grillo spesso parla degli italiani che hanno perso una caratteristica peculiare, soprattutto 40-45 anni fa, quella del risparmio ed è vero! Non è una critica alla società consumistica che poi non è tale, in qunato non si consuma ma si butta via di più di quello che si consuma. E’ una diverso porsi nei confronti delle opportunità del mercato globale.
    Tralasciando i generi di prima necessità , il rischio è che ci sente povero perchè non si riesce a fare quello che si vorrebbe.
    Senza scadere nel basso moralismo, forse si è perso di vista il necessario dando la precedenza al futile o all’effimero.
    Non dico che dobbiamo rinunciare a vivere bene, ma forse a vivere secondo le proprie disponibilità. Il fatto che la TV ci bombarda con pubblicità su prestiti facili, di poche migliaia di euro deve far riflettere. Una volta ci si indebitava per la casa ora per andare in vacanza o comprare il televisore.
    Può capitare che un anno non vai via in ferie e di certo non si muore anzi!
    Questa mattina ascoltavo un servizio sul TG2 riguardo la spesa delle famiglie e si parlava dei prodotti già pronti dalle insalate ai primi piatti.
    Il bello è che questi prodotti sono carissimi e di dubbia qualità, ma nessuno degli intervistati (per quello che vale il campione)ha fatto caso al prezzo ma solo alla comodità.
    Se poi sono le stesse persone che nelle indagini dichiarano di sentirsi povere c’è qualcosa che non quadra. O sono completamente fuori strada e fuori tempo?

    Comment by Coldax — 07/20/2007 #

  6. Non sei fuori strada, molti di coloro che si considerano poveri in realta’ hanno di che vivere piu’ che dignitosamente e con le comodita’ comuni. Quello che non si vuole piu’ fare e’ il “sacrificio” - vedi saltare le vacanze per un anno o due come molti di noi hanno fatto ad esempio per comprare casa e senza per questo aver vissuto piu’ infelici.
    Forse sei fuori tempo solo in questo senso, vogliamo tutti di piu’ perche’ vediamo tante cose e facciamo confronti.

    Comment by Sveta — 07/20/2007 #

  7. Io farei una piccola piccolissima riflessione era pre-euro: chi guadagnava 3.000.000 ma anche 2.000.000 e ma pure una coppia in cui lavoravano in 2 e guadagnavano 1,500,000 a testa vivevano bene… oggi no..
    NEGARE che il costo della vita e’ di 1 euro pari a 1000 lire (Esempio quello dei mezzi di milano che passarono nella notte del cambio ad 1 Euro ) e che gli stipendi invece sono fermi all’era pre euro e’ follia.
    Ora se prima quella coppia con 3.000.000 si pagava il mutuo e riusciuva a vivere oggi con 1,500 euri cosa fa? come fa?
    Si Sacrifica.. anche se poi alla fine non ci riesce… deve ricorrere agli aiuti un secondo lavoro.. oppure i genitori… magari si indebita.. ulteriormente…

    Lo stato in questo caso dove e’? cosa hanno fatto prima Prodi poi Berlusconi ed ancora Prodi per evitare questo?

    Ora mi si attacchera la pezza con il debito pubblico.. sono cazzate.. la Germania ha il debito pubblico piu grande d’Europa (i costi dell’assorbimento dell’EST) ma li da quando e’ entrato l’euro oltre a controllare i prezzi sia a livello nazionale che con i Lander (le nostre regioni) pensioni e stipendi hanno avuto un aumento medio del 34% … mentre in Italia del 4%… gli stipendi..
    Altro caso e’ la Spagna paese in crescita debito pubblico alto, TAV da tutte le parti l’economia va gli stipendi sono buoni.. nel caso sia la destra che sinistra hanno lavorato bene.. potrei continuare… siamo dietro anche alla Grecia…

    Noi in Italia dobbiamo smetterla con il concetto di mi sacrifico.. scusate se prima andavo in ferie in Sardegna per un mese senza fare debiti ora perche’ no? Forse che il sudore in Euro vale meno…

    Altra pezza.. da evitare senza l’euro con i crack parmalat e cirio l’Italia era nella merda.. e allora? Prendiamo l’Argentina.. cazzo dopo il crack ha un tasso di crescita superiore al 10%
    ora le cose vanno bene li… si sono ripresi.. in meno di 3 anni..

