December
12

Umberto Eco: “la religione è la cocaina dei popoli”

Dopo le dichiarazioni odierne di Benedetto XVI, che sicuramente saranno pubblicate senza alcun contraltare dai mezzi di informazione, soprattutto radiotelevisivi, questo dotto riepilogo di Umberto Eco arriva come una boccata di aria pura.

[…] Saramago concludeva altrove che “se tutti fossimo atei vivremmo in una società più pacifica”. Non sono sicuro che abbia ragione, ma certo sembra che indirettamente gli abbia risposto papa Ratzinger nella sua recente enciclica ‘Spe salvi’ dove ci dice che al contrario l’ateismo del XIX e del XX secolo, anche se si è presentato come protesta contro le ingiustizie del mondo e della storia universale, ha fatto sì che “da tale premessa siano conseguite le più grandi crudeltà e violazioni della giustizia”.

Mi viene il sospetto che Ratzinger pensasse a quei senzadio di Lenin e Stalin, ma dimenticava che sulle bandiere naziste stava scritto ‘Gott mit uns’ (che significa ‘Dio è con noi’), che falangi di cappellani militari benedicevano i gagliardetti fascisti, che ispirato a principi religiosissimi e sostenuto da Guerriglieri di Cristo Re era il massacratore Francisco Franco (a parte i crimini degli avversari, è pur sempre lui che ha cominciato), che religiosissimi erano i vandeani contro i repubblicani che avevano pure inventato una Dea Ragione (’instrumentum regni’), che cattolici e protestanti si sono allegramente massacrati per anni e anni, che sia i crociati che i loro nemici erano spinti da motivazioni religiose, che per difendere la religione romana si facevano mangiare i cristiani dai leoni, che per ragioni religiose sono stati accesi molti roghi, che religiosissimi sono i fondamentalisti musulmani, gli attentatori delle Twin Towers, Osama e i talebani che bombardavano i Buddha, che per ragioni religiose si oppongono India e Pakistan, e che infine è invocando ‘God bless America’ che Bush ha invaso l’Iraq.

Per cui mi veniva da riflettere che forse (se talora la religione è o è stata oppio dei popoli) più spesso ne è stata la cocaina. Forse l’uomo è animale psichedelico.

Il testo integrale dell’articolo di Umberto Eco è stato pubblicato sul sito dell’Espresso

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  1. La religione è l’oppio, la morfina, la cocaina e l’LSD dei popoli.
    Infatti può essere fruita in modi molto diversi con effetti diversi, come le droghe sopra menzionate.
    C’è il momento della sofferenza, quando serve la morfina. C’è il momento dell’esaltazione, in cui serve l’LSD o la coca. C’è il momento dell’abbandono e della rinuncia della vita, in cui l’oppio è più indicato.
    Inutile dire che la persona sana rifugge da ogni tipo di droga, sia essa un prodotto chimico sia essa un’ideologia (politica, religiosa, culturale). La persona sana non vuole dipendere.

    Comment by Condorcet — 12/13/2007 #

  2. Mah… il tuo commento Condorcet è abbastanza frustrante… una persona per giudicarsi “sana” a questo punto non dovrebbe credere in niente, perchè se lo facesse tale credenza diverrebbe automaticamente il suo oppio e lo porterebbe inevitabilmente alla propria fine.
    Che vita triste hai..

    Comment by Emanuele — 12/13/2007 #

  3. Perchè mai? La persona sana osserva, ascolta, si fa la propria idea. Su tutto. Ma razionalmente preferisce non assuefarsi, non esaltarsi, soprattutto non farsi indottrinare da setta alcuna. Crede in quello che vede, nel dimostrabile.
    Questo, te lo assicuro, non impedisce di godersi la vita.

