August
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Mai dimenticati

Mai dimenticati  Bologna 2 agosto 1980. Como 2007
Carlo Mauri, Anna Bosio, Luca Mauri

Gerardo Monizza. Diario dei giorni tristi

Sabato 2 agosto 1980 Aria di ferie, ma pesante, umida, calda. Facciamo – mia moglie Nadia ed io - le solite cose del sabato: la spesa, pranzo con i miei genitori, chiacchiere con conoscenti alla passeggiata serale. Non usciamo di città per essere sicuri di arrivare a tempo per una cena da amici, la sera. Raggiungiamo a piedi la casa dei nostri ospiti, non è distante. Alla cena siamo noi due, altri sei forse otto in tutto, compresi i padroni di casa, non ricordo bene. Sono una coppia di argentini che poi perderò completamente di vista. Gli altri tutti amici conosciuti.

La terrazza della bella casa a metà della montagna si protende verso il lago. Panorama stupendo del sole appena calato che lascia un’aura arancione che finisce nel nero della prima sera. Ci divertiamo abbastanza. Nessuno sa niente della giornata che cambierà molte delle nostre vite. Nessuno capisce che i nostri sentimenti saranno frantumati dalle vicende dei giorni successivi. La televisione è accesa nel tinello, ma parla da sola e qualcuno la guarda di traverso, senza capire niente.

Passiamo la serata tra chiacchiere e risate. Poi – come sempre – la stanchezza impone qualche attimo di silenzio: rumore di bicchieri, di postate contro i piatti. È allora che la realtà finalmente entra nella casa e che il suono delle voci lontane dei giornalisti e degli inviati finalmente si concretizza nelle stanze e che le immagini concitate si espandono fino ad essere guardate e finalmente comprese. Qualcosa attira la nostra attenzione ed è un nome di città ripetuto in continuazione “Bologna” e una parola di cui abbiamo paura che noi conosciamo benissimo “bomba” e un’altra parola ripetuta all’infinito “terrorismo” e ancora altre parole che non dimenticheremo mai: “sangue” e “vittime” e “morti”.

La giornata di sabato 2 agosto è finita. Nessuno ha più voglia di scherzare. Troppe vittime, troppo sangue, troppe bombe e un affanno che prende tutti, anche gli amici argentini che cercano di consolare, invano. Ma sappiamo che come altre volte tutto, prima o poi si dimenticherà: Milano, Brescia, l’Italicus, Ustica quante stragi, quanti morti, quanto dolore. Cosa è rimasta dopo se non l’indignazione. Anche questa volta sarebbe finita così. Nessuno lo diceva, ma tutti lo stavamo pensando.
Nessun coinvolgimento diretto, nessuna vittima tra i nostri amici o tra i parenti perché tutti siamo sempre pronti a giurare, a convincerci che quel fatto tremendo non ci coinvolge. La cena è finita. La festa è finita. L’allegria è finita comunque.

Tutti si va a casa un po’ più tristi.

continua su nodolibri.it/approfondimento

Gerardo Monizza

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  1. Ciavardini è innocente!
    Ciavardini è innocente!
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    Ciavardini è innocente!

    Comment by Italia — 08/2/2007 #

  2. da Noreporter.org

    Ciavardini libero!
    Luigi è innocente. La strage è antifascista: come ogni strage.