    Ora secondo me il problema non ne il debito pubblico ne altro il problema e’ nel manico di chi ci governa sia esso cip (Mr.B) o ciop (Mr.Prodi)… che se ne frega del cittadino, che svende i beni dello stato, che mantiene aziende saprofite come la FIAT, che non incentiva ad investire qui gruppi stranieri con la palla dell’Italianita’, che fa le leggi a suo, un governo anzi governi che non sanno come rilanciare l’economia di questo paese… che non sanno ma anche non vogliono far crescere….. come scrissi tempo fa Dante torna utile:

    “Ahi serva Italia, di dolore ostello,
    nave sanza nocchiere in gran tempesta,
    non donna di province, ma bordello!” (Purg., c. VI, v.77)

    Comment by Sir Percy Blakeney — 07/20/2007 #

  8. 50 Lire = 0,03 Euro
    100 Lire = 0,05 Euro
    200 Lire = 0,10 Euro
    300 Lire = 0,15 Euro
    400 Lire = 0,21 Euro
    500 Lire = 0,26 Euro
    600 Lire = 0,31 Euro
    800 Lire = 0,41 Euro
    1.000 Lire = 0,52 Euro
    2.000 Lire = 1,03 Euro
    3.000 Lire = 1,55 Euro
    4.000 Lire = 2,07 Euro
    5.000 Lire = 2,58 Euro
    6.000 Lire = 3,10 Euro
    7.000 Lire = 3,62 Euro
    8.000 Lire = 4,13 Euro
    9.000 Lire = 4,65 Euro
    10.000 Lire = 5,16 Euro
    15.000 Lire = 7,75 Euro
    20.000 Lire = 10,33 Euro
    30.000 Lire = 15,49 Euro
    40.000 Lire = 20,66 Euro
    50.000 Lire = 25,82 Euro
    60.000 Lire = 30,99 Euro
    70.000 Lire = 36,15 Euro
    80.000 Lire = 41,32 Euro
    90.000 Lire = 46,48 Euro
    100.000 Lire = 51,65 Euro
    120.000 Lire = 61,97 Euro
    150.000 Lire = 77,47 Euro
    200.000 Lire = 103,29 Euro
    250.000 Lire = 129,11 Euro
    300.000 Lire = 154,94 Euro
    400.000 Lire = 206,58 Euro
    500.000 Lire = 258,23 Euro
    600.000 Lire = 309,87 Euro
    700.000 Lire = 361,52 Euro
    800.000 Lire = 413,17 Euro
    1.000.000 Lire = 516,46 Euro
    1.500.000 Lire = 774,69 Euro
    2.000.000 Lire = 1.032,91 Euro
    3.000.000 Lire = 1.549,37 Euro
    4.000.000 Lire = 2.065,83 Euro
    5.000.000 Lire = 2.582,28 Euro
    10.000.000 Lire = 5.164,57 Euro
    :d:d:d

    Comment by BCE — 07/20/2007 #

  9. Grazie BCE domanda con 774,69 Euro pari a 1,500,000 come fa una famiglia a vivere, pagare l’affitto, mangiare, comprare i vestiti per loro e per i figli i libri… ricordo che ante 2001 c’erano famiglie che vivevano modestamente con quel reddito o con poco piu circa 2.000.000… va la siamo generosi..

    Comment by Sir Percy Blakeney — 07/20/2007 #

  10. stipendi

    Posizione Mediana della retribuzione nelle organizzazioni
    piccole medie grandi
    Direttore Amministrativo e Finanziario 62.000 88.000 125.000
    Direttore Amministrativo (Resp.) 41.300 54.500 62.000
    Resp.le Internal Auditing 36.150 65.000 93.000
    Capo contabile 25.850 41.500 57.000
    Resp.le Tesoreria e Finanza 36.150 46.500 67.500
    Credit Manager 33.600 41.500 67.500
    Resp.le Controllo di Gestione 39.000 52.000 77.500
    Analista Finanziario 31.000 41.500 59.500
    Resp.le Contabilità Industriale 31.000 39.000 46.500
    Fiscale 44.000 57.000 108.500
    Posizione Mediana della retribuzione nelle organizzazioni
    piccole medie grandi
    Dir. Commerciale 65.000 103.500 181.000
    Dir. Vendite 47.000 88.000 114.00
    Dir. Vend. Estero 46.500 83.000 103.500
    Key Account Manager 36.150 52.000 77.500
    Area Manager 33.600 52.000 72.500
    Il dato indica la retribuzione lorda annua espressa in migliaia di Euro
    Posizione Mediana della retribuzione nelle organizzazioni
    piccole medie grandi
    Dir./Resp.le di Produzione 46.500 67.500 77.500
    Dir./Resp.le di stabilimento 52.000 72.500 103.500
    Resp.le pianificazione produzione 33.600 41.500 52.000
    Resp.le programmazione produzione 33.600 41.500 52.000
    Resp.le Ingegneria di produzione 38.800 52.000 77.500
    Il dato indica la retribuzione lorda annua espressa in migliaia di Euro
    Posizione Mediana della retribuzione nelle organizzazioni
    piccole medie grandi
    Product Manager 29.000 39.000 46.500
    Dir. Marketing 62.000 88.000 129.500
    Resp.le Pubblicità 46.500 77.500 103.500
    Dir. Comunicazione/PR 46.500 72.500 103.500
    Il dato indica la retribuzione lorda annua espressa in migliaia di Euro
    Posizione Mediana della retribuzione nelle organizzazioni
    piccole medie grandi
    Dir. Tecnico 52.000 77.500 93.000
    Resp.le progettazione/Project Manager 36.500 57.000 46.500
    Direttore Qualità 36.500 46.500 57.000
    Resp.le Controllo Qualità 31.000 36.500 41.500
    Il dato indica la retribuzione lorda annua espressa in migliaia di Euro

