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	<title>Comments on: Martiri del lavoro</title>
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	<pubDate>Tue, 02 Dec 2008 22:57:52 +0000</pubDate>
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		<title>By: Morgana</title>
		<link>http://www.vivereacomo.com/2007/12/07/3415/#comment-146943</link>
		<dc:creator>Morgana</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 23 Feb 2008 17:24:26 +0000</pubDate>
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		<description>Torino - La Procura di Torino ha chiuso l'indagine sul rogo della Thyssenkrupp del 6 dicembre scorso costato la vita a sette operai. Il reato più grave, contestato al solo Harald Espenhahn, amministratore delegato del gruppo italiano, è l' omicidio volontario con dolo eventuale e l' incendio con dolo eventuale. Per gli altri, a seconda delle condotte, si ipotizza l' omicidio colposo e l' incendio colposo con colpa cosciente e l' omissione volontaria di cautele contro gli incidenti. 

Oltre all'amministratore delegato Espenhahm, il provvedimento depositato dalla Procura riguarda i consiglieri delegati Marco Cucci e Gerald Priegnitz, un responsabile in servizio alla sede di Terni della multinazionale, Daniele Moroni, il direttore dello stabilimento di Torino Giuseppe Salerno, il responsabile del servizio prevenzione protezione ai rischi sul lavoro Cosimo Cafueri. La ThyssenKrupp è inoltre chiamata in causa come persona giuridica. L'indagine è durata in tutto due mesi e 19 giorni e ha portato gli inquirenti a raccogliere oltre 200 mila pagine di documenti, racchiusi in 170 faldoni. 

Per l'omicidio volontario due elementi L' accusa di omicidio volontario si basa su due elementi. L' amministratore delegato Harald Espenhanh ha posticipato dal 2006-2007 al 2007-2008 gli investimenti per il miglioramento dei sistemi antincendio dello stabilimento di Torino, pur sapendo che a quella data la sede sarebbe stata chiusa. Il secondo punto riguarda l' adeguamento della linea 5, quella dove si verificò il disastro: anche in questo caso, nonostante le indicazioni tecniche fornite da un gruppo di studio interno all 'azienda e anche da una compagnia assicuratrice, e' stato deciso di dotarla di impianti di rivelazione incendi e di spegnimento all' epoca successiva al trasferimento a Terni, nonostante gli impianti fossero in piena attività. 

Un incendio in Germania nel 2006 La chiave di volta individuata dagli inquirenti per contestare il dolo è un incendio avvenuto il 22 giugno 2006 in una delle sedi in Germania della multinazionale, la Thyssenkrupp Nirosta: un incendio così grave che, come si osservava in un rapporto interno, "solo per miracolo non c' erano stati né morti né feriti". In seguito all' incidente le assicurazioni imposero una franchigia specifica di 100 milioni di euro invece dei 30 previsti fino a quel momento, e in diverse sedi del gruppo si resero necessari numerosi interventi di adeguamento degli standard di sicurezza. A Torino però, secondo i magistrati,non vennero prese iniziative, in quanto già dal 2005 si era previsto di trasferire gli impianti a Terni: un trasloco che fu ritardato, fra le altre cose, anche per evitare problemi di immagine, in quanto nel 2006 il capoluogo piemontese avrebbe ospitato le Olimpiadi invernali e sarebbe stata al centro dell' attenzione mondiale.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Torino - La Procura di Torino ha chiuso l&#8217;indagine sul rogo della Thyssenkrupp del 6 dicembre scorso costato la vita a sette operai. Il reato più grave, contestato al solo Harald Espenhahn, amministratore delegato del gruppo italiano, è l&#8217; omicidio volontario con dolo eventuale e l&#8217; incendio con dolo eventuale. Per gli altri, a seconda delle condotte, si ipotizza l&#8217; omicidio colposo e l&#8217; incendio colposo con colpa cosciente e l&#8217; omissione volontaria di cautele contro gli incidenti. </p>
<p>Oltre all&#8217;amministratore delegato Espenhahm, il provvedimento depositato dalla Procura riguarda i consiglieri delegati Marco Cucci e Gerald Priegnitz, un responsabile in servizio alla sede di Terni della multinazionale, Daniele Moroni, il direttore dello stabilimento di Torino Giuseppe Salerno, il responsabile del servizio prevenzione protezione ai rischi sul lavoro Cosimo Cafueri. La ThyssenKrupp è inoltre chiamata in causa come persona giuridica. L&#8217;indagine è durata in tutto due mesi e 19 giorni e ha portato gli inquirenti a raccogliere oltre 200 mila pagine di documenti, racchiusi in 170 faldoni. </p>
<p>Per l&#8217;omicidio volontario due elementi L&#8217; accusa di omicidio volontario si basa su due elementi. L&#8217; amministratore delegato Harald Espenhanh ha posticipato dal 2006-2007 al 2007-2008 gli investimenti per il miglioramento dei sistemi antincendio dello stabilimento di Torino, pur sapendo che a quella data la sede sarebbe stata chiusa. Il secondo punto riguarda l&#8217; adeguamento della linea 5, quella dove si verificò il disastro: anche in questo caso, nonostante le indicazioni tecniche fornite da un gruppo di studio interno all &#8216;azienda e anche da una compagnia assicuratrice, e&#8217; stato deciso di dotarla di impianti di rivelazione incendi e di spegnimento all&#8217; epoca successiva al trasferimento a Terni, nonostante gli impianti fossero in piena attività. </p>
<p>Un incendio in Germania nel 2006 La chiave di volta individuata dagli inquirenti per contestare il dolo è un incendio avvenuto il 22 giugno 2006 in una delle sedi in Germania della multinazionale, la Thyssenkrupp Nirosta: un incendio così grave che, come si osservava in un rapporto interno, &#8220;solo per miracolo non c&#8217; erano stati né morti né feriti&#8221;. In seguito all&#8217; incidente le assicurazioni imposero una franchigia specifica di 100 milioni di euro invece dei 30 previsti fino a quel momento, e in diverse sedi del gruppo si resero necessari numerosi interventi di adeguamento degli standard di sicurezza. A Torino però, secondo i magistrati,non vennero prese iniziative, in quanto già dal 2005 si era previsto di trasferire gli impianti a Terni: un trasloco che fu ritardato, fra le altre cose, anche per evitare problemi di immagine, in quanto nel 2006 il capoluogo piemontese avrebbe ospitato le Olimpiadi invernali e sarebbe stata al centro dell&#8217; attenzione mondiale.</p>
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		<title>By: Morgana</title>
		<link>http://www.vivereacomo.com/2007/12/07/3415/#comment-137440</link>
		<dc:creator>Morgana</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 23 Dec 2007 13:30:10 +0000</pubDate>
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		<description>THYSSENKRUPP, PRODI E POLETTO: MAI PIU' QUESTE MORTI 
 Mai piÃ¹ incidenti sul lavoro, mai piÃ¹ operai morti come quelli della ThyssenKrupp di Torino. Lo ha chiesto stamattina l'arcivescovo di Torino, cardinale Severino Poletto, ai funerali di Rosario RodinÃ². E lo ha promesso il presidente del Consiglio, Romano Prodi, abbracciando Giovanni, il papÃ  della sesta vittima dell'incendio, 26 anni appena, mentre fuori dalla chiesa i suoi compagni di lavoro invocavano "giustizia" per i compagni morti. 

Il capo del governo, assente alle esequie delle altre vittime perchÃ© impegnato all'estero, ha modificato la sua agenda per essere presente, con la moglie Flavia, nella chiesa Maria Regina delle Missioni. "Era mio dovere", ha sottolineato prima di immergersi in mezzo alla folla che ha partecipato al funerale. "Non bisogna essere vicini ai familiari solo nei momenti drammatici, ma anche dopo", ha poi spiegato il premier alla delegazione della ThyssenKrupp che ha partecipato ai funerali. "Mi hanno fatto le condoglianze e li ho ringraziati - ha riferito - rispondendo perÃ² che anche loro devono farsi carico di quello che Ã¨ successo". 

Intorno al premier e ai rappresentanti delle istituzioni locali - la presidente della Regione Piemonte, Mercedes Bresso, quello del Consiglio regionale e della Provincia di Torino, Davide Gariglio e Antonio Saitta, e il sindaco Sergio Chiamparino - il dolore dei parenti e degli amici di Saro, come lo chiamavano, si Ã¨ sciolto in un pianto continuo. "Dio Ã¨ vicino al vostro dolore", ha provato a consolarli nel corso dell'omelia il cardinale Poletto, alimentando "la speranza che la societÃ  migliori e che non si debba piÃ¹ piangere morti come questa". Non un sacrificio qualsiasi, perchÃ© la morte di un giovane "che non ha paura di lavorare di notte per guadagnarsi il pane e che a 26 anni non rinuncia a fare dei sacrifici per darsi prospettive future - ha affermato l'arcivescovo - Ã¨ l'esempio che la nostra societÃ  non Ã¨ marcia". Lo sanno bene i colleghi di lavoro di Rosario, stretti attorno alla sua bara con sopra la maglia di Del Piero autografata da tutti i giocatori della Juventus, che al termine della Messa hanno fatto risuonare in sottofondo le note dell'Infinito dei Negramaro. 

Il presidente Prodi ha abbracciato la madre della vittima, Graziella, poi ha stretto a sÃ© il padre, anche lui operaio alla Thyssen per 33 anni prima di lasciare il posto al figlio. "E' colpa mia, Ã¨ colpa mia", ha ripetuto nell'orecchio di Prodi, come se cedendo il posto in fabbrica al figlio avesse firmato la sua condanna a morte. Poi si Ã¨ staccato di colpo e lo ha fissato dritto negli occhi: "Presidente, me lo prometta, mi prometta che cose cosÃ¬ non capiteranno mai piÃ¹. Guariniello deve andare fino in fondo". La risposta sicura di Prodi non si Ã© fatta attendere: "Prometto, prometto", gli ha detto. La promessa non Ã¨ perÃ² giunta alla folla, che fuori dalla chiesa ha riversato sul presidente del Consiglio tutto il suo dolore. "Non Ã¨ accettabile perdere un figlio cosÃ¬, ce l'hanno ammazzato, bruciato vivo come un pollo", gli ha urlato Nino Santino, il padre di Bruno, un'altra delle vittime della Thyssen. E mentre Prodi si dirigeva verso l'auto, qualcuno ha ceduto ai malumori di queste settimane di dolore: "Bel regalo di Natale ci avete fatto", ha gridato uno, mentre un'altro ha sfogato la rabbia per la tragedia con un "vai a casa".