    Ventisette anni fa la strage più efferata del dopoguerra in Italia. A ventisette anni di distanza non si è voluto scoprire nulla, solo offrire alle aule di tribunale un colpevole di comodo per fingere che la pratica sia chiusa. Mentre un innocente è prigioniero e sottoposto a un regime carcerario da capo mafia, le piste concrete continuano a non essere seguite. Non parliamo di quelle fornite da certa destra con mentalità partigiana ma di quelle davvero tangibili al di là di ogni fantasia. Così non sono stati mai interrogati i dirigenti dei servizi segreti che furono condannati per calunnia per aver deposto sul Taranto-Milano un borsone contenente lo STESSO esplosivo utilizzato per la strage di Bologna (il cui possesso doveva essere attribuito a “neofascisti”, ora di Avanguardia Nazionale, ora dei Nar, ora di Terza Poszione). Essi deposero QUELLO STESSO ESPLOSIVO PRIMA DI CONOSCERE GLI ESITI DELLA PERIZIA. COME SAPEVANO CHE ERA LO STESSO? Nessuno glielo ha mai chiesto. E mentre ci si perde in ipotesi da libro giallo, anche con vergognose ipotesi di coinvolgimento di militanti avversari dallo spirito combattente e dal comportamento lineare pur nell’accanimento antifascista (come Pifano) nessuno ha mai posto una seconda domanda: PERCHE’ I SERVIZI ORGANIZZARONO IL DEPISTAGGIO TRE SETTIMANE PRIMA DELLA STRAGE? CHE SAPEVANO DI UNA STRAGE IMMINENTE? E COME FACEVANO A SAPERLO? Inoltre nessuno si è mai posto la briga di ripercorrere a ritroso la storia dello stragismo in Europa dal XIX secolo in poi; avrebbe scoperto che lo stragismo è il sugello del compromesso storico, del consociativismo, della Repubblica ANTIFASCISTA ed è, al contempo, l’arma più efficace per l’avanzamento strisciante del partito destabilizzatore del Mediterraneo dal 1967 al 1990, che tutto è tranne che un partito arabo. Tutto ciò era molto semplice da dedurre ma nessuno, davvero nessuno, ha voluto farlo. In troppi hanno preferito accontentarsi di risposte di comodo che rientravano negli schemi della politica per profani e che, cosa che non guasta, permettevano qualche inizio o qualche consolidamento di carriera all’ombra dei potenti. Sicché la battaglia per Luigi non ha trovato sponda reale, non è stata utile per lui e men che meno per la verità. Luigi è prigioniero, condannto da innocente, sequestrato dall’antifascismo degli altri e dal pavore di molti “amici” che continueranno a lamentarsi – quando di tanto in tanto se ne ricorderanno – per la sua sorte ma che niente sono disposti a fare per lui se controcorrente. La verità è che Luigi è solo e che è stato strumentalizzato dai nostri sentimentalismi. In molti potranno raccontare ai nipoti di avre conosciuto una persona eccezionale che li ha messi a loro agio, una persona solare, armoniosa, tenace, pulita. Ebbene, Luigi ci ha dato tanto, ma cosa abbiamo dato noi a lui? Cosa gli stiamo dando? Ho paura che la risposta sia agghiacciante.

    Comment by Nazionalpopolare — 08/2/2007 #

  3. Ok che Wikipedia può avere dei difetti, ma mi pare che in questo caso la cronistoria fili liscia
    e si dimostri più che mai esaustiva dell’iter giudiziario del suddetto imputato.

    “Luigi Ciavardini è l’ultimo imputato per la strage di Bologna avvenuta il 2 agosto 1980.

    Viene coinvolto in questa torbida vicenda dalla testimonianza di Angelo Izzo, ovvero il mostro del circeo arrestato nel 1975 per stupro e omicidio.

    Nel 1986 Angelo Izzo riesce a convincere la neofascista Raffaella Furiozzi ( fidanzata di Diego Macciò, morto il 24 marzo 1985 ) a testimoniare che il fidanzato prima di morire le aveva confessato che a commettere la strage di Bologna, stando alle sue fonti di seconda mano, sarebbero stati Valerio Fioravanti, Francesca Mambro, Nazzareno De Angelis ( Nanni ) e Massimiliano Taddeini.

    Izzo aggiunge che se c’erano De Angelis e Taddeini c’era anche Luigi Ciavardini, inseparabile da loro.

    La posizione di De Angelis ( morto nel 1980 ) e di Taddeini però viene subito stralciata: il 2 agosto 1980 erano in Umbria a giocare la prima finale nazionale di footbal americano, filmati dalla RAI e visti da 2.000 persone sugli spalti. Escono quindi subito di scena.

    Ciavardini da parte sua conferma che il 2 agosto 1980 era con Valerio Fioravanti e Francesca Mambro ma era a Padova, non a Bologna.

    Il 23 novembre 1995. La Cassazione conferma il secondo processo d’appello. Francesca Mambro e Valerio Fioravanti sono condannati definitivamente all’ergastolo quali esecutori della strage.

    Nonostante la condanna non aggiunga un anno in più di carcere al loro curriculum i due continuano a dichiararsi innocenti, negando in tutti i modi qualsiasi coinvolgimento a qualsiasi livello.

    Il 30 gennaio 2000 il tribunale dei minori ( nel 1980 Ciavardini erano minorenne ) assolve Luigi Ciavardini dal reato di strage.

