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Morire al Bennet
E mentre la proprieta’ pensa ai fatti suoi… Incidente mortale sul lavoro ieri poco prima delle 14 al centro commerciale Bennet di Pieve. Vittima un capo reparto, Claudio De Pellegrin, 40 anni di Conegliano. L’uomo, secondo le ricostruzioni, è stato stritolato dalle forche del carrello elevatore col quale stava lavorando assieme a un collega e di cui stava controllando la natura di un guasto. Il dipendente è morto sul colpo.
L’operaio, residente a Conegliano al civico 9 di via Zamara, era nel magazzino del supermercato per sistemare la merce negli scaffali con un muletto, assieme a un collega. Secondo la ricostruzione fornita da carabinieri, Spisal, vigili del fuoco e Suem intervenuti sul posto, improvvisamente il mezzo, condotto dall’altro operaio, avrebbe improvvisamente bloccato il sistema elevatore composto dalle parti chiamate «castello» e «forca». De Pellegrin, in base alla ricostruzione del collega, si sarebbe chinato a verificare le cause del blocco ma, nel momento in cui stava verificando lo stato del «castello» sceso al livello del suolo, la «forca» sarebbe scesa di colpo comprimendo il collo del poveretto, provocandone la morte istantanea.
Le ipotesi più probabili appaiono quelle di un guasto al sistema idraulico, ma per comprendere le esatte ragioni dell’accaduto il carrello è stato posto sotto sequestro. E’ stato il collega di De Pellegrin a dare l’allarme. Alle 14.11 è giunto sul posto l’elisoccorso, ma il medico non ha potuto far altro che constatarne il decesso. Sono accorsi anche i vigili del fuoco di Conegliano, i carabinieri di Pieve di Soligo e due rappresentanti della Spisal per accertare le dinamiche del fatto, ancora non chiarito nei particolari e nelle eventuali responsabilità. Il corpo è stato rimosso dal magazzino nel quale è avvenuta la disgrazia alle 15.48 dagli operatori delle pompe funebri. Nel frattempo la gente ignara continuava a entrare e uscire dell’ipermercato che ha deciso per la chiusura solo parecchie ore più tardi. Le
serrande si sono infatti abbassate alle 16.52 e i fogli scritti a computer che avvisavano la clientela della chiusura per lutto sono apparsi sulle porte scorrevoli d’entrata del Bennet altrettanto tardi. Tre ore ci sono volute alla direzione per prendere la decisione.
Il corpo della vittima nel frattempo è stato spostato dal locale nel quale si trovava (vicino all’entrata principale del supermercato) sotto gli occhi di molti clienti. «Un fatto vergognoso - attacca Mirco Ceotto della Fisascat-Cgil - il centro commerciale doveva essere immediatamente chiuso al pubblico». Il fatto, lo svolgersi delle indagini, i sopralluoghi dei vari rappresentanti delle forze dell’ordine sono proceduti poi tra l’incredulità dei clienti, perlopiù ignari. La gravità della tragedia traspariva invece nei volti distrutti dal dolore di molti dipendenti, colleghi di Claudio De Pellegrin. Occhi rossi che trattenevano a stento le lacrime e lo sconcerto. E soprattutto il malessere di dover rimanere sul posto di lavoro, tentando di non far trapelare nulla di quello che all’interno del centro commerciale era avvenuto. Alla fine, fortunatamente, è prevalso il buon senso. Tutti erano affezionati a Claudio, al Bennet. I colleghi lo descrivono come una persona solare, sempre disponibile ed estremamente affidabile, uno dei pochi, se non l’unico, su cui avere totale fiducia. Claudio De Pellegrin, 40 anni compiuti il primo novembre scorso, sposato dal 2000, senza figli, impiegato al Bennet come caporeparto, era un appassionato delle due ruote. Da poco aveva comprato una moto. «Ieri però è andato al lavoro in macchina - racconta tra le lacrime papà Franco - e pensare che quando ci hanno chiamato per avvisarci della tragedia ho creduto subito a un incidente in moto». Invece no, non è stata la moto, bensì un mezzo a lui forse più familiare e apparentemente più sicuro a strapparlo ai familiari, agli amici, ai colleghi. Come purtroppo accade sempre più spesso. Con la tragedia di ieri ieri, sale a infatti quattro il numero delle vittime sul lavoro negli ultimi sei giorni nella nostra provincia. Una emergenza che non accenna a fermarsi. E’ per questo che i sindacati hanno deciso di organizzare una manifestazione di sensibilizzazione, e ieri alla famiglia della vittima è giunto anche il messaggio di cordoglio del ministro del lavoro.
(20 novembre 2007)


Non ci sono parole.Come dipendente bennet (anche se di una bennet di un’altra regione) sono vicina alla famiglia di Claudio.Penso che tutti i dipendenti dovrebbero avere un pensiero per quest’uomo.Pensiamoci.
Comment by Dipendente — 11/22/2007 #
Penso che noi dipendenti siamo rimasti tutti sconvolti da quanto accaduto e il nostro pensiero è andato a Claudio morto in circostanze assurde,le morti bianche non dovrebbero più avvenire non si può andare una mattina a lavorare e non tornare più a casa. Ho anche pensato ai miei colleghi che usano tutti i giorni queste macchine e ho pensato che poteva succedere a chiunque di loro anzi di noi.Almeno che questa morte non venga dimenticata e che serva a qualcuno o qualcosa. Eterno riposo dona a lui Signore
Comment by Anonymous — 11/22/2007 #
Guardaci da lassù e proteggici caro Claudio un abbraccio alla famiglia o:-)o:-):(
Comment by Anonymous — 11/22/2007 #
Ciao Claudio… ci mancherai..
Comment by Anonymous — 11/22/2007 #
Vi chiedo a voi colleghi di Claudio…di fermarVi un attimo a pensare…chi andrà al suo funerale…solo chi sarà di riposo….
OPPURE BENNET CHIUDE??
NON CHIUSERO NEANCHE QUANDO MORI’ IL FONDATORE O SBAGLIO?
Ma bennettino…con che animo costringerai al lavoro chi quotidianamente lavorava con Lui….
Cominciate a chiedere “IL PERMESSO”…
Comment by Morgana — 11/22/2007 #
Chiedere il permesso? abbiate il coraggio per Claudio di presenziare tutti al suo funerale lasciando la Bennet senza un dipendente.Abbiate la forza Voi di proclamare il lutto. Lasciate pure che loro alzino le serrande ma voi siate tutti compatti e rimanete fuori dal vostro posto di lavoro. In ricordo di Claudio, in ricordo di un compagno che ha lavorato insieme a Voi, vicino a Voi. Che probabilmente ha lottato insieme a Voi per rendere il posto più vivibile.Cosa potrebbe farvi l’azienda? per un giorno? per loro sarà un assenza ingiustificata, per Voi l’aver accompagnato per l’ultima volta un vostro compagno di lavoro.Per un giorno girate la schiena all’azienda. Posso capire morire in battaglia, in uno scontro a fuoco, morire di una malattia incurabile ma non morire sul posto di lavoro perchè l’azienda non attua tutte le sicurezze necessarie.Siate compatti e presentatevi tutti al suo funerale per un ultimo saluto e per un giorno snobbate l’azienda.Se ciò accadrà e spero che qualcuno me lo potrà testimoniare a tutti Voi un sentito =d>e un abbraccio forte >:d<.Un dipendente lontano che lavora in un Bennet
Comment by Anonymous — 11/22/2007 #
per questa volta tirate fuori le palle FATEVI VALERE non chiedete permessi andate al funerale e basta che vadano loro a vendere pesce, in gastronomia, in macelleria, in panetteria e dove quant’altro che per un giorno si arrangino altrimenti i clienti che aspettino anche loro che il funerale sia finito anzi che per una volta stiano fuori da un centro commerciale e abbiano rispetto per la morte e che facciano sentire la vicinanza di tutti alla famiglia che in questo momento ne ha veramente bisogno. Noi da lontano vi siamo vicini se non fisicamente sicuramente con il pensiero
Comment by Anonymous — 11/23/2007 #
la bennet non mi sta simpatica ed infatti per le note vicende ed i comportamenti contro i lavoratori io e la la mia famiglia non ci mettiamo più piede per la spesa.
