I dolori del Dottor Sottile
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By Leonardo Bianchi | No CommentsLeave a Comment
Last updated: Friday, December 7, 2007

9 febbraio 1993 ( nell’imperversare di Mani Pulite )
“Caro Segretario, prendo a calci i primi mattoni di un muro di silenzio che non vorrei calasse fra noi. E vorrei chiederti invece di avere fiducia in quel che io sto cercando di fare. Occorre certo che passi qualche giorno, che la situazione delle imprese, e non solo della politica, appaia ( come del resto già è ) insostenibile. E’ inoltre realisticamente utile che la macchia d’olio si allarghi. Neppure a quel punto credo che sarà possibile estinguere reati di codice. Ma credo che l’estensione per essi dei patteggiamenti e delle sospensioni condizionali sia una strada percorribile. Sto conquistando su questo preziosi consensi. E ritengo che si ottengano così procedure non massacranti, che evitano la pubblicità devastante dei dibattimenti e forniscono possibilità di uscita ( … ). Claudio mi pare ormai in pericolo. Apprendo che, se ci fosse un riscontro a ciò che ha detto Larini, già sarebbe partito un avviso per concorso in bancarotta fraudolenta. Io sono qua. E continuo ad esserti grato ed amico. Giuliano”

6 dicembre 2007 ( nell’imperversare del nulla )
“Caro Bettino, sono passati molti anni, ormai, da quando noi due ci frequentavamo. Certo, non sono sempre state rose e fiori. Negli anni ‘80 ti davo del ‘cravattaro’. Tu, invece, nel 1997 mi ricattavi via fax dal tuo buen retiro ad Hammamet, ritraendomi, sprezzante, con le seguenti parole: ‘è un professionista a strisciare sotto i piedi per salvare la pelle… dei finanziamenti illeciti ne era consapevole’. Bene, ora le cose sono cambiate, nel senso che ci eravamo prefissi tempo addietro. Come ben sai, sono entrato ed uscito dalla porta girevole della politica innumerevoli volte. Quando sei scomparso, pace all’anima tua, sono subito tornato a Palazzo Chigi. Ed ho continuato la nostra grande tradizione socialista. Mi sono rimesso insieme, ma questo già hai avuto modo di constatarlo, con D’Alema; si, proprio lui, che mi definiva nel 1993 ‘un bugiardo’ ed ‘un poveraccio’, ‘uno che deve far di tutto per restare lì dov’è, sulla poltrona’. Come puoi ben ricordare, non mi sono mai formalizzato troppo su queste cose.

Saresti contento, se fossi ancora qui con noi. Quell’estensione dei patteggiamenti e di altre misure premiali di cui ti parlavo non solo si sono rivelate un’ottima strada percorribile, ed anche ampiamente battuta: sono ormai acquisite nel nostro ordinamento e nella nostra forma mentis. Da Ministro dell’Interno ( si, mi hanno nominato ministro dell’Interno ) ho contribuito a far approvare un bell’indulto, stile tempi d’oro della nostra amata prima Repubblica. Alla stampa, giusto per stemperare i toni ( sai, abbiamo sbagliato i calcoli dei detenuti comuni, nulla di grave comunque ), ho detto di averlo votato con grande sofferenza. Cosa che, ovviamente, non risponde al vero: era tutto calcolato, al millimetro, come piace a me. Come piace a noi.

Il tuo amico Silvio ha fatto faville, nella scorsa legislatura, quella a cui non hai potuto assistere. Ne saresti commosso. A proposito: oggi è uscito su “La Repubblica” una sua commovente letterina a te indirizzata, datata fine ottobre 1984:

Caro Bettino, grazie di cuore per quello che hai fatto. So che non è stato facile e che hai dovuto mettere sul tavolo la tua credibilità e la tua autorità. Spero di avere il modo di contraccambiarti. Ho creduto giusto non inserire un riferimento esplicito al tuo nome nei titoli-tv prima della ripresa per non esporti oltre misura. Troveremo insieme al più presto il modo di fare qualcosa di meglio. Ancora grazie, dal profondo del cuore. Con amicizia, tuo Silvio

Fortunatamente, i nostri giornali e giornalisti ( salvo qualche testa calda ) non parlano mai dei 21 miliardi estero su estero pagati per le altre leggi sull’assetto radiotelevisivo. Ma questa, come si dice, è un’altra storia. Vengo al punto nodale del discorso. Con l’attuale sistema giudiziario-legislativo, Mani Pulite non si sarebbe mai verificata. Certo, abbiamo dovuto sacrificare qualcuno sull’altare, come te, ma i risultati, ti assicuro, ti gonfierebbero il petto d’orgoglio. Di Tangentopoli se ne verificano una ogni mese, ma non succede mai nulla. Io mi occupo di lavavetri, di violenza negli ed al di fuori degli stadi, di questuanti e di romeni. Pensa: stavo per introdurre il seguente reato di pericolo: ‘porto abusivo di bombolette spray’. Si, saresti orgoglioso di noi, caro Segretario.

In Parlamento – quello che tu chiamavi ‘parco buoi’ – stazionano 24 o 25 ( la cifra è oscillante, ma tendenzialmente stabile ) condannati in via definitiva. Ci sono anche delle nostre vecchie conoscenze. E pensare che bastava un avviso di garanzia, quindici anni or sono, per indignare l’opinione pubblica e rendere necessarie le tue dimissioni. A proposito, questa te la devo raccontare. Mi trovavo ad una commemorazione di Falcone, e parlavo di legalità ( vedo già formarsi sul volto il tuo inconfondibile sorriso: ma ti prego, continua nella lettura ). Ad un certo punto, un ragazzo ha osservato che forse era leggermente fuori luogo parlare di legalità con pregiudicati in Parlamento. Obiezione pertinente, ma per ragion di Stato gli ho risposto così: ‘Stai zitto tu! Piccolo capetto populista. In parlamento sono tutti condannati per reati minori’. A mio modesto parere, un brillante disimpegno – passami il termine calcistico.

Mi chiamano ancora dottor Sottile, ovviamente: tu lo troveresti curioso, politicamente raffinato e realista com’eri. Ma ti assicuro che in questa Italia degli anni duemila, nessun altra definizione mi calzerebbe così a pennello come lo fa questa. Io sono e rimango sempre qua, nei soliti ambienti istituzionali, com’è prassi consolidata. Continuo ad esserti grato e amico. Giuliano”

Leonardo Bianchi

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