IL 27 INCONTRO AZIENDA-SINDACATI - GiovedÃ¬ prossimo, 27 dicembre, Ã¨ stata convocata una riunione tra i rappresentanti del vertice aziendale della ThyssenKrupp e i sindacati. Nell'incontro dovrebbe essere definita la posizione (e il pagamento degli stipendi) dei 150 lavoratori attualmente in organico nello stabilimento torinese la cui attivitÃ  Ã¨ bloccata dalla notte tra il 5 e il 6 dicembre, quando si Ã¨ verificato il rogo che ha causato sei vittime. Oggi i vertici dell'azienda, a Torino, hanno incontrato il presidente del Consiglio Romano Prodi, "ribadendo tutto l'impegno dell'azienda nel supportare le famiglie delle vittime e del ferito, assicurando loro tutto il supporto umano e finanziario necessario". Il 28 dicembre si dovrebbe invece tenere, a Torino, una fiaccolata organizzata dai sindacati, con partenza dal Lingotto ed arrivo nei pressi dell'ospedale Cto, dove Ã¨ ricoverato l'unico superstite dell'incendio, Giuseppe Demasi, 26 anni.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>THYSSENKRUPP, PRODI E POLETTO: MAI PIU&#8217; QUESTE MORTI<br />
 Mai piÃ¹ incidenti sul lavoro, mai piÃ¹ operai morti come quelli della ThyssenKrupp di Torino. Lo ha chiesto stamattina l&#8217;arcivescovo di Torino, cardinale Severino Poletto, ai funerali di Rosario RodinÃ². E lo ha promesso il presidente del Consiglio, Romano Prodi, abbracciando Giovanni, il papÃ  della sesta vittima dell&#8217;incendio, 26 anni appena, mentre fuori dalla chiesa i suoi compagni di lavoro invocavano &#8220;giustizia&#8221; per i compagni morti. </p>
<p>Il capo del governo, assente alle esequie delle altre vittime perchÃ© impegnato all&#8217;estero, ha modificato la sua agenda per essere presente, con la moglie Flavia, nella chiesa Maria Regina delle Missioni. &#8220;Era mio dovere&#8221;, ha sottolineato prima di immergersi in mezzo alla folla che ha partecipato al funerale. &#8220;Non bisogna essere vicini ai familiari solo nei momenti drammatici, ma anche dopo&#8221;, ha poi spiegato il premier alla delegazione della ThyssenKrupp che ha partecipato ai funerali. &#8220;Mi hanno fatto le condoglianze e li ho ringraziati - ha riferito - rispondendo perÃ² che anche loro devono farsi carico di quello che Ã¨ successo&#8221;. </p>
<p>Intorno al premier e ai rappresentanti delle istituzioni locali - la presidente della Regione Piemonte, Mercedes Bresso, quello del Consiglio regionale e della Provincia di Torino, Davide Gariglio e Antonio Saitta, e il sindaco Sergio Chiamparino - il dolore dei parenti e degli amici di Saro, come lo chiamavano, si Ã¨ sciolto in un pianto continuo. &#8220;Dio Ã¨ vicino al vostro dolore&#8221;, ha provato a consolarli nel corso dell&#8217;omelia il cardinale Poletto, alimentando &#8220;la speranza che la societÃ  migliori e che non si debba piÃ¹ piangere morti come questa&#8221;. Non un sacrificio qualsiasi, perchÃ© la morte di un giovane &#8220;che non ha paura di lavorare di notte per guadagnarsi il pane e che a 26 anni non rinuncia a fare dei sacrifici per darsi prospettive future - ha affermato l&#8217;arcivescovo - Ã¨ l&#8217;esempio che la nostra societÃ  non Ã¨ marcia&#8221;. Lo sanno bene i colleghi di lavoro di Rosario, stretti attorno alla sua bara con sopra la maglia di Del Piero autografata da tutti i giocatori della Juventus, che al termine della Messa hanno fatto risuonare in sottofondo le note dell&#8217;Infinito dei Negramaro. </p>
<p>Il presidente Prodi ha abbracciato la madre della vittima, Graziella, poi ha stretto a sÃ© il padre, anche lui operaio alla Thyssen per 33 anni prima di lasciare il posto al figlio. &#8220;E&#8217; colpa mia, Ã¨ colpa mia&#8221;, ha ripetuto nell&#8217;orecchio di Prodi, come se cedendo il posto in fabbrica al figlio avesse firmato la sua condanna a morte. Poi si Ã¨ staccato di colpo e lo ha fissato dritto negli occhi: &#8220;Presidente, me lo prometta, mi prometta che cose cosÃ¬ non capiteranno mai piÃ¹. Guariniello deve andare fino in fondo&#8221;. La risposta sicura di Prodi non si Ã© fatta attendere: &#8220;Prometto, prometto&#8221;, gli ha detto. La promessa non Ã¨ perÃ² giunta alla folla, che fuori dalla chiesa ha riversato sul presidente del Consiglio tutto il suo dolore. &#8220;Non Ã¨ accettabile perdere un figlio cosÃ¬, ce l&#8217;hanno ammazzato, bruciato vivo come un pollo&#8221;, gli ha urlato Nino Santino, il padre di Bruno, un&#8217;altra delle vittime della Thyssen. E mentre Prodi si dirigeva verso l&#8217;auto, qualcuno ha ceduto ai malumori di queste settimane di dolore: &#8220;Bel regalo di Natale ci avete fatto&#8221;, ha gridato uno, mentre un&#8217;altro ha sfogato la rabbia per la tragedia con un &#8220;vai a casa&#8221;.</p>
<p>IL 27 INCONTRO AZIENDA-SINDACATI - GiovedÃ¬ prossimo, 27 dicembre, Ã¨ stata convocata una riunione tra i rappresentanti del vertice aziendale della ThyssenKrupp e i sindacati. Nell&#8217;incontro dovrebbe essere definita la posizione (e il pagamento degli stipendi) dei 150 lavoratori attualmente in organico nello stabilimento torinese la cui attivitÃ  Ã¨ bloccata dalla notte tra il 5 e il 6 dicembre, quando si Ã¨ verificato il rogo che ha causato sei vittime. Oggi i vertici dell&#8217;azienda, a Torino, hanno incontrato il presidente del Consiglio Romano Prodi, &#8220;ribadendo tutto l&#8217;impegno dell&#8217;azienda nel supportare le famiglie delle vittime e del ferito, assicurando loro tutto il supporto umano e finanziario necessario&#8221;. Il 28 dicembre si dovrebbe invece tenere, a Torino, una fiaccolata organizzata dai sindacati, con partenza dal Lingotto ed arrivo nei pressi dell&#8217;ospedale Cto, dove Ã¨ ricoverato l&#8217;unico superstite dell&#8217;incendio, Giuseppe Demasi, 26 anni.</p>
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		<title>By: Morgana</title>
		<link>http://www.vivereacomo.com/2007/12/07/3415/#comment-136459</link>
		<dc:creator>Morgana</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 Dec 2007 12:58:58 +0000</pubDate>
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		<description>Prodi dÃ  l'addio a Rosario, sesta vittima della Thyssen



Giovanni RodinÃ², padre di RosarioAncora lacrime per l'incendio delle acciaierie ThyssenKrupp di Torino. Questa volta sono per il funerale di Rosario RodinÃ², 26 anni, la sesta vittima del tragico incidente. Nella parrocchia Regina della Pace, insieme ai famigliari e ai colleghi, a dare l'addio all'ennesimo morto sul lavoro ci sono il premier Prodi, che Ã¨ volato a Torino con la moglie Flavia, il sindaco Sergio Chiamparino e la presidente della Regione Piemonte Mercedes Bresso.

Â«Presidente, vogliamo giustiziaÂ»: cosÃ¬ gli operai della Thyssen hanno accolto il premier al suo arrivo in chiesa. Â«Credo che fosse mio dovere venire a Torino. Ho saputo ieri sera tardi che c'erano i funerali â€“ ha detto â€“ e ho deciso di venireÂ». I genitori di Rosario lo hanno ringraziato, e il padre ha aggiunto: Â«Mi deve giurare che cose cosÃ¬ non succederanno mai piÃ¹ a nessuno, che Guariniello - il procuratore aggiunto di Torino che indaga sull'incidente, ndr - andrÃ  fino in fondoÂ». Â«Prometto, promettoÂ», gli ha risposto a bassa voce, stringendolo in un lungo abbraccio.

Prodi ha voluto far sentire lâ€™impegno del governo nella tutela della sicurezza sui luoghi di lavoro: Â«Questa volta - ha spiegato il premier - Ã¨ un discorso di ispezioni, organizzazione delle procedure, di unificare le varie strutture di ispezioni e di coordinarle fra di loro, fare in modo che nei lavori che hanno problemi di sicurezza elevati non ci vadano i precari o le persone che non hanno la conoscenza. Gli esperti â€“ ha aggiunto â€“ mi dicono che si fa un corso di formazione e che un mese dopo ci sono persone diverse al lavoro. Non Ã¨ possibile usare la sicurezza cosÃ¬, ci vuole molta coscienza da parte dei capi reparto e un grande lavoro collettivo da fare. Tutti devono avere senso di responsabilitÃ , dal tecnico piÃ¹ alto all'ultimo lavoratore, perchÃ© la sicurezza â€“ ha concluso â€“ Ã¨ un bene di tutti, non individualeÂ».

L'impegno ora serve anche per garantire un lavoro ai cassa-integrati della Thyssen che, come giÃ  previsto, chiuderÃ  presto lo stabilimento di Torino. Il presidente del Consiglio, Romano Prodi, ha assicurato che Â«ci sarÃ  un tavolo per ricollocarli: in una cittÃ  come Torino non deve essere difficileÂ». Conferma Gaspare Tre Re, un operaio della Thyssen con cui Prodi ha avuto uno scambio di battute: Â«Mi ha detto che si impegnerÃ  a sistemarciÂ». Gaspare la notte del 6 dicembre era al lavoro: Â«Ero lÃ¬ - ha ricordato - i miei compagni ustionati mi dicevano di buttare loro addosso dell' acqua, ma c' era un buco nell' idrante. Da allora la mia vita Ã¨ cambiata, non riesco neppure piÃ¹ a dormire la notte. Ho paura - conclude - in quella fabbrica non ci voglio piÃ¹ entrareÂ». 

