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	<title>Comments on: Mission Impossible&#8230;</title>
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	<pubDate>Fri, 21 Nov 2008 21:38:25 +0000</pubDate>
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		<title>By: cloro</title>
		<link>http://www.vivereacomo.com/2007/08/12/mission-impossible/#comment-105461</link>
		<dc:creator>cloro</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Nov 2007 15:00:22 +0000</pubDate>
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		<description>AIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIISHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHH</description>
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		<title>By: Nazionalpopolare</title>
		<link>http://www.vivereacomo.com/2007/08/12/mission-impossible/#comment-101619</link>
		<dc:creator>Nazionalpopolare</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Aug 2007 19:48:03 +0000</pubDate>
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		<description>da Noreporter

Proni e Hamas 
Una lucida analisi 

La recente visita di Prodi in Israele meriterebbe critiche per la mancanza di chiarezza sulla posizione italiana riguardo a una possibile iniziativa di pace, ma se il premier italiano richiamerÃ  alla necessitÃ  di negoziati con Hamas, giÃ  questo sarebbe un segnale positivo nella politica estera italiana. La retorica di elementi estremisti che chiedevano e chiedono di boicottare Hamas puÃ² solo contribuire ad ulteriore spargimento di sangue e chi pensa a un'iniziativa di pace sulla base della frammentazione della societÃ  palestinese, deve sapere e ha il dovere di chiarire che questo non poterÃ  pace, ma darÃ² fuoco alle polveri della prossima guerra.
Hamas non Ã¨ poi un monolite, come la propaganda la presenta. Una parte dell'organizzazione ha commesso, a luglio, crimini esacrabili nella striscia di Gaza. Ma, al di lÃ  della necessaria condanna, in termini politici per Hamas Ã¨ stato un errore colossale che ha interrotto il processo di legittimazione del governo di unitÃ  palestinese.
I criminali attacchi di luglio non devono nascondere le problematiche radici degli scontri: il caos creato da bande armate a Gaza e gli attacchi delle forze guidate da Dahlan, incaricato della sicurezza dell'Olp e figura tra le piÃ¹ corrotte del regime. Errore o crimine, criticabile o meno, ognuno deve domandarsi ora qual Ã¨ la situazione e a che porti trasformare il presidente Abu Mazen in un Â«quislingÂ» divorziato dal suo popolo. L'unitÃ  palestinese Ã¨ una necessitÃ  imprescindibile non solo per i palestinesi ma per tutti coloro che vogliono una vera pace. Al Fatah oggi Ã¨ lontana dal cuore del popolo, per la profonda corruzione del sistema ma anche per la perdita di prestigio politico. Questo significa che qualsiasi accordo con Abu Mazen e i suoi non avrÃ  l'appoggio popolare e sarÃ  inoltre sporcato da chi accetta la frammentazione dei palestinesi. Khaled Mashal di Hamas da Damasco, il re giordano da Amman, gli egiziani e altri leader arabi sembrano capire, come appare evidente a qualsiasi attento osservatore, che l'alternativa all'unitÃ  palestinese sarÃ  un caos che non danneggerÃ  solo i palestinesi ma esploderÃ  in faccia a tutti quelli che vogliono una pace fittizia con una fazione debole. Al Fatah non puÃ² pretendere di rappresentare il popolo palestinese, nÃ© avrÃ  la forza per imporre qualsiasi accordo con Israele. Tornando ai principi basici, una pace che risponda solo agli interessi israeliani, senza considerazione per i diritti di entrambi i popoli, sarÃ  solo un inutile pezzo di carta. Una pace imposta a costo dell'unitÃ  palestinese creerÃ  solo un irredentismo che porterÃ  ad ancor piÃ¹ spargimento di sangue.
Se Prodi e il ministro degli esteri Massimo D'Alema vogliono davvero contribuire al processo di pace Ã¨ necessario che lo facciano indipendente dalle trame e dalle trappole americane e israeliane. Dovranno lottare seriamente per favorire un dialogo che non ostacoli l'unitÃ  palestinese. La pace si fa con il nemico, per quanto criticabile o antipatico ci appaia. Avviare il dialogo con Hamas Ã¨ la cosa piÃ¹ urgente da fare per rafforzare gli elementi pragmatici della stessa organizzazione, mentre continuare con la politica che vuole isolarla - tanto simpatica ad americani, israeliani e i loro alleati dell'estrema destra - porterÃ  solo ad una recrudescenza del terrore, dando linfa vitale agli elementi piÃ¹ negativi della regione. 
L'esaltazione di chi rifiuta i negoziati con Hamas Ã¨ assurda perchÃ© non Ã¨ necessario rinunciare ad alcun principio. Parlare con Hamas metterÃ  in luce, ai suoi leader, la misura dei limiti della loro lotta; il dialogo con Hamas non Ã¨ solo un interesse palestinese o europeo, ma anche degli israeliani, sempre che cerchino realmente la pace e non ingannevoli illusioni unilaterali che prolungheranno solo un giÃ  fin troppo cruento conflitto. 

