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PD:Pannella ecco il perche’ del no…
Io non sono radicale, anche se mi sono simpatici, devo dire che comunque Pannella non mi e’ mai stato simpaticissimo.. capisco pero’ il perche’ del NIET da parte del comitato organizzativo per le elezioni alle segretaria del PD.
Se leggiamo il programma (Dichiarazione di Intenti) di Pannella si capisce subito che piuttosto che farlo parlare agli elettori potenziali del PD preferirebbero sparargli alle gambe anche perche’ si fa fatica a non essere d’accordo con la maggior parte delle cose che propone, ma leggiamo:
Pannella candidato a segretario nazionale del PD: allegato n.1 alla dichiarazione di intenti
30 luglio 2007
PROMEMORIA SU ALCUNE PROPOSTE RADICALI
1. Più libertà di lavoro e di impresa, più Welfare, meno assistenzialismo e corporativismo;
2. Riforma anglosassone delle istituzioni, abbattimento dei costi della partitocrazia, anagrafe degli eletti
3. Giustizia giusta e responsabile; no all’impunità delle prescrizioni, sì all’amnistia
4. Laicità dello Stato, libertà di ricerca e di terapia, riforma diritto di famiglia
5. Contro il dissesto idrogeologico: legalità, energie rinnovabili, rivoluzione urbanistica e demografica
6. Rivoluzione digitale per le libertà individuali
1- Reddito minimo garantito e più investimenti per la formazione; Abolizione del sostituto d’imposta per i lavoratori dipendenti; Pensioni minime a 65 anni - anche per le donne, da accompagnare con misure di sostegno alla famiglia, un aumento significativo di asili nido e dell’assistenza abitativa che rendano conciliabile, specialmente per le donne, il lavoro con la vita privata e facilitare la mobilità nel territorio - accelerazione passaggio a metodo contributivo; abolizione trattenuta automatica iscrizione Sindacati; democrazia sindacale; abolizione del contratto collettivo nazionale; fuori le partecipazioni statali da Confindustria, liberalizzazioni dei servizi, anche a livello locale; abolizione monopoli Ordini professionali; abolizione cassa integrazione straordinaria; abolizione art. 18 Statuto lavoratori; Abolizione del valore legale titoli di studio. Non emendabilità della finanziaria.
2- sistema uninominale maggioritario a un turno, Camera dei deputati composto in ragione di 1 deputato ogni 100.000 abitanti. Senato Federale composto in ragione di 5 senatori per ogni Regione. Presidenzialismo, federalismo (anche fiscale) e rigoroso controllo di spesa delle Regioni e degli enti locali. Abolizione del quorum referendario. Abolizione finanziamento pubblico ai partiti e sostituzione con rimborsi parziali delle spese effettive, soppressione comunità montane, accorpamento comuni minori e creazione delle Aree metropolitane; riduzione del 30% in due anni e del 50 % in cinque anni la spesa pubblica destinata a gettoni, stipendi, emolumenti per un esercito di amministratori locali, manager pubblici, consiglieri e consulenti; "anagrafe degli eletti", con schede individuali immediatamente visibili e consultabili su ogni atto istituzionale (votazione, documento,…) e presenza di parlamentari e eletti a ogni livello, situazione patrimoniale, immobiliare, finanziaria, fiscale, societaria, i suoi incarichi remunerati. Legge attuativa dell’art 49 della Costituzioni per la democraticità dei partiti e per la trasparenza e pubblicità di dibattiti, decisioni e bilanci.
3 - Responsabilità civile dei magistrati. Separazione delle carriere tra giudice terzo e pubblica accusa. Limiti alla carcerazione preventiva. Riforma del sistema elettorale in senso uninominale del Consiglio Superiore della Magistratura. Sistemi di valutazione nella progressione delle carriere dei magistrati. Attuazione effettiva della finalità rieducativa della pena; abbattere il numero di processi che vanno in prescrizione; amnistia per ridurre di almeno un terzo il carico processuale della Amministrazione della Giustizia; abolizione dell’obbligatorietà dell’azione penale; abolizione incarichi extra giudiziari ai magistrati
4 - Divorzio breve, Pacs, abolizione del Concordato del 1984 e del Trattato del 1929, abolizione della legge sull’8 per mille, abolizione di tutti gli sgravi ed esenzioni fiscali riconosciuti alle confessioni religiose in quanto tali, abolizione immissione diretta insegnanti religione da parte della CEI, no al finanziamento scuole confessionali, Libertà di ricerca sulle staminali embrionali, RU 486, aborto anche nelle strutture private, libero accesso a contraccettivi inclusa pillola del giorno dopo; Abolizione della legge Fini-Giovanardi e legalizzazione dei derivati della cannabis, sperimentazione della somministrazione controllata di eroina; autodeterminazione del paziente e testamento biologico vincolante; regolamentazione eutanasia; Abolizione legge 40 sulla fecondazione assistita, legalizzazione prostituzione.
5 - Piano energetico nazionale con priorità investimenti su fonti energetiche rinnovabili riassetto idrogeologico; recupero dei centri storici; sviluppo dei Parchi; "rottamazione" dell’edilizia post-bellica non di qualità; investimenti su viabilità pubblica con priorità a trasporti su rotaia e elettrici; promozione politiche internazionali per il "Rientro dolce" della popolazione a due miliardi di abitanti in poche generazioni
6 - Abolizione della legge Urbani che criminalizza peer-to-peer e filesharing; no alla brevettabilità del software; libera circolazione di idee per la promozione della conoscenza e della creatività: abolizione monopolio SIAE, riduzione a 20 anni dei diritti d’autore. Digitalizzazione di archivi pubblici e RAI da rendere liberamente divulgabili i lavori istituzionali, a partire dal Parlamento, e accessibili anche in modalità peer-to-peer; accesso aperto alla letteratura scientifica e ai risultati della ricerca scientifica finanziata con denaro pubblico. Mettere a disposizione gratuitamente tecnologie che già oggi possono restituire libertà di parola, di lettura e di comunicazione a persone con disabilità; disponibilità dei libri in versione digitale per disabili e non vedenti.


