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	<title>Comments on: &#8220;Il furto&#8221;</title>
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	<pubDate>Sat, 22 Nov 2008 06:53:19 +0000</pubDate>
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		<title>By: Sveta</title>
		<link>http://www.vivereacomo.com/2007/12/24/il-furto/#comment-142526</link>
		<dc:creator>Sveta</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Jan 2008 09:26:10 +0000</pubDate>
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		<description>Ciao Morgana, lo avevo letto questo articolo, la cosa che più stupisce è che fossero stati fatti proclami tipo "lunedi 7 gennaio partiranno i primi camion per Casteggio" e chi avrebbe dovuto riceverli non ne sapesse niente. Una ennesima prova di strafottenza e superficialità...
E intanto le macerie non si muovono, farebbero bene a ricostruirla 'sta Ticosa!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao Morgana, lo avevo letto questo articolo, la cosa che più stupisce è che fossero stati fatti proclami tipo &#8220;lunedi 7 gennaio partiranno i primi camion per Casteggio&#8221; e chi avrebbe dovuto riceverli non ne sapesse niente. Una ennesima prova di strafottenza e superficialità&#8230;<br />
E intanto le macerie non si muovono, farebbero bene a ricostruirla &#8217;sta Ticosa!</p>
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		<title>By: Morgana</title>
		<link>http://www.vivereacomo.com/2007/12/24/il-furto/#comment-142136</link>
		<dc:creator>Morgana</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 Jan 2008 13:37:43 +0000</pubDate>
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		<description>TICOSA, VIAGGIO NEL PAESE DELLE QUERELLE 
   
   
  


Quando, intorno al 222 avanti Cristo, Annibale si fermò per abbeverare i suoi elefanti a Clastidium non avrebbe potuto immaginare che, un paio di millenni dopo, la stessa terra avrebbe ospitato una discarica dedicata ai materiali inerti. 
Leggenda, forse, il passaggio del condottiero cartaginese ma la 'Fontana di Annibale' a Clastidium, oggi Casteggio, c'è ancora. Sorge poco fuori del centro abitato, lungo la via Emilia.
Un paese di 6.700 anime che dalla pianura si sviluppa verso la cima a uno di quei tanti colli, il Pistornile, che hanno favorito la coltivazione delle vigne del Pavese.
Oggi Casteggio è un paese che offre itinerari turistici, archeologici e un monastero. La discarica che dovrebbe ospitare i detriti dell'ex Ticosa sorge a circa 3 km dal centro storico. 
Un avvallamento, un buco molto grande che non soddisfa l'occhio di chi attende cumuli di spazzatura o forni inceneritori. 
Lo smaltimento dei materiali inerti (mattoni, cemento, detriti non inquinanti) è un'altra cosa. Si riempiono fosse per quasi tutta la loro altezza, quindi si dispone uno strato di terra e si piantano alberi e arbusti. 
La discarica Ari è un terreno bonificato dall'azienda che gestisce il servizio, la Alan Srl. La zona, per 30 anni, ha ospitato cave di argilla e un vecchio rudere che, quando abbattuto, ha prodotto 7mila metri quadrati di cemento-amianto. Tutto smaltito. Oggi, intorno alla discarica, si coltiva. «Noi non ci opponiamo a Como, in nessun modo. Credo che la questione sia stata in qualche modo gonfiata - sottolinea l'assessore all'Ambiente di Casteggio, Michele Rossetti - La storia è semplice - aggiunge evidenziando che questa è la posizione di tutta l'amministrazione - Se dal Lario arriva l'amianto la discarica non può smaltirlo».
I detriti della Ticosa di Como, come definito dalle prescrizioni fissate da Arpa e Noe lo scorso dicembre, sono però «rifiuti speciali non pericolosi, in quanto contaminati da elementi di amianto della qualità crisolito». 
«Evidenze che per noi bastavano, almeno per partire con il lavoro - sottolinea Alberto Castiglioni, direttore tecnico della Alan - Comunque, prima di smaltire i detriti, avremmo caratterizzato nuovamente il rifiuto con nostre analisi. Test che inoltre vengono ripetuti a campione sui camion, anche durante le procedure di consegna e smaltimento». 
I detriti dell'ex tintostamperia sono stati identificati con un codice a sei cifre definito dal catalogo europeo per i rifiuti: 170904, vale a dire materiali «misti provenienti da demolizione e costruzione». Niente pericolo ambientale, per tradurre.
La bolla però è scoppiata sabato scorso. «Secondo un notiziario radio - racconta Rossetti - camion carichi di macerie e amianto erano già partiti da Como in direzione Casteggio, ne ho chiesto conto alla Alan». 
La ditta, però, non ne sapeva nulla. 