Prima dellâ€™inizio della cerimonia, il premier ha scambiato qualche frase anche con i vertici della ThyssenKrupp, anche loro presenti al funerale. Â«I vertici della Thyssen - ha raccontato piÃ¹ tardi il premier - mi hanno fatto le condoglianze, li ho ringraziati, ma ho detto anche loro che devono farsi carico di quello che Ã¨ successo, non soltanto ora, ma anche in futuroÂ». Lâ€™azienda tedesca ha inviato anche una corona di fiori bianchi: gli amici della vittima hanno preteso che fosse spostata in una zona piÃ¹ defilata all'esterno della chiesa.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Prodi dÃ  l&#8217;addio a Rosario, sesta vittima della Thyssen</p>
<p>Giovanni RodinÃ², padre di RosarioAncora lacrime per l&#8217;incendio delle acciaierie ThyssenKrupp di Torino. Questa volta sono per il funerale di Rosario RodinÃ², 26 anni, la sesta vittima del tragico incidente. Nella parrocchia Regina della Pace, insieme ai famigliari e ai colleghi, a dare l&#8217;addio all&#8217;ennesimo morto sul lavoro ci sono il premier Prodi, che Ã¨ volato a Torino con la moglie Flavia, il sindaco Sergio Chiamparino e la presidente della Regione Piemonte Mercedes Bresso.</p>
<p>Â«Presidente, vogliamo giustiziaÂ»: cosÃ¬ gli operai della Thyssen hanno accolto il premier al suo arrivo in chiesa. Â«Credo che fosse mio dovere venire a Torino. Ho saputo ieri sera tardi che c&#8217;erano i funerali â€“ ha detto â€“ e ho deciso di venireÂ». I genitori di Rosario lo hanno ringraziato, e il padre ha aggiunto: Â«Mi deve giurare che cose cosÃ¬ non succederanno mai piÃ¹ a nessuno, che Guariniello - il procuratore aggiunto di Torino che indaga sull&#8217;incidente, ndr - andrÃ  fino in fondoÂ». Â«Prometto, promettoÂ», gli ha risposto a bassa voce, stringendolo in un lungo abbraccio.</p>
<p>Prodi ha voluto far sentire lâ€™impegno del governo nella tutela della sicurezza sui luoghi di lavoro: Â«Questa volta - ha spiegato il premier - Ã¨ un discorso di ispezioni, organizzazione delle procedure, di unificare le varie strutture di ispezioni e di coordinarle fra di loro, fare in modo che nei lavori che hanno problemi di sicurezza elevati non ci vadano i precari o le persone che non hanno la conoscenza. Gli esperti â€“ ha aggiunto â€“ mi dicono che si fa un corso di formazione e che un mese dopo ci sono persone diverse al lavoro. Non Ã¨ possibile usare la sicurezza cosÃ¬, ci vuole molta coscienza da parte dei capi reparto e un grande lavoro collettivo da fare. Tutti devono avere senso di responsabilitÃ , dal tecnico piÃ¹ alto all&#8217;ultimo lavoratore, perchÃ© la sicurezza â€“ ha concluso â€“ Ã¨ un bene di tutti, non individualeÂ».</p>
<p>L&#8217;impegno ora serve anche per garantire un lavoro ai cassa-integrati della Thyssen che, come giÃ  previsto, chiuderÃ  presto lo stabilimento di Torino. Il presidente del Consiglio, Romano Prodi, ha assicurato che Â«ci sarÃ  un tavolo per ricollocarli: in una cittÃ  come Torino non deve essere difficileÂ». Conferma Gaspare Tre Re, un operaio della Thyssen con cui Prodi ha avuto uno scambio di battute: Â«Mi ha detto che si impegnerÃ  a sistemarciÂ». Gaspare la notte del 6 dicembre era al lavoro: Â«Ero lÃ¬ - ha ricordato - i miei compagni ustionati mi dicevano di buttare loro addosso dell&#8217; acqua, ma c&#8217; era un buco nell&#8217; idrante. Da allora la mia vita Ã¨ cambiata, non riesco neppure piÃ¹ a dormire la notte. Ho paura - conclude - in quella fabbrica non ci voglio piÃ¹ entrareÂ». </p>
<p>Prima dellâ€™inizio della cerimonia, il premier ha scambiato qualche frase anche con i vertici della ThyssenKrupp, anche loro presenti al funerale. Â«I vertici della Thyssen - ha raccontato piÃ¹ tardi il premier - mi hanno fatto le condoglianze, li ho ringraziati, ma ho detto anche loro che devono farsi carico di quello che Ã¨ successo, non soltanto ora, ma anche in futuroÂ». Lâ€™azienda tedesca ha inviato anche una corona di fiori bianchi: gli amici della vittima hanno preteso che fosse spostata in una zona piÃ¹ defilata all&#8217;esterno della chiesa.</p>
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		<title>By: sveta</title>
		<link>http://www.vivereacomo.com/2007/12/07/3415/#comment-135554</link>
		<dc:creator>sveta</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Dec 2007 17:52:45 +0000</pubDate>
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		<description>E' bello vedere che chi puÃ² fa qualcosa. Peccato che queste possano essere solo azioni a posteriori - intendo aiutare economicamente le famiglie che hanno subito una perdita cosÃ¬ grave - mentre chi potrebbe prevedere e provvedere in anticipo spesso non fa nulla.
Qui si vede la differenza di sensibilitÃ .</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; bello vedere che chi puÃ² fa qualcosa. Peccato che queste possano essere solo azioni a posteriori - intendo aiutare economicamente le famiglie che hanno subito una perdita cosÃ¬ grave - mentre chi potrebbe prevedere e provvedere in anticipo spesso non fa nulla.<br />
Qui si vede la differenza di sensibilitÃ .</p>
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		<title>By: breva</title>
		<link>http://www.vivereacomo.com/2007/12/07/3415/#comment-135378</link>
		<dc:creator>breva</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Dec 2007 15:21:12 +0000</pubDate>
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		<description>http://tv.repubblica.it/home_page.php?playmode=player&#38;cont_id=15490&#38;showtab=Copertina</description>
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	<item>
		<title>By: Morgana</title>
		<link>http://www.vivereacomo.com/2007/12/07/3415/#comment-134828</link>
		<dc:creator>Morgana</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Dec 2007 21:16:40 +0000</pubDate>
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		<description>Ho ripreso testi in web...per segnare un passaggio...

Passaggio?? GiÃ ...dalla insensibilitÃ  verso il mondo Operaio...alla consapevolezza di aver toccato il fondo...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ho ripreso testi in web&#8230;per segnare un passaggio&#8230;</p>
<p>Passaggio?? GiÃ &#8230;dalla insensibilitÃ  verso il mondo Operaio&#8230;alla consapevolezza di aver toccato il fondo&#8230;</p>
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		<title>By: sveta</title>
		<link>http://www.vivereacomo.com/2007/12/07/3415/#comment-134770</link>
		<dc:creator>sveta</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Dec 2007 20:31:52 +0000</pubDate>
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		<description>@ 15

Da giorni leggo gli scritti di Morgana su questo post, con grande rispetto e con grande commozione. CosÃ¬ come leggo dalle sue parole la situazione del Bennet, anche se da me piuttosto lontana.
Il tuo commento un pÃ² idiota mi era sfuggito, l'ho visto adesso mentre cercavo il parere di Morgana all'ultima tragedia.
Mi chiedo come tu, chiunque tu sia, ti permetta di giudicare il grado di partecipazione -esteriore o intima - degli altri appartenenti a questo mondo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ 15</p>
<p>Da giorni leggo gli scritti di Morgana su questo post, con grande rispetto e con grande commozione. CosÃ¬ come leggo dalle sue parole la situazione del Bennet, anche se da me piuttosto lontana.<br />
Il tuo commento un pÃ² idiota mi era sfuggito, l&#8217;ho visto adesso mentre cercavo il parere di Morgana all&#8217;ultima tragedia.<br />
Mi chiedo come tu, chiunque tu sia, ti permetta di giudicare il grado di partecipazione -esteriore o intima - degli altri appartenenti a questo mondo.</p>
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		<title>By: breva</title>
		<link>http://www.vivereacomo.com/2007/12/07/3415/#comment-134427</link>
		<dc:creator>breva</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Dec 2007 12:35:25 +0000</pubDate>
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		<description>@15
Troll complimenti per il superbo pensiero,  il contenuto (hai fatto copia-incolla da l'intrepido?), la corretta punteggiatura e la freschezza dell'idea.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@15<br />
Troll complimenti per il superbo pensiero,  il contenuto (hai fatto copia-incolla da l&#8217;intrepido?), la corretta punteggiatura e la freschezza dell&#8217;idea.</p>
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	</item>
	<item>
		<title>By: Morgana</title>
		<link>http://www.vivereacomo.com/2007/12/07/3415/#comment-134422</link>
		<dc:creator>Morgana</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Dec 2007 12:18:20 +0000</pubDate>
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		<description>15 Anonymous...

Sai...a me frega parecchio del mondo operaio...
Non ti preoccupare...
Grazie...

Rogo alla Thyssen Krupp, muore anche il sesto operaio
Il vescovo di Torino: serve un sussulto


E sono sei. Non ce l'ha fatta nemmeno Rosario RodinÃ², l'operaio di 26 anni rimasto gravemente ferito nell'incendio scoppiato all'acciaieria ThyssenKrupp di Torino e ricoverato presso il reparto grandi ustionati dell'ospedale Villa Scassi di Genova Sampierdarena. La direzione sanitaria del nosocomio ha fatto sapere che lÂ´operaio Ã¨ morto nelle prime ore del mattino. 

Il giovane era stato investito da un'ondata di olio e fiamme provocata dalla rottura di un manicotto e aveva ustioni di terzo grado sul 90% del corpo. Subito ricoverato al Mauriziano di Torino, era poi stato trasferito in elicottero all'ospedale Villa Scassi di Genova-Sampierdarena. Qui era arrivato alle 12 del 6 dicembre, in condizioni disperate. Intorno alle 8.45, la morte, avvenuta per esaurimento delle funzioni vitali. Il metabolismo, sostenuto farmacologicamente per 13 giorni, alla fine non ha retto. 