Condivido la premessa di Sir Percy e leggendo si capisce il potenziale “devastante” della proposta politica radicale all’interno del PD.
Meglio la Binetti che dice la sua quando il cardinale di riferimento la sollecita ma, per il resto del tempo sta tranquilla e direi beata nel magico mondo fatato di Walter e dei suoi entusiasti interlocutori.
Comment by S.Just — 07/31/2007 #
Visto che le cose che dice, non da adesso, sono cosi condivisibili perchè mai i radicali sono fermi perennemente al 23 %?
E finiamola di fare provocazioni, perchè di questo si tratta e nientealtro, ma davvero qualcuno poteva pensare che la candidatura poteva trovare accoglimento?
Le regole, belle o brutte, le aveva lette anche Pannella prima di presentare la candidatura, vorrei proprio vedere se un iscritto a RC andasse achiedere di candarsi alla segreteria di FI o di An o dell’UDC, che cosa gli risponderebbero? Ma certo vieni avanti, accomodati, fai quello che ti pare e piace!!!!!!!!!!!
Comment by svalutescion — 07/31/2007 #
!!!!!!!!scusate: 2 o 3 %
Comment by svalutescion — 07/31/2007 #
Le proposte dei radicali sono estremamente moderne e in alcuni casi coraggiose. Ovviamente non vengono votati dalla gran parte degli italiani che si riconoscono nel centro-destra o nel centro-sinistra…nel centro, appunto, dove tutto sembra sempre dover essere immobile e immutabile, dove le “proposte” non devono scontentare nessuno. Gran parte di questo programma sarebbe ovviamente indigesto anche all’interno del futuro soggetto politico, che verso il centro è molto sbilanciato.
Temo che dovremo rassegnarci al fatto che anche in questo caso la nascita di un partito sarà fonte di grande delusione soprattutto per chi invece qualcosa di diverso lo sta veramente cercando. Non nasce niente di nuovo, si fondono in una cosa con un altro nome alcuni vecchi personaggi. E Pannella con le sue molte buone idee continuerà ad essere considerato un passionale grande sognatore.
Comment by sveta — 08/1/2007 #
:)Concordo con Sveta. Questo non e’ un programma e’ semplicemente BUON SENSO. Ma dove andrebbe a finire il clientelismo, la ” poltrona” , i parenti da sistemare, gli”eletti”da mantenere per generazioni, gli inciucci, la mafia,le raccolte di fondi …..per la ricerca……La trasparenza e i cambiamenti radicali ( parola appropriata) fanno paura! Dopo secoli che ci insegnano che e’ meglio non cambiare la strada vecchia per la nuova , perche’ sai cosa lasci ma non sai cosa trovi………..
Ma siamo nel famoso “culo di sacco” se non prenderemo noi delle decisioni, lo faranno per forza quelli dopo di noi.Non si puo’ piu’ andare avanti cosi, e il disinteresse della popolazione nei confronti della politica e della vita sociale ne e’ la testimonianza!
Non e’ piu’ il momento di valutare un partito,ma di fare un restaling della nostra societa’. Siamo vecchi, obsoleti e in mano da un secolo alle stesse persone/famiglie.
Comment by Anonymous — 08/1/2007 #
Non capisco le malinconie di Sveta: c’é Pannella, le piace, lo voti!
Secondo me in politica non importa tanto che le cose siano moderne e coraggiose, ma che funzionano, se sono belle e coraggiose tanto meglio, ma é un di più.
La politica, come ha detto qualcuno, é l’arte del possibile.
Quello che dice Pannella, è in larga misura condivisibile, a parte il filone liberista, ci mancherebbe, ma non é un programma politico, soltanto un libro dei sogni. Come si spiegherebbe altrimenti che il nostro Giacinto, come dice Svalutescion, non sia mai andato al di là del due/tre per cento dei consensi? Gli italiani non amano il moderno e il coraggioso, oppure non ci vedono altro che l’imbonitore che da quarant’anni promette loro l’elisir di lunga vita?
Comment by alce — 08/1/2007 #
mi scuso per il refuso: “funzionano= funzionino”
Comment by alce — 08/1/2007 #
@ 6
Infatti l’ho anche votato, proprio perche’ mi piacciono molte delle loro idee. Lui sara’ anche un istrionico imbonitore, ma qualche battaglia la hanno fatta e anche vinta.
Il fatto e’ che alla guida del PD non gli permetteranno mai di andare e il PD di quelle tante cose condivisibili non ne fara’ neanche mezza. E tutto continuera’ come prima. Senza passione.
Comment by Sveta — 08/1/2007 #
Facendo un ragionamento di questo tipo non si capisce il motivo per il quale i parlamentari sono quasi sempre laureati, professionisti ed imprenditori, professori universitari e talvolta anche persone di ottima cultura personale.
L’italiano medio non ha nessuna di queste caratteristiche eppure è rappresentato politicamente da persone che appartengono ad un’elite sociale.
Come del resto in tutta europa, anche a sinistra.
E direi che è così sin da quando si può iniziare a parlare di forma di governo democratico.
Di conseguenza, il fatto che una proposta politica non sia elettoralmente iper-popolare (anche se vorrei ricordare che l’esperimento delle europee dove le televisioni del nano diedero spazio ai radicali fece una certa impressione - dal 2% passarono all’ 8% - ed infatti furono subito “oscurati” di nuovo).
Il Partito Democratico, come sembra evidente a tutti coloro che vogliono vedere le cose basandosi sui fatti e non su quello che dovrebbe essere, è solo la scialuppa di salvataggio per due oligarchie politiche in affanno che sperano di acquisire consensi facili nelle aree politiche “limintrofe” per mantenere l’attuale livello di consenso elettorale.
Se il risultato a livello nazionale sarà come quello di Como sarà un vero dramma.
In ogni caso, negli Stati Uniti il Partito Democratico include aree politiche, minoritarie, che stanno agli antipodi anche culturali e che si battono per influenzare il programma politico che, di massima, resta sempre saldamente ancorato al centro per il 70/80% dei temi dell’agenda politica.