    Comment by sveta — 12/13/2007 #

  4. Neppure io penso che Condorcet abbia una vita triste.
    Quanto meno non si deve preoccupare del cilicio.
    L’unico vero svantaggio per un non credente, talvolta, è la mancanza della fantastica soluzione che è rappresentata dalla confessione.
    In effetti è molto comodo poter fare ogni genere di porcheria e di nefandezza e poi poter aver un tizio che ti può “assolvere”.
    Per un non credente un atto indegno eticamente rimane lì e nessuno glielo può cancellare.
    Deve trarne da solo le debite conseguenze e cercare di meglio indirizzare la propria vita ed i propri comportamenti di relazione con gli altri.
    Per fare un esempio pratico.
    Se un ciellino viene raccomandato e trova lavoro, od ottiene un appalto, ingiustamente commette peccato.
    Si confessa e tutto va a posto.
    In effetti una grande comodità.
    Se non ci fosse già andrebbe inventata.

    Comment by S.Just — 12/13/2007 #

  5. Scusa ma ti devo correggere, se parli con uno di loro, il P.R.S. ad esempio, ti dice che in realtà la loro sensibilità fa si che il macigno del peccato gli resti comunque addosso per tutta la vita.
    Io quello stesso macigno glielo sgancerei sulla testa, e confesso (si fa per dire) che ne trarrei grande giovamento e soddisfazione…

    Comment by sveta — 12/14/2007 #

  6. Più che altro lo sgancerei sull’automobile nuova.
    Che è quello di più caro che hanno al mondo.
    Altro che famiglia.

    Comment by S.Just — 12/14/2007 #

  7. Come ribattere a chi crede che la “razionalità” sia l’unica droga sana e giusta….
    Perchè credere vuol dire essere “drogati” e non credere vuol dire essere sani?
    Lo chiedo a voi che lo siete…

    Comment by Emanuele — 12/14/2007 #

  8. inotre Condocet scrive “Inutile dire che la persona sana rifugge da ogni tipo di droga, sia essa un prodotto chimico sia essa un’ideologia (politica, religiosa, culturale)” cioè si parla anche della Cultura della Razionalità, la Cultura illuminista, la “cultura del credo solo se è dimostrato”.. non solo di religione.
    Sarebbe più giusto ammettere che la cultura dell’eccesso, sia esso Religioso, Politico o Culturale è un droga, pertanto da evitare. Vi do una dritta, non tutti quelli che credono in Dio portano il silicio… sssssshhhhhhhhhhhhhhh….. non ditelo a nessuno però ;)

    Comment by Emanuele — 12/14/2007 #

  9. talvolta usano il manganese?

    Comment by Anonymous — 12/14/2007 #

  10. ..Direttamente simulazione di Crocifissione con conseguente tentativo di resurrezione…:d

    Comment by Emanuele — 12/14/2007 #

  11. Ciao Emanuele,

    è vero sono gli eccessi che portano le persone a perdere il senso delle cose…

    Uno può credere senza “disturbare” gli altri …senza sentirsi il solo possessore di verità…

    L’umiltà che mi contraddistingue…nasce da un mio percorso di vita…che mette al centro l’uomo…ho rispetto per gli altri…non sarò mai una persona che mortifica e umilia gli altri…
    ho sempre scelto la strada difficile…mai le scorciatoie…
    Non sopporto chi denigra e offende chi crede…molto del buono di questa società passa da persone come me…

    se tutti fossimo atei vivremmo in una società più pacifica???

    Comment by Morgana — 12/14/2007 #

  12. @ 6
    S.Just

    Tanto per rimanere in tema post…parole sante^:)^

    Mi scuso con Morgana perchè so che ci sono persone che senza gridare credono, e questo è il loro percorso. Purtroppo per alcuni così ce ne sono invece altri che fanno dello sbandieramento del loro credo un biglietto da visita. E in questa bella città c’è purtroppo il principe dell’ipocrisia in questo senso.
    Uno che a più riprese, nella normale sua funzione di pubblico amministratore, è intervenuto con i suoi pareri religiosi. Secondo me a sproposito, non è quello il suo campo.
    Inoltre, soprattutto da uno che razzola male non voglio ascoltare nessuna predica nè pontificale. Che le esaltazioni cattoliche se le smazzi all’interno della Famiglia, come fanno con il resto.