    Il 9 marzo 2002 La sezione minori della Corte d’Appello di Bologna ribalta la decisione del Tribunale dei minori: Luigi Ciavardini viene condannato a 30 anni come esecutore dell’attentato.

    17 dicembre 2003. La prima sezione penale della Corte di Cassazione annulla la sentenza di condanna di Ciavardini.

    13 dicembre 2004. La sezione minori della Corte d’Appello di Bologna, con un collegio diverso, torna a pronunciarsi sul caso Ciavardini dopo l’annullamento con rinvio della precedente sentenza da parte della Cassazione. L’ex Nar viene condannato a 30 anni di reclusione.

    11 aprile 2007. La seconda corte penale di cassazione dichiara inammissibile il ricorso dell’imputato e conferma così la sentenza della sezione minori della Corte d’appello di Bologna. Si chiude il suo percorso giudiziario con un totale di 36 anni e 2 mesi da scontare.”

    Non mi pare che ci sia nulla da dire riguardo a questa deliziosa personcina.

    Comment by lycaon — 08/2/2007 #

  4. infatti non hai scritto nulla di interessante, l’unica cosa che si capisce è che hanno “giocato” con la sua vita per trent’anni, ciò non dimostra che sia un mostro, anzi…

    continua a studiare su wikipedia povero pirla…

    bOLOGNA, 2 AGOSTO 1980: LA STRAGE NON E’ FASCISTA!!! LUIGI CIAVARDINI LIBERO SUBITO!!!

    Comment by Italia — 08/2/2007 #

  5. Ma veramente io mi soffermerei sulle vittime e sul dolore dei parenti che sono sopravissuti alla tragedia. Solo un idiota oppure un cretino potrebbe scrivere sono stati i rossi oppure i neri e del resto la verita’ penso che non si sapra’ mai come Ustica.

    Comment by Sir Percy Blakeney — 08/2/2007 #

  6. Il ricordo di tutti i morti innocenti di quegli anni (non faccio l’elenco per brevità e per il motivo che ogni citazione mi provoca rabbia e tristezza) dovrebbe indurre a tutt’altre riflessioni.
    I commenti che leggo sono talmente imbecilli che non è necessario, e neppure utile, replicare.
    Al massimo si può consigliare di farsi curare da un buon specialista.

    Comment by S.Just — 08/2/2007 #

  7. S.Just, avresti bisogno tu di uno specialista! Proprio per quelle vittime innocenti, diventa insopportabile che un innocente sconti anni di galera per qualcosa che non ha fatto!
    Inoltre solo un idiota oppure un cretino, ha inciso su una lapide che si trova in quella stazione la falsa frase “strage fascista”, visto che nessun fascista è responsabile di ciò.
    Per non parlare dei segreti di stato che esistono su quella strage, come quella di ustica e che nessun governo è disposto a togliere! Il che la dice lunga… probabilmente i fantomatici “servizi deviati”, non sono mai stati deviati, ma, hanno seguito degli ordini ben precisi. Ecco perchè vige tale segreto di stato!!!

    Comment by Nazionalpopolare — 08/2/2007 #

  8. @ 5

    sei proprio un grande.

    Comment by sveta — 08/2/2007 #

  9. RISPETTO PER CHI E’ MORTO….
    il resto non conta….

    Comment by anima — 08/3/2007 #

  10. Ma che vuol dire:
    SPB: “soltanto un cretino potrebbe scrivere sono stati i rossi oppure i neri…”
    Sveta: sei un grande
    Anima: …il resto non conta
    Conta, cazzo se conta! Una cosa sono i commenti idioti cui é inutile replicare, concordo con S.Just, un’altra mettere tutto e tutti nello stesso calderone, che é qualunquismo della più bell’acqua!

    Comment by alce — 08/3/2007 #

  11. son passati 27 anni…..
    il resto conta ancora.?….
    teoricamente si…ma in pratica…..

    Comment by anima — 08/3/2007 #

  12. ma, in pratica anche!

    Comment by Nazionalpopolare — 08/3/2007 #

  13. Nel post di Gerardo si ricordano le vittime.. se non lo avete capito… per quanto riguarda gli assassini Rossi o Neri sono uguali, sono bestie.