Aspettiamo però che siano accertate le cause dell’incidente e le responsabilità .
Comment by max — 11/23/2007 #
Buongiorno a tutti,
lavoro anch’io per il gruppo Bennet,e ultimamente sono molto “in conflitto” con me stesso per non essere capace di “agire”(vedi sciopero del 17 novembre u.s. finito in una bolla di sapone!!!) non tanto per me stesso in quanto nei miei innumerevoli anni di lavoro,tutto quello che ho chiesto ho sempre ottenuto (anche perchè non chiedevo “la luna”,ma ciò che mi spetta di diritto!); per poi comunque ritrovarmi a sentire su me stesso “il peso” per aver FATTO VALERE I MIEI DIRITTI!!!
Sono molto addolorato per l’assurda morte del nostro collega Claudio, dove lavoro io Fiscasat-CGIL ha proposto ieri 22/11/2207 1 ORA di sciopero a fine turno, cosa che nessuno ha avuto il “coraggio” di fare, io per primo!
Voglio solo dire un’altra cosa, prima di fare “processi” facili aspettiamo di conoscere come sono realmente accaduti i fatti,ciò non toglie che morire a 40 anni sul luogo di lavoro rimane una tragedia “inaccettabile”!! e quando saranno accertate le responsabilità ,spero che “La Giustizia faccia il suo corso”!!!
Un saluto a tutti
Comment by Anonymous — 11/23/2007 #
il bennet di Pieve chiuderà martedì pomeriggio per i funerali di Claudio
Comment by Anonymous — 11/23/2007 #
menomale che qualcuno ha il coraggio di dire basta a quel posto. io è da tempo ormai che la spesa la faccio alla coop.
sarà concorrenza ma spendo meno e la gente non mi fissa
Comment by stufa — 11/23/2007 #
meno male che qualcuno si decide a chiudere al bennet in cui lavoro io non se ne è neanche parlato. totale silenzio. solita vergogna.
Comment by stufa — 11/23/2007 #
Ma no!Dai!chiudete martedi pomeriggio? hanno paura che nessuno si presenti al lavoro martedi? cosa vi hanno chiesto per favore lavorate almeno di mattina che vi diamo la possibilità di partecipare al funerale? Scusate la domanda ma domenica siete aperti?
Mi spiace di non lavorare nel vostro punto vendita ma per come sono fatto io non mi presenterei neppure alla mattina.Che si arrangino.Meditate gente, meditate.
Che questo fiorellino virtuale giunga alla famiglia e in particolare alla moglie di Claudio.Siamo ,pur lontani, molto vicini al vostro dolore.@};-@};-
Quesito:pensate che questa azienda si prenda la briga di far controllare i propri muletti?Quanti muletti girano nei loro 60 punti vendita? Magari Reciclati?
Si dice:Le ipotesi più probabili appaiono quelle di un guasto al sistema idraulico:se così fosse se fosse stato revisionato come si fà con le proprie automobili ogni 2 anni forse tutto questo non sarebbe accaduto. Comunque scommetto e spero di sbagliarmi ma ho la sensazione che per l’ennesima volta l’azienda ne uscirà pulita.~X(~X(
Comment by Anonymous — 11/23/2007 #
@ 13
Se, dico se, il bennet verrà chiamato in causa, al massimo rischierà di prendere una multa…
Non rischia altro.
Anche se a mio avviso si tratta di omicidio colposo. Non è mai stata fatta manutenzione ordinaria, quindi negligenza da parte dell’azienda, quindi omicidio colposo.
Comment by Anonymous — 11/23/2007 #
@ 14
Non vengono fatte le manutenzioni programmate alle attrezzature? Non c’è presenza di 626 o quant’altro? Non voglio fare polemica, è proprio solo una domanda perchè se è così è davvero strano. E’ una catena conosciuta, non un’officina piccola e nascosta.
Comment by Sveta — 11/23/2007 #
Come dico sempre BISOGNA AVER LE PALLE se denunciaste tutto questo, se i dipendenti denunciassero il fatto che non vi è manutenzione ,ma come si sà tutti si girano dall’altra parte tanto la disgrazia è avvenuto ad un altro collega. Si si certo aspettati che un giorno potresti trovarti anche tu nella stessa situazione di Claudio. e quel giorno mia cUlpa, mia culpa,mia massima culpa.Forse facevo bena a……forse forse….L’ UNIONE FA LA FORZA.:(( GRIDATELO AL MONDO IN VECE DI :-ss%-(
Comment by Anonymous — 11/23/2007 #
UN MESSAGGIO PER SVETA: come sà insabbiare la bennet non lo sà fare nessuno. Ti dico che i controlli dell’Asl, Vigili del Fuoco, non sono così a sorpresa come vogliono farci vedere. Ho visto capi che chiamavano i vari reparti soprattutto la pescheria e salumeria a dire pulite tutto e sistemate tutto, fate sparire la merce non adatta perchè alle 10 arriva l’asl. Ho visto catene riaprirsi dalle porte antipanico, perchè arrivavano i controlli per vigilare sulla sicurezza e poi quando alla fine se ne andavano catenacci di nuovo alle porte.cara mia se lavori dentro ad uno di questi centri aguzza meglio la vista, se sei un ottima osservatrice le magagne le noti subito.Avete anche voi il carrello all’ortofrutta con su scritto merce non vendibile,naturalmente cartello girato non visibile al compratore ma comunque merce etichettata e in vendita a 0,50? tipo uva sgranata a chicchi vecchia ma comunque in vendita?Controlla meglio e poi fammi sapere.:x
Comment by Anonymous — 11/23/2007 #
Anonymous 17
Esatto!
Comment by Morgana — 11/23/2007 #
@ 17
No, non lavoro al Bennet, altrimenti ti assicuro che certe cose non mi sarebbero sfuggite.
Sono stupita non perchè non sappia che purtroppo certe realtà esistono, non per ingenuità , ma solo perchè come dicevo sopra è molto facile sfuggire a certi controlli in posti piccoli, vecchi, a conduzione padronale, mentre in una catena di negozi diffusa su territorio nazionale, popolare e quindi molto visibile questo è decisamente più strano. Sospetto se vogliamo.
Da noi si pagano fior di soldi per un consulente che ci impone tutti i controlli a norma di legge. E se gli sfugge di segnalare una cosa importante è responsabile in prima persona.
Se invece siamo noi a non seguire le sue segnalazioni, i responsabili siamo noi. Tutto questo fa in modo che ogni cosa importante sia sempre sotto controllo.
Nonostante questo le disgrazie purtroppo accadono. Spero che al più presto vengano stabilite senza ombra di dubbio la dinamica e la responsabilità di quanto accaduto. Per fare chiarezza e non lasciare nessun dubbio oscuro.
Comment by sveta — 11/23/2007 #
sveta
Credo che nell’ultimo anno in questo blog…si sia analizzato un vissuto di 7000 e più persone …senza calcolare gli ex…..
Mai così analizzato un ambiente lavorativo…si puo’ dire tranquillamente…che chi segue i commenti dei bennettiani…si trova a leggere il diario DI UNA CATENA…
Molti commenti si sono persi….il post dell’espresso…è per ora oscurato…ma l’Espresso si è “espresso”…e molti hanno letto…fino a portare il problema a Roma…
Eppure i politici di Como…vanno a fare le veline domani..(non dimentichiamo il famoso ufficio distaccato al bennet…poi chiuso)……pensavo che leggendo un po’ di nausea la provocavo…ma questi hanno lo stomaco d’acciaio…
Sai me li vedo domani…il bennettino…per ricompensa dell’operosa opera di rappresentanza..gli regalera’ che ne so un abbandino d’oro reciclato…
Comment by Morgana — 11/23/2007 #
sveta
Credo che nell’ultimo anno in questo blog…si sia analizzato un vissuto di 7000 e più persone …senza calcolare gli ex…..