Sale cosÃ¬ a sei il numero delle vittime del rogo della ThyssenKrupp di Torino. A Torino, nella chiesa di San Giovanni Maria Vianney, si sono celebrati i funerali di Rocco Marzo, 54 anni, il quinto operaio deceduto domenica. A celebrarli, il vescovo di Torino, il cardinale Severino Poletto: Â«Mi auguravo di concludere con le esequie in cattedrale la tragedia della Thyssen ed, invece, continua e ci prepariamo a fare un'altra sepolturaÂ». Â«Vorrei - ha detto il cardinale Poletto rivolgendosi alla vedova di Rocco Marzo Rosetta ed ai figli Alessandro e Marina - che si sentisse la vicinanza della cittÃ  che soffre, di un vescovo che soffre e che vorrebbe mai presiedere funerali come questiÂ». Non sono mancati, prima dell'inizio del funerale, anche momenti di tensione. Ciro Argentino, sindacalista della Fiom e compagno di lavoro delle vittime, ha stracciato il nastro che cingeva la corona inviata dall'azienda e ha urlato ai dirigenti che entravano in chiesa (c'era anche l'amministratore delegato, Harald Espenhahn): Â«Avete le mani sporche di sangueÂ». 

Â«Ãˆ il sesto operaio morto per il gravissimo incidente alla ThyssenKrupp - dice la senatrice Manuela Palermi, capogruppo Verdi-Pdci a Palazzo Madama -, mentre poche ore prima anche davanti alla Commissione Infortuni del Senato i vertici dell'Azienda hanno cercato di scrollarsi di dosso ogni responsabilitÃ . Ãˆ una vergogna alla quale non possiamo assistere in silenzioÂ». Â«Le aziende, grandi e piccole, Ã¨ ora che comincino a rispettare le leggi sulla sicurezza nei luoghi di lavoro ed a pagare se non lo fanno. Ãˆ ora che i lavoratori non si debbano piÃ¹ sentire sotto il ricatto di essere licenziati o di non vedersi rinnovato il contratto. Ãˆ ora che tutti noi facciamo la nostra parte per fermare l'emergenza nazionale degli omicidi sul lavoroÂ». 

Nei confronti dei dirigenti della multinazionale tedesca ThyssenKrupp pende un procedimento penale al Tribunale di Torino per l'incendio che nel marzo del 2002 devastÃ² una parte dello stabilimento di Torino della Acciai Speciali Terni, lo stesso dove mercoledÃ¬ notte Ã¨ morto un operaio ed altri nove sono rimasti feriti. Dopo la sentenza di primo grado, con tre condanne e due patteggiamenti nel maggio del 2004, il procedimento Ã¨ infatti fermo in Corte d'Appello dal 2005 in attesa che venga definito il dibattimento di secondo grado. Il rischio, sostengono in Procura, Ã¨ che i reati possano andare in prescrizione. Il ministro Damiano, in visita a Torino si Ã¨ detto stupito del fatto che l'incidente sia avvenuto in Â«una grande impresa, sindacalizzata: un tipo di impresa in cui queste cose non dovrebbero accadereÂ». E ha assicurato ai lavoratori che alle acciaierie Â«si tornerÃ  al lavoro solo dopo che tutto lo stabilimento sarÃ  stato sottoposto a verifiche di sicurezzaÂ». 

La pena piÃ¹ elevata, otto mesi di carcere, fu inflitta a Giovanni Vespasiani, presidente del comitato esecutivo; le altre condanne, di entitÃ  inferiore, riguardarono altri quattro dirigenti. La sentenza era stata emessa dalla gup Immacolata Iadeluca al termine di un rito abbreviato. L'accusa in aula era stata sostenuta dal pm Francesca Traverso, mentre le indagini furono coordinate dal procuratore Raffaele Guariniello. Il rogo si scatenÃ² nel reparto di laminazione la mattina del 24 marzo. Per domarlo i vigili del fuoco dovettero lavorare oltre quaranta ore, Â«sparandoÂ» 20 mila litri di schiuma e 50 mila litri di azoto liquido. Il pm affermÃ² che alla Â«TerniÂ» non furono prese adeguate misure precauzionali. Durante le indagini fu anche vagliata la condotta del presidente del consiglio di amministrazione della Thissenkrupp, Helmut Adris, contro il quale, perÃ² non si Ã¨ proceduto.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>15 Anonymous&#8230;</p>
<p>Sai&#8230;a me frega parecchio del mondo operaio&#8230;<br />
Non ti preoccupare&#8230;<br />
Grazie&#8230;</p>
<p>Rogo alla Thyssen Krupp, muore anche il sesto operaio<br />
Il vescovo di Torino: serve un sussulto</p>
<p>E sono sei. Non ce l&#8217;ha fatta nemmeno Rosario RodinÃ², l&#8217;operaio di 26 anni rimasto gravemente ferito nell&#8217;incendio scoppiato all&#8217;acciaieria ThyssenKrupp di Torino e ricoverato presso il reparto grandi ustionati dell&#8217;ospedale Villa Scassi di Genova Sampierdarena. La direzione sanitaria del nosocomio ha fatto sapere che lÂ´operaio Ã¨ morto nelle prime ore del mattino. </p>
<p>Il giovane era stato investito da un&#8217;ondata di olio e fiamme provocata dalla rottura di un manicotto e aveva ustioni di terzo grado sul 90% del corpo. Subito ricoverato al Mauriziano di Torino, era poi stato trasferito in elicottero all&#8217;ospedale Villa Scassi di Genova-Sampierdarena. Qui era arrivato alle 12 del 6 dicembre, in condizioni disperate. Intorno alle 8.45, la morte, avvenuta per esaurimento delle funzioni vitali. Il metabolismo, sostenuto farmacologicamente per 13 giorni, alla fine non ha retto. </p>
<p>Sale cosÃ¬ a sei il numero delle vittime del rogo della ThyssenKrupp di Torino. A Torino, nella chiesa di San Giovanni Maria Vianney, si sono celebrati i funerali di Rocco Marzo, 54 anni, il quinto operaio deceduto domenica. A celebrarli, il vescovo di Torino, il cardinale Severino Poletto: Â«Mi auguravo di concludere con le esequie in cattedrale la tragedia della Thyssen ed, invece, continua e ci prepariamo a fare un&#8217;altra sepolturaÂ». Â«Vorrei - ha detto il cardinale Poletto rivolgendosi alla vedova di Rocco Marzo Rosetta ed ai figli Alessandro e Marina - che si sentisse la vicinanza della cittÃ  che soffre, di un vescovo che soffre e che vorrebbe mai presiedere funerali come questiÂ». Non sono mancati, prima dell&#8217;inizio del funerale, anche momenti di tensione. Ciro Argentino, sindacalista della Fiom e compagno di lavoro delle vittime, ha stracciato il nastro che cingeva la corona inviata dall&#8217;azienda e ha urlato ai dirigenti che entravano in chiesa (c&#8217;era anche l&#8217;amministratore delegato, Harald Espenhahn): Â«Avete le mani sporche di sangueÂ». </p>
<p>Â«Ãˆ il sesto operaio morto per il gravissimo incidente alla ThyssenKrupp - dice la senatrice Manuela Palermi, capogruppo Verdi-Pdci a Palazzo Madama -, mentre poche ore prima anche davanti alla Commissione Infortuni del Senato i vertici dell&#8217;Azienda hanno cercato di scrollarsi di dosso ogni responsabilitÃ . Ãˆ una vergogna alla quale non possiamo assistere in silenzioÂ». Â«Le aziende, grandi e piccole, Ã¨ ora che comincino a rispettare le leggi sulla sicurezza nei luoghi di lavoro ed a pagare se non lo fanno. Ãˆ ora che i lavoratori non si debbano piÃ¹ sentire sotto il ricatto di essere licenziati o di non vedersi rinnovato il contratto. Ãˆ ora che tutti noi facciamo la nostra parte per fermare l&#8217;emergenza nazionale degli omicidi sul lavoroÂ». </p>
<p>Nei confronti dei dirigenti della multinazionale tedesca ThyssenKrupp pende un procedimento penale al Tribunale di Torino per l&#8217;incendio che nel marzo del 2002 devastÃ² una parte dello stabilimento di Torino della Acciai Speciali Terni, lo stesso dove mercoledÃ¬ notte Ã¨ morto un operaio ed altri nove sono rimasti feriti. Dopo la sentenza di primo grado, con tre condanne e due patteggiamenti nel maggio del 2004, il procedimento Ã¨ infatti fermo in Corte d&#8217;Appello dal 2005 in attesa che venga definito il dibattimento di secondo grado. Il rischio, sostengono in Procura, Ã¨ che i reati possano andare in prescrizione. Il ministro Damiano, in visita a Torino si Ã¨ detto stupito del fatto che l&#8217;incidente sia avvenuto in Â«una grande impresa, sindacalizzata: un tipo di impresa in cui queste cose non dovrebbero accadereÂ». E ha assicurato ai lavoratori che alle acciaierie Â«si tornerÃ  al lavoro solo dopo che tutto lo stabilimento sarÃ  stato sottoposto a verifiche di sicurezzaÂ». </p>
<p>La pena piÃ¹ elevata, otto mesi di carcere, fu inflitta a Giovanni Vespasiani, presidente del comitato esecutivo; le altre condanne, di entitÃ  inferiore, riguardarono altri quattro dirigenti. La sentenza era stata emessa dalla gup Immacolata Iadeluca al termine di un rito abbreviato. L&#8217;accusa in aula era stata sostenuta dal pm Francesca Traverso, mentre le indagini furono coordinate dal procuratore Raffaele Guariniello. Il rogo si scatenÃ² nel reparto di laminazione la mattina del 24 marzo. Per domarlo i vigili del fuoco dovettero lavorare oltre quaranta ore, Â«sparandoÂ» 20 mila litri di schiuma e 50 mila litri di azoto liquido. Il pm affermÃ² che alla Â«TerniÂ» non furono prese adeguate misure precauzionali. Durante le indagini fu anche vagliata la condotta del presidente del consiglio di amministrazione della Thissenkrupp, Helmut Adris, contro il quale, perÃ² non si Ã¨ proceduto.</p>
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		<title>By: Anonymous</title>
		<link>http://www.vivereacomo.com/2007/12/07/3415/#comment-133314</link>
		<dc:creator>Anonymous</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Dec 2007 22:03:12 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.vivereacomo.com/2007/12/07/3415/#comment-133314</guid>
		<description>Comunicato dellâ€™Associazione SolidarietÃ  Parenti e Amici degli arrestati il 12/2/2007

Innanzitutto ringraziamo calorosamente tutti coloro che si sono mobilitati per portare la loro solidarietÃ  ai compagni sotto processo e per impedire che, nellâ€™anniversario della strage di stato di Piazza Fontana, i fascisti di Forza Nuova manifestassero pubblicamente a Milano.
Il 12 dicembre, sia allâ€™interno dellâ€™aula bunker di San Vittore, che allâ€™esterno si Ã¨ espressa con forza e determinazione la volontÃ  di reagire, resistendo, alla repressione e al fascismo.

