July
30

Crudeltà

Scusate, sono una scrittrice e questo dovrebbe darmi l’obbligo dell’eleganza delle parole, ma non sempre è possibile decorare. Soprattutto quando leggendo i giornali, la domanda, o la certezza che ti sovviene è che il potere mandi le scorregge in embolo. E non è un’iperbole.

Sircana, (che il mio word chiama autonomamente Siriana) il portavoce del governo di centro-sinistra, ha precisato che, l’accordo sul welfare (che giustamente il mio word corregge in malfare), non è emendabile…

Ah, no? Verrebbe da chiedersi, se non fossimo stati attratti da una novità assoluta… “Sarà un autunno caldo.” È strano, quasi come se avessi già sentito fare questa promessa.

Lo sconforto aumenta quando si promette la battaglia “delle sinistre”, e subito dopo o contemporaneamente alla nascita del nuovo grande, immenso, nuovo partito di tutte le sinistre, tutti i centri e persino qualche destra.

Allora io che ho fatto in tempo a conoscerla la sinistra, sono curiosa.

Perché a promettere il calore autunnale, non sono io, che vedrei bene una rivoluzione di tipo latinoamericano, ma il ministro Ferrero, che non è ministro alle “varie ed eventuali” ma ministro della solidarietà sociale (che sarebbe una cosa seria, se non fossimo in Italia).

Sono molto curiosa di vedere non le lotte parlamentari (ma quando mai!) ma le lotte del paese.

Ci sarà uno sciopero di due ore dei precari, con le fasce di garanzia dei call center? O saranno precettati i telefonisti della Fastweb? Gli esternalizzati degli ospedali e degli enti pubblici, sciopereranno mezz’oretta al mattino, e digiuneranno nella pausa pranzo?

Continuo a pensare che sebbene abbiano provato a scippare ai pochi lavoratori rimasti, anche il diritto al lavoro, oltre che quello alla sopravvivenza, un modo per emendare l’editto di Prodi ci sarebbe. Bloccare il paese ad oltranza… E mentre il paese è bloccato, scorrere lungo le strade, verso i palazzi del potere, con i nostri forconi lucidi in mano, magari cantando Bella Ciao, che non guasta mai.

E poi signor ministro, in un momento in cui la gente incontrandoti per strada, ti dice… “Eh! Signora mia, fa caldo record, oggi, eh?” Lei promette un autunno caldo? Questa è crudeltà.

Rita Pani (APOLIDE)

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  1. io, che vedrei bene una rivoluzione di tipo latinoamericano,

    E’ inquietante, davvero, che qualcuno possa proporre chavez come modello di politica… che c’è di così bello nell’essere tutti uguali (o meglio quasi tutti, tutti tranne lui), uguali nel morire di fame?

    Comment by Anonymous — 07/30/2007 #

  2. Perche’ oggi tra il peggior Chavez e l’Italia di morti di fame guidata a turni alternati da Prodi o Berlusconi.. trovi differenze.. ?
    Forse perche’ vai a votare… ma ti dimentichi che i candidati sono gli stessi?

    Comment by Sir Percy Blakeney — 07/30/2007 #

  3. + che Chavez io proporrei il buon Fidel Castro, se non altro perchè ha piu esperienza in campo…..:d

    Comment by Antonio — 07/30/2007 #

  4. eppure mi sembra semplice
    mandiamo le veline al governo
    e il governo al grande fratello
    quelli del grande fratello in comune
    e qualcuno a fanculo

    Comment by Anonymous — 07/30/2007 #

  5. Io non ho ancora capito se parliamo di politica o di letteratura.
    Se facciamo letteratura si può dire di tutto, perfino di preferire Chavez e la bancarotta Argentina, come ho letto su questo blog qualche post fa, e che questo sia uguale a quello perché tanto sono tutti uguali.
    Se parliamo di politica le affermazioni andrebbero supportate da argomenti concreti. Per esempio bisognerebbe spiegare perché, malgrado tra il peggior Chavez e quest’Italia di morti di fame non ci sia differenza, non ci sia ancora stato quell’esodo di massa verso il Venezuela che ci si sarebbe dovuto aspettare.

    Comment by alce — 07/30/2007 #

  6. Il nostro è un accanimento terapeutico-amministrativo, il cerebro, la politica che ordina, è leso, il corpo, i cittadini, sopravvivono, la flebo contiene speranza.
    Ma di staccare la spina non se ne parla.
    Si preferisce tenere in vita in modo forzoso.
    Il fallimento dello Stato, per me è evidente. Ma di portare “i libri” in tribunale, giammai…

    Comment by breva — 07/30/2007 #

  7. Non sara’ semplicemente perchè in questa Italia di morti di fame comunque ci barcameniamo e in fondo così male non stiamo?
    Vedi a questo proposito anche il post “siamo poveri?”

    Comment by sveta — 07/30/2007 #

  8. Alce ha scritto: “Io non ho ancora capito se parliamo di politica o di letteratura.” Ecc. ecc.

    =d> =d> =d> =d> =d>

    Comment by Flavio — 07/31/2007 #

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