July
31

Italian Tabloid

E’ bello sapere che certe cose, anche (e soprattutto) d’estate, continuano a funzionare e girare a pieno regime.

Uno di questi è il cabaret Italia, sempre stipato di nani e ballerine, sempre gaudente, sempre sfolgorante, sempre uguale a sè stesso.

Tanto per cambiare: si sta preparando l’ennesimo inciucio, anche se sarebbe più appropriato parlare di “convergenza d’interessi”, sulla (non) autorizzazione all’utilizzazione delle intercettazioni. Non senza aver prima, naturalmente, randellato mediaticamente e tutti insieme appassionatamente la gip Forleo, macchiatasi dell’orribile crimine di aver messo nero su bianco quello di cui anche un Gasparri qualsiasi si sarebbe potuto accorgere: i politici invischiati nelle scalate del 2005 non erano esattamente animati da “sana tifoseria”, quanto piuttosto da complicità. La scoperta dell’acqua calda.

Baffino e Cicogna continuano a cianciare: non abbiamo fatto niente, trasparenza, non sia mai, “nulla di penalmente rilevante”. Guai ad utilizzarle quelle intercettazioni, però. Forza Italia, ovviamente coinvolta, non è da meno: siamo garantisti noi, non possiamo buttare 13 anni di storia. Tradotto: poi come la salviamo, la pellaccia dei nostri?

Particolarmente sugli scudi anche Sua Clemenza Mastella, che prima accusa la Forleo di aver attentanto alla Costituzione, poi si fregia di aver fatto approvare una riforma, quella sull’ordinamento giudiziario in tardiva e parziale sostituzione della Castelli-Gelli, che non è esattamente un bijoù.

Da segnalare anche l’ondivago atteggiamento dell’Anm: dopo aver solennemente proclamato lo sciopero generale (noi siamo d’accordo col detto: un organo costituzionale non può scioperare), la giunta delle toghe si è pavidamento tirata indietro al primo, e unico, centimetro concesso dal Parlamento. Accontentandosi, quindi, del meno peggio. Ma, si sa, il “meno peggio” è sopra il “peggiore” e sensibilmente sotto il “buono” e l’”ottimo”.

Ottimo, ad esempio, sarebbe stato permettere di mantenere, in certi settori inquirenti (ad esempio l’antimafia), il proprio ruolo per più di 8 anni; così facendo, invece, si cancella la memoria storica dei procuratori, si azzerano le conoscenze investigative, si disperdono i dati acquisiti nel corso degli anni, si frammenta e si spezza la compattezza dell’organo che dovrà poi essere ricostituita, con risultati non garantiti, in futuro. La mafia, perfortuna o purtroppo, non ha certi problemi. Anzi, continua a prosperare e a fare affari in tutta tranquillità: in fondo, sono o non sono cristiani anche loro?

Rimanendo nei dintorni parlamentari, strepitosa è stata la conclusione della vicenda che ha visto coinvolto Gustavo Selva, la vecchia volpe piduista che aveva finto un malore per farsi portare dall’ambulanza negli studi televisivi di La7. Dopo i primi preoccupanti tentennamenti (leggasi: richiesta di dimissioni, subito prontamente respinta), il nostro ha recuperato l’abituale flemma e comportamento: culo sulla poltrona, e chi s’è visto s’è visto. Nonostante il gesto compiuto fosse particolarmente odioso. Nonostante la non esattamente giovine età (81 anni). Nonostante l’opinione pubblica berciasse inferocita. Nonostante la sempre più soffocante cappa di antipolitica e di caldo. E così, dopo il vergognoso ostracismo mostrato nei suoi confronti dai colleghi aennini, la svolta forzata (o meglio, forzista): l’approdo ottuagenario nelle file di FI, con tanto di ricongiungimento ai fratelli Berlusconi e Cicchitto. Commozione. Tenerezza. Legami di sangue che si rinsaldano e si intrecciano nuovamente. Non è splendido?

L’ultima storia è fresca fresca, di ieri. Riguarda l’ottimo Cosimo Mele, il parlamentare dell’Udc che ha un problema. Uno di quelli grossi: è ontologicamente ignaro. Firma per il test antidroga da sottoporre ai parlamentari, e lui non si ricorda di averlo fatto.

Gli prenotano una suite al “Flora”, a Roma, e lui non lo sa.
Gli fanno ritrovare una squillo d’alto borgo, e lui non se ne accorge: già che c’è, tanto vale farle un regalo in denaro; mica l’ha pagata, beninteso. C’è la cocaina? Boh, chi lo sa. Va a dormire, e cosa ti succede? Che questa va in overdose e sta malissimo.

Lacerato e macerato dalla tensione tra senso civico ed imbarazzo prudenziale, l’eroico onorevole alla fine decide: chiama l’ambulanza.

Tra i plausi degli altri colleghi (particolarmente degno di nota quello del rifondarolo Russo Spena: “Non era obbligato, ma ha comunque fatto bene a farsi avanti”) rimane un unico rimpianto: se quella non stava male, altro che questo can-can. Un pò come il ladro colto con le mani nel sacco: ehhh, se non c’era la telecamera/il poliziotto/il testimone la facevo franca.

Parafrasando Curzio Maltese: microetica per un micropaese. Buon proseguimento di vacanze, Belpaese.

Leonardo Bianchi

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  1. Mah, a me pare che Baffino e Cicogna (ma chiamarli col loro nome è così disdicevole ??) abbiano dichiarato la “non opposizione” all’uso delle intercettazioni…

    Leonardo, un po’ di onestà intellettuale, suvvia !!!

    Comment by Flavio — 08/1/2007 #

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