Dentro lâ€™aula

Allâ€™appello degli imputati il compagno operaio Vincenzo Sisi ha risposto: â€œCon il corpo sono presente, ma la mia testa Ã¨ con gli operai della Thyssen- Kruppâ€.
Gli altri imputati hanno risposto applaudendo e col pugno alzato.
La pm Bocassini ha rilevato che i pugni alzati sono una mancanza di rispetto alla corte!...(e poi la chiamano â€œtoga rossaâ€!) 
Gli avvocati della difesa hanno contestato il trattamento riservato agli imputati e a loro stessi: i compagni erano in gabbie singole, separati da uno schieramento di guardie e transenne dai difensori che erano quindi quasi impossibilitatti a conferire con i propri assistiti.
Eâ€™ stata richiesta la revoca del perdurante divieto dâ€™incontro tra imputati, misura assurda visto che lâ€™inchiesta per loro Ã¨ chiusa da tempo e che ha comportato molte angherie durante la detenzione, ormai di dieci mesi, in particolare lâ€™isolamento e i continui trasferimenti.
Gli avvocati della difesa hanno inoltre richiesto lâ€™avvicinamento alla sede processuale, visto che alcuni compagni sono stati prelevati dal carcere o dai domiciliari alle quattro di notte per essere riportati a destinazione il giorno stesso e per poi essere riprelevati, con le stesse modalitÃ , per le udienze dei prossimi giorni.
Sono poi state eccepite varie nullitÃ  sulla richiesta di rinvio a giudizio:
- nullitÃ  in relazione alla violazione del diritto di difesa derivante dalla mancata consegna di tutte le      copie degli atti processuali entro i termini di legge,
- nullitÃ , sempre in relazione al diritto di difesa, dovuta ai trasferimenti ed alla dispersione degli imputati lontano dalla sede processuale (anche in contrasto con lâ€™art. 6 della Convenzione di Strasburgo) poichÃ© ciÃ² ha ostacolato lâ€™incontro con i legali,
- nullitÃ  in relazione alla violazione derivata dalla mancata considerazione della sospensione del periodo feriale (lâ€™inchiesta Ã¨ stata chiusa proprio a ridosso del periodo di chiusura estiva del tribunale),
- nullitÃ  rispetto ai 5 giorni di divieto dâ€™incontro con i difensori imposto dopo lâ€™arresto degli imputati,
- nullitÃ  in base alla contestazione di gravi irregolaritÃ  nelle procedure seguite per le intercettazioni telefoniche,
- nullitÃ  poichÃ© la richiesta di rinvio a giudizio Ã¨ stata effettuata ben prima della conclusione dellâ€™incidente probatorio relativo alla trascrizione di tutte le intercettazioni ambientali che sono parte preponderante di questo processo,
- nullitÃ  poichÃ© le perizie tecniche sono state disposte dallâ€™accusa in contemporanea e in diverse sedi fra loro lontane impossibilitando cosÃ¬ la difesa a parteciparvi
- nullitÃ  per lâ€™impossibilitÃ  di far entrare nellâ€™inchiesta fonti come il Sisde (Servizi segreti). Il Sisde non puÃ² entrare nella sistematica giuridica ordinaria mentre, entra in questo processo, facendo vestire le sue indagini (che non possono avere la connotazione di indagini di polizia giudiziaria) attraverso delle relazioni della Digos e facendo confluire comunque dei filmati e delle foto che aveva raccolto nel corso del suo lavoro.

Eâ€™ stata poi contestata e ritenuta illegittima la costituzione di parte civile da parte di Forza Nuova sia per motivi politici, perchÃ© non Ã¨ ammissibile che una forza volta alla ricostruzione di un partito fascista possa essere accettata nelle aule dei tribunali in quanto ciÃ², per la legge italiana, Ã¨ un reato punito con la reclusione da 5 a 12 anni, sia per motivi procedurali, in base ad irregolaritÃ  nella presentazione della richiesta.

A tutto ciÃ² il gup Marina Zelante risponderÃ  nellâ€™udienza del 14 dicembre.

Fuori dallâ€™aula

Fin dalle otto del mattino un folto numero di compagni ha presenziato nei pressi dellâ€™aula bunker dando vita poi ad un presidio in Piazza Aquileia che, dalle nove in poi, Ã¨ andato via via ingrossandosi. Diverse centinaia di persone vi hanno partecipato: compagni, situazioni collettive del movimento milanese ma anche delegazioni da altre parti dâ€™Italia, antifascisti, anarchici e singole persone che sono venute a dare solidarietÃ . Numerosa la presenza dal Veneto e del Cpo Gramigna di Padova che ultimamente ha subito un nuovo arresto di un giovane militante.
Gli slogan, la musica, i petardi e i fuochi dâ€™artificio hanno tenuto compagnia fino a pomeriggio ai prigionieri di San Vittore che salutavano e rispondevano attraverso le sbarre delle finestre. Il presidio ha espresso anche la solidarietÃ  ai prigionieri in lotta contro lâ€™ergastolo, in sciopero della fame dal primo dicembre.
Sono state lette numerose lettere dei compagni sotto processo, comunicati di solidarietÃ  e comunicati contro il terrorismo di stato e contro i fascisti. Un lavoratore ha letto un comunicato per esprimere la rabbia e la vicinanza di tutti agli operai della Thissen-Krupp, barbaramente colpiti dal terrorismo dei padroni: le morti sul lavoro a scopo di profitto.
Lâ€™arrivo in corteo degli studenti, provenienti dalla manifestazione studentesca indetta per ricordare lâ€™anniversario della strage di stato di Piazza Fontana, ha trasformato il presidio in blocco stradale e successivamente in corteo che ha sfilato fin nelle vicinanze di Piazza Filangeri, entrata dellâ€™aula bunker, dove i fascisti di Forza Nuova avevano promesso un presidio contro il comunismo. Lo striscione che apriva il corteo diceva: â€œ12 dicembre 1969 - 12 dicembre 2007, il solo terrorismo Ã¨ quello dello stato! LibertÃ  per i compagni!â€.
La giornata di mobilitazione ha raggiunto lâ€™obiettivo di impedire ai fascisti la sceneggiata anticomunista e reazionaria che avevano promesso e ha dato visibilitÃ  alla solidarietÃ  di classe che, nonostante tutti i pesanti attacchi repressivi subiti dal 12 febbraio in poi (compresi arresti) si Ã¨ mostrata rafforzata ed estesa.
La solidarietÃ  fa paura ed Ã¨ forse per questo che i mass media, che tanto si sono sbizzarriti a scrivere per denigrare i compagni e per dar voce allâ€™accusa, hanno taciuto (tranne per qualche trafiletto) sulla giornata del 12 dicembre a Milano.
I compagni sotto processo non sono criminali isolati come vorrebbero mostrare lâ€™accusa, la stampa, lo stato, i partiti istituzionali, i vertici sindacali.  La giornata del 12 ne Ã¨ stata unâ€™ulteriore dimostrazione ed Ã¨ stata anche un momento importante per tutto il movimento di classe che ha opposto resistenza al tentativo di distruggere lâ€™identitÃ  dei compagni e di mischiare le carte con la convocazione dellâ€™udienza preliminare proprio nella data simbolo dello stragismo di stato. 

Grazie a tutti quelli che hanno partecipato a Milano e a tutti coloro che in altre parti dâ€™Italia, ma anche allâ€™estero, hanno organizzato iniziative non potendo essere presenti.
Le adesioni sono arrivate numerose.

Il solo terrorismo Ã¨ quello dello stato!
Per i compagni libertÃ , estendiamo la solidarietÃ !