Mai così analizzato un ambiente lavorativo…si puo’ dire tranquillamente…che chi segue i commenti dei bennettiani…si trova a leggere il diario DI UNA CATENA…
Molti commenti si sono persi….il post dell’espresso…è per ora oscurato…ma l’Espresso si è “espressoâ€â€¦e molti hanno letto…fino a portare il problema a Roma…
Eppure i politici di Como…vanno a fare le veline domani..(non dimentichiamo il famoso ufficio distaccato al bennet…poi chiuso)……pensavo che leggendo un po’ di nausea la provocavo…ma questi hanno lo stomaco d’acciaio…
Sai me li vedo domani…il bennettino…per ricompensa dell’operosa opera di rappresentanza..gli regalera’ che ne so un abbandino d’oro reciclato…
Comment by Morgana — 11/23/2007 #
A parte che l’ispettorato del lavoro no sè mai visto l’inail ente quasi inesistente Asl è la più presente ma come ho già detto il loro più grave problema è la pulizia, che è molto importante,allora quando hanno bisogno di soldi per pagare gli stipendi li vedi arrivare e guardano se cè un pò di polvere,se cè un pò di farina per terra se portiamo il cappellino questi sono i loro controlli, che poi ci sono morti sul lavoro cosa vuoi che sia tanto loro lavorano in ufficio cosa può mai accadergli non si è mai sentito parlare di morti bianche in un ufficio quelli poi comunali o statali non ne parliamo neanche
Comment by Anonymous — 11/24/2007 #
IL CASO BENNET SUL TAVOLO DEL MINISTRO (Corriere di Como, 19 ottobre 2007)
Nel mirino le condizioni contrattuali e di lavoro all’inteno dei centri commerciali del gruppo. La catena lariana di grande distribuzione è nuovamente nella bufera
Il caso Bennet finisce sul tavolo del ministro del Lavoro e della Previdenza sociale, il diessino Cesare Damiano. Prendendo spunto da un servizio giornalistico appena pubblicato sul settimanale ‘L’espresso’, dal titolo ‘Signora di ferro al supermarket’, la deputata lariana Rosalba Benzoni, anch’ella diessina, ha presentato ieri alla Camera un’interrogazione relativa alle condizioni contrattuali e di lavoro esistenti nel gruppo Bennet, catena di ipermercati e centri commerciali fondata a Como nel 1964 da Enzo Ratti (scomparso nel settembre del 1998) e oggi guidata dalla moglie Gianna (la lady di ferro cui fa riferimento ‘L’espresso’) insieme con il figlio Michele. Un impero nel campo della grande distribuzione, attivo non soltanto in Lombardia, ma anche in Piemonte, Emilia Romagna, Veneto, Friuli-Venezia Giulia e Liguria.
L’interrogazione - con cui si chiede al ministro Cesare Damiano di illustrare, in commissione Lavoro, «quali interventi intenda mettere in atto per accertare le condizioni contrattuali e lavorative del gruppo Bennet» e «come intenda altresì procedere, qualora le situazioni oggetto dell’esposto siano accertate» - è stata firmata, oltre che dalla Benzoni, dalle deputate Lucia Codurelli di Lecco, Cinzia Fontana di Crema ed Elisabetta Rampi di Novara.
Al centro dell’interrogazione, come detto, il Bennet. La Benzoni segnala al ministro che, secondo quanto riportato dal settimanale ‘L’espresso’, la Filcams-Cgil di Como ha presentato all’Asl, all’Ispettorato del lavoro, al ministero per le Pari opportunità e all’Inps un esposto su presunte «gravi violazioni contrattuali e normative relative a svariati aspetti dei rapporti di lavoro presso il gruppo Bennet».
In particolare, si legge ancora nell’interrogazione, il sindacato lariano avrebbe puntato il dito contro le presunte «discriminazioni nei confronti del personale femminile, quasi interamente impiegato part-time, a differenza degli uomini», l’utilizzo dei contratti a tempo parziale, il ricorso a provvedimenti disciplinari, che sarebbero «30 volte superiori a quelli degli analoghi esercizi commerciali» e alle visite fiscali durante le malattie.
Tra i punti segnalati all’attenzione del ministro Damiano, anche «le condizioni e gli ambienti di lavoro», «la definizione degli orari», in particolare per quanto riguarda «il personale femminile al rientro sul posto di lavoro dopo la maternità » e «gli atteggiamenti nei confronti dei lavoratori iscritti ai sindacati».
Pubblicato da Luca Fonsdituri a venerdì, ottobre 19, 2007
Ora aggiungiamo la sicurezza sul lavoro e i controlli sulla manutenzione…
Per Claudio.
Comment by Morgana — 11/24/2007 #
Martedì l’addio a Claudio De Pellegrin
Si svolgeranno martedì prossimo, alle 14,30, nella chiesa parrocchiale di San Martino e Rosa, i funerali di Claudio De Pellegrin di 40 anni, che risiedeva in via Zamara. Caporeparto al Bennet di Pieve di Soligo è rimasto vittima lunedì scorso di un incidente sul lavoro, mentre sistemava della merce nel magazzino insieme ad un commesso. Lascia la moglie Loredana, i genitori Franco ed Eleonora, la sorella Lucia, che fin d’ora ringraziano quanti saranno loro vicini nell’addio a Claudio.
Comment by Morgana — 11/24/2007 #
Nuovo sopralluogo dello Spisal al centro Bennet di Pieve che ha avviato un’indagine interna per la scomparsa del caporeparto
Morte assurda, rabbia al supermercato
L’attività , ripresa ieri, continuerà senza musica e con le luci abbassate finchè non si farà chiarezza
Pieve di Soligo
Al centro commerciale Bennet di Pieve di Soligo è il tempo del lutto. Ma anche della rabbia per una morte tanto tragica quanto assurda. Quella di Claudio De Pellegrin, quarantenne di Conegliano, capo del reparto bazar del supermercato Bennet rimasto vittima nel primo pomeriggio di lunedì di un incidente sul lavoro, mentre sistemava della merce nel magazzino insieme a un commesso. L’uomo sarebbe rimasto incastrato con la testa tra le forche di sollevamento del muletto. Una tragedia che si è consumata alle 14.01 di lunedì, a un minuto esatto dalla fine del turno lavorativo dell’uomo, e dalla dinamica ancora incerta. E proprio per far luce su quanto accaduto ieri mattina gli ispettori dello Spisal hanno svolto un nuovo sopralluogo nel magazzino dove è accaduto l’incidente. In quel magazzino gli esperti dello Spisal lunedì si erano soffermati per oltre tre ore. Per far luce sulle cause dell’accaduto è in corso una indagine della Procura della Repubblica e verrà nominato un Consulente Tecnico d’Ufficio. «E un’indagine amministrativa interna - fa sapere il responsabile dell’ufficio marketing Bennet, Tommaselli - la stiamo svolgendo anche noi». Bennet che continua ad essere al centro di polemiche per la gestione della situazione. Perché la rabbia oggi non è solo perché quella tragedia poteva essere evitata, ma anche perché il supermercato ha deciso di abbassare le serrande soltanto dopo tre lunghissime ore dalla morte del suo capo reparto. «Sono stati momenti di concitazione - spiega oggi Tommaselli - appena abbiamo avuto la certezza dell’accaduto abbiamo dato disposizione di chiudere e dalla sede centrale di Como sono partiti quattro dirigenti che ora sono ancora a Pieve. Oggi, e fino a che non sarà fatta chiarezza su questa tragedia, il supermercato rimarrà aperto ma senza musica e con le luci abbassate». E intanto ieri mattina davanti alla sede del Bennet si è tenuto un volantinaggio dell’organizzazione sindacale di settore, la Fisascat Filcams Treviso, che ha avuto un incontro con la dirigenza sui temi di sicurezza e formazione. Lunedì prossimo si terrà un nuovo incontro in cui verrà concordata la data per un’assemblea con i lavoratori, in quanto nonostante quest’azienda abbia settanta dipendenti non vi è alcuna informazione sindacale. «La tragedia poteva essere evitata - dichiara Mirco Ceotto, segretario generale Fisascat-Cisl Treviso - il problema è che spesso il sistema di immagazzinamento della merce è troppo costretto perché tutto lo spazio viene dato alla vendita. Nei magazzini si finisce perciò per usare mezzi che potrebbero non essere idonei allo scopo». «Oltretutto - aggiunge Luigino Tasinato segretario generale Filcams-Cgil Treviso - va considerato che alla Bennet non riusciamo a parlare con i lavoratori, è una delle poche aziende ancora non sindacalizzate e per questo lavoratore non è bastato purtroppo».
