November
27

Lombardia

Lombardia, com’è facile volerti male
di sorrisi non ne fai e ti piace maltrattare
ma noi siamo i figli storti, nati dentro un’osteria
e riusciamo a respirare, pur essendo in Lombardia

(Mercanti di Liquore)

In questi giorni è passata, senza alcun clamore, una notizia veramente impensabile per uno stato civile come tutti noi (forse non proprio tutti, ndr) pensiamo sia l’Italia.
I burocrati ottusi, a servizio dei politici ottusi (e razzisti) alla ricerca del consenso elettorale, hanno deciso di trattenere in busta paga ai medici di medicina generale le quote dei pazienti extracomunitari a cui non e’ stato ancora rinnovato il permesso di soggiorno.

Ovviamente esiste un contenzioso iniziato a a meta’ novembre, con l’invio, attraverso l’avvocato dello Snami(Sindacato nazionale autonomo dei medici italiani), di una diffida indirizzata alla direzione regionale Sanita’.

La richiesta e’ una sola: la Regione ci ripensi e torni indietro sui suoi passi
Promette battaglia Roberto Carlo Rossi, presidente regionale Snami per la Lombardia : ”Ci trattengono migliaia di euro di quote - denuncia Rossi - per ogni extracomunitario con permesso di soggiorno non rinnovato, da quando e’ stato ordinato alla societa’ ‘Lombardia informatica’ di cancellarli dalle liste dei medici”.
Una decisione che produce due effetti, spiega il presidente: la sottrazione delle quote, a rate, dallo stipendio del professionista e la difficolta’ di ricevere cure per i pazienti extracomunitari.

Nella maggior parte dei casi - precisa Rossi - si tratta di lavoratori regolari, spesso affetti da patologie pesanti, che per questioni burocratiche non sono ancora riusciti a rinnovare il permesso di soggiorno e si ritrovano dall’oggi al domani senza assistenza medica. Noi possiamo anche decidere di continuare ad assisterli, ma non possiamo prescrivere ricette a carico del Ssn”.
Il problema, secondo le stime del sindacato, coinvolge oltre 100 mila persone. ”Un numero molto piu’ alto di quello dichiarato dalla Regione”, osserva."
Questo estratto non lo dice ma, posso immaginare, analogo trattamento ricevono i figli di questi lavoratori per le cure pediatriche.

Provo pena e vergogna di essere cittadino di una regione governata da persone che solo possano pensare di avallare un comportamento di questo tipo. Non parliamo poi di coloro che sono lì ogni giorno a parlare (solo a parlare) di famiglia e di farsi prossimo mentre assistono sereni alla messa delle sette.
Provo pena e vergogna di aver votato per consiglieri regionali di centro-sinistra che si occupano del nulla e su una vicenda tanto scandalosa non si incatenano alla porta d’ingresso del consiglio regionale.
Provo, per un attimo, a pensarmi trasferito in Francia, od in Olanda, ed a ricevere un analogo trattamento per un colpevole ritardo burocratico  dei loro apparati pubblici.
E mentre ci penso arrivo alla conclusione che sono certo non potrei mai subire un trattamento tanto umiliante ed ingiusto.

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  1. Chi si riempie ogni giorno la bocca di Famiglia e si fa vedere alla messa delle 7 fa molto peggio di quanto si possa immaginare. Se, come penso, stiamo parlando della stessa persona, il fatto citato non è uno dei più significativi. Certo fa parte di un atteggiamento bigotto che a quanto pare lì in città paga. Soprattutto se come giustamente dici tu l’opposizione è colpevolmente inesistente.
    Ma siamo sempre allo stesso punto, l’opposizione a Como non è mica guidata dal boy scout di Azione Cattolica?
    Come direbbero gli adepti di un’altra setta…Svegliatevi!!

    Comment by sveta — 11/27/2007 #

  2. In questo groviglio normativo, dove a turno ognuno legifera quel che gli pare senza un logico filo conduttore generale, aggravato dal pessimo andamento economico che vuole tagli laddove non servono, mantenendo i privilegi ai lanzichenecchi, il caos è la logica conseguenza.
    Non aiuta, poi, il cattivo gusto e la microscopica sensibilità.

    Comment by breva — 11/30/2007 #

  3. certo è facile voler male alla lombardia e più ancora a questa Como falsa e senza ideali, indifferente e egoista.

