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Condominio Democratico ?
La stucchevole tele-novela del Partito Democratico ( pur col divertente siparietto di Marco Pannella che viene considerato un appestato ma che, in realtà, è forse l’unico candidato che sa - da decenni - di cosa si parla quando si cita l’esperienza politica americana ) deve essere lasciata ai suoi estimatori.
Loro credono, con intensità commuovente, che si possa essere nè carne nè pesce, nè socialisti ma neppure democristiani, ecc..
Diciamo che potevano chiamarlo " La Virtù sta nel mezzo".
Ma la mia preoccupazione è, piuttosto, per l’afasia politica ed organizzativa di chi non può riconoscersi in questo progetto.
Vuoi perchè pensa che ci debba essere una forza socialista in un paese come il nostro, vuoi per il motivo che ci sono una grande quantità di temi che stanno fuori dal perimetro (nebuloso) del programma (indefinito) del partito con "vocazione maggioritaria" che si affaccia sul mercato della politica.
La mia domanda, da cittadino, è : dove si rivolge una persona che vorrebbe sostenere una proposta politica alternativa al Partito Democratico ?
Le sedi di partito sono scomparse in gran parte o sono, tristemente, chiuse per la maggior parte del tempo.
Le riunioni politiche, in provincia di Como, si fanno nei soggiorni di casa e, di conseguenza, se non sei del "giro" non sai come poter partecipare e neppure dove rivolgerti.
Prima di lamentarsi della "mancanza di partecipazione" andrebbero risolti un pò di problemi tra cui anche quello "logistico".
I gruppi politici del centro-sinistra sono ormai ridotti a numeri rattristanti e, talvolta, sono rappresentati persino in franchising (vedi il caso di Udeur ed Italia dei Valori dove ci sono volenterosi rappresentanti locali che sono andati a Roma ad offrirsi per il compito).
La mia proposta (per Socialisti, Verdi, Sinistra Democratica ed altri) sarebbe quella di fare un censimento delle sedi disponibili, fare una scelta razionale e poi, sulla base di comodati d’uso ben definiti, decidere quali locali decidere di mantenere aperti tutte le sere della settimana facendolo ovviamente sapere ai cittadini in tutti i modi possibili.
Il senso della cosa è di far incontrare persone che neppure sanno dell’esistenza altrui e, soprattutto, sollecitare elettori e simpatizzanti a presentarsi di persona per sollecitare interventi di carattere amministrativo o segnalando distorsioni da combattere nella gestione del potere da parte del centro-destra locale.
Non penso che sia un problema se un cittadino interessato a porre una questione inerente ai diritti civili dei cittadini si trovi a parlare con dei Verdi o con la Sinistra Democratica e non, per dire, con i socialisti.
Anzi se certi temi diventassero iniziativa comune da parte di tutti i gruppi politici citati non potrebbe che essere positivo.
Senza annessioni od improprie ammucchiate che, probabilmente, non produrrebbero molto oltre ad un notevole numero di distinguo, almeno in una fase iniziale.
Il problema è ascoltarli veramente i cittadini.
E con le sedi dei partiti chiuse è molto difficile


Auspicabile, per non dover tornare nelle mani di “sti qui”…
http://www.youtube.com/watch?v=ZqjAuF-eyxU&mode=related&search=
Comment by breva — 07/31/2007 #
Ti rendi conto che ovunque guardi non se salva uno…
Comunque non userei troppo la parola “comodati d’uso”…ricorda altro lì a palazzo…
Comment by sveta — 07/31/2007 #
Saint Just scrive: “dove si rivolge una persona che vorrebbe sostenere una proposta politica alternativa al Partito Democratico ?”
Prova a parlare con Elisabetta Patelli; su questo blog si è dichiarata contro il PD e quindi… :-”
Comment by Flavio — 07/31/2007 #
Non mi sembra contro il PD come idea Teorica, la Patelli, ha solamente evidenzianto il cambiamento di Brand di una cosa che esiste gia… insomma.. i soliti frequentatori dei salottini comaschi, che spacciati per societa’ civile si riciclano nel PD… ieri Ulivo oggi PD domani chissa che cosa…
Comment by Sir Percy Blakeney — 07/31/2007 #
Consentitemi una provocazione. Dice S.Just:
“La mia domanda, da cittadino, è: dove si rivolge una persona che vorrebbe sostenere una proposta politica alternativa al Partito Democratico ?â€
Il quesito ricorda un po’ la storia dell’uovo e della gallina: non ci sono le sedi in cui esporre le alternative, o mancano le sedi perché non ci sono le alternative?
Ad essere carogne verrebbe da dire, la seconda, se é vero quel che dice S.Just, che le sedi, quando ci sono, sono chiuse per la maggior parte del tempo.
Ma allora, tenuto conto del potere aggregante e trascinante del calcio, vedi Iraq, perché non stipulare direttamente i comodati d’uso con le sedi dei Milan e degli Inter club, che potrebbero fare da traino?