Comment by S.Just — 08/1/2007 #
Scusa S.Just, ma mi sembra tirata per i capelli. Io non ho parlato di persone, ho parlato di cose e le ho divise in due specie, quelle che funzionano e quelle che non funzionano.
La proposta politica può non essere popolare, ma non può essere il libro dei sogni, perché allora non é una proposta politica, perché non funziona.
Che Pannella si sia giocato la credibilità con una serie di iniziative istrionesche e che queste non siano piaciute agli italiani, medi alti e bassi, colti e incolti, laureati e analfabeti, é un dato di fatto, non un opinione. Ne fanno fede i numeri.
Quanto al Partito Democratico sarà quel che sarà , lo vedremo alla prova dei fatti, ma proprio perché é un partito, cioè rappresenta una parte, ha tutto il diritto di scegliersi il segretario che vuole. O no?
Comment by alce — 08/1/2007 #
Sul fatto che il Partito Democratico debba eleggere il segretario che preferisce non ci sono dubbi.
Il problema mi sembra il percorso.
Se oggi tale partito non esiste e si prevede di eleggere un’assemblea costituente mi sembra un pò arrogante chiedere a coloro che vogliono partecipare a tale percorso delle particolari caratteristiche.
Pannella e Di Pietro, a mio giudizio, avrebbero rappresentato un limitato disturbo per l’incoronazione di Walter.
Probabilmente avrebbero, questo sì, posto sul tavolo una serie di temi che da questo tavolo si vogliono tenere non lontani ma, se possibile, lontanissimi.
Diciamo che questa canea aiuta alla chiarezza.
Il Partito Democratico nasce come somma di tanti ex-democristiani con tanti ex-comunisti e proseguirà nel solco della peculiare tradizione catto-comunista sviluppatasi in questo paese.
L’unico aspetto che dovrebbe essere chiaro a tutti, e non mi sembra che lo sia, è che non si tratta di un partito socialista nè, tanto meno, di un partito liberale.
In fondo è semplice.
Infatti il problema vero di questo paese, confrontato col resto d’europa, è che qui manca un partito socialista di una certa dimensione elettorale ed un partito liberale che non sia solo la parodia di tale termine nel suo delirio anti-politico.
Sul fatto poi che i liberali-radicali italiani siano da sempre condizionati dall’ingrombrantissima presenza di Pannella è una realtà che ha impedito loro una crescita elettorale ed una maggiore influenza anche a livello locale.
Ma anche questo è ormai un dato di fatto.
Che, peraltro, non impedisce di apprezzare la maggior parte del loro programma (con l’eccezione di incomprensibili punte di iper-liberismo che sono fuori tema in Italia) che, sinceramente, la maggior parte degli elettori europei non troverebbe certo un “libro dei sogni” visto che nei loro paesi questi temi sono ampiamente dibattuti e la maggior parte dei problemi affrontati e giuridicamente definiti.
Se per “libro dei sogni” si deve intendere ogni cosa non sia condivisa dalla gerarchia cattolica penso che saremmo ancora il paese che eravamo prima che pochi “folli” si preoccupassero di rendere un pò più moderno e civile la legislazione di questo paese.
Oggi, per fare un esempio, sembra problematico persino ridurre a tre anni il tempo per ottenere il divorzio.
Fa parte anche questo del “libro dei sogni” che tanto turba la Binetti ma anche Rutelli ed i suoi amichetti ?
Comment by S.Just — 08/1/2007 #
“Il fatto e’ che alla guida del PD non gli permetteranno mai di andare e il PD di quelle tante cose condivisibili non ne fara’ neanche mezza.â€
Scusa Sveta, ma tu ci sei o ci fai?
L’abbiamo già fatta questa discussione sull’uomo del destino. Pannella non é Padre Pio. Il partito Democratico ha tutto il diritto di scegliersi chi gli pare. Pannella non ha il Copyright sulle idee. Il PD farà ciò che può e che ritiene opportuno e tu libera di votare chi ti pare. In democrazia funziona così.
Comment by alce — 08/1/2007 #
Scusatemi se mi ripeto, so che non interessa a nessuno ma sono sempre più “innamorato” di alce !!! :”>
Lo voterei anche alle primarie per il PD… :d
Al di là delle battute, sono d’accordo con tutto quanto da lui scritto più sopra. :)>- :)>-
Comment by Flavio — 08/1/2007 #
@ 11
Pannella non e’ ovviamente l’uomo del destino e nemmeno Padre Pio. Che poi qualcuno possa apprezzare le personalita’ un po’ piu’ spiccate e appassionate rispetto a quelle che ritiene piu’ incolore ci sta. Anche questa e’ democrazia, quella che tu mi spieghi perche’ ti sei messo in testa che io non la conosca.
Comment by Sveta — 08/1/2007 #
La grande bugia dei finti democratici .. dovrebrebbero fare un partito unico ..
il PDDCIPIC partitodemocraticodellacasadelleillegalità paraculintegralisticattolici ..
non andate alle primarie .. tanto il peracottaro ha già vinto altrimenti non si sarebbe schiodato dalla poltrana di podestà …
A FUTURA MEMORIA ..
Il primo presidente cattolico degli Usa e la «separazione assoluta» tra Chiesa e Stato
JOHN FITZGERALD KENNEDY nel discorso del 1960.
http://www.politikon.it/modules/news/article.php?storyid=1657
Comment by korsaro — 08/1/2007 #
@13 Sveta
Uno può apprezzare chi gli pare. Non c’entra nulla con la democrazia, se mai con i gusti personali. I gusti personali ce li hanno e ce li avevano tutti, anche Hitler, il commissario Basettoni, e Madre Teresa di Calcutta. Che pure sono tre personaggi diversissimi tra loro.
Qui buon gusto vorrebbe che tu non pretendessi di insegnare ai simpatizzanti del partito Democratico, ai quali non appartieni, quale sia il segretario che va meglio per loro.