Associazione di SolidarietÃ  Parenti e amici degli arrestati il 12/2/2007</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Comunicato dellâ€™Associazione SolidarietÃ  Parenti e Amici degli arrestati il 12/2/2007</p>
<p>Innanzitutto ringraziamo calorosamente tutti coloro che si sono mobilitati per portare la loro solidarietÃ  ai compagni sotto processo e per impedire che, nellâ€™anniversario della strage di stato di Piazza Fontana, i fascisti di Forza Nuova manifestassero pubblicamente a Milano.<br />
Il 12 dicembre, sia allâ€™interno dellâ€™aula bunker di San Vittore, che allâ€™esterno si Ã¨ espressa con forza e determinazione la volontÃ  di reagire, resistendo, alla repressione e al fascismo.</p>
<p>Dentro lâ€™aula</p>
<p>Allâ€™appello degli imputati il compagno operaio Vincenzo Sisi ha risposto: â€œCon il corpo sono presente, ma la mia testa Ã¨ con gli operai della Thyssen- Kruppâ€.<br />
Gli altri imputati hanno risposto applaudendo e col pugno alzato.<br />
La pm Bocassini ha rilevato che i pugni alzati sono una mancanza di rispetto alla corte!&#8230;(e poi la chiamano â€œtoga rossaâ€!)<br />
Gli avvocati della difesa hanno contestato il trattamento riservato agli imputati e a loro stessi: i compagni erano in gabbie singole, separati da uno schieramento di guardie e transenne dai difensori che erano quindi quasi impossibilitatti a conferire con i propri assistiti.<br />
Eâ€™ stata richiesta la revoca del perdurante divieto dâ€™incontro tra imputati, misura assurda visto che lâ€™inchiesta per loro Ã¨ chiusa da tempo e che ha comportato molte angherie durante la detenzione, ormai di dieci mesi, in particolare lâ€™isolamento e i continui trasferimenti.<br />
Gli avvocati della difesa hanno inoltre richiesto lâ€™avvicinamento alla sede processuale, visto che alcuni compagni sono stati prelevati dal carcere o dai domiciliari alle quattro di notte per essere riportati a destinazione il giorno stesso e per poi essere riprelevati, con le stesse modalitÃ , per le udienze dei prossimi giorni.<br />
Sono poi state eccepite varie nullitÃ  sulla richiesta di rinvio a giudizio:<br />
- nullitÃ  in relazione alla violazione del diritto di difesa derivante dalla mancata consegna di tutte le      copie degli atti processuali entro i termini di legge,<br />
- nullitÃ , sempre in relazione al diritto di difesa, dovuta ai trasferimenti ed alla dispersione degli imputati lontano dalla sede processuale (anche in contrasto con lâ€™art. 6 della Convenzione di Strasburgo) poichÃ© ciÃ² ha ostacolato lâ€™incontro con i legali,<br />
- nullitÃ  in relazione alla violazione derivata dalla mancata considerazione della sospensione del periodo feriale (lâ€™inchiesta Ã¨ stata chiusa proprio a ridosso del periodo di chiusura estiva del tribunale),<br />
- nullitÃ  rispetto ai 5 giorni di divieto dâ€™incontro con i difensori imposto dopo lâ€™arresto degli imputati,<br />
- nullitÃ  in base alla contestazione di gravi irregolaritÃ  nelle procedure seguite per le intercettazioni telefoniche,<br />
- nullitÃ  poichÃ© la richiesta di rinvio a giudizio Ã¨ stata effettuata ben prima della conclusione dellâ€™incidente probatorio relativo alla trascrizione di tutte le intercettazioni ambientali che sono parte preponderante di questo processo,<br />
- nullitÃ  poichÃ© le perizie tecniche sono state disposte dallâ€™accusa in contemporanea e in diverse sedi fra loro lontane impossibilitando cosÃ¬ la difesa a parteciparvi<br />
- nullitÃ  per lâ€™impossibilitÃ  di far entrare nellâ€™inchiesta fonti come il Sisde (Servizi segreti). Il Sisde non puÃ² entrare nella sistematica giuridica ordinaria mentre, entra in questo processo, facendo vestire le sue indagini (che non possono avere la connotazione di indagini di polizia giudiziaria) attraverso delle relazioni della Digos e facendo confluire comunque dei filmati e delle foto che aveva raccolto nel corso del suo lavoro.</p>
<p>Eâ€™ stata poi contestata e ritenuta illegittima la costituzione di parte civile da parte di Forza Nuova sia per motivi politici, perchÃ© non Ã¨ ammissibile che una forza volta alla ricostruzione di un partito fascista possa essere accettata nelle aule dei tribunali in quanto ciÃ², per la legge italiana, Ã¨ un reato punito con la reclusione da 5 a 12 anni, sia per motivi procedurali, in base ad irregolaritÃ  nella presentazione della richiesta.</p>
<p>A tutto ciÃ² il gup Marina Zelante risponderÃ  nellâ€™udienza del 14 dicembre.</p>
<p>Fuori dallâ€™aula</p>
<p>Fin dalle otto del mattino un folto numero di compagni ha presenziato nei pressi dellâ€™aula bunker dando vita poi ad un presidio in Piazza Aquileia che, dalle nove in poi, Ã¨ andato via via ingrossandosi. Diverse centinaia di persone vi hanno partecipato: compagni, situazioni collettive del movimento milanese ma anche delegazioni da altre parti dâ€™Italia, antifascisti, anarchici e singole persone che sono venute a dare solidarietÃ . Numerosa la presenza dal Veneto e del Cpo Gramigna di Padova che ultimamente ha subito un nuovo arresto di un giovane militante.<br />
Gli slogan, la musica, i petardi e i fuochi dâ€™artificio hanno tenuto compagnia fino a pomeriggio ai prigionieri di San Vittore che salutavano e rispondevano attraverso le sbarre delle finestre. Il presidio ha espresso anche la solidarietÃ  ai prigionieri in lotta contro lâ€™ergastolo, in sciopero della fame dal primo dicembre.<br />
Sono state lette numerose lettere dei compagni sotto processo, comunicati di solidarietÃ  e comunicati contro il terrorismo di stato e contro i fascisti. Un lavoratore ha letto un comunicato per esprimere la rabbia e la vicinanza di tutti agli operai della Thissen-Krupp, barbaramente colpiti dal terrorismo dei padroni: le morti sul lavoro a scopo di profitto.<br />
Lâ€™arrivo in corteo degli studenti, provenienti dalla manifestazione studentesca indetta per ricordare lâ€™anniversario della strage di stato di Piazza Fontana, ha trasformato il presidio in blocco stradale e successivamente in corteo che ha sfilato fin nelle vicinanze di Piazza Filangeri, entrata dellâ€™aula bunker, dove i fascisti di Forza Nuova avevano promesso un presidio contro il comunismo. Lo striscione che apriva il corteo diceva: â€œ12 dicembre 1969 - 12 dicembre 2007, il solo terrorismo Ã¨ quello dello stato! LibertÃ  per i compagni!â€.<br />
La giornata di mobilitazione ha raggiunto lâ€™obiettivo di impedire ai fascisti la sceneggiata anticomunista e reazionaria che avevano promesso e ha dato visibilitÃ  alla solidarietÃ  di classe che, nonostante tutti i pesanti attacchi repressivi subiti dal 12 febbraio in poi (compresi arresti) si Ã¨ mostrata rafforzata ed estesa.<br />
La solidarietÃ  fa paura ed Ã¨ forse per questo che i mass media, che tanto si sono sbizzarriti a scrivere per denigrare i compagni e per dar voce allâ€™accusa, hanno taciuto (tranne per qualche trafiletto) sulla giornata del 12 dicembre a Milano.<br />
I compagni sotto processo non sono criminali isolati come vorrebbero mostrare lâ€™accusa, la stampa, lo stato, i partiti istituzionali, i vertici sindacali.  La giornata del 12 ne Ã¨ stata unâ€™ulteriore dimostrazione ed Ã¨ stata anche un momento importante per tutto il movimento di classe che ha opposto resistenza al tentativo di distruggere lâ€™identitÃ  dei compagni e di mischiare le carte con la convocazione dellâ€™udienza preliminare proprio nella data simbolo dello stragismo di stato. </p>
<p>Grazie a tutti quelli che hanno partecipato a Milano e a tutti coloro che in altre parti dâ€™Italia, ma anche allâ€™estero, hanno organizzato iniziative non potendo essere presenti.<br />
Le adesioni sono arrivate numerose.</p>
<p>Il solo terrorismo Ã¨ quello dello stato!<br />
Per i compagni libertÃ , estendiamo la solidarietÃ !</p>
<p>Associazione di SolidarietÃ  Parenti e amici degli arrestati il 12/2/2007</p>
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		<title>By: Anonymous</title>
		<link>http://www.vivereacomo.com/2007/12/07/3415/#comment-133312</link>
		<dc:creator>Anonymous</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Dec 2007 21:56:57 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.vivereacomo.com/2007/12/07/3415/#comment-133312</guid>
		<description>Morgana, mi spiace...
A nessuno fega un cazzo delle morti sul lavoro (come dimostra il fatto che nessuno Ã¨ intervenuto su questo argomento), come a nessuno frega della situazione bennet.
Questo blog Ã¨ lo specchio della situazione comasca; persone che scrivono, si indignano, ma alla fine rimangono dei paesanotti ignoranti...
Tutti fanno gli eruditi, ma l'ignoranza non viene cancellata da un diploma o laurea che sia.
Io ho pena per voi.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Morgana, mi spiace&#8230;<br />
A nessuno fega un cazzo delle morti sul lavoro (come dimostra il fatto che nessuno Ã¨ intervenuto su questo argomento), come a nessuno frega della situazione bennet.<br />
Questo blog Ã¨ lo specchio della situazione comasca; persone che scrivono, si indignano, ma alla fine rimangono dei paesanotti ignoranti&#8230;<br />
Tutti fanno gli eruditi, ma l&#8217;ignoranza non viene cancellata da un diploma o laurea che sia.<br />
Io ho pena per voi.</p>
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		<title>By: Morgana</title>
		<link>http://www.vivereacomo.com/2007/12/07/3415/#comment-133296</link>
		<dc:creator>Morgana</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Dec 2007 20:09:17 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.vivereacomo.com/2007/12/07/3415/#comment-133296</guid>
		<description>Thyssen, morto il quinto operaio Aveva 54 anni, sposato con due figli
TORINO - Ieri Ã¨ stata la giornata della quinta vittima della tragedia alla ThyssenKrupp avvenuta la settimana scorsa: Ã¨ morto Rocco Marzo (nella foto), 54 anni, capoturno, sposato, padre di due figli, uno di 26 e uno di 22 anni. Anche lui, come i suoi quattro colleghi morti nei giorni scorsi e gli altri due ancora ricoverati in gravissime condizioni, Rosario RodinÃ², 26 anni, tuttora al centro grandi ustionati Villa Scassi di Genova e Giuseppe Demasi, 26 anni, al Cto di Torino, Ã¨ stato investito dalla fiamme scoppiate alla linea 5 della TyssenKrupp di Torino. Aveva riportato ustioni sullâ€™80% del corpo. 
Â«La sua agonia Ã¨ durata 10 giorni - ha detto Giorgio Passalacqua, dellâ€™equipe di rianimazione del Pronto Soccorso delle Molinette, che lâ€™ha sempre seguito fin dallâ€™inizio e che ieri era al suo capezzale - nelle ultime ore erano subentrate complicanze in molti organi e apparati. Aveva ustioni profonde e queste complicanze, nei pazienti con ustioni superiori al 60% del corpo portano alla morte nel 95% dei casiÂ». 
Il suo nome si va ad aggiungere alla lista che giÃ  annovera Antonio Schiavone, 36 anni; Roberto Scola, 23 anni; Angelo Laurino, 43 e Bruno Santino, 26. Intorno a loro giovedÃ¬ scorso, ai funerali celebrati nel di Torino, si era stretta la cittÃ . 
Le loro quattro bare, ricoperte di fiori e delle lacrime dei parenti, degli amici, dei colleghi che ancora oggi non sapranno se la loro fabbrica riaprirÃ  mai piÃ¹, avevano commosso lâ€™Italia e raccolto il cordoglio di tutti. 
Anche il presidente del Consiglio, Romano Prodi, ha parlato ieri della quinta vittima della ThyssenKrupp di Torino: Â«Ãˆ un problema gravissimo che avviene non solo nelle fabbriche ma anche nei cantieri edili. Bisogna fare di tutto per limitarleÂ».</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Thyssen, morto il quinto operaio Aveva 54 anni, sposato con due figli<br />
TORINO - Ieri Ã¨ stata la giornata della quinta vittima della tragedia alla ThyssenKrupp avvenuta la settimana scorsa: Ã¨ morto Rocco Marzo (nella foto), 54 anni, capoturno, sposato, padre di due figli, uno di 26 e uno di 22 anni. Anche lui, come i suoi quattro colleghi morti nei giorni scorsi e gli altri due ancora ricoverati in gravissime condizioni, Rosario RodinÃ², 26 anni, tuttora al centro grandi ustionati Villa Scassi di Genova e Giuseppe Demasi, 26 anni, al Cto di Torino, Ã¨ stato investito dalla fiamme scoppiate alla linea 5 della TyssenKrupp di Torino. Aveva riportato ustioni sullâ€™80% del corpo.<br />
Â«La sua agonia Ã¨ durata 10 giorni - ha detto Giorgio Passalacqua, dellâ€™equipe di rianimazione del Pronto Soccorso delle Molinette, che lâ€™ha sempre seguito fin dallâ€™inizio e che ieri era al suo capezzale - nelle ultime ore erano subentrate complicanze in molti organi e apparati. Aveva ustioni profonde e queste complicanze, nei pazienti con ustioni superiori al 60% del corpo portano alla morte nel 95% dei casiÂ».<br />
Il suo nome si va ad aggiungere alla lista che giÃ  annovera Antonio Schiavone, 36 anni; Roberto Scola, 23 anni; Angelo Laurino, 43 e Bruno Santino, 26. Intorno a loro giovedÃ¬ scorso, ai funerali celebrati nel di Torino, si era stretta la cittÃ .<br />
Le loro quattro bare, ricoperte di fiori e delle lacrime dei parenti, degli amici, dei colleghi che ancora oggi non sapranno se la loro fabbrica riaprirÃ  mai piÃ¹, avevano commosso lâ€™Italia e raccolto il cordoglio di tutti.<br />
Anche il presidente del Consiglio, Romano Prodi, ha parlato ieri della quinta vittima della ThyssenKrupp di Torino: Â«Ãˆ un problema gravissimo che avviene non solo nelle fabbriche ma anche nei cantieri edili. Bisogna fare di tutto per limitarleÂ».</p>
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	</item>
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		<title>By: Morgana</title>
		<link>http://www.vivereacomo.com/2007/12/07/3415/#comment-128373</link>
		<dc:creator>Morgana</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Dec 2007 12:22:59 +0000</pubDate>
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		<description>Oggi è il giorno DEL FUNERALE COLLETTIVO....erano amici..giocavano anche a pallone insieme..vedere i vostri volti ... mentre sorridono ...durante un torneo di calcio...(una vita comune) ... che rabbia...che rabbia.