Comment by Morgana — 11/24/2007 #
Ora controlleranno finalmente tutti i cartellini..per poi scoprire…..che al bennet…si timbra quando hai finito…il tuo lavoro…non certo quando hai finito il tuo turno….
Che scoprono l’acqua calda…??
Povero Claudio…
Comment by Morgana — 11/24/2007 #
“L’operaio, residente a Conegliano al civico 9 di via Zamara” Vorresti forse pubblicare anche il suo codice fiscale e numero di telefono?
Comment by perplesso sull'invadenza della privacy — 11/24/2007 #
Bhe e’ morto lavorando mica rubando, voglio dire.
Comment by Sir Percy Blakeney — 11/24/2007 #
non mi dire che il numero civico fa parte della tragica notizia e che la gente, per il bene della libertà di stampa, freme dal sapere l’esatta collocazione del domicilio dello sfortunato operaio?
Comment by perplesso sull'invadenza della privacy — 11/24/2007 #
Morgana riportava un articolo di giornale, l’operaio e’ morto lavorando. Morire lavorando NON e’ crimine o qualcosa che sia infangante per la memoria della persona.Lei ha solo riportato un fatto di cronaca. Capisco anche che lavorare in quel posto li non sia bello e che non faccia piacere farlo sapere. Comunque doveva forse scrivere morto in una nota catena,per fare i precisini? Siamo seri, e per rispetto anche alla vittima rendiamoci conto in che condizioni di lavoro vive e direi MUORE questa gente.
Comment by Sir Percy Blakeney — 11/24/2007 #
@ 21
Ho letto la storia del Bennet con i vostri interventi, è impressionante.
Mi convinco sempre di più di lavorare - da ben 17 anni - in un ottimo posto. Essendo responsabile di una decina di persone, quattro delle quali impiegate tra officina e magazzino, ho sempre messo davanti a tutto i controlli di sicurezza. Per mia volontà personale ma anche decisamente indirizzata e supportata dall’azienda, che sulla sicurezza dei suoi dipendenti non risparmia soldi.
Come dicevo sopra, la disgrazia può comunque succedere, così come ci può essere la persona che commette un’imprudenza. Ma se la base è solida, i modi per farsi male sono sempre e sempre di meno.
Spero almeno che questa disgrazia faccia in modo che otteniate la sicurezza in più che meritate e che finora sembra essere mancata.
Comment by sveta — 11/24/2007 #
Sospettavo che fosse un articolo di giornale. Riportare il nome dell’azienda in cui è avvenuto l’incidente sul lavoro è assolutamente un atto doveroso. La stampa non dovrebbe solo limitarsi a dare il nome e cognome e città di residenza della vittima e, i suoi dati più specifici, perchè alla fine, oltre che applicare una forma di informazione obsoleta non entra nel vero contesto della vicenda. Fare informazione, vuol dire; riportare filo e per segno le varie responsabilità imputabili all’azienda oltre che informare la gente sulle condizioni di lavoro dei dipendenti in quel contesto lavorativo. Per i lettori, venire a conoscenza del numero civico della vittima e della sua vita personale sono delle informazioni che non hanno alcuna importanza, d’altronde per i media è ormai consono generare nei lettori, attraverso il racconto della cronaca, variegate alterazioni degli stati emotivi, piuttosto che approfondire le vere cause e responsabilità dei vari accadimenti quotidiani.
Chiudo qui per rispetto della vittima.
Comment by perplesso sull'invadenza della privacy — 11/24/2007 #
Ringrazio invece per aver messo l’indirizzo del nostro collega. Pur lontano abbiamo noi dipendenti bennet possibilità di porgere le sentite condoglianze alla famiglia.E’ già partita per quanto ci riguarda una raccomandata di cordoglio e saluto a questo dipendente sfortunato. Non importa dove lavoriate è sempre un nostro collega.w Claudio, proteggici da lassù affinchè un altra tragedia non accada e soprattutto visto che ora sarai vicino a Dio parlagli nelle orecchie. Lui che vede e sente tutto digli da parte nostra di provvedere ad un castigo divino.[-o<[-o<[-o<[-o<[-o<[-o<
Comment by Anonymous — 11/24/2007 #
@ 33
Se speri nella giustizia divina resterai deluso.
In un caso come questo più che mai bisognerebbe invece far applicare e rispettare le leggi e la giustizia terrene, sono state create dagli uomini appositamente per sopperire a quello che un fantomatico divino non fa. E - volendo - funzionerebbero.
Purtroppo spesso vengono aggirate grazie al solito sistema di favori e chiusure di occhi in cambio di qualcosa. Nel bene o nel male la divinità non c’entra, siamo noi che possiamo fare la differenza.
Comment by sveta — 11/24/2007 #
Morgana ha riportato un articolo…e non per fare una cosa “indecente”…ma per dare la possibilità a chi volesse di partecipare al funerale….
Perchè la forma indiretta come il web…è una cosa…la partecipazione concreta è altro.
La famiglia ha bisogno di sostegno e di vicinanza…
L’invadenza è una cosa…la vicinanza è altro…e poi Claudio è un bennettiano…e come tale fa parte di un mondo di più di 7000 anime…che sono libere di voler partecipare…e Io informo!
Comment by Morgana — 11/24/2007 #
Un abbraccio alla famiglia di Claudio.
Sulle condizioni lavorative al Bennet preferisco non commentare,ma sarebbe ora che “qualcuno” apra gli occhi su questa realtà ai confini del disumano.
Comment by Anonymous — 11/24/2007 #
perplesso sull’invadenza della privacy..
Mi scusi è più perplesso perchè ho scritto bennet ..oppure perchè ho scritto una posizione…una collocazione…una casa…dove regna un dolore forte…(che partecipiate in massa…e che vi uniante finalmente e formiate un gruppo…perchè già lo siete…inconsapevolmente …. cosa che la proprietà sa e che teme! LA CONSAPEVOLEZZA DI NON ESSERE SOLI e ISOLATI …MA GRUPPO SOTTOPOSTO A VESSAZIONI!)
Morgana…sempre vostra
Comment by Morgana — 11/24/2007 #
@Morgana
Non mi disturba il fatto che sia stato riportato il nome dell’azienda Bennet. E perchè dovrei… è un’azienda che non stimo. Appunto preferirei che la stampa si concentrasse piuttosto sul perchè nel magazzino di questo centro commerciale è accaduto un incidente mortale e in quali condizioni di lavoro vengono sottoposti i suoi dipendenti. La latitanza dell’informazione su questi temi; sì che mi infastidisce! Coloro che parteciperanno al funerale non ci parteciperanno di certo dopo l’aver appreso dalla stampa il numero civico della vittima.
Si potrebbe anche dire che la famiglia desideri starsene tranquilla in questo momento di dolore per la scomparsa del Caro, senza avere gli occhi puntati addosso a causa dell’invadenza dei media.
Comment by perplesso sull'invadenza della privacy — 11/24/2007 #
38 perplesso sull’invadenza della privacy
L’invadenza dei media…???..Se non fosse stato per la stampa.. la notizia fra noi bennettiani non sarebbe circolata.