Comment by alce — 08/1/2007 #
Guarda che i commenti sono tutti pareri personali, e possono venire da qualunque parte. Anche questa e’ democrazia. E al partito democratico io non appartengo perche’ al momento non c’e', se ne verra’ fuori qualcosa di buono, certo secondo il mio pensiero perche’ e’ cosi che ognuno di noi sceglie, non e’ detto che non lo possa appoggiare. Il mio parere personale e’ che le avvisaglie non mi sembrano le migliori, e questo mio pensiero mi sembra in molti post condiviso da tanti che danno giudizi anche piu’ severi.
Se poi chi non e’ di sinistra non si puo’ permettere di giudicare per buon gusto, buono a sapersi.
Comment by Sveta — 08/1/2007 #
Tranquilla Sveta qui possono commentare tutti. In realta’ hai toccato un tasto dolente CRITICARE il PD e’ come bestemmiare per alcune semplici ragioni:
- Cercano di venderlo come un partito nuovo, infatti secondo il manuale del buon PDista il PD non e’ al governo ma e’ l’Ulivo che governa…
- Nasce come un’unione di due colossi… (DS & Margherita) peccato che gli stessi abbiano i piedi d’argilla.. e lo vedremo alle elezioni, la seria batosta che questo PD prendera’.
Infine nota di costume: per il vero aderente al PD chi critica lo stesso e’ un estremista e/o fa parte di una minoranza… il povero non si rende conto che oramai la gente e’ stufa.
Comment by Sir Percy Blakeney — 08/1/2007 #
Qui si è usciti dal seminato. Vorrei riportare il discorso sulla “retta via”, che è riassumibile nella frase “La politica, come ha detto qualcuno, é l’arte del possibile.”
Il punto é: il programma politico di Pannella è possibile (fattibile) ??
Se la risposta è sì, allora ne possiamo discutere - anche in relazione al PD - se la risposta è no stiamo solo a discutere inutilmente del sesso degli angeli…
Comment by Flavio — 08/1/2007 #
Il programma di Pannella e’ BUON SENSO.. (come hanno scritto qui in un commento) il problema e’ che nel PD si da spazio ad una Binetti ed il suo cilicio, ad una Bindi che fa finta di fare i PACS anzi DICO e poi li molla al parlamento (cosi almeno i compiti li ha fatti) una che e’ pure ministro della famiglia e che voleva sfilare al family day… (Quello di Mele), si da spazio a Ualter che non dice un cazzo ed a gente che spera di inculare (scusate il francesismo) nuovamente gli elettori con il nuovo Brand … ma per l’amor del cielo…
Comment by Sir Percy Blakeney — 08/1/2007 #
Sir, non ho parlato di “buon senso” o di “cazzate”, ho chiesto se il programma di Pannella è fattibile.
Usa tu il “buon senso” per rispondere alla mia domanda… :-w
Comment by Flavio — 08/1/2007 #
Oh, ragazzi, quando parlo di democrazia non parlo di buon gusto e quando parlo di buon gusto non voglio dire che uno non possa esprimere il proprio parere personale.
Ho cercato semplicemente di dire a Sveta, per esemplificare, che a me non verrebbe mai in mente di suggerire ad AN chi dovrebbe eleggere a segretario del partito!
Comment by alce — 08/1/2007 #
Non facciamoci ingannare da Pannella. Siamo tutti capaci di abolire quello che non ci piace, ma il politico deve costruire. Ci troviamo di fronte ad un mago della demagogia, ad uno che sa abilmente incanalare le delusioni e le speranze degli Italiani in proposte sensazionalistiche , ma prive di contenuti.
Qualche gustoso esempio:
- “Abolizione del valore legale titoli di studio”. Fatemi capire,Pannella vuole che diplomi e lauree non valgano nulla di fronte alla legge? Vuole che qualsiasi istituto che si autodefinisca scolastico possa rilasciare titoli?
-”Presidenzialismo”. Considerando che siamo nella patria di Berlusconi,questa proposta mi mette i brividi, soprattutto alla luce del referendum(chiesto a gran voce dalle sinistre)che ha bocciato la riforma costituzionale presidenzialista.
-”Abolizione del quorum referendario”. Significa che anche 100 persone senza nessuna qualifica possono abrogare una legge. Ricordo che nei sistemi liberaldemocratici, il potere legislativo è esclusivamente riservato al Parlamento e il referendum è un correttivo, cioè un mezzo eccezionale di legislazione.
-”"rottamazione” dell’edilizia post-bellica non di qualità ” Di che qualità ? E, una volta stabilito uno standard qualitativo, va’ a spiegare ai proprietari che la loro casa fa schifo e deve essere distrutta…
-”Responsabilità civile dei magistrati”. Detto così, non si capisce di cosa si tratti.Altro regalo a Berlusconi e ai suoi avvocati? Mandiamo in pensione il buon vecchio Montesquieu?
-”testamento biologico vincolante”. Vincolante per chi?se io sul letto d’ospedale rifiutassi l’eutanasia precedentemente sottoscritta, dovrebbero staccarmi la spina ugualmente?
-”promozione politiche internazionali per il “Rientro dolce” della popolazione a due miliardi di abitanti in poche generazioni”. Cioè? Ritorno alla superiorità della razza? Perchè il problema è costituito da cinesi, indiani e africani, gli europei saranno liberi di copulare come conigli.
Potrei continuare, ma mi sembra sufficiente. Ci sono proposte assolutamente condivisibili, ma la maggior parte del suo programma è costituito da frasi oscure e inquietanti e da provocazioni che sanno di minestra riscaldata. Un programma che può star bene a chi vede nell’agone politico italiano solo uno scontro tra guelfi e ghibellini ed è pronto ad appoggiare qualsiasi forza anticattolica, anche se rappresentata da un politico ormai rimbambito a causa dell’età e della cocaina…
Ma questo, signori miei, non è un programma politico. E men che meno di sinistra.
Comment by Uberdoneg — 08/1/2007 #
Perche’ no, se hai un’opinione a riguardo?