    Comment by sveta — 12/15/2007 #

  13. Emanuele,
    tolte le “droghe” menzionate, ti pare che io faccia una vita triste perchè ti sembra che non mi rimanga nulla.
    Mi rimane moltissimo, invece, anzi tutto, che è qualcosa a cui tu evidentemente attribuisci un’importanza secondaria : l’uomo.
    Noi umanisti puntiamo tutto sulla persona umana e consideriamo infantili o - scusa l’esagerazione - “drogati” quelli che invece basano l’esistenza su quel che ci appaiono come fantasie ideologiche, tra cui il concetto di dio.
    Siamo confortati in ciò dall’osservare che ogni cultura umana crede in divinità e in forme del trascendente del tutto personali, cosa che pare come una dimostrazione molto forte del fatto che gli dei sono creati dagli uomini e non viceversa.
    Inoltre noi umanisti tendiamo a considerare il nostro cervello quale la punta di diamante di un’evoluzione che ha visto la materia inerte organizzarsi, divenire capace di riprodurre se stessa, poi differenziarsi in milioni di forme diverse, poi sviluppare la capacità di controllare e poi di capire la natura di cui fa parte.
    Pensiamo che nel nostro cervello vadano cercati gli strumenti per vivere sempre meglio e chiamiamo questi strumenti “ragione”.
    Come vedi ti sto parlando di persona umana, di specie viventi, di cervello, con le sue cellule, insomma sempre e comunque di cose reali, studiabili, conoscibili.
    Tu mi parli di entità trascendenti della cui esistenza nessuno ha mai avuto la minima prova; mi parli di una forma di vita nella quale in un certo momento iniziale dell’esistenza, allo stadio di grumo di cellule, un ente trascendente infonderebbe un’anima immortale, altro concetto tanto fumoso da sfuggire a qualunque definizione. Come vedi tutte cose che qualificare come fantasia è usare un eufemismo.
    Se pensi che avere a che fare con la persona umana e cercare di vivere facendo il massimo uso possibile della ragione sia “triste” è forse perchè tu non coltivi interessi per questi aspetti del mondo e della vita ed evidentemente non li conosci. Ti assicuro che è allegrissimo ed esaltante.
    Trovo invece molto triste sentire i credenti pronunciare le fatidiche parole “noi non apparteniamo a noi stessi”, concetto che considereo una vera “bestemmia” nei confronti della persona umana e della nostra esisenza.

    St.Just,
    quanto alla confessione, è un istituto anche laico e vecchio come il mondo.
    Sto parlando della confessione quale forma di rapporto evoluto tra persone, che scelgono liberamente di ricorrervi per diverse ragioni, in genere eticamente nobili e a volte comportanti un notevole sacrificio personale.
    Non sto certo parlando della confessione come è praticata nella Chiesa cattolica, strumento di controllo delle persone e delle comunità e oltretutto istituto ingiusto in base a qualunque concetto del diritto, antico o moderno.
    Infatti il ministro di quel culto, in base a un’autorità che si è dato da solo, perdona la persona A per un fatto che quella persona A ha compiuto a danno della persona B, all’insaputa della stessa persona B danneggiata, mentre nell’etica laica e in qualunque etica “naturale” è solo il danneggiato che può perdonare chi lo ha offeso, presumibilmente, anche se non necessariamente, dopo una qualche forma di riparazione. La barbarie giuridica fatta legge dalla Chiesa cattolica, insomma; una pratica che non ha nemmeno riscontro nella maggioranza delle altre forme di culto cristiano. Come sempre: contenti loro …

