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Ultima spiaggia Cap. II
I giorni passavano veloci, al mattino sul presto belle ragazze facevano jogging coperte sole da una leggera maglia che faceva roteare piccole rotondità, e bermuda attillati che comprimevano esplosivi fondoschiena; la spiaggia del Tenciuun era affollata di gente di tutte le età, chi al sole chi in penombra a gustarsi il quadro di uno squercio di lago verde, blu e oro.
L’acqua quell’anno era diventata calda e balneabile prima del tempo. Si prospettava un’estate lunga e felice.
Le sere d’estate vedevano i ristoranti presi all’assalto da gente d’ogni dove, gente al passeggio col chiacchericcio allegro, unica pecca il disordine dei rifiuti che sparsi irregolarmente e raccolti a momenti, davano un senso di grande trascuratezza.
Poi passava il camioncino salvatore, e per un pò le strade ed i siti tornavano ordinati, pronti alla successiva tornata di disordine, e così via.
La notizia giunse al Sindaco come un ceffone.
Si trovava al Birrificio, luogo appartato, buona cucina,e birra ovviamente…
L’incontro con l’Architetto, i giovani assistenti rigorosamente in abito blu ed impomatati, ed alcuni assessori, era normale routine.
Ma quel giorno, il 27, fu nero.
Un Comitato aveva raccolto l’adesione di un noto attore residente in Laglio, adesione che era una stilettata al cuore, ed al portafoglio.
” O quello lì la pianta, o faccio armi e bagagli, vendo la casa, e me ne vado” “Ma cazzo…” fu la prima considerazione spontanea del sindaco, uscita nel bel mezzo di un sorso di birra, che provocò bollicine a non finire ed un attacco di tosse isterica.
La scena richiamò l’attenzione della tavolata nel privèè, dove tra un valzer di coppe di champagne e l’altro, il Sindaco di Como in compagnia di Sergio Snif, Fulvio Belladonna ed una meravigliosa signorina biondo platino fasciata in un abito di latex nero, stavano discutendo di una certa divisione che si sarebbe fatta di lì a poco grazie allo spostamento di un impianto in città all’interno di una montagna.
“Sindaco, venga qui con noi”
E così, dopo aver licenziato i suoi ospiti dandogli appuntamento per il martedì a venire, il sindaco di Laglio si aggregò alla tavolata comasca, sbandierando la giustezza e la lungimiranza del progetto di riqualificazione, lamentandosi verso coloro che lo avevano male interpretato bollandolo come una schifezza del tutto fuori luogo.
“Vedi” disse il sindaco Comasco “ è la solita menata, non bisogna dar retta a tutti, sennò non fai niente, guarda a Como, grazie all’opposizione inesistente, ed ad uno staff di gente fidata abbiamo creato i presupposti per le paratie, con la scusa che puzza muoviamo Comodepur, abbiamo lavorato e bene con Ticosa, insomma si può, bisogna crederci, non mollare mai, ed i frutti si vedranno.
E parliamo di milioni….”
Andò avanti così per un’oretta circa, poi il gruppo si sciolse salutandosi con una strizzatina di occhi.
I due rappresentanti di Como e Laglio s’accordarono per rivedersi, solo loro, sempre al birrificio, la settimana a venire per discutere privatamente circa certi temi legati al turismo, l’indotto che avrebbe prodotto, gli utili e la loro divisione.
La bionda in latex restò al birrificio, in attesa dell’arrivo di nuovi clienti da coccolare.
I lavori alle Scuole erano in pieno fermento, gli operai lavoravano anche di notte, un enorme torcia alogena illuminava a giorno il palazzo, dietro la luna tracciava di bianco il Lago.
La cittadinanza aveva mal digerito il pressappochismo della giunta e l’arroganza del sindaco, arrivando a chiederne le dimissioni. Non era possibile, a detta loro, che i bilanci di quattro anni di governo fossero solo a conoscenza degli “addetti ai lavori” e che occasionalmente venivano forniti perentoriamente dei dati da prendersi per buoni, senza possibilità oggettiva di riscontro. E si parlava di svariate centinaia di migliaia di euro.
Il confronto ti trasformò in scontro diretto, ed alle soglie delle nuove elezioni il sentore di non venir più eletto spinse il sindaco a predisporre una sua scesa in campo in un altro Comune dove anche lì ci sarebbero state le votazioni.
Il vicesindaco ed i vari assessori si trovarono così a dover preparare una nuova lista capace di non perdere alla tornata in arrivo, anche perché solo loro sapevano il reale stato finanziario del Comune, era necessario garantirsi ancora del tempo che li avrebbe aiutati ad addolcire la situazione, qualche idea buona sarebbe arrivata ed avrebbero così evitato il peggio.
Forte della garanzia di supporto ricevuta all’incontro al Burrificio col Sindaco di Como ai primi di Agosto, la candidatura a Sindaco di Cernobbio da ventilata divenne il chiodo fisso, e le magagne di Laglio sempre meno importanti e lasciate gradualmente andare per il loro corso, ancora pochi mesi e tutto sarebbe cambiato


Scrivi veramente bene…
Complimenti…:)
Comment by Morgana — 07/22/2007 #
:d cavolo se sei bravo!!!!! come facciamo a scrivere la continuazione…e’ troppo bello…e vero!!!
Comment by la pina — 07/22/2007 #
:”>
stasera ne arriva un’altro pezzo, si accettano ovviamente spunti….
chissà come sarà il finale? boh? e quando arriverà ?? mah, ma leggiamo, che non fa male :d
Comment by breva — 07/23/2007 #