Ma come dice un padre...."LA PAGHERETE TUTTI"...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi è il giorno DEL FUNERALE COLLETTIVO&#8230;.erano amici..giocavano anche a pallone insieme..vedere i vostri volti &#8230; mentre sorridono &#8230;durante un torneo di calcio&#8230;(una vita comune) &#8230; che rabbia&#8230;che rabbia.</p>
<p>Ma come dice un padre&#8230;.&#8221;LA PAGHERETE TUTTI&#8221;&#8230;</p>
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		<title>By: Morgana</title>
		<link>http://www.vivereacomo.com/2007/12/07/3415/#comment-126568</link>
		<dc:creator>Morgana</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Dec 2007 19:20:28 +0000</pubDate>
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		<description>matrix...dedicherà una serata....per parlare di questa strage..(tempo di telegatti!)

Lo guarderò...non so se farò una cosa saggia...lo spettacolo o speculare sui drammi altrui...è vergognoso...poi pensando che i tg avevano messo già in secondo piano questa vicenda...poi la successione dei morti...ha "rinverdito"...l'attenzione.


Sarò uno spettatore che guarderà...questa puntata...per dimostrare l'attenzione e la mia partecipazione...ogni strumento lecito per portare l'attenzione sui tempi "Operai"..tempi duri...di schiavitù di precarietà...di solitudine.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>matrix&#8230;dedicherà una serata&#8230;.per parlare di questa strage..(tempo di telegatti!)</p>
<p>Lo guarderò&#8230;non so se farò una cosa saggia&#8230;lo spettacolo o speculare sui drammi altrui&#8230;è vergognoso&#8230;poi pensando che i tg avevano messo già in secondo piano questa vicenda&#8230;poi la successione dei morti&#8230;ha &#8220;rinverdito&#8221;&#8230;l&#8217;attenzione.</p>
<p>Sarò uno spettatore che guarderà&#8230;questa puntata&#8230;per dimostrare l&#8217;attenzione e la mia partecipazione&#8230;ogni strumento lecito per portare l&#8217;attenzione sui tempi &#8220;Operai&#8221;..tempi duri&#8230;di schiavitù di precarietà&#8230;di solitudine.</p>
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		<title>By: Morgana</title>
		<link>http://www.vivereacomo.com/2007/12/07/3415/#comment-126046</link>
		<dc:creator>Morgana</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 09 Dec 2007 20:20:56 +0000</pubDate>
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		<description>MILANO (Reuters) - La ThyssenKrupp Acciai Speciali Terni, proprietaria dell'acciaieria di Torino in cui un incendio divampato giovedì ha provocato la morte di quattro operai e il gravissimo ferimento di altri tre, dice che le cause dell'incendio non sono ancora note e non è confermata alcuna violazione delle misure di sicurezza.

"Le cause precise dell'incendio sono tuttora in corso di accertamento e, al momento, non c'è alcuna conferma che, all'origine dello stesso, vi sia la violazione di standard di sicurezza", dice un comunicato diffuso oggi dalla società tedesca, e confermato da un portavoce.

La procura di Torino ha aperto un'inchiesta per omicidio colposo, disastro colposo e lesioni colpose. Non c'è al momento conferma ufficiale dell'iscrizione di qualcuno sul registro degli indagati.

I sindacati hanno proclamato domani uno sciopero di 8 ore a Torino, mentre i vertici di Cgil, Cisl e Uil hanno chiamato il mondo del lavoro a tre giorni di lutto. Il presidente del Consiglio Romano Prodi ha definito quella degli incidenti mortali sul lavoro una "vera emergenza nazionale", aggiungendo che "l'azienda dovrà chiarire senza reticenza alcuna".

Il governo potrebbe accelerare l'iter di approvazione di alcune norme contenute nella nuova legge sulla sicurezza sul lavoro.

In questi giorni, telegiornali e media hanno intervistato alcuni operai che hanno parlato di estintori scarichi e problemi di sicurezza degli impianti.

"Nonostante la produzione dello stabilimento torinese sia progressivamente diminuita a solo il trenta per cento delle sue capacità produttive - dice ancora il comunicato dell'azienda citato dai tg - la ThyssenKrupp Acciai Speciali Terni non ha mai smesso di effettuare la manutenzione ordinaria e straordinaria degli impianti del sito torinese".

L'azienda, dice nella nota, "ha, pertanto, continuamente mantenuto elevati standard di sicurezza, regolarmente verificati dalle autorità preposte, anche perché è sua filosofia 'investire' per la sicurezza risorse umane ed economiche superiori a quelle richieste".

La società, "in attesa che sia fatta totale chiarezza sulle cause e sulla dinamica dell'incidente, conferma la sua piena disponibilità a collaborare con l'Autorità Giudiziaria e con tutti gli Organismi competenti, nei confronti dei quali esprime massimo rispetto e piena fiducia".


Io credo agli operai...che erano presenti e hanno visto impotenti morire i loro compagni...e il resto è indecenza...pararsi il posteriore...cercare scappatoie ..allungare i tempi...aspettando che l'attenzione cali....e che venga tutto dimenticato...
Che il decreto che verrà discusso in questi giorni porti i nomi di questi uomini...non un numero...ma una indentificazione chiara...che rammenti la loro morte...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>MILANO (Reuters) - La ThyssenKrupp Acciai Speciali Terni, proprietaria dell&#8217;acciaieria di Torino in cui un incendio divampato giovedì ha provocato la morte di quattro operai e il gravissimo ferimento di altri tre, dice che le cause dell&#8217;incendio non sono ancora note e non è confermata alcuna violazione delle misure di sicurezza.</p>
<p>&#8220;Le cause precise dell&#8217;incendio sono tuttora in corso di accertamento e, al momento, non c&#8217;è alcuna conferma che, all&#8217;origine dello stesso, vi sia la violazione di standard di sicurezza&#8221;, dice un comunicato diffuso oggi dalla società tedesca, e confermato da un portavoce.</p>
<p>La procura di Torino ha aperto un&#8217;inchiesta per omicidio colposo, disastro colposo e lesioni colpose. Non c&#8217;è al momento conferma ufficiale dell&#8217;iscrizione di qualcuno sul registro degli indagati.</p>
<p>I sindacati hanno proclamato domani uno sciopero di 8 ore a Torino, mentre i vertici di Cgil, Cisl e Uil hanno chiamato il mondo del lavoro a tre giorni di lutto. Il presidente del Consiglio Romano Prodi ha definito quella degli incidenti mortali sul lavoro una &#8220;vera emergenza nazionale&#8221;, aggiungendo che &#8220;l&#8217;azienda dovrà chiarire senza reticenza alcuna&#8221;.</p>
<p>Il governo potrebbe accelerare l&#8217;iter di approvazione di alcune norme contenute nella nuova legge sulla sicurezza sul lavoro.</p>
<p>In questi giorni, telegiornali e media hanno intervistato alcuni operai che hanno parlato di estintori scarichi e problemi di sicurezza degli impianti.</p>
<p>&#8220;Nonostante la produzione dello stabilimento torinese sia progressivamente diminuita a solo il trenta per cento delle sue capacità produttive - dice ancora il comunicato dell&#8217;azienda citato dai tg - la ThyssenKrupp Acciai Speciali Terni non ha mai smesso di effettuare la manutenzione ordinaria e straordinaria degli impianti del sito torinese&#8221;.</p>
<p>L&#8217;azienda, dice nella nota, &#8220;ha, pertanto, continuamente mantenuto elevati standard di sicurezza, regolarmente verificati dalle autorità preposte, anche perché è sua filosofia &#8216;investire&#8217; per la sicurezza risorse umane ed economiche superiori a quelle richieste&#8221;.</p>
<p>La società, &#8220;in attesa che sia fatta totale chiarezza sulle cause e sulla dinamica dell&#8217;incidente, conferma la sua piena disponibilità a collaborare con l&#8217;Autorità Giudiziaria e con tutti gli Organismi competenti, nei confronti dei quali esprime massimo rispetto e piena fiducia&#8221;.</p>
<p>Io credo agli operai&#8230;che erano presenti e hanno visto impotenti morire i loro compagni&#8230;e il resto è indecenza&#8230;pararsi il posteriore&#8230;cercare scappatoie ..allungare i tempi&#8230;aspettando che l&#8217;attenzione cali&#8230;.e che venga tutto dimenticato&#8230;<br />
Che il decreto che verrà discusso in questi giorni porti i nomi di questi uomini&#8230;non un numero&#8230;ma una indentificazione chiara&#8230;che rammenti la loro morte&#8230;</p>
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	</item>
	<item>
		<title>By: Morgana</title>
		<link>http://www.vivereacomo.com/2007/12/07/3415/#comment-125493</link>
		<dc:creator>Morgana</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 09 Dec 2007 11:00:21 +0000</pubDate>
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		<description>Membri del Consiglio d'Amministrazione (dal 1 Luglio 2005)