    Comment by Condorcet — 12/16/2007 #

  14. Condorcet, lungi da me contraddire il tuo “credo” ma… se per te l’illuminismo è il fulcro della tua vita allora l’illuminismo, secondo il tuo iniziale commento, è la tua “droga” perciò da evitare… no? spero bene che tu non abbia una vita triste, la mia frase voleva solo mettere in luce questo semplice concetto: credere in qualcosa, Dio, L’uomo, La scienza, la natura, è essenziale per la vita di un uomo, ESSENZIALE. se ne diventa padrona allora è una “droga” e come tale da evitare..
    Cosi come troppo spesso la religione indica chi “non crede” come un peccatore (non in senso biblico ma in puro senso letterario) cosi troppo spesso chi non crede indica il credente come un pazzo, come colui che fugge le proprie paure in qualcosa che non esiste, un essere infantile. Anche un credente ha a che fare con la persona umana, anche un credente ha che fare con le cellule o con la ragione. ma non è quest’ultima la sola ed unica nostra guida. il solo fonte di sapere.
    In definitiva quello che intendo è che tutti crediamo in qualcosa, ma non tutti consideriamo il nostro credo come “giusto” e quello degli altri “infantile”.
    @Morgana
    E’ difficile far capire questo semplice concetto.
    per la serie ci sono 10 tipi di persone che capiscono il binario e chi no…

    Comment by Emanuele — 12/17/2007 #

  15. è nell’indole dell’uomo avere nel cuore qualcosa che va oltre il suo normale vivere, che sia un ‘ideale o una religione. Gli ideali in balia degli uomini hanno creato le ideologie che hanno fatto solo danni e le religoni che nonostante i limiti umani hanno fatto grandi cose.

    Comment by St.Peguy — 12/17/2007 #

  16. Che le religioni abbiano fatto grandi cose è tutto da discutere. Ne hanno fatte anche di pessime, grazie ai limiti umani, o nonostante questi.

    Comment by sveta — 12/17/2007 #

  17. Probabilmente si può affermare che singoli uomini di chiesa o credenti a vario titolo abbiano tratto motivazione ad agire in modo virtuoso dalla propria fede.
    Che le istituzioni religiose, in quanto tali, abbiano fatto grandi cose si scontra con l’analisi storica di molti eventi che hanno funestato l’umanità.
    Dalle crociate e dalle persecuzioni medievali sino ai giorni nostri.
    La setta religiosa si distingue, con poche nobili eccezioni, per il primario desiderio di convertire gli altri che non credono e, di conseguenza, il passo verso l’intolleranza, la persecuzione ed anche la violenza fisica è stato sempre piuttosto breve.
    Non parliamo, quindi, di ruolo sempre e costantemente positivo delle varie chiese.
    E’ un’affermazione assoluta che non trova risconto nella storia.
    Ci vuole un pò di relativismo anche in quest’analisi.
    Certo non si può praticarlo se si parte da una presunta superiorità etica e culturale.
    Che non esiste se ci si riferisce al complesso dei credenti.
    Basta parlare con qualche fedele frequentatatore di chiesa ed oratorio per capire subito, lodevoli e limitate eccezioni a parte, che la religione viene sempre più vista come uno strumento (anche una clava per essere precisi) da brandire contro coloro che consideriamo diversi da noi e che, con questa scusa fantastica, possiamo attaccare senza remore.
    Il che, lo comprendo, aiuta molto a sfogarsi in tempi dove gli psicanalisti costano.

    Comment by S.Just — 12/17/2007 #

  18. L’affermazione secondo cui il credente e l’ateo pari sono, perché alla fin fine sempre di “fede” si tratta - nell’esistenza o nella non esistenza di Dio - posto che sia l’una che l’altra sono indimostrabili, sembra condivisibile ma a ben vedere non lo é, perché non distingue a chi tra i due spetti l’onere della prova.
    E’ famoso il paradosso della teiera celeste, di Bertrand Russell.

    “Molti credenti sembrano ritenere che sia compito degli atei confutare i dogmi vigenti anziché compito dei credenti dimostrare la verità di ciò in cui credono. E’ un errore, naturalmente. Se sostenessi che esiste, tra la Terra e Marte, una teiera di porcellana che gira intorno al sole con orbita ellittica, nessuno potrebbe confutare la mia asserzione, purchè fossi abbastanza prudente da specificare che la teiera é troppo piccola per essere individuata dai più potenti telescopi terrestri. Ma se aggiungessi che siccome la mia asserzione non può essere confutata, é un’intollerabile presunzione della ragione dubitare dell’esistenza della teiera, si avrebbe motivo di ritenere il mio discorso sciocco. Se però la storia della teiera comparisse in antichi testi, se ogni domenica venisse definita dal pulpito come una verità sacra e se a scuola venisse insegnata ai bambini, non credervi diverrebbe segno di eccentricità e lo scettico potrebbe essere mandato dalla psicanalista in epoche illuminate, o dall’inquisitore in altre più oscure.”