Tu dici la tua e se ne parla, cazzo è il bello delle discussioni. E in piu’ qui stiamo parlando di un soggetto politico che deve nascere e che giustamente potrebbe avere anche l’opportunità e la volontà di essere apprezzato e votato da chi non si riconosce nei predecessori. Qui starebbe la grande abilità . Certo che se mi ripropongono la Binetti, se la Bindi è protagonista e se è solo davvero un cambio di nome da Ulivo a PD allora ci sentiamo un po’ presi per il culo. Uso il noi non per presunzione, ma perchè sono disposta a votare per le idee che mi piacciono nella realta’ di adesso anche se la “parte” non e’ la mia solita. Però che si sforzino di dare un segnale accidenti, ancora prima di nascere sembrano già prigionieri delle solite vecchie logiche di partito e sono già avvitati su sè stessi.
Comment by sveta — 08/1/2007 #
Il mio era per Alce, ma lo ha capito sicuramente!
Comment by sveta — 08/1/2007 #
Perche’ non e’ fattibile? o non dovrebbe esserlo… tutto si puo fare se si vuole. Basta guardare Prodi e Berlusconi, ne hanno fatte di cose (per loro)
Comment by Sir Percy Blakeney — 08/1/2007 #
@ 24
Perché ritengo che non sia indispensabile, e neppure possibile, avere un’opinione su tutto ed esprimerla a qualunque costo.
Le opinioni di un individuo dipendono da che cosa é, da cosa è stato, da cosa pensa di poter diventare.
Nel nostro ipotetico caso, chi non é mai stato di AN, non é di AN, e pensa che non lo potrà mai diventare, perché dovrebbe avere un suo preferito per la guida di quel partito? ma soprattutto, molto più importante, perché quelli di quel partito lo dovrebbero stare a sentire?
AN è un esempio, puoi metterci chi ti pare.
Comment by alce — 08/1/2007 #
A me è venuto in mente, di primo acchito, aria nuova? no grazie.
non l’avremo, non la si vuole, non l’avremo. Semplice.
Uno che avrebbe portato pepe nella discussione, a tutto tondo, zittito.
Fifa, eh?
Complimenti.
Sarà la Bindi l’aria nuova….
Comment by breva — 08/1/2007 #
@ 27
Quelli di quel partito - qualunque esso sia - dovrebbero ascoltare perchè è segno di mente aperta al dialogo, al confronto e alla discussione. E non è scritto nelle tavole di pietra della legge che se uno nasce di un’idea, cosi debba morire. Semplicemente perchè cambiano le condizioni e il contesto. E le persone. Che quando riconducono tutto ad interessi personali, siano esse di destra, di sinistra o di centro, sono deprecabili. Perchè ci prendono per il culo.
E questo sia che abbiamo finora votato AN o FI o Udeur o UDC o CCD o DS o Ulivo o Margherita o Asinello o quant’altro. Ci hanno presi per il culo. Perche’ non hanno fatto niente per noi. E sembra non abbiano intenzione di farlo in futuro, perche’ una parte si sta riciclando solo nel nome e l’altra aspetta solo che quest’ultima cada, per soppiantarla senza fare niente.
Comment by sveta — 08/1/2007 #
Ma Alce, perche’ non ascoltare e dialogare? Il problema qui in realta’ e’ la fiducia elettore PD, elettore FI, elettore AN e elettore XY. In realta’,finalmente per altro, chi vota si sta accorgendo che i partiti sono solo una facciata, ma che in realta’ di ideologia c’e’ poco.. ma molto Business,Nani e Ballerine e Coca.. un ambiente decadente,insomma… dedito alla trombata ed alla sniffata, tra una scalata fatta dal testa di legno di turno, mentre il popolo.. scusami ma fa la fame.. e/o per non farla si indebita.. per vivere…
Infatti quando parlano di debito pubblico, prima di partire per la tangente “Si mi Sacrifico” ricordatevi come si sacrificano loro… sempre.. e come vivevate pre-euro.
Comment by Sir Percy Blakeney — 08/1/2007 #
Il punto di fondo è che i radicali non sono di “sinistra”.
Per alcuni aspetti il liberalismo talvolta liberistico che ne anima una parte giustifica tale percezione.
Vorrei però ritornare al tema della “fattibilità ” dei programmi.
Se battersi da decenni contro la pena di morte nel mondo non è facile, realizzabile a breve termine, a me non appare un tema da dimenticare.
L’idea che la società italiana possa diventare più civile, dove le qualità delle persone consentono un progresso personale e non si viva solo di raccomandazioni amicali mi appare un’idea rivoluzionaria, non facilmente realizzabile ma certamente da perseguire.
In caso contrario tutti i temi che riguardano i diritti civili dei cittadini, per esempio, non sono un progetto politico “realistico” visto che la potente setta religiosa che condiziona tanti voti non ne vuole proprio sentir parlare e preferisce relazionarsi con coloro che si inginocchiano e che non pensano di vivere in uno stato laico dove devono essere tutelate le libertà e le opinioni di tutti.
Anche per il PCI chiedere di vivere in un paese dove fosse possibile divorziare era una battaglia “borghese” e dove richiedere una legge che evitasse a molte donne calvari dolorosi e persino morti per gli aborti clandestini (su cui lucrava un ampio gruppo di delinquenti - medici e non medici) era anch’essa un’istanza “irrealistica” che doveva essere subordinata alle più importanti battaglie per il glorioso avvenire del popolo.
Se non ci fossero stati pochi entusiasti (tra cui anche il carrierista ed oggi anche bacia-pile Rutelli) e direi incoscienti (tra cui anche il sottoscritto a 16 anni) questo paese continuerebbe a vivere ad enorme distanza rispetto agli altri paesi europei.
Vorrei, sommessamente, ricordare che in tutti i paesi europei (escluso penso Grecia e Portogallo) il fatto che i conviventi abbiano un riconoscimento giuridico (con diritti e doveri)
è una cosa assolutamente normale e che nessuno (a parte pochi esaltati) nepppure immagina di mettere in discussione (nè a sinistra ma neppure a destra).
Da noi appare un tema “dirompente”.
Pensa che mancanza di realismo sarebbe approvare una, doverosa, legge sul testamento biologico o dire a chiare lettere che la riforma appena approvata sull’ordinamento giudiziario fa piuttosto schifo (anche sotto diversi aspetti tecnici).