Mr. Juergen Hermann Fechter, Presidente 
Dr. Luigi Agarini, Vice Presidente 
Dr. Marion Helmes, Consigliere 
Mr. Klaus-Peter Hennig, Consigliere 
Prof. Dr. Ulrich Middelmann, Consigliere
Mr. Peter Urban, Consigliere 

Dr. Harald Espenhahn, Amministratore Delegato 
(Produzione/Affari Tecnici, Personale, Relazioni Esterne,Affari Generali/Legali, Internal Audit)
Mr. Gerald Priegnitz, Consigliere Delegato 
(Controllo di Gestione, Acqusti, Amministrazione/Finanza, Sistemi Informativi)
Ing. Marco Pucci, Consigliere Delegato
(Commerciale, Marketing)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Membri del Consiglio d&#8217;Amministrazione (dal 1 Luglio 2005)</p>
<p>Mr. Juergen Hermann Fechter, Presidente<br />
Dr. Luigi Agarini, Vice Presidente<br />
Dr. Marion Helmes, Consigliere<br />
Mr. Klaus-Peter Hennig, Consigliere<br />
Prof. Dr. Ulrich Middelmann, Consigliere<br />
Mr. Peter Urban, Consigliere </p>
<p>Dr. Harald Espenhahn, Amministratore Delegato<br />
(Produzione/Affari Tecnici, Personale, Relazioni Esterne,Affari Generali/Legali, Internal Audit)<br />
Mr. Gerald Priegnitz, Consigliere Delegato<br />
(Controllo di Gestione, Acqusti, Amministrazione/Finanza, Sistemi Informativi)<br />
Ing. Marco Pucci, Consigliere Delegato<br />
(Commerciale, Marketing)</p>
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	</item>
	<item>
		<title>By: Morgana</title>
		<link>http://www.vivereacomo.com/2007/12/07/3415/#comment-125419</link>
		<dc:creator>Morgana</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 09 Dec 2007 10:00:34 +0000</pubDate>
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		<description>Rogo di Torino, indagati tre manager
Sotto inchiesta anche la ThyssenKrupp per omicidio e disastro colposi

TORINO — Non soltanto le persone, ma anche l’azienda, la ThyssenKrupp Acciai Speciali Terni, la consociata italiana del grande gruppo leader dell’acciaio in Italia. Il procuratore aggiunto di Torino Raffaele Guariniello ha iscritto nel registro degli indagati i tre manager responsabili degli stabilimenti italiani guidati dal tedesco Harald Espenhahn con Gerald Priegnitz e Marco Pucci. Le ipotesi di reato sono pesantissime: omicidio colposo, lesioni colpose e disastro colposo. E mentre nei due ospedali torinesi Giuseppe De Masi e Rocco Marzo lottano con la morte in condizioni disperate, così come Rosario Rodinò, trasferito a Genova, la magistratura ha sequestrato la «scatola nera » che contiene alcuni dati relativi al funzionamento della linea 5, quella dove mercoledì notte è scoppiato l’incendio che, finora, è costato la vita a quattro operai: Antonio Schiavone, Roberto Scola, Angelo Laurino e Bruno Santino. 

Nel computer sarebbe registrato un guasto elettrico avvenuto due ore prima del rogo. Nel mirino dei magistrati — con Guariniello lavorano le due pm Laura Longo e Francesca Traverso — ci sono anche gli oltre 300 estintori dello stabilimento torinese, che in parte sono stati trasportati nella caserma dei Vigili del fuoco per verificare se, come alcuni operai hanno raccontato, dopo essere stati usati per piccoli incidenti non erano stati più ricaricati. Strazianti le testimonianze dei parenti e degli amici delle vittime. «Mio figlio era felice di lavorare — racconta Maria De Masi, madre di Giuseppe — e si fermava anche più a lungo del suo orario, perché questo era il suo primo lavoro "vero", iniziato con un contratto di formazione». A tre chilometri di distanza, alle Molinette, Rocco Marzo, lotta per sopravvivere. 

 Ma c’è chi ancora non riesce a capacitarsi, come Pina, la vedova di Schiavone, il primo a perdere la vita nell’acciaieria: «Non posso pensare alle mie bambine senza papà, ho provato a dirglielo e loro non mi hanno creduto, "mica era vecchio", mi hanno detto... Mio marito mi raccontava le disgrazie dei compagni, i rischi del lavoro, quelli che in passato erano rimasti feriti... Ora non so come fare senza di lui». E la madre di Rodinò, da Genova, aggiunge la storia di un destino beffardo: «Mio figlio non doveva essere in fabbrica, si è scambiato di turno con un compagno. Rosario ci aveva già raccontato quello che succedeva là dentro, ha parlato anche di esplosioni». Ieri, anche il vescovo, cardinal Severino Poletto, ha fatto visita a De Masi e a Marzo, raccogliendosi in preghiera assieme ai familiari. Una preghiera di speranza, che non cancella tuttavia il monito del prelato: «Prego Dio che non si sia trattato di inadempienza umana ».</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Rogo di Torino, indagati tre manager<br />
Sotto inchiesta anche la ThyssenKrupp per omicidio e disastro colposi</p>
<p>TORINO — Non soltanto le persone, ma anche l’azienda, la ThyssenKrupp Acciai Speciali Terni, la consociata italiana del grande gruppo leader dell’acciaio in Italia. Il procuratore aggiunto di Torino Raffaele Guariniello ha iscritto nel registro degli indagati i tre manager responsabili degli stabilimenti italiani guidati dal tedesco Harald Espenhahn con Gerald Priegnitz e Marco Pucci. Le ipotesi di reato sono pesantissime: omicidio colposo, lesioni colpose e disastro colposo. E mentre nei due ospedali torinesi Giuseppe De Masi e Rocco Marzo lottano con la morte in condizioni disperate, così come Rosario Rodinò, trasferito a Genova, la magistratura ha sequestrato la «scatola nera » che contiene alcuni dati relativi al funzionamento della linea 5, quella dove mercoledì notte è scoppiato l’incendio che, finora, è costato la vita a quattro operai: Antonio Schiavone, Roberto Scola, Angelo Laurino e Bruno Santino. </p>
<p>Nel computer sarebbe registrato un guasto elettrico avvenuto due ore prima del rogo. Nel mirino dei magistrati — con Guariniello lavorano le due pm Laura Longo e Francesca Traverso — ci sono anche gli oltre 300 estintori dello stabilimento torinese, che in parte sono stati trasportati nella caserma dei Vigili del fuoco per verificare se, come alcuni operai hanno raccontato, dopo essere stati usati per piccoli incidenti non erano stati più ricaricati. Strazianti le testimonianze dei parenti e degli amici delle vittime. «Mio figlio era felice di lavorare — racconta Maria De Masi, madre di Giuseppe — e si fermava anche più a lungo del suo orario, perché questo era il suo primo lavoro &#8220;vero&#8221;, iniziato con un contratto di formazione». A tre chilometri di distanza, alle Molinette, Rocco Marzo, lotta per sopravvivere. </p>
<p> Ma c’è chi ancora non riesce a capacitarsi, come Pina, la vedova di Schiavone, il primo a perdere la vita nell’acciaieria: «Non posso pensare alle mie bambine senza papà, ho provato a dirglielo e loro non mi hanno creduto, &#8220;mica era vecchio&#8221;, mi hanno detto&#8230; Mio marito mi raccontava le disgrazie dei compagni, i rischi del lavoro, quelli che in passato erano rimasti feriti&#8230; Ora non so come fare senza di lui». E la madre di Rodinò, da Genova, aggiunge la storia di un destino beffardo: «Mio figlio non doveva essere in fabbrica, si è scambiato di turno con un compagno. Rosario ci aveva già raccontato quello che succedeva là dentro, ha parlato anche di esplosioni». Ieri, anche il vescovo, cardinal Severino Poletto, ha fatto visita a De Masi e a Marzo, raccogliendosi in preghiera assieme ai familiari. Una preghiera di speranza, che non cancella tuttavia il monito del prelato: «Prego Dio che non si sia trattato di inadempienza umana ».</p>
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	</item>
	<item>
		<title>By: Morgana</title>
		<link>http://www.vivereacomo.com/2007/12/07/3415/#comment-124627</link>
		<dc:creator>Morgana</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 08 Dec 2007 12:32:26 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.vivereacomo.com/2007/12/07/3415/#comment-124627</guid>
		<description>un minuto di silenzio: è morto anche il Sindacato... 

Frase trovata e condivisa...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>un minuto di silenzio: è morto anche il Sindacato&#8230; </p>
<p>Frase trovata e condivisa&#8230;</p>
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