    Comment by F.Maria Arouet — 12/18/2007 #

  19. @F.Maria Arouet
    per quanto mi riguarda io non devo dimostrare niente a nessuno.. la fede è un qualcosa di personale e riguarda me e la mia vita. è un qualcosa che vivo quotidianamente e che non impongo a nessuno ergo non ho bisogno di prove… Un estremista, sia esso credente o no ha semmai bisogno, per soddisfazione personale credo, di dimostrare che l’altro sbaglia.
    D’altro canto ti chiedo: qualcuno è mai riuscito a vedere un elettrone? eppure “esiste”..

    Comment by Emanuele — 12/18/2007 #

  20. @19Emanuele

    A vedere l’elettrone con gli occhi non c’è mai riuscito nessuno, ma con altri strumenti altrettanto concreti si. L’elettrone esiste non tra virgolette, ma concretamente, in quanto parte della materia capace di produrre effetti misurabili.
    Per quel che riguarda la fede, finchè la si vive come fatto privato sono assolutamente d’accordo con te: ognuno la vive come gli pare e non deve portare prove a nessuno.
    Ma se il credente pretende di far marciare gli altri secondo la propria morale, magari chiamandola “naturale” per far sì che non sembri troppo un’imposizione, allora deve prima dimostrare che la teiera celeste esiste.
    Non credo che questa sia una pretesa da irragionevole estremista.

    Comment by F.Maria Arouet — 12/18/2007 #

  21. dell’elettrone misuri gli effetti, quindi dici che c’è. della fede io misuri gli effetti che ha su chi crede quindi dico che c’è.
    l’elettrone lo misuri con strumenti concreti. la fede la misuro con il mio modo guardare la vita, del tutto personale ribadisco, ma lo faccio.
    Dov’è la differenza? è perchè è più facile credere al risultato di uno strumento (creato dall’uomo quindi imperfetto) piuttosto che alle parole di una persona credente (in quanto persona assolutamente lontana dell’essere perfetta)? L’imposizione poi fa parte del campo “droga” di cui l’argomento del post. io non impongo nulla e non ti chiedo di dimostrarmi nulla.
    Io non sono il Papa, non sono un Vescovo ne un rappresentante dell’Opus Dei. non impongo nulla. Tu (non tu in quanto F.Maria Arouet ma tu in generale non credente “illuminato”) non sei Einstein ne Werner Heisenberg ne Max Planck. non c’è bisogno di dirmi che sono un illuso o infantile o pazzo perchè credo in qualcosa che tu con il tuo strumento scientifico non puoi misurare. nemmeno questo è da estremista però.. capita sempre più spesso.
    Credo infine che sia tranquillamente possibile che ci siano uomini di fede che credano nella scienza e viceversa, senza che una delle due venga considerata l’unica fonte di verità.

    Comment by Emanuele — 12/18/2007 #

  22. In realtà la stragrande maggioranza degli scienziati (quelli veri non i finti ricercatori italiani) si dichiara non credente.
    Negli Stati Uniti si autodefiniscono bright.
    Esiste, è vero, una limitata minoranza che si dichiara credente.
    Ma il sostanziale disprezzo della chiesa più retriva, ben rappresentata dall’attuale responsabile, la dice lunga sulla difficoltà che incontra la ricerca scientifica nel nostro paese

