July
23

Ultima spiaggia Cap. III

Tutto era stato ben organizzato.

Alle 6 ci fu un po’ di attesa, nonostante un uomo piazzato all’Argentino, si dovette aspettare un po’ più del dovuto. Molti turisti affollavano il centro per recarsi successivamente lungo le passeggiate del Lago.

Il Bmw nero parcheggiò alle sei e tre quarti, la presenza alla funzione delle sette in Duomo era stata preventivamente concordata dai due Sindaci.

S’incontrarono sotto il Broletto, uscendo nella piazza insieme con il seguito intento a controllare che non ci fossero anomalie o persone strane.

Quei dieci minuti d’attesa in Piazza del Duomo furono solo sorrisi, affettuosi contatti, risate controllate e sguardi benevoli a 360°.

Signori ben vestiti con al seguito consorti eleganti ed abbronzate lentamente procedevano all’interno della Cattedrale.

Tra i primi ad entrare anche i due Sindaci, con relative eleganti consorti.

Presero posto in prima fila.

All’uscita, si fermarono solo pochi minuti, alcuni saluti, un affettuoso bacio alle mogli che sarebbero andata via, e il tacito appuntamento a Villa Geno per un aperitivo veloce e quattro chiacchere.

Argomento fu la candidatura novella in quei di Cernobbio del Sindaco di Laglio, apprezzata dal Comasco e fucina di accordi che avrebbero spaziato dal turismo alla ovvia recettività, l’analisi dell’offerta immobiliare proiettata sull’incremento di domanda ad elevato grado qualitativo, i servizi ovviamente da predisporsi quali posti barca privati, scali, e la promessa di di un ulteriore incontro finalizzato ad uno scambio di opinioni circa un eventuale cambio d’uso dell’area dell’ex galoppatoio, ovviamente da bilanciarsi con qualche intervento ad uso della cittadinanza, in cambio.

La mattina successiva con passo affrettato e sguardo rivolto al muraglione dell’ex area Guggi, fonte di ben 800000 euro trovati gratis nel bilancio Comunale grazie alla precedente amministrazione ed immediatamente utilizzati spavaldamente, il Sindaco entrò nel Palazzo, con un gesto del capo appena accennato salutò le impiegate avvisandole che avrebbero dovuto chiamare subito gli assessori per una riunione nel "suo studio". Urgente.

La riunione avvenne circa attorno alle dieci, fu un monologo che, in poche parole, avvisava del fatto che si sarebbe candidato a sindaco a Cernobbio e che, di conseguenza, le "pratiche" in corso nel Comune di Laglio sarebbero state affidate in toto a loro. Che sarebbe stato il caso di trovarsi un pomeriggio al Birrificio per entrare nei dettagli, ma in tempi ristretti.

Nei giorni successivi nel Palazzo regnava un silenzio strano, molti cenni e mezze frasi, tutti erano improvvisamente diventati impegnati non si sa in che cosa. Le elezioni del nuovo sindaco erano alle porte, il bilancio Comunale scricchiolava ed inoltre, maledizione, i cittadini di Laglio avevano più volte richiesto delucidazioni sullo stesso minacciando addirittura un atto forte, senza per altro specificare quale.

La tensione era palpabile.

Sulla breve passeggiata che si stacca dalla Vecchia Regina Teodolinda, in località Riva del Tenciuun, che porta con una lieve pendenza alla spiaggetta, mani ignote avevano burlescamente appeso al muraglione un cartello riportante la denominazione, "Via Mantero veloce".

Venne fatta una foto ed inviata a Google, affinché potesse mappare.

In quei giorni ancora l’illuminazione della Riva del Tenciuu non era entrata in funzione, e l’acqua e la Luna giocavano, come sempre, in allegria, creando giochi di buio e di luce senza che mai uno vincesse.

L’incontro avvenne il giorno prima di Ferragosto, il parcheggio del Birrificio era deserto, le auto vennero messe dietro alla struttura al riparo di occhi indiscreti, all’ombra di un maestoso Platano.

Quella del Sindaco Comasco era stata data in comodato d’uso, quasi regalata, da un noto rivenditore d’auto, in cambio ricevette notevoli agevolazioni per la propria attività oltre ad un notevole ritorno d’immagine dato dalla pubblicità posta sull’autovttura in questione.

Una sorta di baratto, ritenuta assolutamente lecita dal Sindaco, un modo eticamente corretto per il raggiungimento di accordi senza dover metter mano al portafoglio, con notevole risparmio e reciproca soddisfazione.

Una visione del mondo preistorica ma di assoluta modernità, pensava.

Quella volta il valzer lo pagò il Lagliese.

La bionda platinata si accomodò a lato del Sindaco comasco, l’abito questa volta era tipo campagnolo, un leggerissimo abitino a fiori con bottonatura frontale, corto come una impossibile minigonna, aperto per un quarto sul davanti che mostrava due esplosivi seni abbronzati. Una meraviglia. Elena, questo il suo nome, era Greca, da sei anni a Como, con regolare permesso fattole avere in cinque giorni dal Sindaco, grazie ad una telefonata compiacente.

Elena conosceva il Piano Regolatore di Como come la tabellina del due.

Il patto venne siglato.

Il Lagliese avrebbe predisposto sì un intervento sull’ex-galoppatoio, però l’Architetto lo avrebbe scelto il Comasco, come pure i componenti della cordata di investitori, scelti per chiamata diretta.
Quel giorno non c’erano nubi nella testa del Lagliese. Era vuota

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  1. \:d/ e’ nato uno scrittore…..spesso i racconti coincidono con la realta’.
    mi fa’ quasi impressione!!!

    Comment by la pina — 07/23/2007 #

  2. Dicono che nella quarta puntata ci sia un colpo di scena.
    mah….:-?

    Comment by breva — 07/23/2007 #

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