July
23

Occhio agli evasori!

Giorni  fa mi sono trovato a discutere con il tecnico tributarista di particolare esperienza e spessore , che da tempo arricchisce lo staff di lavoro che ho organizzato sul territorio nazionale, del prossimo congresso al quale doveva partecipare intervenendo sul  tema della evasione fiscale.

Inevitabilmente il discorso è caduto su ciò che fanno le Banche, che è per così dire, un mio vecchio pallino nato dalla esperienza sul campo di lavoro che mi permette di affermare  che…

la maggiore evasione proviene proprio  dal  Settore del Credito.

Per anni si è dirottata la attenzione della opinione pubblica sul facile episodio del bimbo che scappa prima di ricever lo scontrino per la caramella, “reato” per il quale si è giunti  persino a multare i genitori, mentre si ometteva di dare mandato alla Guardia di Finanza di appostarsi al di fuori delle Agenzie di credito per controllare se sui moduli delle operazioni che i clienti  effettuano  sia o meno indicato il costo della operazione comprensivo di IVA.

Da  decenni ormai il Settore del Credito ribadisce con fermezza il concetto  che esso “commercia  danaro”, e pertanto insiste nell’accaparrarsi di tutto ciò che, secondo la stessa ABI, appartiene  al  “Settore del Commercio”: dai così detti usi locali alle pretese  derivanti dalle  rilevazioni sul commercio delle  Camere di Commercio,  ritenendole addirittura “norme”.

Su  questi argomenti ci sarebbe molto da dire , e lo farò prossimamente, ma intanto  date per scontate le teorie del settore, e preso ormai atto del ripudio da parte  dei banchieri della antica ed effettiva loro funzione nella società, non si capisce e non è più accettabile come costoro, a differenza di quello che normalmente non è eludibile per gli altri commercianti, si permettano di evadere l’Iva, e comunque  di non pagare le tasse sugli introiti derivanti dalle dichiarate “spese” di tenuta conto, invio degli estratti conto, invio di pubblicità non richiesta.

Tutta corrispondenza  inviata  in abbonamento postale al costo di euro 0,41, ma addebitata al cliente ad euro 2,59. Un guadagno enorme!

Non solo, non contenti di questo assurdo ed immotivato privilegio, al momento di compilare i loro bilanci, defalcati di sofferenze, perdite di bilancio, apertura di nuove  “sedi leggere” (occasionali) ed altri accorgimenti, riescono a ridurre  indisturbati gli utili  al 10%, ed a  pagare di conseguenza le tasse solo su  questo 10% : tanto alle Fondazioni comunque giungerà il dovuto esentasse.

 
Da queste ed altre considerazioni, mi nasce l’idea di una serie di nuovi articoli “tecnici” su queste alchimie poco o nulla conosciute.

Federico Lippi

 

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  1. Molto interessante, per esperienza sono sostanzialmente daccordo con quanto scrive (…compreso il versante Fondazioni). Tuttavia, almeno nel caso di talune banche, credo vi sia un tema che per criticità supera addirittura quello dell’evasione fiscale: il riciclaggio perpetrato alla grande attraverso i derivati (es. currency swap), sul quale nessuno pare mettere lingua…

    Comment by il griso — 07/24/2007 #

  2. … a proposito, visto oggi Italease? E chi c’è tra i soci? Guarda guarda, anche una Banca Popolare….

    Comment by il griso — 07/25/2007 #

  3. Caro Griso,
    devo riconoscere che ha ragione in pieno, effettivamente per ora se ne parla troppo poco.
    Ma cosa mi direbbe se qualcuno raccontasse al mondo intero che già viviamo tra i marziani? Io credo si creerebbe il caos.

    Non crede sia buona regola per certi argomenti procedere per gradi ?

    A tale proposito, quando io per esempio 11 anni fa ho osato scrivere un articolo “Credito ed usura” sul giornale della Associazione di cui faccio parte ( ADUSBEF ), sono stato minacciato da alcuni, preso sottogamba e deriso da molti, comunque un prezzo lo ho pagato, hanno trovato il modo.
    Ma come vede, è caduto un tabù : ho lanciato un sasso nello stagno, ho lavorato molto e nonostante le minacce e qualcosa d’altro , sono qua, e mi creda sono attento e vigile.

    Comment by federico lippi — 07/25/2007 #

  4. Caro Griso,
    facendo seguito a quanto detto proprio sulla Banca Italease, abbiamo potuto tutti leggere dalla Roiters, che da quelle operazioni cui lei accennava, la Banca avrebbe sostenuto perdite “da derivati” per 500 milioni di euro a fronte di contratti per derivati per un valore di 753 milioni di euro.
    Nel momento in cui Banca d’Italia su richiesta Consob ha effettuato un accertamento ispettivo durato oltre 5 mesi, ed ha richiesto alla Italease di procedere immediatamente al rinnovo del CDA e del CS, escludendo quindi Mazzera e Vale, nonché il Sindaco effettivo Guardone, la risposta è stata che : “domani” cioè il 27 luglio, presenteranno il bilancio con la previsione per la approvazione con i 500 milioni di perdita, e conseguentemente la approvazione di un aumento di capitale di 700 milioni di Euro.
    A prescindere che è indubbio che questi 700 milioni derivano dai 753 anzidetti ( contratti per derivati ), e grazie a questi, la Banca ha potuto dichiarare 500 milioni di perdite virtuali.
    In sostanza questa operazione permetterà a Italease di pagare le tasse su un utile defalcato di 1200 milioni di euro ( 700, di aumento di capitale + 500 di virtuali perdite per derivati)

    Quanto esposto conferma ancora una volta quel che vado esponendo da anni : il Settore del credito ha infiniti modi di evadere indisturbato le tasse alla faccia di noi comuni mortali

    Federico lippi

    Comment by Federico Lippi — 07/26/2007 #

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