    Comment by S.Just — 12/18/2007 #

  23. La causa prima delle difficoltà della ricerca scientifica però la devi ricerca nella classe politica (sia essa di dx o di sx) più che nella chiesa. il discorso è sempre quello, sbaglia il bambino viziato a chiedere o il genitore a concedere tutto? La chiesa, in quanto istituzione chiede perchè è in crisi per tanti motivi ma se la politica non concedesse alla cieca su tutto il fronte forse, dico forse, la ricerca scientifica ne beneficierebbe. non credi?
    Di sicuro ci sarebbero molte meno polemiche e molti più soldi da destinare altrove.
    hai parlato degli States, pur essendo un paese profondamente Religioso appoggia moltissimo la ricerca scientifica (non a caso molte menti nostrane sono emigrate li).
    Ma non è colpa della religione (non più di tanto) o del credente ma del politichino che per 4 voti in più abbassa la testa. E’ una questione di mancanza di attributi più che di disprezzo.
    Però questa è la chiesa, fatta di uomini, perciò non infallibile; so qual’è ora il commento che ti può sorgere ma la stragrande maggioranza dei credenti, quelli che se vuoi puoi chiamare moderati ma ti assicuro che sono la maggior parte, non credono ciecamente che tutto quello che dice il papa sia legge, come caproni che seguono in fila indiana il pastore (non mario :-)). Spesso il credente è visto così, con le ostie sugli occhi e via, giù a pi greco mezzi..
    il mio pensiero era incentrato sulla fede, mia, personale, assolutamente non dimostrabile, ma presente e reale. non sulla chiesa. E’ un pò la differenza che passa fra la scienza e gli scienziati. l’una bella, reale, perfetta, onniscente. gli altri semplici uomini con le loro imperfezioni e le loro paure, con i loro pregi e con i loro numerosissi difetti.

    Comment by Emanuele — 12/18/2007 #

  24. Emanuele..

    Abbiamo lo stesso modo di porsi…

    Per lo strumento che misura l’esistenza di Dio e la sua grandezza…forse l’uomo no l’ha ancora inventato (un microscopio alternativo!)
    ma…
    basta alzare lo sguardo e farsi un paio di domande…

    La Chiesa è una “cosa”…la fede è altro!

    Comment by Anonymous — 12/18/2007 #

  25. Non sapevo che il 35% (percentuale massima raggiunta nelle università top, i dati qui: http://religion.ssrc.org/reforum/Gross_Simmons.pdf ) fosse la stragrande maggioranza… praticamente Prodi con il 49,9999999999% può dichiararsi monarca assoluto… se solo lo sapesse…

    Comment by Anonymous — 12/18/2007 #

  26. nel diagramma….. in giallo…. quasi sempre sopra il 50….. believe in god…. cosa vuol dire allora? che gli diciamo a Prodi?!

    Comment by Emanuele — 12/18/2007 #

  27. “l’elettrone lo misuri con strumenti concreti. la fede la misuro con il mio modo guardare la vita, del tutto personale ribadisco, ma lo faccio. Dov’è la differenza?”

    Amico mio, lontanissima da me l’idea di darti del pazzo, ma lo sappiamo entrambi che ci sono numerosissimi esempi di persone assolutamente convinte di vedere ciò che non c’è. Mentre un onesto metro misura sempre un metro, sia che l’adoperio io, sia che l’adoperi tu.
    Con questo non voglio dire che tu hai torto a credere ed io ragione a non credere.
    Voglio semplicemente dire che la gente nel suo privato può credere quel che gli pare, senza che la faccenda mi procuri alcun fastidio; mentre me ne procura, e molto, se pretende d’impancarsi a dispensatrice di verità.
    E si dà il caso che questa pretesa non l’abbiano mai avuta Einstein, o Heisenberg o Max Plank, bensì gente che si faceva chiamare Pio, o Paolo, o Benedetto.

    Comment by F.Maria Arouet — 12/18/2007 #

  28. Ma io non ti dirò mai di aver visto dio (per lo meno fin’ora) come tu non potrai mai dire (per lo meno fin’ora) di aver visto un elettrone!!
    E nemmeno io ti dirò mai che hai ragione o hai torto! ed è proprio qui il punto…
    Di contro anche a me da molto fastidio sentire frasi tipo “E’ molto meglio essere umanisti che credenti perchè tu non puoi dimostrare bla bla bla mentre io bla bla” perchè più che un opinione personale è un orazione alla perfezione al tuo credo! per te sicuramente lo è per me magari no! io magari sono entrambe le cose o nessuna di esse.