Oppure affermare che la pseudo riforma delle pensioni appena definita (ma non approvata) lascia meravigliati per il fatto che ci si sia arrampicati sugli specchi pur di non toccare un tema tabù : il fatto che le donne possano andare in pensione 5 anni prima.
In Germania è stata approvata (a larghissima maggioranza) una norma ragionevole che prevede di mandare in pensione tutti a 62 anni.
Il nostro sistema pensionistico è messo meglio di quello tedesco ? Mi pare pure demagogia e continuare a lasciare la “grana” da risolvere ad altri.
Sarebbe un governo riformista del paese ?
Sarà realismo e forse, più probabilmente, non voler tornare alle urne per evitare un’ineluttabile sconfitta elettorale.
Tutto qui.
Ps : Pannella propone di creare il Italia il Partito Democratico almeno dall’inizio degli anni ‘70 e forse pure da prima insieme ad Ernesto Rossi e Pannunzio.
Negli stessi anni c’era molta gente che adesso si pensa fondatore del PD Italiano che mai avrebbe neppure lontanamente pensato di aderire ad un partito di questo tipo.
Anzi facevano la gara a chi era più duro e puro (sempre col paracadute dei soldi di papà , ovviamente).
Comment by S.Just — 08/1/2007 #
Vero, i radicali non sono di sinistra. Ma nemmeno di destra. In qualche modo toccano temi e punti nei quali ci possiamo riconoscere in molti. La pena di morte è incivile, il fatto però che si scontino le pene detentive previste e comminate a seguito di giusto processo è doveroso. Per tutti e per qualunque reato. Non sara’ di sinistra.
Che non si viva e si lavori solo per relazioni amicali mi sembra ineccepibile, eppure cosi raro, dove sono le capacità e i meriti personali? Non è di destra, dovrebbe essere per tutti, senza appartenenze politiche.
E la possibilità di rompere un vincolo come il matrimonio quando è palese che non funzioni piu’, o quando addirittura fa male e non è giusto che ci si muoia dentro? Non è di destra, ma deve essere un diritto universale, poi ognuno puo’ decidere se usufruirne o se crepare lì. Come il diritto dei conviventi, che a volte sono uniti da un vincolo più intimo, personale e forte di quanto non lo siano quelli che promettono davanti a un dio. Ma chi convive non deve essere riconosciuto come coppia con diritti perchè “minaccia” i “regolari”. Regolari secondo chi? Avere un’alternativa non toglie niente a chi vuole ancora scegliere la “tradizione”. Non dovrebbe essere di destra, ne’ di sinistra.
Comment by sveta — 08/1/2007 #
Se avesse sciolto il parito, lo avrebbero trombato lo stesso?
La scusante è nota, lui e DiPietro non hanno sciolto i loro partiti e quindi “ciccia”. Ovvio che puzza di carognata, ligi alle regole in modo sospetto, ma tant’è.
Da qui il ricorso, che perderà secondo me, ma ammesso e non concesso che invece venga accolto….il primo periodo di PD sarà un esame globale da cui non ci si potrà sottrarre.
Sarebbe una novità , visti quanti e quanto sono rilevanti i temi.
Così, allo stato dell’arte, faccio fatica a captare questa voglia di nuovo, di aggregazione, che si dice sia la rivoluzione del PD, ma che si manifesta con la solita nota cialtronaggine del fare politichese nostrano.
Comment by breva — 08/2/2007 #
Credo che Pannella-Bonino e Di Pietro abbiano avuto un bel pò di tempo per leggere le regole elettorali approvate dal comitato nazionale dei 45. Pensavano di essere extra-terrestri e che per loro sarebbe stato diverso?
Comunque, personalmente, mi avrebbe fatto piacere vederli partecipare alle Primarie. Perchè avrebbero portato arricchimento e quel famoso pluralismo di idee che tanto è auspicato nel PD. La legalità e buona parte delle proposte radicali sono necessarie in un partito che si dichiara nuovo.
Però nessuno è perfetto! Figuriamoci il percorso di fondazione di un partito! Ma chi l’ ha detto che radicali e IdV non possano entrare dopo le Primarie nel percorso fondativo del PD? Io ci spero!
Resto dell’ idea che il Partito Democratico abbia enormi potenzialità , ma i leader politici devono avere lungimiranza e mettersi in discussione. Non fermarsi a proclami che spesso se non seguiti da fatti appaiono spot pubblicitari personali e personalistici.
Comment by Marcello — 08/2/2007 #
Sir @26
Ti avevo chiesto di usare il buon senso… :-w
Comment by Flavio — 08/2/2007 #
Faccio delle semplici considerazioni che ciascuno può ritrovare nella propria esperienza quotidiana
Nessun partito politico può essere del tutto nuovo, nel senso che sarà sempre figlio di qualcuno e di qualcosa, come ciascuno di noi. Il che non gli impedirà di diventare diverso dai genitori, come succede normalmente ai figli. Se é così é ragionevole pensare che il nuovo soggetto sia affidato a quelli che l’hanno concepito, piuttosto che a qualcuno che ha tutta l’aria di volerci appendere il cappello. Neppure nelle riunioni di condominio si eleggono a rappresentanti quelli dell’altro condominio.
Ciò non esclude che esistano altre famiglie, con altre idee, degne, in tutto o in parte, di attenzione. Nessun partito, che non aspiri a diventare totalitario, pretende di avere il monopolio delle idee. Ma non é indispensabile che tutti entrino nello stesso partito.
Siamo alle idee di Pannella, di cui Pannella naturalmente non ha il copyright. Tralascio volutamente di addentrarmi nella storia dell’uomo politico Pannella, così tormentata e contradditoria che non so immaginarmi chi, se non un masochista, potrebbe sceglierlo a paradigma di un nuovo soggetto politico con ambizioni di partito di massa.