Comment by alce — 07/31/2007 #
@Alce, vorrei seguirti nel discorso ma forse sono necessarie alcune puntualizzazioni sullo stato dell’arte a livello locale.
Premesso che il centro-destra ha diffuso tra gli elettori che la politica “è male” e che solo alcuni possono maneggiare tale difficile e scottante materia e, di conseguenza, pochi “eletti” si autonominano nei vari posti di potere od indicano altri appartenenti al proprio clan (come ai bei tempi dei Lanzichenecchi).
Questo vulnus per la democrazia ha attecchito anche nel centro-sinistra e tutti i partiti, in generale, potrebbero agevolvente fare le proprie riunioni al bar (salvo quando ci sono le elezioni e l’egocentrismo fa aumentare la frequentazione).
E tutto questo non è meno vero neppure per Margherita e, purtroppo, per i Ds che in provincia di Como sono veramente ridotti ai minimi termini (sia politici che numerici).
Ti dirò Alce il cross-selling della politica portato sino a stipulare accordi con i club dei tifosi mi appare piuttosto estremistica come ipotesi ma certamente non sarebbe pellegrina l’idea di condividere spazi con associazioni culturali e con associazioni di volontariato (vere e non finte e personali pure loro come, purtroppo, spesso accade).
Potrebbe anche essere un modo intelligente per capire cosa succede nella società .
Dal salotto di casa del capetto locale è molto più difficile.
Meine meinung nach.
(Ma sono certo che penserai che il Partito Democratico, nella magia promossa da Walter e da Dario da tempo predestinati a vivacizzarlo, avrà presto necessità di affittare sedi spaziose per ospitare la massa di giovani entusiasti che immagino ci si attende da novembre in avanti).
Comment by S.Just — 07/31/2007 #
Ma in ogni caso non è questo il punto.
Il destino organizzativo del Partito Democratico non mi interessa visto che non posso neppure pensare di votare un partito che mi impone di eleggere senatrice un’appartenente all’Opus Dei come la Binetti (solo per fare un esempio concreto che però riassume la maggior parte dei motivi per cui il progetto non sta, a mio giudizio, assolutamente in piedi).
Mi preoccupo, e non solo sulla carta, a che esistano spazi di aggregazione per tutte le forze politiche che propongono temi progressisti sotto il profilo sociale, dei diritti civili ed in materia d’ambiente.
Questo è il tema organizzativo a cui vorrei che tutti gli interessati riuscissero a trovare una concreta soluzione.
E considerando che Sinistra Democratica difficilmente potrà utilizzare i locali attualmente dei Ds (che penso saranno tutti venduti per fare “cassa” e pagare i non pochi debiti attuali del partito) si capisce che da settembre/ottobre ci sono altre persone che si trovano senza un “tetto” e che avrebbero certamente motivo di trovare rapidamente una soluzione.
Il senso è anche quello di non buttare via i pochi soldi disponibili per sedi di partito poco utilizzate a livello di singoli partiti visto che il denaro a sinistra è sempre di meno e senza soldi è molto difficile fare politica contro una destra che si sostiene con gli emolumenti che vengono generosamente concessi utilizzando il denaro di tutti ai suoi funzionari fingendo che siano capaci di gestire delle aziende a controllo pubblico.
Comment by S.Just — 07/31/2007 #
@ S.Just
Quello che dici mi sembra del tutto condivisibile. Così come sono d’accordo con te per ciò che riguarda la Binetti. Pure a me sarebbe piaciuto un PD che non c’è. Speriamo che cresca strada facendo, cosa vuoi che ti dica.
Comment by alce — 08/1/2007 #
Il problema nasce dal fatto che un movimento politico dovrebbe nascere nell’entusiasmo e non nella burocratica attenzione a mantenere gli equilibri pregressi.
L’imbarcare con convinzione persone come la Binetti presuppone, in re ipsa, l’idea di escludere tutti coloro che hanno un’idea di politica e di società opposta rispetto a questo gruppo di invasati.
E’ una legittima scelta preliminare ma non penso proprio che il futuro potrà veder marginalizzare questi integralisti e, di conseguenza, si è scelto di stare ben lontani da qualsiasi visione “liberale” della società italiana.
Per inciso, questi gruppi di cattolici sono elemento che tiene lontano dal Partito Democratico pure molti cattolici che, conoscendoli bene, proprio non possono pensare di stare insieme a loro in un soggetto politico.
Viceversa, sono tanto apprezzati dai ciellini.
Pensa che meraviglia il futuro che attende il Partito Democratico.
Ma, giustamente, non si può mai dire e magari lo scenario migliora.
Visto che ci avvia verso una dura sconfitta elettorale sarà necessario vedere chi rimane a gestire un partito all’opposizione.
In questo caso ci sarebbe la solita migrazione verso il potere degli ex-democristiani e magari l’ambiente migliora.
Comment by S.Just — 08/1/2007 #
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