«Eravamo appena tornati dalle ferie - spiega Castiglioni - siamo caduti dalle nuvole, nessuna procedura di smaltimento su Como era stata attivata. Questo impianto, per legge, non può trattare rifiuti speciali. Anche alcuni organi di stampa hanno parlato di amianto già arrivato e scaricato. Questa discarica applica parametri e procedure ancora più rigidi di quelli normativi». L'allarme, però, era partito. Per questo la Alan ha deciso di fermare tutto per qualche giorno e valutare il da farsi. «Noi non diciamo un no pregiudiziale a Como ma a questo punto - precisa Castiglioni - dobbiamo anche mantenere buoni rapporti con l'amministrazione cittadina. Perciò abbiamo stilato un protocollo speciale, rigidissimo, che aumenta fortemente i controlli sui detriti lariani. Un programma di lavoro che abbiamo inoltrato al Comune di Casteggio. Se lo condivideranno, saremo pronti a partire». 
L'amministrazione si riunirà per decidere lunedì sera. «Il sindaco, Michele Manfra - spiega Rossetti - ha convocato capigruppo e assessori per una riunione informativa ma va precisato che non siamo noi a dover autorizzare o bloccare alcunché. La nostra è una funzione di controllo. Ci limiteremo a esprimere un giudizio sulle procedure proposte. L'azienda è privata e prende le decisioni in autonomia». Il gesto della Alan, in municipio, è stato apprezzato. Mancano le conferme ufficiali ma sembra che nulla osterebbe al protocollo proposto. La risposta definitiva arriverà martedì mattina.
Il nuovo standard operativo, studiato dalla Alan, prevede che l'azienda - presumibilmente già a partire da mercoledì - dia il via a una prima «caratterizzazione base» dei detriti della Ticosa. Quindi, subito dopo, attivi una seconda fase di analisi del pietrisco, eseguita in loco, con prelievi ogni 400 metri cubi (sui 4mila totali). 
«Un margine strettissimo - sottolinea Castiglioni - molto più che preciso e ben al di sopra di quanto previsto dalla legge». La proposta, inoltre, prevede anche un coinvolgimento dell'Arpa di Como. «Non l'abbiamo ancora contattata - dice il direttore -ma vorremmo agire in parallelo per una massima chiarezza». Il valore limite perché la presenza di amianto non sia giudicata pericolosa è di mille milligrammi per chilo. «Anche con valori prossimi alle soglie - evidenzia il dirigente - rifiuteremmo il lavoro e rifaremmo gli esami da capo».
Conti alla mano, tra analisi e attesa degli esiti, ammesso non vi siano nuovi ostacoli, il primo camion dei 200 previsti potrebbe partire dai ruderi di viale Innocenzo, con le sue 30 tonnellate di materiale, non prima del 10 febbraio. Il cantiere, dunque, di fatto subirà un nuovo, ennesimo, rallentamento e questo è, al momento, l'unico dato certo.
Alla discarica Ari solo alcune parti della grossa buca hanno raggiunto la soglia massima. Manca qualche metro per arrivare al livello del terreno. Sono quelli deputati a ospitare la terra dove cresceranno nuove piante. I 4mila metri quadrati di detriti della Ticosa, se arriveranno, saranno 'spalmati' fino a diventare un sottile strato di terriccio. 
Di sicuro non colmeranno completamente il punto in cui verranno scaricati. 
Ma non è male pensare che quanto rimane dell'ex tintostamperia, tra qualche tempo e se tutto andrà bene, potrebbe diventare la base d'appoggio per latifogli, faggi e querce.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>TICOSA, VIAGGIO NEL PAESE DELLE QUERELLE </p>
<p>Quando, intorno al 222 avanti Cristo, Annibale si fermò per abbeverare i suoi elefanti a Clastidium non avrebbe potuto immaginare che, un paio di millenni dopo, la stessa terra avrebbe ospitato una discarica dedicata ai materiali inerti.<br />
Leggenda, forse, il passaggio del condottiero cartaginese ma la &#8216;Fontana di Annibale&#8217; a Clastidium, oggi Casteggio, c&#8217;è ancora. Sorge poco fuori del centro abitato, lungo la via Emilia.<br />
Un paese di 6.700 anime che dalla pianura si sviluppa verso la cima a uno di quei tanti colli, il Pistornile, che hanno favorito la coltivazione delle vigne del Pavese.<br />
Oggi Casteggio è un paese che offre itinerari turistici, archeologici e un monastero. La discarica che dovrebbe ospitare i detriti dell&#8217;ex Ticosa sorge a circa 3 km dal centro storico.<br />
Un avvallamento, un buco molto grande che non soddisfa l&#8217;occhio di chi attende cumuli di spazzatura o forni inceneritori.<br />
Lo smaltimento dei materiali inerti (mattoni, cemento, detriti non inquinanti) è un&#8217;altra cosa. Si riempiono fosse per quasi tutta la loro altezza, quindi si dispone uno strato di terra e si piantano alberi e arbusti.<br />
