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Ultima Spiaggia CAP VII
L’incontro in Cattedrale era atto dovuto.
Questa volta privatamente, il Comasco aveva aggiornato il referente del Vescovo, Don Pedro Filo, da tutti chiamato semplicemente Don Pedro, circa le sopraggiunte novità.
Fu un colloquio leggero, al termine del quale Don Pedro affermò "che un nuovo agnello nel gregge, è sempre ben accetto". Il Comasco aggiunse che " non solo, ma l’erba del prato è rigogliosa e tutti possono alimentarsi e crescere".
Il loro legame si rafforzava sempre più.
Il Lagliese stava finalmente passando un momento di intensa tranquillità interiore, quella che fino a pochi giorni prima considerava l’ultima spiaggia per levarsi di dosso i mille pensieri conseguenti alla sua gestione del Comune di Laglio, era ormai diventata realtà, garanzia di un ulteriore periodo di scelte importanti che lo avrebbero ulteriormente arricchito. "L’esperienza arricchisce…e non c’è n’è mai abbastanza…" pensò sorridendo.
Negli ultimi cinque giorni, al Palazzo di Laglio, erano nate molteplici liste, figlie degli stessi padri, ma ancora il travaglio doveva proseguire.
Il gossip estivo non trascurò Como ed il suo Lago.
L’indagato più famoso d’Italia, no, non Riina, l’altro, quello col fratello muratore e rivenditore di decoder, volava nei cieli accompagnato dalla sua nuova pupilla, ormai ex-sindachessa di Cernobbio, neopromossa con lode in Provincia, ed onorata del titolo di presidentessa ad onorem della F.I.A.I.P nonché caporedattrice sine-die del Borsino Immobiliare.
La Giulia Casartelli Frassica De Nobili Real Estate Agent Diamond and Gold, vice.
Interessato al Broletto, si rammaricò che la Salparini avesse già una trattativa, ma Lei lo rassicurò dicendo che comunque avrebbe fatto il possibile per agevolarlo, a parità di prezzo, forse meno.
Aveva l’esclusiva per un bilo a Ponte Chiasso, ma ritenne di aspettare a proporglielo.
Estimatore di betoniere e gru, Silvio si soffermò attentamente in quei di Blevio attirato da un vivace intervento edile in essere che occupava frontelago una zona meravigliosa, tra Villa Roccabruno trasformata in bordello, e quei parallelepipedi erigendi dallo stile indefinito, similstorico agghindato,tra il pentododecaedro a punta ed il conoide basso e piatto, a ridosso di villa Fantoccoli, e poi la piscina artificiale con acqua artificiale con onde artificiali, un lido artificiale con bagnanti anch’assi artificiali lo fecero riflettere su dove fosse il limite alla fantasia di certi architetti, poi si disse che non c’era, e pensò che forse, un anfiteatro Greco-Cipriota a balze con golf in sintetico non ci sarebbe stato male, ne avrebbe parlato col Sindaco Pago.
Sullo scenario politico, era stata creata un’armata invincibile.
Ma gli altri?
Sul fronte dell’opposizione c’era grande fermento.
Alleanze argillose nascevano ogni mattina, per giacere esauste la sera.
L’unica candidatura degna di credibilità fu presentata, dopo mille peripezie, per motivi che potrete bene intendere, ed un acceso scontro verbale riportato da tutti i numerosi quotidiani locali, due, nell’area dell’ex-galoppatoio di Cernobbio.
Nasceva quella sera una nuova sigla nello scenario politico Lariano.
Dopo FI, CL, PSDI, PSI, Pepsi, UDC, UCD, DCU, CUD Mod. Unico., PC, PRC, FN, AN, BMW, UDEURSX, UDEURDX, UDEUR, beh insomma le conosciamo, allora dicevo che l’evento fu la scesa in campo dei CCCP: Como Cernobbio City Possible, generata da una costola di Possibile Village People.
Il gruppo dei Ticosa City Ground Impoundment tenne uno straordinario concerto blues.
I candidati per Cernobbio e Laglio erano il noto Architetto lacuale Alberto Baldo Bracco e l’Avvocato del Foro Comasco Dott. Avv.to Lorenzo Spazzino.
Non c’era bisogno di sondaggi per capire che l’elettorato a cui si rivolgeva la nuova forza era potenzialmente molto folto.
Il programma, verà novità, in sintesi era questo: mettersi a lavorare seriamente.
Era necessario un incontro, in tempi stretti, per studiare un controprogramma in grado di fermare sul nascere l’ignobile comparsa dei CCCP.
Il Ristorante di Villa Geno fu il luogo ideale per una così delicata riunione.
Quella sera un vento di Fohn spazzava il Lago da Nord a Sud, l’aria calda aveva soppiantato l’umidità degli ultimi giorni, il Lago brillava di mille colori.
Da quell’incontro non emerse nessuna novità di rilievo.
Per la prima volta si rendeva necessario un ulteriore appuntamento in tempi stretti.
"Da Elena, al Birrificio" disse il Comasco, fissando la data per il giovedì a venire.
La Greca era una bomba.
Coperta solo da una intrigante coulotte nera con una fascia annodata a mò di improbabile reggiseno, tant’è che si aspettava la loro comparsa da un momento all’altro, rese difficile l’attenzione.
Bastò un incrocio silente di sguardi tra Lei ed il Comasco, ed in un batter d’occhio si levò il primo valzer di coppe.
"Quest’incontro dev’esser risolutivo" pensò il Comasco, chiamando al cellulare Fornelloni.
"Cazzo, e adesso?" pensò il Lagliese.
La Salparini era devastata dal dubbio se proporre o meno il bilo di Ponte Chiasso a Silvio.