Aver scritto il necrologio…era dovuto…anche perchè la partecipazione è dimostrare di essere vicini…è non è poca cosa…
Non è un funerale a porte chiuse…anzi la famiglia ringrazia chi parteciperà …non vedo dove sia lo scandalo…
Due anni fa circa…ho saputo che c’è stato un’altro funerale…presenti molti bennettiani…il motivo la morte di una giovane donna…non conosco le motivazioni … ma la e.mail che mi è pervenuta in questi giorni … mi ha lasciato attonita…che dire…!
Comment by Morgana — 11/25/2007 #
messaggio per 39 scusami sò che la cosa non è affatto bella da chiedere ,ma vorrei essere messa al corrente sul brutto fatto accaduto 2 anni fa alla giovane donna. dove potrei reperire informazioni? ho provato a fare una ricerca tramite internet ma non riesco a trovare nulla.grazie
Comment by Anonymous — 11/27/2007 #
Morgana
E’ stanca…forse…è ora di ritirarmi in buon ordine…e lasciare che bennettino viva la sua vita…e che continui ad essere cio’ che è..
Oggi è un giorno triste…un bennettiano ha ricevuto l’ultimo saluto.
Il mondo si è rovesciato…se potessi scenderei…alla prima fermata…
Verra’ dimenticato Claudio…
Notte bennettiani…
Comment by Morgana — 11/27/2007 #
ma avete sentito come e’ finita la vicenda di Claudio?¨
e avte letto in bacheca del bennet!!!!
Vergogna!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Comment by anonimo — 11/27/2007 #
Cara Morgana purtroppo penso,che fra un pò tranne la famiglia che non dimenticherà mai e non riuscirà mai a rassegnarsi per una morte così assurda, tutti noi ne parleremo ogni tanto quando capiterà di intavolare un discorso inerente questo argomento,invece sarebbe bene per tutti ricordarlo e cercare di evitare che ciò accada ancora in modo particolare a chi usa queste macchine e chi deve controllare che vengano usate correttamente ma questo a parer mio è un utopia.
Comment by Anonymous — 11/28/2007 #
ANONIMO 42 spiegati meglio cosa è successo?
Comment by Anonymous — 11/28/2007 #
scusa 42 mi associo a 44 nel farti questa domanda: cosa è apparso in bacheca?e come è finita la vicenda del povero Claudio? noi che siamo lontani ci siamo stretti al lutto della famiglia , non mi dirai che hanno già chiuso il caso.
Comment by Anonymous — 11/28/2007 #
cosa c’entra la bacheca con il chiudere il caso… quello lo fa la polizia…
da noi (e credo in tutti i bennet) è apparso l’avviso che chi vuole può donare un’ora di stipendio del mese di dicembre alla famiglia Claudio
Comment by Anonymous — 11/28/2007 #
…e le ore che spariscono dallo stipendio?
Comment by Anonymous — 11/28/2007 #
Cioè a dire… Può sembrare una cattiveria ma è un dato di fatto. L’Azienda ha un altro buon motivo per vergognarsi!!! Puntualmente spariscono delle ore, e quindi parte dello stipendio, dalle buste!!! Nel mese di Dicembre forse vogliono risparmiare “giustificando” le ore mancanti… Invece di attingere dalle buste di dicembre, fate il calcolo delle ore sparite e versate quelle. E volentieri ci metteremo anche un’ora del mese di Dicembre. Anche se in dietro non si torna. Nulla cambierebbe a quanto successo.
Comment by Anonymous — 11/28/2007 #
non ci siamo capiti
alcuni capi reparti del no food lontani lontani (per me che scrivo da AL) hanno messo su un comitato per chiedere a tutti i dipendenti di tutti le filiali un’ora di contributo del mese prossimo. Chi vuole deve firmare un apposito foglio (tra l’altro stamattina ci saranno state tre firme in croce compresa la mia ed era già ma la mezza).
chi non vuole non firma.
Comment by Anonymous — 11/28/2007 #
Ho letto anche io ieri mattina in bacheca di donare un’ora dello stipendio di dicembre…. vorrei che donassero invece tutto lo straordinario che non mi hanno mai pagato in tre anni. E magari anche lo stipendo di tre mesi e non mi hanno dato quando ero in infortunio. Ho dovuto chiedere dei prestiti per vivere! Vergogna!
Sapete quando noi abbiamo saputo della morte di Claudio? Il giorno del funerale! E sapete come?
Ad un tratto si sono spente luci e musica tranne nei reparti (ho passato un quarto d’ora a controllare le lampadine del mio reparto……) e siamo stati un’ora cosi’.
Ho chiesto informazioni ad un collega (il mio primo pensiero era quello di “è saltata la corrente”) che mi ha spiegato (e penso che fosse l’unico che lo sapesse, per inciso. E siamo una filiale di 150 dipendenti) della morte del nostro collega.
Un’ora a luci e musica spente durante il funerale. La gente che andava e veniva ugualmente. E poi dopo sembrava di essere in una discoteca con tanto di luci stroboscopiche impazzite.
Almeno per il pomeriggio del funerale si poteva chiudere…..
Quindi io dico a chi ci dice “Ribellatevi… il giorno del funerale non presentatevi al lavoro, etc”
FATE PRESTO A PARLARE VOI!!!!!! NEMMENO CE L’HANNO DETTO!!! I telegiornali li guardiamo (ne hanno dato notizia?????) e se solo uno su 150 lo sapeva……..
Comunque come al solito tuttosi dissoverà…. addio Claudio.
Comment by AnonimaFish — 11/29/2007 #
lo hanno detto al tg regionale del veneto, ne hanno parlato i giornali veneti e l’ansa
Comment by Anonymous — 11/29/2007 #
ciao a tutti, sono pieamente daccordo con anonymus 17 è tutto vero anch’io lavoro al bennet e ti posso assicurare che ci rompono sempre che davanti alle uscite di sicurezza mettiamo i bancali così noi ogni volta le lasciamo sempre libere e non ce 1 volta che si ricordano di aprirle e io spero che nn succeda mai nulla ma qualc’ora debba succedere qualcosa io mi auguro che riescono a vedere tutti che alcuni bennet nn tolgono i lucchetti dalle porte di sicurezza e quindi sono loro i primi a mettere in pericolo la vita dei loro lavoratori!!!!!!:(:(
Comment by k.k — 11/29/2007 #
sono sicur che la famiglia di Claudio sta uno schifo anche noi quando lo abbiamo saputo siamo rimasti malissimi non abbiamo parlato più per un po’ siamo rimasti scioccati…. voglio dire alla famiglia che noi del Bennet gli siamo tutti vicino e tutti insieme ci teniamo a fargli le più sincere condoglianze…. addio Claudio anche se non ti conoscevamo sei sempre uno di noi a cui un tragico errore ti ha portato via da tutti coloro che ti volevano bene…. ci mancherai un abbraccio forte
Comment by k.k — 11/29/2007 #
credo che tante cose dette siano esagerate e che si dovrebbero sapere bene le cose prima di sputare sentenze su un fatto che ha segnato molta gente
Comment by any — 11/29/2007 #
credo che tante cose dette siano esagerate e che si dovrebbero sapere bene le cose prima di sputare sentenze su un fatto che ha segnato molta gente
Comment by anonia — 11/29/2007 #
ma in che bennet lavorate?!
ad alessandria le uscite di sicurezza vengono “aperte” tutte le mattine mentre tirano su le serrande, le 6 più o meno..
Comment by Anonymous — 11/29/2007 #
cmq sulla bacheca c’è scritto che per ogni ora devoluta dal dipendente Bennet ne devolverà una ulteriore alla famiglia di Claudio..
Comment by Anonymous — 11/29/2007 #
stamattina al marcatempo parlando con alcuni dipendenti mi sono resa conto che non hanno capito un c…. devolvere un ora per la famiglia di Claudio non deve essere una questione economica ma piuttosto con questo gesto farci sentire vicini. Ho sentito un paio di commenti che DIO MIO ma che gente lavora qui dentro?
Comment by Anonymous — 11/29/2007 #
sulla bacheca c’è scritto che per ogni ora devoluta dal dipendente Bennet ne devolverà una ulteriore alla famiglia di Claudio.???????????????