    Comment by Sir Percy Blakeney — 08/3/2007 #

  14. Mi sembra riduttivo dire che Gerardo ricorda le vittime. Secondo me fa qualcosa di più:
    “ Milano, Brescia, l’Italicus, Ustica quante stragi, quanti morti, quanto dolore. Cosa è rimasta dopo se non l’indignazione. Anche questa volta sarebbe finita così. Nessuno lo diceva, ma tutti lo stavamo pensando.”
    Non ti sembra che ci sia qualcosa di più di un necrologio? Da dove nascerebbe l’indignazione?
    Sai cosa arrivo a dirti? che se io fossi uno di quei morti mi girerebbero i coglioni a leggere che a distanza di mezzo secolo (Milano) non si sa ancora come e perché sono morto. Ancora di più se qualcuno dicesse che non é questo il problema, perché tanto neri o rossi sono sempre assassini. Bella scoperta: ma neri o rossi?

    Comment by alce — 08/3/2007 #

  15. Sul fatto che sia una strage fascista non v’è alcun dubbio.
    Nè giuridico nè storico.
    Salvo per pochi affezionati difensori di estremisti che hanno fatto quello che altri “camerati” parolai suggerivano ad ogni piè sospinto.
    Se poi, tra i suggeritori, ci fossero anche appartenenti ai servizi segreti che si presume fossero “deviati” ma che, in realtà, avevano un progetto ben chiaro in mente (cioè creare le condizioni per un colpo di stato), od appartenenti a servizi segreti, di altri paesi qui la cosa si fa difficile da dimostrare visto che non esistono certezze giuridiche al riguardo.
    L’idea, per chi ha vissuto quegli anni, non è ovviamente così inverosimile.
    Sul fatto che gli autori materiali sono i criminali assassini che hanno condannato non posso che accettare come valida la condanna passata in giudicato dopo diversi gradi di giudizio.
    Come ritengo colpevole Sofri di quello che gli si addebita per lo stesso motivo di cui sopra.

    Ed io posso permettermi di essere ferocemente critico verso la violenza selvaggia, criminale, intimamente stupida e prodotta da assoluti minorati sospinti a ciò da molti “cattivi maestri” che non si volevano “sporcare le mani”.
    Mi sono sempre mosso da non-violento anche quando quest’opzione era considerata (sia a destra che a sinistra) non alla moda e si propendeva follemente per la legge del taglione.
    I risultati si sono visti quando pochi esaltati sono andati oltre, si sono messi in clandestinità ed hanno avviato il periodo di morti innocenti di cui non tutti hanno chiara evidenza in questo paese visto il silenzio complice che circonda questo infelice periodo storico.
    Sul fatto che gli esecutori materiali delle stragi con bombe fossero tutti fascisti, come provano tutti i processi celebrati con colpevolissimo ritardo (Piazza Fontana, Piazza della Loggia, Bologna, ecc..) non vuole certo dire che i morti fatti dalle varie formazioni di criminali di sinistra valgano meno.
    Solo lo stragismo fascista prendeva volutamente di mira la gente con lo scopo di diffondere terrore e portare a far reagire in senso autoritario lo stato.
    Ogni gruppo di violenti aveva la sua schifosa strategia e tutti, probabilmente, sono stati infiltrati ed usati da persone con idee molto più politiche e chiare di quelle dei microcefali che materialmente mettevano le bombe.
    Tutto qui.
    So che alcuni frequentatori di questo blog hanno sul tema da diffondere il loro mantra basato sulle poche e ripetitive pseudo-verità che hanno ricevuto nel frequentare il loro ambiente politico.
    Non mi interessa instaurare polemizzare con loro.
    Non lo ritengo, tra l’altro, molto utile.
    Spero che abbiano la pazienza e l’umiltà di leggere anche qualcosa di estraneo al loro circuito culturale.
    Così per far funzionare la testa e confrontare le loro “verità” anche con altre fonti di informazione.
    Conoscere per deliberare.
    (Forse troppo liberale e decadente per loro ma provare non sarebbe male)

    Comment by S.Just — 08/3/2007 #

  16. Milano, Brescia, l’Italicus, Ustica sono stragi di Stato. Ecco forse la gente dovrebbe incazzarsi e non dire va bhe pazienza, c’e’ il segreto di stato, oppure sono stati i rossi o i neri… ma scendere in piazza per PRETENDERE di sapere..