    Comment by Emanuele — 12/18/2007 #

  29. “Ma io non ti dirò mai di aver visto dio (per lo meno fin’ora) come tu non potrai mai dire (per lo meno fin’ora) di aver visto un elettrone!!”

    Mi ricorda il discorso di quel tale che sosteneva che non poteva vedersi neppure il buco del culo, che pur tuttavia esisteva, e dunque la stessa cosa poteva valere per Dio.

    Lo capisci da te quanto valga un’argomentazione del genere.
    Mi sembra inutile ricordarti che mentre nessuno ha mai pensato di poter “vedere” Dio, nè di possedere i mezzi per poterne provare l’esistenza, l’elettrone è stato prima teorizzato e poi scoperto più di cent’anni fa.

    Comment by F.Maria Arouet — 12/18/2007 #

  30. Questa è una splendida discussione. Non me ne sento all’altezza, quindi non intervengo se non per dirvi che potrei andare avanti a leggervi con piacere per ore.

    Comment by sveta — 12/18/2007 #

  31. @Sveta
    Per me è molto piacere riuscire a fare una discussione tranquilla come questa. E’ una cosa rara

    Comment by Anonymous — 12/20/2007 #

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  34. In questa discussione si ragiona come se qualunque opinione fosse equivalente.
    Ovvero: “Due più due fa quattro, ma io preferisco credere che due più due faccia cinque e mi tengo questa mia convinzione personale perchè soddisfa me, con il mio modo di concepire la vita. Certo ci credo per fede, ma tu che dici che due più dua fa quattro sai veramente dirmi quale è l’essenza del numero 4 o del numero in generale ? Probabilmente no e quindi vedi che ognuno di noi può serenamente tenere per buona la sua convinzione.”

    La conoscenza, per la scienza, è sempre provvisoria e anzi il metodo scientifico prevede che ogni sforzo sia fatto per cercare di demolire le teorie che al momento paiono più certe proprio per misurarne il valore e, trovata qualche discrepanza, elaborare teorie più avanzate. Così è avanzata la conoscenza umana.

    Nulla a che vedere con le concezioni assolute delle religioni, che elaborano un tipo di conoscenza che non ha nulla a che fare con il nostro mondo o con qualcosa che sia verificabile, confermabile o confutabile.

    Giusto che ognuno sia libero di avere la concezione che preferisce, ma se uno propone una concezione che ha un’infinitesima probabilità di essere vera o che non è nemmeno verificabile la cosa lascia totalmente indifferente la persona razionale o suscita al più un interesse da un punto di vista dell’antropologia culturale (”Mo’ guarda che strane concezioni la mente umana è capace di elaborare”).

    Le concezioni religiose sono di questo tipo. Benissimo, nulla da dire: rientrano nel grande campo dei fenomeni culturali umani.
    Ma - come dice Russell per la famosa teiera - se su una di queste concezioni sorgono imperi, si fanno guerre, si sterminano intere popolazioni, si stringono società nella morsa della repressione più sfrenata, come fece la “Santa” Inquisizione, lasciatemi dire che allora queste concezioni hanno un tale impatto sociale da richiedere un qualche tipo di fondamento o di dimostrazione, che vada al di là del semplice “a me piace pensarla così anche in assenza di prove”.

    Inoltre si verifica la fastidiosa tendenza di chi ha credenze del tipo religioso all’imposizione delle sue credenze all’intera società, tendenza alla base delle guerre di religione e di parecchi tra le peggiori tragedie che l’umanità ha vissuto.
    Nella storia, Cristianesimo e Islam possono contendersi il primato in questa classifica, anche se oggi è indubbiamente l’Islam che offre le più pericolose armi ideologiche a violenti individuali e a massacratori di popoli di professione.

    Io mi tengo stretta la mia ragione, che - per carità - non mi può dare tutte le risposte nè glielo chiedo, ma mi offre un metodo per conoscere sempre di più e sempre meglio.

    Comment by Condorcet — 12/22/2007 #

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