Ma Claudio non è morto per lo tsunami…e per questo si fa una gara di solidarietà…ma per un incidente sul lavoro…che porterà ad un’inchiesta…che porterà ad accertare le responsabilità…con una verdetto di risarcimento spero.
?omunque ?gni ?ennettiano [ ?ibero ?i ?sprimere ?a ?ropria ?olidarietà…
Comment by Morgana — 11/29/2007 #
sulla bacheca c’è scritto che per ogni ora devoluta dal dipendente Bennet ne devolverà una ulteriore alla famiglia di Claudio.???????????????
Ma Claudio non è morto per lo tsunami…e per questo si fa una gara di solidarietà…ma per un incidente sul lavoro…che porterà ad un’inchiesta…che porterà ad accertare le responsabilità…con una verdetto di risarcimento spero.
?omunque ?gni ?ennettiano [ ?ibero ?i ?sprimere ?a ?ropria ?olidarietà…
Comment by Morgana — 11/29/2007 #
la bennet che devolverà lo stesso?:)):)):)):)):)):)):)):)) e chi ci crede!
Comment by Anonymous — 11/29/2007 #
scusate mi sono dimenticato:devolverà i soldi che non vi hanno messo sulle vostre buste paghe. 1 ora voi e un ora……ancora voi.:)):)):)):))
Comment by Anonymous — 11/29/2007 #
io sn vicina alla famiglia..però cn tutte le ore che non mi hanno pagato mi chiedo è giusto noi dipendenti versare un ‘ora? vi siete chiesti se i vostri direttori, ispettori, capireparto lo facciano..bhe alcune mie colleghe lo hanno fatto e loro sn rimasti zitti senza sapere cosa rispondere e soprattutto abbastanza imbarazzati dalla domanda..se devo fare un gesto per farmi sentire vicino alla famiglia piuttosto mando fiori..se devo inviare dei soldi lo faccio per conto mio verso quello che voglio io non quello che mi impone quest’azienda..
Comment by benettina che vuole scappare — 11/30/2007 #
io sn vicina alla famiglia..però cn tutte le ore che non mi hanno pagato mi chiedo è giusto noi dipendenti versare un ‘ora? vi siete chiesti se i vostri direttori, ispettori, capireparto lo facciano..bhe alcune mie colleghe lo hanno fatto e loro sn rimasti zitti senza sapere cosa rispondere e soprattutto abbastanza imbarazzati dalla domanda..se devo fare un gesto per farmi sentire vicino alla famiglia piuttosto mando fiori..se devo inviare dei soldi lo faccio per conto mio verso quello che voglio io non quello che mi impone quest’azienda..
Comment by benettina tuttofare — 11/30/2007 #
mercoledì 21 novembre 2007
Pagina 36 - Provincia Tratto da Tribuna di treviso
La tragedia di Pieve. La direzione del centro commerciale si scusa per la chiusura ritardata di lunedì.Si sono scusati per la chiusura avvenuta lunedì solo 3 ore dopo la tragedia: è stato un ritardo tecnico legato alla necessità di contattare la sede centrale. :)):)):)):)):)) Mi spiegate cosa significa ritardo tecnico? All’improvviso un black out di cellulari? dei telefoni di vecchi stampo? dei telefoni di alta generazione? Come è possibile non riuscire a raggiungere la sede? è preoccupante la cosa.
E ancora: «Sono stati momenti di concitazione - spiega oggi Tommaselli - appena abbiamo avuto la certezza dell’accaduto abbiamo dato disposizione di chiudere e dalla sede centrale di Como sono partiti quattro dirigenti ” Se dalla sede sono partiti immediatamente 4 dirigenti, scusate come avete fatto ad informarli della disgrazia avvenuta?allora i telefoni funzionavano. Mah! Mistero
:-c
Comment by Anonymous — 11/30/2007 #
succede così, NON FAI NIENTE se prima non hai il permesso della sede. Tu telefoni e chiedi e poi aspetti perchè finchè loro non ti fanno sapere tu non puoi agire. E non è una segretaria che ti può dare l’ok, aspetti il ragioniere o chi simile a lui
Comment by Anonymous — 11/30/2007 #
Tre ore…per decidere.
Forse si poteva fare di meglio!
Ma parliamo di bennet…forse i proprietari non erano in sede…o non raggiungibili…speriamo che sia così!
Comment by Morgana — 11/30/2007 #
Incidenti sul lavoro sciopero al Bennet
I sindacati chiedono più sicurezza
Pieve di Soligo
Un’ora di sciopero proclamata in tutti gli ipermercati italiani della catena Bennet per ricordare la prima morte bianca nella grande distribuzione trevigiana e per promuovere anche tra i datori di lavoro e i dipendenti del commercio la cultura della prevenzione e della sicurezza. A dieci giorni dalla tragica morte tra gli scaffali del centro commerciale “La Pievigina” del 40enne caporeparto coneglianese Claudio De Pellegrin, Cisl (Fisascat) e Cgil (Filcams) invitano, in particolare, i circa 70 dipendenti Bennet di Pieve di Soligo ad incrociare le braccia dalle 18 alle 19 di oggi. Lo sciopero sarà preceduto alle 17 da un’ora di assemblea sindacale dei lavoratori. «Dobbiamo renderci conto precisano Mirco Ceotto per la Cisl e Luigino Tasinato per la Cgil che non esistono settori a rischio e settori non a rischio. La prevenzione e la sicurezza sul lavoro non sono questioni che riguardano solo l’industria o i cantieri edili, ma tutti i luoghi in cui si lavora. Considerando, tra l’altro, che al Bennet di Pieve non si è mai provveduto a eleggere o designare la figura del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza».
E qui, al di là degli accertamenti ancora in corso da parte della magistratura sulla dinamica dell’incidente e sullo stato di manutenzione del mezzo che ha causato la morte del De Pellegrin, si entra nel vivo della questione: la mancanza di sensibilità verso i temi della sicurezza e, quindi, più in generale la mancanza di una cultura sindacale sia tra i datori di lavori, sia tra i dipendenti. “Il “fare prima” afferma Tasinato cioè salire sulle forche di un muletto per non perdere tempo a prendere una scala, non è certo cultura della sicurezza. Purtroppo, sono proprio queste cattive consuetudini, figlie di una cattiva interpretazione del concetto di risparmio, alla base degli incidenti sul lavoro. La sicurezza non è solo sinonimo di maggior costi e perdite di tempo!”
Comment by Morgana — 12/2/2007 #
Alla fine ho firmato per donare l’ora…. :-w ….dopo essermi presa della strega cattiva dal mio caporeparto.
Un’ora in meno non mi manderà in rovina, ma comunque non ci credo che daranno i soldi alla famiglia. [-(
Ci posso credere solo se li vedo di persona che li danno in mano alla moglie.
A proposito, avete saputo della cena dei direttori e ispettori con il “grande padrone”? Un dipendente è morto e loro già festeggiano…….. :)>-
Comment by AnonimaFish — 12/7/2007 #
GLI OPERAI MUOIONO…E C’E’ CHI FESTEGGIA…
Il racconto dei compagni
PIERANGELO SAPEGNO
TORINO
La morte degli ultimi non è mai diversa. Alla ThyssenKrupp, l’acciaieria di corso Regina Margherita a Torino, era solo un fuoco che brucia senza speranza, «erano torce umane che ci chiedevano aiuto», come racconta l’operaio Giovanni Pignalosa, erano corpi che si dibattevano negli 800 gradi delle fiamme, uomini che si rotolavano per terra, «che ci guardavano negli occhi e urlavano sto morendo, salvami, ti prego». La morte degli ultimi è sempre una condanna. Fabio Simonetta è uno dei feriti e fa vedere le braccia fasciate e china lo sguardo al suolo, prima di alzarlo tirando su per il naso, come se volesse farsi forza e trattenere le lacrime: «C’erano cinque estintori, ma quattro non funzionavano. Noi gridavamo e quelli che erano lì per cercare di salvarci non potevano fare niente. Gli idranti erano bucati. Schizzavano fuori, buttavano acqua in faccia ai soccorritori, si rovesciavano nelle loro mani, mentre le fiamme ci divoravano e noi li pregavamo di non lasciarci soli».