Fonte: ilmanifesto.it</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>da Noreporter</p>
<p>Proni e Hamas<br />
Una lucida analisi </p>
<p>La recente visita di Prodi in Israele meriterebbe critiche per la mancanza di chiarezza sulla posizione italiana riguardo a una possibile iniziativa di pace, ma se il premier italiano richiamerÃ  alla necessitÃ  di negoziati con Hamas, giÃ  questo sarebbe un segnale positivo nella politica estera italiana. La retorica di elementi estremisti che chiedevano e chiedono di boicottare Hamas puÃ² solo contribuire ad ulteriore spargimento di sangue e chi pensa a un&#8217;iniziativa di pace sulla base della frammentazione della societÃ  palestinese, deve sapere e ha il dovere di chiarire che questo non poterÃ  pace, ma darÃ² fuoco alle polveri della prossima guerra.<br />
Hamas non Ã¨ poi un monolite, come la propaganda la presenta. Una parte dell&#8217;organizzazione ha commesso, a luglio, crimini esacrabili nella striscia di Gaza. Ma, al di lÃ  della necessaria condanna, in termini politici per Hamas Ã¨ stato un errore colossale che ha interrotto il processo di legittimazione del governo di unitÃ  palestinese.<br />
I criminali attacchi di luglio non devono nascondere le problematiche radici degli scontri: il caos creato da bande armate a Gaza e gli attacchi delle forze guidate da Dahlan, incaricato della sicurezza dell&#8217;Olp e figura tra le piÃ¹ corrotte del regime. Errore o crimine, criticabile o meno, ognuno deve domandarsi ora qual Ã¨ la situazione e a che porti trasformare il presidente Abu Mazen in un Â«quislingÂ» divorziato dal suo popolo. L&#8217;unitÃ  palestinese Ã¨ una necessitÃ  imprescindibile non solo per i palestinesi ma per tutti coloro che vogliono una vera pace. Al Fatah oggi Ã¨ lontana dal cuore del popolo, per la profonda corruzione del sistema ma anche per la perdita di prestigio politico. Questo significa che qualsiasi accordo con Abu Mazen e i suoi non avrÃ  l&#8217;appoggio popolare e sarÃ  inoltre sporcato da chi accetta la frammentazione dei palestinesi. Khaled Mashal di Hamas da Damasco, il re giordano da Amman, gli egiziani e altri leader arabi sembrano capire, come appare evidente a qualsiasi attento osservatore, che l&#8217;alternativa all&#8217;unitÃ  palestinese sarÃ  un caos che non danneggerÃ  solo i palestinesi ma esploderÃ  in faccia a tutti quelli che vogliono una pace fittizia con una fazione debole. Al Fatah non puÃ² pretendere di rappresentare il popolo palestinese, nÃ© avrÃ  la forza per imporre qualsiasi accordo con Israele. Tornando ai principi basici, una pace che risponda solo agli interessi israeliani, senza considerazione per i diritti di entrambi i popoli, sarÃ  solo un inutile pezzo di carta. Una pace imposta a costo dell&#8217;unitÃ  palestinese creerÃ  solo un irredentismo che porterÃ  ad ancor piÃ¹ spargimento di sangue.<br />
Se Prodi e il ministro degli esteri Massimo D&#8217;Alema vogliono davvero contribuire al processo di pace Ã¨ necessario che lo facciano indipendente dalle trame e dalle trappole americane e israeliane. Dovranno lottare seriamente per favorire un dialogo che non ostacoli l&#8217;unitÃ  palestinese. La pace si fa con il nemico, per quanto criticabile o antipatico ci appaia. Avviare il dialogo con Hamas Ã¨ la cosa piÃ¹ urgente da fare per rafforzare gli elementi pragmatici della stessa organizzazione, mentre continuare con la politica che vuole isolarla - tanto simpatica ad americani, israeliani e i loro alleati dell&#8217;estrema destra - porterÃ  solo ad una recrudescenza del terrore, dando linfa vitale agli elementi piÃ¹ negativi della regione.<br />
L&#8217;esaltazione di chi rifiuta i negoziati con Hamas Ã¨ assurda perchÃ© non Ã¨ necessario rinunciare ad alcun principio. Parlare con Hamas metterÃ  in luce, ai suoi leader, la misura dei limiti della loro lotta; il dialogo con Hamas non Ã¨ solo un interesse palestinese o europeo, ma anche degli israeliani, sempre che cerchino realmente la pace e non ingannevoli illusioni unilaterali che prolungheranno solo un giÃ  fin troppo cruento conflitto. </p>
<p>Fonte: ilmanifesto.it</p>
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