    Comment by Sir Percy Blakeney — 08/3/2007 #

  17. Hai detto bene S.Just

    Comment by alce — 08/3/2007 #

  18. E il nostro amico Prodi, alla richiesta di Pollari di autorizzare la divulgazione delle informazioni a lui note circa alcuni Misteri Italici, avvenuti negli ultimi 20 anni, ha urlato tutto il suo silenzio…
    Un Paese di farfalle.[-(

    Comment by breva — 08/3/2007 #

  19. Mi sa che Pollari di queste antiche vicende ne sa più o meno come noi.
    Dovremmo chiedere ad Andreotti se, per caso, ha tenuto copia dei molti dossier che gli sono passati per le mani e che, i maligni, sostengono avesse il simpatico vezzo di collezionare.
    Sarà difficile convincerlo immagino.
    Sapete come sono gelosi i collezionisti.

    Comment by S.Just — 08/3/2007 #

  20. S.Just, evidentemente non sai leggere e non capisci un cazzo!
    Che la strage non è fascista è un fatto oramai accertato, mancano prove, testimoni inattendibili e via dicendo. Se non capisci fatti curare da un psicologo nè hai davvero bisogno! Idem per le altri stragi, dove le indagini sono state fatte solo a senso unico, per poi assolvere i vari camerati che di volta in volta venivano accusati, senza prove ne fatti e poi assolti.

    Comment by Nazionalpopolare — 08/4/2007 #

  21. da http://www.ladestra.info

    Ciavardini non è colpevole, si apra un dibattito e si riapra il processo

    Il 2 agosto si ricorda la strage di Bologna, l’evento più terrificante della storia del dopoguerra, con decine di vittime innocenti ancora relegate in un angolo in attesa di verdetti definitivi e di una verità che possa definirsi tale.
    Siccome per un giorno si dedicano pensieri e parole a questo evento, sarebbe opportuno affrontarlo con il giusto spirito critico e non con la consueta fretta degli organi mediatici nazionali alla perenne ricerca di colpevoli di comodo.
    Recentemente è stato condannato a trent’anni di carcere Luigi Ciavardini, sulla base di dichiarazioni farsa di testimoni ben poco attendibili: Izzo (stupratore e assassino) e Sparti (banda della Magliana), quest’ultimo smentito pure dai familiari.
    Un impianto accusatorio che fa acqua da tutte le parti e non è basato su alcuna prova tangibile, tanto da aver richiamato l’attenzione di alcuni uomini del mondo politico senza alcuna distinzione di partito: cito ad esempio Luigi Cipriani di democrazia proletaria che nel 1990 parlò di depistaggi, Ersilia Salvato di rifondazione comunista e Luigi Manconi dei verdi, Sandro Curzi di liberazione e Andrea Colombo del manifesto, o ancora il giornalista Massimo Fini e, recentemente, Francesco Storace e Marcello De Angelis di alleanza nazionale.
    Alcuni nomi noti che hanno posto domande e rifiutato una sentenza preconfezionata, come tanti cittadini che non vogliono assolutamente farsi prendere in giro. A tutti loro e soprattutto ai parenti delle vittime andrebbe raccontata la verità, che non risiede certo in un cartello fuorviante posto nel luogo della strage, la verità parla di testimoni inattendibili, mandanti introvabili, moventi inesistenti e anche di dati precisi, come l’esplosivo trovato su un treno alcune settimane prima della strage, posto dai servizi segreti (riconosciuti responsabili dalla magistratura) per un depistaggio ed esattamente identico a quello che causò l’esplosione a Bologna.
    Purtroppo certi dati non passano, esattamente come la storia di Luigi Ciavardini, sconosciuto ai più e condannato a trent’anni di carcere senza prove precise, con il macigno pesantissimo di un’accusa così infamante.
    La verità è un diritto di tutti, per questo invito chiunque ad abbattere pregiudizi creati da anni di storture e diffamazioni, impegnandosi per accendere il dibattito e ricercare la verità, quella vera.
    Bruno Galazzi
    Segretario provinciale fiamma tricolore piacenza
    3rd Agosto 2007

    Comment by Nazionalpopolare — 08/4/2007 #

  22. …un bravo ragazzo….
    da wikipedia

    Luigi Ciavardini ( L’Aquila, 29 settembre 1962 ) ex-militante del Fronte della Gioventù, del gruppo neo-fascista Terza Posizione e infine del gruppo terrorista neo-fascista dei Nuclei Armati Rivoluzionari (NAR).

    Breve storia [modifica]
    1978:

    Comincia a frequentare la sezione di Acca Larentia ( Roma ) del Fronte della Gioventù nei primi mesi del 1978 ( nel libro riporta la data esatta: 5 gennaio 1978 ).