    :((:((:((

    Comment by fISCO — 07/20/2007 #

  11. secondo me si è perso il senso dell’articolo…

    l’introduzione dell’euro ha inconfutabilmente fatto a aumentare i prezzi di tutto e quindi ridotto il ns potere d’acquisto….

    allo stesso tempo, vi è una percezione diversa del tenore di vita dovuta sia al progresso della tecnologia sia al bombardamento dei media e della pubblicità,che ci fa passare necessità secondarie ( e oltre) in necessità primarie…

    la realtà oggettiva è molto difficile da individuare, vi sono una serie di realtà soggetive e di parametri di ricchezza/povertà soggettivi…

    non per niente a como ti bollano come un morto di fame se nn hai il cappotto Fay e la classe a che ti aspetta al parcheggio…

    :o:o:o:o:o:o:o:o

    Comment by BB — 07/20/2007 #

  12. Caro Sir il tuo commento sulla situazione pre euro e post euro è corretta vista la sensazione di impoverimento generale.
    Abbiamo visto aumentare il tasso dei mutui negli ultimi mesi e dovrebbe aumentare ancora, perchè la BCE ritiene prioritaria il contenimento dell’inflazione rispetto ad altri parametri sociali. Però agli gnomi di Francoforte nulla interessa della famiglia indebitata per la casa, della piccola azienda con il finanziamento per partire o crescere e che si trovano con un fardello sempre più pesante alla fine del mese. L’importante è l’inflazione sotto controllo, ma per favore!
    E questo mette in evidenza, come se non bastasse, l’inutilità di questa UE basata solo sull’economia e niente sulla politica.
    Dove le riunioni dei capi di stato e governo sono pletoriche assise dove si discute del nulla e dove la torta, adesso, deve essere spartita con gli affamati (come eravamo noi!) stati dell’Est.
    Forse dobbiamo renderci conto che noi siamo vissuti nel periodo d’oro, forse il migliore, dell’Europa e dell’Italia. Ricordiamoci cosa eravamo dopo il 1945 e forse capiamo il perchè siamo arrivati al capolinea!
    Quindi la situazione è cambiata e non possiamo vivere come i decenni passati ma dobbiamo abituarci alle modifiche sociali, e forse capire che si può scendere di un livello rispetto a quello precedente senza perdere molto!

    Comment by Coldax — 07/20/2007 #

  13. Quindi, a chi (come me) è nato negli anni Ottanta, cosa consigliate?
    Il suicidio o la fuga in Svizzera? :-?

    Grazie.

    Comment by Uberdoneg — 07/20/2007 #

  14. Filosofia da ristorante, il negare lo sgretolamento del potere d’acquisto.
    La fa chi sta seduto comodamente lì.
    In più è un insulto a quello che era il “ceto medio”, grazie al quale son sorte fior fior d’aziende. Di medio, a questo ceto, è probabile che s’alzi il dito.
    Como, città cara,certo non ha occhi di riguardo, terra grassa e di frontiera, andate a fare queste domande in via Di Vittorio, e non in via Boldoni…

    Comment by breva — 07/20/2007 #

  15. @Uberdoneg

    ma nooo perchè suicidarsi, la Svizzera non so se conviene, non è più la salvezza come il tempo che fu, poi, lavorare in un paese senza diritti sindacali e solo doveri nei confronti dei padroni è, il peggio che si possa andare a cercare. Prostituisciti!

    Fammi sapere… ti trovo un posticino io sulla Lomazzo-Bizzarrone!