Ma veniamo alle sue idee. Quando dico che non possono funzionare voglio dire che l’impossibilità é determinata dal fatto che sono troppe, che alcune sono poco più di slogan, che altre appartengono a generi in antitesi tra loro, che altre ancora sono del tutto incuranti della forza necessaria a metterle in atto (come quando Leonardo pretendeva di volare, senza avere il motore, ecco un esempio di cosa impossibile, Sir, non in senso assoluto, ma qui ed ora.), che agli ingenui possono apparire il massimo del coraggio e della fantasia, ma che la realtà s’incarica ogni volta di bocciare senza appello. Più che un programma politico mi pare un’abbuffata di desideri, una specie di lettera a Babbo Natale.
Faccio qualche esempio partendo dall’inizio.
Reddito minimo garantito.
Cosa vuol dire? dalla culla alla bara? In misura del tutto simbolica, o in modo che ci si possa campare? Nel primo caso inutile, nel secondo: dove le troviamo le risorse? E in attesa d’aver le idee chiare su questo punto fondamentale, a cosa serve l’abolizione del sostituto d’imposta per i lavoratori dipendenti? ad aumentare il numero di coloro che non pagano le tasse?
Abolizione del contratto collettivo nazionale. Che vuol dire? che ognuno si contratta il proprio salario da sé? con vantaggio di chi? del Montezemolo o del Pautasso di turno?
Abolizione cassa integrazione straordinaria. Se non stabiliamo dove troviamo i soldi per pagare il reddito minimo garantito é una trombata mica da ridere. Così come sarebbe una trombata l’abolizione dell’art. 18 dello statuto lavoratori, in assenza di altre garanzie….
Mi fermo qui.
Comment by alce — 08/2/2007 #
da leggere …
http://www.democrazialegalita.it/bazzecole/bazzecole_ELIO%20VELTRI_pagRiass2007.htm
Comment by korsaro — 08/2/2007 #
Io ero un potenziale elettore entusiasta del PD. Dico ero e dico entusiasta perchè l’idea di qualcosa di nuovo, basato sulla legalità , sull’ESEMPIO che le istituzioni dovrebbero dare, che si staccasse dale logiche dominanti di partito = famiglia che si sono viste finora (dal 1948 ad oggi), mi aveva fatto veramente sperare.
Poi ho visto quello cha hanno fatto al governo, e quello che la gente al governo ha fatto e detto sul partito democratico, ed ho perso le speranze. Di uno cosa sola son contento. che in Italia tutti hanno imparato l’arte del riciclaggio, spero almeno giovi all’ambiente.
No agli estremismi, di centro e di sinistra, si alle idee, e finora non se ne sono viste purtroppo, ma quasi solo favole.
Il problema a mio parere è che se un politico per vincere le elezioni fa più affidamento a un team di esperti che ne curino l’immagine piuttosto che alle IDEE, ecco siamo intellettualmente all’età della pietra.
Comment by gabriele — 08/2/2007 #
Esite una sottigliezza curiosa nel caso di Pannella e Di Pietro.
Si chiede a loro (persone fisiche) di “sciogliere” i propri movimenti politici addirittura prima che il Partito Democratico sia formalmente costituito.
Di Pietro si è persino detto disponibile a proporlo all’assemblea di settembre dell’Italia dei Valori.
I radicali, lo sa chiunque facciano politica, sono sempre stati un movimento politico che presupponeva e persino stimolava la doppia tessera e molti sono stati gli esponenti politici (anche Ds) che per un certo periodo di tempo l’hanno sottoscritta ed hanno potuto liberamente partecipare ai congressi radicali ed alla vita politica del proprio partito.
La presenza di Pannella, ed anche quella di Di Pietro, andavano prese al volo come un’implicità (e nel caso di Di Pietro persino esplicita) disponibilità a far parte di questo percorso sapendo, con un minimo di razionalità , che i numeri sono quelli che sono.
Certo le minoranze attive sono mal accettate da coloro che gestiscono il voto popolare senza più sottoporsi ad alcun controllo democratico (visto che i partiti non esistono più e sono senza regole vere e certe da almeno quindici anni).
Avere “paura” di Pannella mi appare una debolezza incredibile che sconfina persino nel ridicolo.
Certo per contrapporsi a persone con idee chiare e “forti” non ci si può limitare a parlare degli anni ‘70, vivere di citazioni (spesso a sproposito come quella di Olaf Palme, per fare un esempio) e si dovrebbe anche dire, concretamente, quello che come Partito Democratico si vorrebbe fare per questo paese.
Non basta fare l’elenco delle cose “difficilmente realizzabili” per non disturbare la gerarchia cattolica che, peraltro, ben si guarda dal sostenere questo progetto politico (basta vedere come si stanno spostando ulteriormente a destra i cattolici che si autodefiniscono praticanti).
Scrivere anche solo 10 punti programmatici sembra una fatica insopportabile.
Quindi gli toccherebbe continuamente parlare di quello che mettono sul tavolo Pannella e Di Pietro.
Se fossi in Walter anch’io sarei un filo in difficoltà .
Come non capirlo.
Comment by S.Just — 08/2/2007 #
Sempre perche’ ognuno vuole mantenere la sua cadreghina all’interno del suo orticello senza rischiare molto. E qualunque idea un po’ piu’ netta e forte potrebbe disturbare questa vuota stabilità . Non sia mai che diano una possibilità alternativa al cattocomunismo conservatore. Quello non si tocca. E lo spacciano per un partito di sinistra. Per forza cosi tanti che ci sperano sono gia’ un po’ delusi prima di iniziare l’avventura.
Comment by sveta — 08/2/2007 #
Assodato che il partito democratico nascerà dalla fusione di DL e DS, viene anzitutto spontanea una banale domanda di tipo darwinistico: voi, se incrociate uno spaniel con un coker, cosa vi aspettate che nasca, un cammello?
E di seguito: se aveste un figlio e il vostro vicino di casa, affetto da turbe narcisistiche, vi proponesse di pensarci lui alla sua educazione, voi cosa gli rispondereste?
E se ci sono in giro tutte queste persone che dite, con tantissime e bellissime idee e chiare e forti, mica residuati anni 70 o comunismo cattoconservatore, com’é che da vent’anni non battono un chiodo e aspettano il PD per appenderci il cappello?
Comment by alce — 08/3/2007 #
Oggi ho letto qualcosa che fa veramente impressione.