    2 giorni dopo ( 7 gennaio 1978 ) un commando dell’estrema sinistra attacca la sede frequentata da Ciavardini provocando una strage dove muoiono tre ragazzi.

    Nei primi mesi del 1978 entra in contatto con Lotta Studentesca che poi diverrà Terza Posizione.

    1980:

    Nel gennaio del 1980 entra in contatto con Valerio Fioravanti, Francesca Mambro, Giorgio Vale e Gilberto Cavallini ovvero i NAR ( Nuclei Armati Rivoluzionari ).

    Il 28 maggio 1980 partecipa all’azione davanti al liceo romano Giulio Cesare in cui resterà ucciso Francesco Evangelista ( Serpico ), appuntato di polizia, mentre Giuseppe Manfreda verrà solamente ferito.

    Dopo quell’operazione comincia la latitanza che lo porterà in giro per l’Italia.

    Il 23 giugno 1980 il sostituto procuratore Mario Amato fu raggiunto alle spalle da Gilberto Cavallini che gli esplose alla nuca un colpo di rivoltella fatale, per poi fuggire con una motocicletta che lo aspettava, alla cui guida pare ci fosse Luigi Ciavardini.

    Viene arrestato il 3 ottobre 1980 a piazza Barberini ( Roma ) insieme a Nazzareno De Angelis.

    Nella notte Nazzareno De Angelis ( detto Nanni ) muore in carcere in circostanze mai chiarite.

    1985:

    Luigi viene liberato nel 1985 per scadenza dei termini ( le sentenze di primo grado non erano ancora arrivate ).

    1989:

    Nel giugno 1989 viene arrestato e condannato a 12 anni con rito direttissimo per una rapina avvenuta a Piazza Sacro Cuore ( Pescara ) il 7 giugno 1989 presso un laboratorio orafo.

    1990:

    Nel 1990 la sentenza riguardo la rapina viene ribaltata: annullata la condanna di primo grado e libertà.

    1991:

    Nel 1991 si scoprirà che a compiere la rapina a Pescara non fù Luigi Ciavardini ma Horst Fantazzini ( ambienti anarchici ).

    Il 22 novembre 1991 arriva la condanna per l’omicidio del giudice Mario Amato avvenuto il 23 giugno 1980, Luigi sconta la pena a Rebibbia ma si dichiara innocente riguardo questo episodio.

    2000:

    Nell’agosto del 2000 chiude definitivamente i suoi conti con la giustizia.

    2005:

    Il 1 agosto 2005 viene presentato al teatro Anfitrione di Roma il comitato L’Ora della Verità che si prende l’incarico di dimostrare l’innocenza di Luigi Ciavardini, presenti oltre 400 persone

    Il 3 dicembre 2005 il comitato “L’Ora della Verità” organizza una fiaccolata in solidarietà di Ciavardini, presenti 3.000 persone

    2006:

    Il 9 ottobre 2006 viene arrestato a Roma. E’ accusato di aver partecipato a una rapina a Roma il 15 settembre 2005 ai danni di un’agenzia della ‘Unicredit Banca’ in via Duccio Galimberti, a Roma.

    Ciavardini dichiara la propria estraneità dichiarando che nel giorno indicato era a una festa di Azione Giovani a presentare il suo libro.

    2007:

    Il 20 febbraio 2007 in primo grado Ciavardini viene condannato per la rapina del 15 settembre 2005 a 7 anni e 4 mesi di reclusione. 3 anni condonati per l’indulto. La pena è superiore alle richieste del pm Paolo Auriemma, il quale aveva sollecitato 4 anni e 4 mesi.

    L’11 aprile 2007 la seconda sezione penale della Suprema Corte accoglie la richiesta del Pg della Cassazione, Vito D’Ambrosio e conferma la condanna a 30 anni per la strage di Bologna. Il tribunale però annulla senza rinvio gli altri due capi minori di imputazione, concorso nella collocazione dell’ordigno esplosivo e lesioni.

    Condanne definitive [modifica]
    Condanna a 13 anni di galera per l’omicidio di Francesco Evangelista.
    Condanna a 10 anni di galera per l’omicidio del giudice Mario Amato.
    Condanna a 30 anni di galera per la strage di Bologna
    Per le prime 2 condanne la somma degli anni ( 23 in totale ) viene ridotta a 18 per continuità del reato. 2 vengono condonati per buona condotta e 2 per il condono del 1990.