    Comment by triio — 07/20/2007 #

  16. Ulteriore argomento lo fornisce Breva, il ceto medio… si e’ estinto.. ora neanche il wwf puo salvarlo. In compenso sono comparsi i personaggini alla Gatto che arrabbattandosi riescono a vivere bene come sanguisughe… ma sempre politica e’…
    Detto questo io inviterei chi va via ad Agosto a non andare a Sharm a rate… ma farsi un giro a Colonia oppure Dusseldorf e chiedere come vive un tedesco, quale tipo di assistenza sociale… ha per esempio.. cosa succede se perde il lavoro e tante altre piccole curiosita di vita quotidiana.. come per esempio il prezzo degli affitti.. ed i salari… il giro sara istruttivo e capira’ la differenza tra un NON governare all’italiana e governare seriamente, per altro battendosene dei parametri di maastricht…

    Comment by Sir Percy Blakeney — 07/20/2007 #

  17. Si può discutere molto sul potere di acquisto e farei notare che la forte riduzione del prezzo di molti beni e servizi (connettività, trasporto aereo, prodotti esteri non più contingentati e soggetti a dazio, ecc.) ci rende oggi più ricchi di un tempo, malgrado i dissesti provocati dall’euro.
    L’attuale povertà la misurerei più precisamente nell’impossibilità per molti singoli e famiglie di avere un surplus che consenta di affrontare un’emergenza, di farsi una seconda casa come forma di risparmio di sicurezza, di far fare ai figli esperienze di formazione, di coltivare un hobby.
    Oggi moltissimi riescono a mala pena a vivrere e basta. Questa è la povertà di oggi, che colpisce maggiormente il ceto medio urbano.
    Questo impoverimento rende sempre più insopportabile i privilegi in via di espansione della casta politico-amministrativa e non si riesce proprio a capire come non sia ancora avvenuta una rivoluzione sociale.
    E’ sconcertante che a ogni elezione la casta si veda riconfermata.

    Comment by Condorcet — 07/20/2007 #

  18. Dove li mettiamo quelli che, non per scelta, pur di mangiar pane lavorano con contratti interinali, in affitto, in subaffitto, a chiamata, a chiavata, a tempo, a ore, se mi servi?
    Son buoni a pagare, AH QUESTO SI’, ma a domandare un MUTUO, CHICCAZZOSEI?
    Però l’economia ti aiuta, e si aiuta (INFAME), ti fo un fido di 30.000€……
    Chissà il tag, il tan, il taeg?
    Insomma, una generazione è venuta al mondo per sbaglio, si ritrova immeritatamente inculata dall’origine, gli è stata rovinata l’infanzia, l’adolescenza, la gioventù però il fido non glielo leva nessuno, garanzia moderna per il futuro.
    Ma con 30000€ di fido si può fare famiglia?

    Comment by breva — 07/21/2007 #

  19. C’e’ anche il contrario, da me hanno fatto fatica ad assumere un operaio (udite udite a tempo indeterminato) perche’ 5 persone mandate dalle societa’ interinali hanno rifiutato dicendo che lavorare sempre nello stesso posto e’ noioso mentre tre mesi qua e tre la’ cambi sembre ambiente, conosci gente diversa… non erano ragazzini, era gente intorno ai trent’anni e ti assicuro che il lavoro nella nostra officina non e’ faticoso ne’ “sporco” e lo stipendio e’ nella media. Quindi temo che le motivazioni date fossero vere. Io mi stupisco, ma faccio parte della generazione per la quale il mito era il posto fisso.

    Comment by sveta — 07/21/2007 #

  20. Delle vere teste di legno, direi… ma aspetta, o a casa gli preparano la cena, il pranzo, la colazione, la benza per la golf… ed il lavoro è giusto per far veder che contribuiscono, e ce n’è in giro di gente così, o siediti ed aspetta, vedrai che quando capiranno la cazzata commessa, restando per aria per mesi a caccia di un lavoro, facile poi che facciano dopo il turno di notte in sala macchine….pur di….

    Comment by breva — 07/21/2007 #

  21. Hai colto nel segno, almeno quattro di loro vivevano con i genitori e avevano la loro macchina - non un rottame, piu’ che dignitosa - pero’ quello che mi stupisce di piu’ e’ che erano comunque persone senza arte nè parte, nel senso che non hanno studiato, e questo ci sta, non hanno un mestiere perche’ non si davano il tempo di impararlo - sai la noia - … io davanti a tanta poverta’ mentale mi inchino… e non voglio essere snob, mi sono fatta da sola e ho lottato per avere qualunque cosa ma accidenti, perche’ almeno ero interessata a imparare cose, a saperle fare. Non voglio nemmeno dire che sono tutti cosi perche’ so che non e’ vero, ma in questo discorso sulle persone che si sentono povere credo fortemente che una bella fetta intenda non potersi permettere il surplus di cui parlava Condorcet al 17. E per esperenza diretta ti assicuro che se la persona vale e ha buona volonta nella societa’interinale non rimane a vita (come alcuni) perche’ le aziende tendono a non lasciarsele scappare. Poi sono d’accordo che con certi lavori e con il costo della vita non ci diventi benestante, ma io ho rinunciato alle vacanze per dieci anni per fare a piccoli passi altre piccole cose e non mi sento povera, nè infelice. Anzi, mi sento fiera.

    Comment by sveta — 07/21/2007 #

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