    Io però amo l’italia e anche, nonostante tutto, gli italiani

    Voglio fare solo una domanda. Qualcuno ha chiesto direttamente, almeno alla minoranza, delucidazioni sull’argomento? Credo che sia sempre essenziale ascoltare tutte le versioni, almeni di chi ha voglia di darle

    Comment by lalla — 11/30/2007 #

  4. Ritengo che anche i non troppo veloci rappresentanti del centro-sinistra leggano i giornali.
    Potrebbero agevolmente dedurne che si tratta di una follia su cui chiedere chiarimenti e prendere una posizione politica.
    Ovviamente se si ritiene che in uno stato civile una persona che lavora in un paese abbia diritto all’assistenza medica per sè e per i propri figli ed abbia diritto di avere rapporti con una burocrazia statale che riesce a dare risposte in tempo utile e non in unità di tempo misurabili in anni.
    Tutto questo, naturalmente, se il centro-sinistra è un raggruppamento politico progressista.
    Se, viceversa, insegue la destra nelle sue follie razziste allora non vi è più nulla da aggiungere.

    Comment by S.Just — 11/30/2007 #

  5. Secondo me questa sinistra non agisce semplicemente perchè è più comodo barcamenarsi senza sbattersi troppo e godere della torta.
    Troppo negativa o abbastanza reale?

    Comment by sveta — 11/30/2007 #

  6. Regione Lombardia- Famiglia e solidarietà Sociale 21/12/2006

    Immigrati, sì all’assistenza di base per chi è in regola
    Un accordo sperimentale con la Provincia di Milano per la gestione delle informazione relative agli immigrati in regola col permesso di soggiorno, e che hanno quindi diritto all’assistenza medica di base, è stato approvato dalla Giunta regionale, su proposta dell’assessore alla Sanità, Alessandro Cè.
    Si tratta di un progetto pilota importante (riguarda circa la metà degli immigrati presenti in Lombardia) che permetterà all’Anagrafe sanitaria lombarda di ricevere dalla Provincia di Milano i dati, forniti alla stessa dalla Questura, relativi ai rinnovi dei permessi di soggiorno.
    I dati saranno incrociati, in tempo reale, con l’iscrizione all’assistenza sanitaria di base. Nel caso in cui il permesso di soggiorno non venga rinnovato, l’immigrato viene automaticamente cancellato dall’Anagrafe sanitaria e, attraverso il SISS, l’informazione viene diramata a tutti gli operatori sanitari e alle strutture in rete.
    “Questa convenzione - ha commentato l’assessore Cé - ci consentirà di sperimentare una procedura utile sia agli immigrati extracomunitari, in regola con il permesso di soggiorno, sia ai medici di medicina generale, evitando loro spiacevoli disguidi, spesso con forte rilevanza economica, sia alle ASL, che ridurranno inutili impegni amministrativi per la scelta e revoca del medico”. Soddisfatti anche i medici di base della FIMMG, secondo i quali “l’incrocio tra le anagrafiche dei permessi di soggiorno dei cittadini stranieri e quelle delle ASL” rappresenta “una conquista di civiltà nel rapporto tra gli assistiti stranieri con diritto all’assistenza del Servizio Sanitario Nazionale e il sistema di assistenza sanitaria della Lombardia”.

    Pare che tutto parta da qui, dalla decisione di incrociare i dati sui permessi di soggiorno in possesso della Questura, con quelli dell’Anagrafe Sanitaria, attraverso la Provincia, con l’obiettivo di sospendere l’erogazione dei Servizi Sanitari ai non aventi diritto, cioè sostanzialmente agli extracomunitari non in regola col permesso di soggiorno.
    Personalmente non ci vedo questo gran razzismo e non mi risulta che altri paesi europei eroghino Assistenza Sanitaria, se non d’urgenza, ai clandestini. Trovo assolutamente equo che chi gode di un servizio contribuisca a pagarlo.
    Dov’é l’inghippo allora? Nell’inefficenza della Questura, che ritarda il rinnovo del permesso di soggiorno, anche laddove ne esistano i presupposti.