    Dei 18 restanti ne sconta quindi 14. 5 anni tra il 1980 e il 1985 e 9 tra il 1991 e il 2000.

    La Strage di Bologna [modifica]
    Luigi Ciavardini è l’ultimo imputato per la strage di Bologna avvenuta il 2 agosto 1980.

    Viene coinvolto in questa torbida vicenda dalla testimonianza di Angelo Izzo, ovvero il mostro del circeo arrestato nel 1975 per stupro e omicidio.

    Nel 1986 Angelo Izzo riesce a convincere la neofascista Raffaella Furiozzi ( fidanzata di Diego Macciò, morto il 24 marzo 1985 ) a testimoniare che il fidanzato prima di morire le aveva confessato che a commettere la strage di Bologna, stando alle sue fonti di seconda mano, sarebbero stati Valerio Fioravanti, Francesca Mambro, Nazzareno De Angelis ( Nanni ) e Massimiliano Taddeini.

    Izzo aggiunge che se c’erano De Angelis e Taddeini c’era anche Luigi Ciavardini, inseparabile da loro.

    La posizione di De Angelis ( morto nel 1980 ) e di Taddeini però viene subito stralciata: il 2 agosto 1980 erano in Umbria a giocare la prima finale nazionale di footbal americano, filmati dalla RAI e visti da 2.000 persone sugli spalti. Escono quindi subito di scena.

    Ciavardini da parte sua conferma che il 2 agosto 1980 era con Valerio Fioravanti e Francesca Mambro ma era a Padova, non a Bologna.

    Il 23 novembre 1995. La Cassazione conferma il secondo processo d’appello. Francesca Mambro e Valerio Fioravanti sono condannati definitivamente all’ergastolo quali esecutori della strage.

    Nonostante la condanna non aggiunga un anno in più di carcere al loro curriculum i due continuano a dichiararsi innocenti, negando in tutti i modi qualsiasi coinvolgimento a qualsiasi livello.

    Il 30 gennaio 2000 il tribunale dei minori ( nel 1980 Ciavardini erano minorenne ) assolve Luigi Ciavardini dal reato di strage.

    Il 9 marzo 2002 La sezione minori della Corte d’Appello di Bologna ribalta la decisione del Tribunale dei minori: Luigi Ciavardini viene condannato a 30 anni come esecutore dell’attentato.

    17 dicembre 2003. La prima sezione penale della Corte di Cassazione annulla la sentenza di condanna di Ciavardini.

    13 dicembre 2004. La sezione minori della Corte d’Appello di Bologna, con un collegio diverso, torna a pronunciarsi sul caso Ciavardini dopo l’annullamento con rinvio della precedente sentenza da parte della Cassazione. L’ex Nar viene condannato a 30 anni di reclusione.

    11 aprile 2007. La seconda corte penale di cassazione dichiara inammissibile il ricorso dell’imputato e conferma così la sentenza della sezione minori della Corte d’appello di Bologna. Si chiude il suo percorso giudiziario con un totale di 36 anni e 2 mesi da scontare.

    Ciavardini pubblica un libro ( scritto in collaborazione Gianluca Semprini ) dal titolo “La Strage di Bologna - Luigi Ciavardini: un caso giudiziario” in cui si dichiara e ricostruisce la sua storia personale, in particolare il suo coinvolgimento nella Strage di Bologna in cui continua a dichiararsi innocente.

    ………e i bravi ragazzi, si sa, non fanno mai nulla…..