Ecco cos’è la morte degli ultimi. Una ingiustizia che ha perso tutte le sue parole, che non ha altra voce che la testimonianza del suo dolore. Come quella di Antonio Michele Bocuzzi, 34 anni, ustioni al viso e alla mano destra, che ricorda quelle fiamme come se non potesse più cancellarle dalla memoria e come se fosse l’unica cosa da fare: «sembrava un’onda anomala del mare. Solo che non era acqua. Era fuoco. Se chiudo gli occhi vedo ancora le facce dei miei colleghi. Erano torce di fuoco. Ho cercato di aiutarli, strappavo loro i capelli bruciati, pezzi di vestiti».
Eppure era un piccolo incendio di olio, solo questo. Alla Linea 5. La rottura di un flessibile che ha preso fuoco. E chissà se era la prima volta che succedeva. Bocuzzi dice che «pensavamo di riuscire a spegnerlo e abbiamo preso gli estintori». Gli ultimi, però, hanno sempre qualche porta chiusa. Gli estintori non funzionavano, erano sigillati o perdevano acqua. «Le fiamme si sono allargate in un batter d’occhio, si sono alzate. Poi ci sono state delle esplosioni». Giovanni Pignalosa è corso lì con altri operai: «Mi avevano chiamato. Sono andato subito. Ho visto l’inferno, una scena tremenda. Erano in 5, coperti dal fuoco. Tre in piedi e due per terra. Antonio era avvolto dalle fiamme e gridava “Aiutatemi, muoio”. Ma era impossibile avvicinarsi».
Antonio era Antonio Schiavone, una moglie e tre figli. Morto bruciato. Fabio Carletti, rappresentante Fiom, racconta che quel flessibile alla Linea 5 «era diventato una sorta di lanciafiamme». Il fatto è che quella fabbrica doveva chiudere a febbraio (ma c’è chi ripete a giugno), «e da quando avevano preso questa decisione era come se l’avessero lasciata andare», come dice Angelo Sportello, 49 anni, dipendente in mobilità in attesa di pensione. «Ogni giorno un operaio veniva mandato via, e la sicurezza era diventata l’ultima cosa». E Claudio Crisanaz, delegato sindacale: «Il problema della sicurezza era stato fatto presente in parecchie occasioni ai vertici dell’azienda. Non c’erano state risposte. E quegli operai della Linea 5 stavano facendo straordinari. Credo che loro non dovessero essere lì. Doveva esserci un altro turno». Ma quello che contava, adesso, alla ThyssenKrupp, era far fuori i circa quattrocento dipendenti che avanzavano: per 20 era stato trovato un posto a Terni, altri 200 ricollocati in vario modo; e per gli ultimi 200, due anni in cassa e poi mobilità. Forse, non c’era tempo per la sicurezza. E non c’erano nemmeno più gli uomini.
Questo paradosso diventa ancora più evidente se uno si mette a scorrere il sito della ThyssenKrupp, dove può leggere che «l’interesse per la sicurezza e l’ambiente è sempre stato molto vivo nella storia della nostra azienda. Questi temi sono così radicati nella filosofia aziendale da essere ormai parte della cultura di ogni dipendente, anche grazie a una formazione specifica e agli incontri regolarmente organizzati a proposito». Tutto vero? Operaio, maglia grigia con la cerniera aperta, barba lunga, occhi rossi: «I corsi? Sì, so che li facevano. Duravano mezz’ora, e poi chi s’è visto s’è visto». Eppure, al paragrafo sei, la società ThyssenKrupp afferma candidamente: «Il risultato più evidente di questo impegno è rappresentato dalla costante discesa dell’indice di frequenza infortuni indennizzati passato da un valore di 53 nel 1995 a un valore di 19 nel 2003».
Oggi, la verità è che tutte queste parole bruciano ancora di più di fronte alle testimonianze dei colleghi, o al racconto disperato di chi l’ha scampata, come quello che Giuseppe De Masi ha lasciato a sua madre («Ero divorato dal fuoco e nessuno riusciva ad aiutarmi») o quello che un ragazzo con il contratto a termine ripete quasi timidamente davanti ai taccuini: «C’erano due miei colleghi nudi, avvolti dalle fiamme. Mi dicevano non voglio morire, non voglio morire. Avevano le facce stravolte, tutte deturpate. Erano irriconoscibili. Ma io non potevo fare niente. Nessuno poteva fare niente. Gli estintori erano sigillati. Queste cose si sapevano già, le avevamo anche fatte notare più di una volta». Smette di parlare, tace un attimo, e poi aggiunge: inutilmente. Che è la parola che riassume tutto.
Comment by Morgana — 12/7/2007 #
Il 12 dicembre 1969 i servizi segreti, lunga manus della classe politico-dirigente democristiana, usando la manovalanza fascista, a Milano in Piazza Fontana compiono uno degli attentati più tragici della nostra storia assassinando 16 persone e ferendone 84.
Dell’attentato furono accusati gli anarchici Valpreda e Pinelli, quest’ultimo “accidentalmente precipitato” dal quarto piano della questura durante l’interrogatorio del commissario Calabresi e naturalmente il caso fu archiviato come suicidio.
Il 12 dicembre 2007 Milano ospiterà la prima udienza del processo ai danni di 16 compagni. Un esempio illuminante di controrivoluzione preventiva, capace di colpire con ferocia e screditare, con teoremi del tutto campati in aria, i militanti di quelle realtà che si muovono su un terreno di classe avanzando le legittime rivendicazioni degli sfruttati senza scendere a compromessi con le istituzioni. Tutto questo da un governo sull’orlo del collasso che per mantenersi a galla ha bisogno di veri e propri casi da sbattere in prima pagina per distogliere l’attenzione dalle sue palesi nefandezze. Tanto in politica interna,le mori bianche, dallo scippo del t.f.r. all’accordo sul welfare, dal caso De Magistris-Forleo ad un’inflazione sempre più galoppante, quanto in politica estera dove, a dispetto dei proclami elettorali, l’Italia continua ad essere impegnata su molteplici fronti di guerra le cui spese militari ricadono sulle nostre tasche.
Come se ciò non bastasse, sempre il 12 dicembre a Milano si terrà un presidio di Forza Nuova di denuncia per il rogo della propria sede padovana e addirittura si costituirà parte civile contro i compagni. Il potere politico ieri stragista, oggi mette sul banco degli imputati i compagni e su quello degli accusatori i fascisti, i piduisti di Forza Italia, i padroni assassini. Oltre ad essere un’operazione di rovesciamento delle parti è un insulto alla memoria, come lo è stato il pagamento delle spese processuali a carico delle vittime di Piazza Fontana.
Proprio a Milano, città medaglia d’oro della Resistenza, per l’ennesima volta verrà permesso di manifestare a questi rifiuti della storia, figli legittimi dell’operazione Gladio con la quale, negli anni passati, Dc e Cia formavano veri e propri eserciti di neofascisti per scongiurare un’eventuale avanzata delle forze comuniste, da veri e propri cani da guardia del capitalismo.
Come ricompensa per i “servizi prestati” adesso gli viene dato un posto in Parlamento come alleati del centro-destra, con la complicità del tacito assenso del centro-sinistra.
A loro vengono concesse occupazioni, mentre noi subiamo sgomberi, a loro vengono concessi gli spazi e le piazze che a noi vengono vietate, ma soprattutto vengono sottaciute le infami aggressioni e le svariate armi che puntualmente gli vengono trovate, minimizzando il tutto a ragazzate.
Contro i nostri compagni, invece, si è creata una campagna mass-mediatica senza precedenti per inventare qualche idiozia in modo da colpire l’opinione pubblica.
Gli ultimi due arresti del 27 novembre ne sono un chiaro esempio.