    così scrive infatti la segreteria Provinciale del Sindacato Nazionale Autonomo Medici Italiani ai propri iscritti, il 3/12/2007:
    Per fare un po’ di chiarezza sulla vicenda delle trattenute che come regalo di natale della Regione Lombardia ci sono piovute addosso in questi giorni, riteniamo utile dare alcune indicazioni ai Colleghi:
    __le trattenute in oggetto riguardano sia iscrizioni di pazienti extracomunitari con permesso di soggiorno scaduto, sia iscrizioni a termine di pz italiani con residenza in altre regioni (ma regolarmente domiciliati a Milano)
    __Nel caso degli extracomunitari si tratta di solito di soggetti che sono regolarmente in attesa del rinnovo del permesso di soggiorno da più di un anno, in quanto i tempi della questura in tal senso sono biblici. In questi casi, se di fatto il pz continua ad essere regolarmente assistito da noi, dobbiamo farci firmare il modello di dichiarazione che abbiamo predisposto e che poi va fatto presentare in duplice copia dal paziente alla ASL, una delle copie (quella timbrata) dovrà essere consegnata al medico curante per riottenere l’attribuzione delle quote.

    Tutto qua, per come l’ho capita io.

    Comment by F.Maria Arouet — 12/4/2007 #

  7. Vorrei chiarire come la penso sul punto.
    Se vivessimo in uno stato di diritto che sa essere equo, giusto, preciso e rispettoso dei termini di legge nulla ci sarebbe da eccepire.
    Viceversa mi sembra che il pensiero politico che sta dietro al burocrate sia animato dal desiderio di farsi applaudire dagli xenofobi di turno al grido di “nessuno assistenza sanitaria a chi non è in regola col permesso di soggiorno”.
    A mio giudizio, nello stato civile in cui spero di vivere, nessuno può essere privato dell’assistenza sanitaria di base (per sè e per i propri figli) se non in forza di un preciso atto di autorità.
    Il fatto che non sia stato rinnovato il permesso di soggiorno (quasi sempre per colpa di un colpevole ritardo burocratico) non mi consente di ritenere giusta la cessazione del diritto all’assistenza sanitaria.
    Queste persone sono uomini e donne come noi, anzi molto più sfruttuati di noi per essere precisi, spesso senza un sostegno per affrontare il moloch dell’italica burocrazia.
    Mi vergogno, ripeto, di pensare che questi lavoratori e le loro famiglie siano privati di diritti per venire incontro al comun sentire dell’uomo qualunque.
    Coloro che delinquono sono una limitata minoranza degli extracomunitari, quasi sempre nota alle forze di polizia, e l’azione di contrasto di fenomeni mafiosi, di prostituzione e vendita di droga non passa certo attraverso questo strumento sanzionatorio.
    Che, infatti, colpisce solo dei poveretti.
    Come sanno benissimo anche i razzisti dell’Illinois in camicia verde che ne sono promotori.

    Comment by S.Just — 12/5/2007 #

  8. Quel che si capisce leggendo la disposizione della Regione Lombardia e il comunicato dello SNAMI, é che non é stata sospesa l’assistenza agli aventi diritto, ancorchè in attesa del rinnovo del permesso di soggiorno per i ritardi della Questura, ma il pagamento del pro quota ai medici di base. I quale, per esserne reintegrati, devono far firmare all’assistito il modulo predisposto dallo SNAMI, modulo che l’assitito dovrà far convalidare dall’ASL, riportandone una copia al medico di base.
    Una rottura di palle, senza dubbio.
    Se mi dici che non é giusto che i ritardi della Questura ricadano sulle spalle degli extracomunitari, sono d’accordo . Così come penso che sarebbe giusto e necessario capire perché succede e quali sono i modi per metterci una pezza.
    Mentre non sono d’accordo quando sostieni che siccome non viviamo in uno stato “…equo, giusto, preciso e rispettoso dei termini di legge”, non possiamo pretendere nulla da nessuno.
    Lo stato reale si discosta sempre, più o meno, dal paradigma dello stato perfetto, ma nessun paese del mondo lo ritiene un buon motivo per non applicare la legge.

    Comment by F.Maria Arouet — 12/5/2007 #

  9. Se devo essere sincero preferirei vedere un vero rigore nell’applicazione di un metodo vero per sanzionare pesantemente le molte false attestazioni che fanno i cittadini italiani per avere prestazioni a minor costo o preferenze nelle liste d’attesa degli asili nido.
    L’idea di addossare a persone che faticano ad orientarsi nei meandri della nostra burocrazia il peso dell’inefficenza del sistema che gestisce i permessi di soggiorno la trovo, in ogni caso, non condivisibile.
    Se lo stato italiano non sa rispettare i tempi che si dà con proprie leggi questa inefficenza non può ricadere sui cittadini.

    Comment by S.Just — 12/5/2007 #

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