    Comment by breva — 08/4/2007 #

  23. @Nazionalpopolare apprezzo l’eloquio colto e mi esento dal replicare nello stesso elegante stile.
    Purtroppo non ci sono più neppure i fascisti di una volta come il folkloristico On. Tassi di Piacenza (mi sembra di ricordare).
    Quello che andava in Parlamento con la camicia nera per non correre il rischio di essere frainteso.
    Questa necessità di essere una destra presentabile arriva sempre al desiderio di riscrivere la storia e, se fosse possibile, non disdegnerebbe di bruciare i libri non “allineati” alle tesi che, ossessivamente, si vogliono sostenere.
    Ti ripeto la violenza criminale fascista e la corrispondente violenza criminale comunista mi fa assolutamente schifo e la trovo senza alcuna possibilità di giustificazione.
    Chi andava in giro armato e chi sospingeva degli sfigati di periferia a mettere bombe contro i cittadini inermi non merita di essere preso neppure in considerazione nè, tanto meno, di essere giustificato a posteriori.
    Questo è quanto.
    Se tu ritieni di farti avvocato difensore di alcuni camerati è un tuo problema.
    Non mi interessano minimamente i tuoi sproloqui e, per fortuna, esistono libri ben più affidabili di quelli che si leggono (probabilmente per estratti al fine di non chiedere troppo impegno ai non eccessivamente dotati frequentatori) da anni nelle sedi della destra italiana ed europea.
    La maggior parte delle persone può, agevolemente, informarsi e continuare a ritenere fascismo e neo-fascismo un momento buio di questo paese dove morte e violenza hanno colpito ingiustamente molti suoi cittadini.
    Tu rimani pure convinto del contrario.
    Per fortuna la tua opinione non influisce su alcuno che già non sia un tuo amichetto un pò esaltato.

    Comment by S.Just — 08/4/2007 #

  24. S.Just, sei davvero divertente… partecipa a Zelig, potresti avere successo.
    In qualto hai libri non allineati, mi sembra che sono le “democrazie”, come in Francia che chiudono le librerie e in Germania dove possedere certi libri è reato punibile con il carcere, dove la storia deve essere solo a senso unico e non vi possono essere dubbi. Quindi informati prima di dire certe fesserie, eviteresti di fare magre figure.

    Comment by Nazionalpopolare — 08/5/2007 #

  25. da Noreporter

    E’ passato,
    è passato tra l’indifferenza del mondo politico e non , il giorno della vergogna , vergogna di sentirsi italiani, in un paese dove volutamente si nasconde la verità, su uno dei reati più infamanti della nostra storia in tempo di pace.

    Il 2 Agosto del 1980 alle ore 10,25 venivano volutamente massacrati da mani non fasciste 85 innocenti , e mentre il sindaco di Bari impediva a Chiara Ciavardini di eseguire un concerto pro verità in difesa del padre non c’è stato nessun politico ne di destra ne di sinistra che sentisse il bisogno di urlare all’infamia.

    Grazie cari amici che ci avete estorto il nostro voto e che continuate a non valicare nessuna battaglia vicina alla nostra identità, ma pensate solamente ai vostri piccoli giochi di potere, a distruggere l’idea che ci ha tenuto uniti per 30 anni a creare correnti ,partitini, fondazioni , ma che cazzo centrano con noi , abbiamo sputato il sangue, mangiato la merda, subito le persecuzioni e i proiettili di stato e dei compagni.

    Ventuno camerati hanno lasciato la loro giovane vita , uccisi negli scontri di piazza fra il 1970 e il 1983, ed è solamente un puro caso che molti di noi stiano ancora qui.

    Ieri sera in un concerto tenutosi a Casalpalocco un gruppo di ex detenuti i nostri cari amici “ I PRESI PER CASO” che non hanno bisogno di svendersi a nessuno, nella persona di Stefano , hanno dedicato pubblicamente una loro struggente canzone “ IL TEMPO DELLA PRIGIONE” all’innocenza di Luigi ribadendo dal microfono alla platea la sua innocenza.

    Forse, è stata l’azione più eclatante fatta per la Verità; figuriamoci il resto .

    Mi è venuto da vomitare sentendo i vari telegiornali, volevo urlare la mia rabbia, e a questo punto dovremmo scendere in piazza e farlo.

    In quelle ali di ferro che ti tolgono il sorriso ( così recita la canzone ) mi sento di rappresentarmi e di stringermi vicino a Luigi a Germana e ai loro 4 figli, fargli sentire il nostro affetto, e non sia mai questa volta ,che la forza del nostro spirito , ( visto che non ci rimane che appellarci a Lui) ci aiuti a far uscire un innocente dalle patrie galere.

    Grazie ai “Presi per caso “ che in un minuto hanno rappresentato il nostro orgoglio , la nostra moralità, il nostro essere fascisti, e non a parole ( SEMBRA UN EUFEMISMO) questa volta a fatti.

    È nel momento in cui dubiti di poter volare che perdi per sempre la facoltà di farlo.

    A NOI!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

    Il nostro,come disse Sciascia,è un paese senza memoria e verità,ed io per questo cerco di non dimenticare”

    Nel tempo dell’inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario

    Comment by Nazionalpopolare — 08/5/2007 #

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