È in atto un attacco revisionista da molteplici fronti, che mira a cancellare la cultura comunista in tutte le sue forme stravolgendo la storia (la richiesta della pensione di guerra per i repubblichini di Salò è uno scempio alla memoria).
Non si può restare indifferenti e non lo faremo. Contro la legittimazione delle barberie fasciste e la criminalizzazione delle lotte proletarie mercoledì 12 dicembre saremo a Milano sotto il carcere di San Vittore per rilanciare la solidarietà di classe.
È UN PROCESSO CONTRO TUTTI, MOBILITIAMOCI!
Comment by ops — 12/12/2007 #
mi farò scoprire… non ho nulla da perdere…
quanti di voi utilizzando il carello elevatore in magazzino hanno fatto saltare l’impianto antincendio? a quanti centimetri era posizionato il bancale dalla valvola?
lo sapevate che la tassa sull’immondizia si paga anche per l’altezza dello stabile? ecco il motivo per cui il magazzino è così basso…
quanti di voi hanno avuto la mia esperienza? voglio una risposta… quanti di voi hanno trovato un responsabile non in grado di chiudere l’impianto idraulico prima di allagare il magazzino?
quanti di voi all unica soluzione cioè aprire i tombini nel magazzini li hanno trovati saldati?
la colpa non è di direttore o caporeparto o chi altro… la colpa è solo ed esclusivamente del sistema. rispondete. sono ansioso di avere risposte
Comment by scat1 — 01/7/2008 #
I tombini saldati…???
Da Noi il compattatore dei cartoni è messo in un modo tale che ci potresti finire dentro…troppo alta la passerella..
Comunque la tua testimonianza è molto interessante.
Ciao
Comment by Morgana — 01/7/2008 #
sono il marito di una dipendente nella filiale bi brescia in zona campo grande, i vigili del fuoco hanno trovato gli estintori cambiati perche quelli precedenti non erano a norma uscite di sicurezza non visibili ai clienti un magazzino abusivo dove si trovava una delle tante uscite di sicureza poi quando i sindacati cercano di fare riunioni con i dipendenti l’avviso ce a tale giorno ci sono i sindacalisti viene esposto 30 minuti prima dell’ arrivo dei sindacalisti. dunque i dipendenti non sanno mai quando ci sono i sindacalisti oppure se si presentano alle runioni vengono puniti con orari strazianti.Se al sud c’é la mafia o la camorra al nord c’e’ la BENNET !!!!!! Mafiosi Vergognatevi!!!!!!!
Comment by anonimo — 01/19/2008 #
NON FATEVI I SOLDI CON LA SALUTE DEGLI ALTRI MAFIOSI!!!!!!
Comment by anonimo — 01/19/2008 #
ANCHE NELLA FILIALE CAMPO GRANDE A BRESCIA I BANCALI SONO MESSI IN TALE MODO CHE COME VAI AD ALZARE I BANCALI SCOPPIANO GLI IMPIANTI ANTI INCENDIO!!!!!!E SUCCESSO LA SETTIMANA SCORSA!!!!!!
Comment by anonimo — 01/19/2008 #
cmq a noi le riunioni sindacali ce li fanno fare nel magazzino al freddo ma a noi non ce ne frega niente a me mi hanno detto ke io rompo il kazzo perke non faccio cio ke mi icono di fare ma sei ke ti dico meglio stare sui coglioni a loro ke farmi mettere i piedi in testa da 4 boxiste di merda 1 bellotti 1 plebani e 1 direttore sono persone senza morale senza palle e senza cervello hanno solo la lingua sporca
Comment by BENNET un mondo di ........ — 01/23/2008 #
HO BISOGNO D’AIUTO…
come si fa a mandare gli ISPETTORI DEL LAVORO in forma del tutto anonima al BENNET SAN PAOLO DI TORINO… ? Ho telefonato ma non vogliono saperne nulla e solo di persona ti ascoltano e eventualmente fanno partire una denuncia. C’è un inquinamento acustico tra le corsie che ti frantuma il cervello. Moltissimi clienti si sono lamentati ma non è cambiato nulla…sopra ci lavorano molti responsabili di reparto e non solo, ma per paura di ritornare a ESSERE NESSUNO senza gilettino rosso non dicono e non fanno presente niente!!!!! Avevo già scritto questo messaggio ma nessuno mi ha risposto…
VI PREGO RISPONDETE… CIAO E GRAZIE A TUTTI
Comment by ricetta rapida — 03/26/2008 #
se non vuoi andarci personalmente, mandaci un amico o qualcuno che dica di essere un cliente stanco di rompersi i timpani e nonostante le lamentele la musica è troppo alta e fastdiosa
Comment by x 78 — 03/27/2008 #
Non è solo una questione di musica alta!!! C’è un SIBILO INSOPPORTABILE che secondo me supera i limiti imposti dalla legge e loro, (responsabili, ispettori, ecc) alzano il volume della radio per cercare di coprire…. Ha senso pensare di andare a lavorare con i tappi nelle oracchie? Ho fatto una prova…tappandomi le orecchie con le dita la musica si sente appena ma il sibilo continua a sentirsi in modo insistente e fastidioso…questo avviene OGNI GIORNO DALL’APERTURA ALLA CHIUSURA!!!
CIAO
Comment by ricetta rapida — 03/28/2008 #
Ciao qualcuno di voi sa dirmi come si chiama quello schifo di cantante che canta “Noioso”?
E il cugino di Guccini che canta del supermercato???
Per piacere sto delirando ho bisogno di saperer che facce hanno questi due disgraziati….
Comment by claudia — 06/15/2008 #
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Comment by rvcszqp beftpyi — 08/26/2008 #
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Comment by of — 09/3/2008 #
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Comment by and — 09/4/2008 #
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Comment by in — 09/4/2008 #
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Comment by a — 09/8/2008 #
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Comment by best — 09/10/2008 #
tu che scrivi,si tu quassù! ma non hai un cazzo da fare e da pensare?
Comment by Anonymous — 09/14/2008 #
jqznbt
Comment by and — 09/16/2008 #
outc
Comment by of — 09/16/2008 #
BENNET DI BRUGHERIO CONDANNATO DAL TRIBUNALE DI MONZA PER MOBBING.
finalmente qualcosa si muove, ma soprattutto qualcuno si muove il dipendente che ha avuto il coraggio di denunciare
bennet è stato condannato a riassumere il lavoratore più a risarcirgli un danno mensile pari a 616€ il mese più 11000€ di danni e spese legali di 4500, niente di eclatante, ma di importante c’è la condanna per mobbing
Comment by Anonymous — 09/23/2008 #
io lavoro al bennet di castelvetro piacentino è un postaccio di merda…
Comment by anonimo — 09/23/2008 #
Io odio e straodio quella meba schifosa di Verga…sei un cafone ignorante buono al massimo a pascolare le pecore…con tutto il rispetto per le pecore e i pecorari…fa fare carriera solo a chi gliela da…umilia le persone oneste e che si fanno un mazzo quadrato per lavorare…e lui più che sbattere di qua e di la le persone dalla cassa alla pescheria all’ortofrutta allo scatolame non sa fare…pensa di avere un gran potere per questo e di mettere timore….MA VAFFANCULOOOOOO…CHE CAZZO ME NE FREGA DOVE MI METTI…SONO CAZZI TUOI E DEL BENNET DI MERDA SE POI PER DISPETTO TI MANDO A MALE LA FRUTTA IL PESCE O LA CARNE…MA UN PO’ DI UMANITA’ QUESTI UOMINI CE L’HANNO????????
Comment by anonimo — 09/23/2008 #
e scommetto che d’ora in poi il dipendente riassunto sarà trattato coi guanti di velluto! avendo visto che ha avuto coraggio per la denuncia, forse da qui in avanti non sarà più oggetto di angherie
Comment by x brugherio — 10/6/2008 #
Le angherie ci saranno sempre!!!!! come dice Zecca
Comment by blobennet — 10/16/2008 #
vkpt
Comment by water — 11/28/2008 #