La Binetti sostiene Walter visto che lo fa il suo amico Francesco (il genio che l’ha candidata/nominata Senatrice).
Quindi dovrei ipotizzare che l’Opus Dei, con mirabile realismo politico, intende appoggiare l’incoronazione di Walter.
Così tiene un piede anche nel centro-sinistra dopo essere, massicciamente, rappresentato in tutto il centro-destra europeo.
Non mi aspettavo che la cerimonia dell’incoronazione venisse ipotizzata la notte di Natale in una chiesa ma non si finisce mai di meravigliarsi.
Comment by S.Just — 08/3/2007 #
Spaventoso, se il buongiorno si vede dal mattino Uolter cova gia’ una bella serpe in seno…
Comment by sveta — 08/4/2007 #
Vedi Alce il ragionamento fila ma contraddice una parte del marketing politico con cui si cercava di vendere il PD all’inizio.
Qualcosa di nuovo non una pura fusione di oligarchie e di burocrazie di partito che sono ormai arrivate alla frutta (loro come anche quelle degli altri partiti, ovviamente).
In realtà , appena è iniziato il percorso si sono resi conto che navigare in mare aperto era pericoloso visto che l’italiano medio di centro-sinistra è più che incazzato con loro e, quindi, potrebbe sostenere persone che non appartegono al “giro”.
Tutto qui.
Quindi mettiamo su la nostra bella incoronazione (neppure a natale di un anno simbolico ma a metà ottobre) di un tizio che dovrebbe rappresentare il contraltare dell’altro “uomo della provvidenza” e via a farsi tutti i fatti propri dal giorno dopo.
Nel frattempo il tizio va in vacanza alla Maldive (simbologia meravigliosa del radicamento popolare del nuovo partito) forse per confrontarsi con i macellai, i negozianti e gli evasori in genere che tali luoghi frequentano e che, posso immaginare, sono il nuovo target per allargare gli “orizzonti” del PD.
Prometteremo qualcosa anche a loro certi di non mantenerla ma tanto fanno allo stesso modo anche gli altri venditori di furmo ….
Tutto questo mette tristezza a chi sperava di vedere un partito nuovo e non un nuovo partito (come dice Bordon) e cioè, per essere chiaro, un partito che faceva fuori le attuali burocrazie stantie e veniva collocato in mezzo ai giovani ed alle persone in ascolto e per fare in fretta tutto quello che serve per far finalmente diventare il nostro paese un paese europeo sotto tutti gli aspetti.
Il non voler dispiacere a nessuno, il non scegliere mai, il cerchiobottismo in generale sono un grande danno per la democrazia e questa formazione nasce totalmente priva di una visione di società attuale (non sarà nè liberale nè socialista non si capisce cosa vorrà essere in realtà ).
Il tema dei diritti dei cittadini in quanto tali e dei consumatori poi fa soffrire ancora prima di partite a causa di questo voler imbarcare, a tutti i costi, i guelfi esaltati e persino l’Opus Dei.
Negli ultimi anni (diciamo dal 1992) ho costantemente votato DS (o come si chiamavano prima) adesso che si sono sciolti in modo taffazesco che faccio ?
Questo è il problema.
Mi si chiede di sostenere il PD “a prescindere” visto che non esisterà una concreta alternativa ad esso nel centro-sinistra ?
Mi sembra un pò difficile da trovare affascinante come prospettiva.
Tutto qui.
Comment by S.Just — 08/4/2007 #
Il brutto è che siamo arrivati allo spartiacque, o si vota A o si vota B.
Ahimè le regole politiche accomunano entrambi, perimetrando il campo d’azione.
Quindi A è uguale a B.
Tutto sommato era più democratico quando c’erano 20 partiti, e potevi scegliere “il tuo”.
C’era almeno da confrontare.
Adesso, o zuppa o pan bagnato….o l’aereoporto….
Comment by breva — 08/5/2007 #
I vostri problemi sono anche i miei. Non crediate che non veda tutti i limiti e le contraddizioni di questo PD. Se sei di sinistra e laico, e anticlericale, come fa a piacerti la Binetti e tutto quel che ci sta dietro? Ma mi dà ancora più fastidio sentir proporre banali panacee che non ci sono. Bisogna fare questo, bisognava fare quello: diciamoci le cose come sono: potevano essere Di Pietro, o Pannella, i demiurghi tanto attesi? o anche soltanto i simboli d’un cambiamento?
Secondo me il problema nasce quando i numeri denunciano spietatamente che qui da noi, nelle condizioni date, non c’é spazio per un partito socialista in grado, da solo, di costituire una alternativa di governo. Un bivio davanti a cui ci sono due strade, o ti accontenti di rappresentare una minoranza, oppure trovi il modo di allargare la tua base di consenso. Alleanze, federazione, nuovo soggetto politico? L’apertura alla componente cattolica rientra nella tradizione del PCI, fin dai tempi di Togliatti. La scelta, dopo innumerevoli tentennamenti, cosa uno, due, tre, é stata quella di fare un partito unico, una soluzione che sulla carta dovrebbe se non altro porre fine alla guerra di logoramento che ha caratterizzato i rapporti tra i due partiti, sia pure da alleati, nel corso degli ultimi anni.
E’ a questo punto che ci sarebbe voluto un miracolo, che le due parti capissero che era un’occasione irripetibile per riscrivere il manifesto di un partito che coniugasse il bisogno di libertà cui non aveva saputo rispondere il vecchio PCI, con il bisogno di una giustizia laica e rigorosa, che non era stato nelle corde della DC. Ma non solo. Per scrivere quel manifesto ci sarebbero voluti, o degli alieni, o dei personaggi eccezionali, nel senso di non comuni, forgiati e selezionati da esperienze catartiche quali quelle della guerra e della resistenza, come era successo per la classe politica che aveva scritto la costituzione.
Onestamente una classe politica così non esiste. Questo non vuol dire che provare a fare quel partito sia una cattiva cosa. Allo stato delle cose, anzi, é quasi una scelta obbligata. Faremo con quello che c’é e chissà che non cresca meglio di quello che temiamo.
Comment by alce — 08/5/2007 #