La discarica Ari è un terreno bonificato dall&#8217;azienda che gestisce il servizio, la Alan Srl. La zona, per 30 anni, ha ospitato cave di argilla e un vecchio rudere che, quando abbattuto, ha prodotto 7mila metri quadrati di cemento-amianto. Tutto smaltito. Oggi, intorno alla discarica, si coltiva. «Noi non ci opponiamo a Como, in nessun modo. Credo che la questione sia stata in qualche modo gonfiata - sottolinea l&#8217;assessore all&#8217;Ambiente di Casteggio, Michele Rossetti - La storia è semplice - aggiunge evidenziando che questa è la posizione di tutta l&#8217;amministrazione - Se dal Lario arriva l&#8217;amianto la discarica non può smaltirlo».<br />
I detriti della Ticosa di Como, come definito dalle prescrizioni fissate da Arpa e Noe lo scorso dicembre, sono però «rifiuti speciali non pericolosi, in quanto contaminati da elementi di amianto della qualità crisolito».<br />
«Evidenze che per noi bastavano, almeno per partire con il lavoro - sottolinea Alberto Castiglioni, direttore tecnico della Alan - Comunque, prima di smaltire i detriti, avremmo caratterizzato nuovamente il rifiuto con nostre analisi. Test che inoltre vengono ripetuti a campione sui camion, anche durante le procedure di consegna e smaltimento».<br />
I detriti dell&#8217;ex tintostamperia sono stati identificati con un codice a sei cifre definito dal catalogo europeo per i rifiuti: 170904, vale a dire materiali «misti provenienti da demolizione e costruzione». Niente pericolo ambientale, per tradurre.<br />
La bolla però è scoppiata sabato scorso. «Secondo un notiziario radio - racconta Rossetti - camion carichi di macerie e amianto erano già partiti da Como in direzione Casteggio, ne ho chiesto conto alla Alan».<br />
La ditta, però, non ne sapeva nulla.<br />
«Eravamo appena tornati dalle ferie - spiega Castiglioni - siamo caduti dalle nuvole, nessuna procedura di smaltimento su Como era stata attivata. Questo impianto, per legge, non può trattare rifiuti speciali. Anche alcuni organi di stampa hanno parlato di amianto già arrivato e scaricato. Questa discarica applica parametri e procedure ancora più rigidi di quelli normativi». L&#8217;allarme, però, era partito. Per questo la Alan ha deciso di fermare tutto per qualche giorno e valutare il da farsi. «Noi non diciamo un no pregiudiziale a Como ma a questo punto - precisa Castiglioni - dobbiamo anche mantenere buoni rapporti con l&#8217;amministrazione cittadina. Perciò abbiamo stilato un protocollo speciale, rigidissimo, che aumenta fortemente i controlli sui detriti lariani. Un programma di lavoro che abbiamo inoltrato al Comune di Casteggio. Se lo condivideranno, saremo pronti a partire».<br />
L&#8217;amministrazione si riunirà per decidere lunedì sera. «Il sindaco, Michele Manfra - spiega Rossetti - ha convocato capigruppo e assessori per una riunione informativa ma va precisato che non siamo noi a dover autorizzare o bloccare alcunché. La nostra è una funzione di controllo. Ci limiteremo a esprimere un giudizio sulle procedure proposte. L&#8217;azienda è privata e prende le decisioni in autonomia». Il gesto della Alan, in municipio, è stato apprezzato. Mancano le conferme ufficiali ma sembra che nulla osterebbe al protocollo proposto. La risposta definitiva arriverà martedì mattina.<br />
Il nuovo standard operativo, studiato dalla Alan, prevede che l&#8217;azienda - presumibilmente già a partire da mercoledì - dia il via a una prima «caratterizzazione base» dei detriti della Ticosa. Quindi, subito dopo, attivi una seconda fase di analisi del pietrisco, eseguita in loco, con prelievi ogni 400 metri cubi (sui 4mila totali).<br />
«Un margine strettissimo - sottolinea Castiglioni - molto più che preciso e ben al di sopra di quanto previsto dalla legge». La proposta, inoltre, prevede anche un coinvolgimento dell&#8217;Arpa di Como. «Non l&#8217;abbiamo ancora contattata - dice il direttore -ma vorremmo agire in parallelo per una massima chiarezza». Il valore limite perché la presenza di amianto non sia giudicata pericolosa è di mille milligrammi per chilo. «Anche con valori prossimi alle soglie - evidenzia il dirigente - rifiuteremmo il lavoro e rifaremmo gli esami da capo».<br />
Conti alla mano, tra analisi e attesa degli esiti, ammesso non vi siano nuovi ostacoli, il primo camion dei 200 previsti potrebbe partire dai ruderi di viale Innocenzo, con le sue 30 tonnellate di materiale, non prima del 10 febbraio. Il cantiere, dunque, di fatto subirà un nuovo, ennesimo, rallentamento e questo è, al momento, l&#8217;unico dato certo.<br />
Alla discarica Ari solo alcune parti della grossa buca hanno raggiunto la soglia massima. Manca qualche metro per arrivare al livello del terreno. Sono quelli deputati a ospitare la terra dove cresceranno nuove piante. I 4mila metri quadrati di detriti della Ticosa, se arriveranno, saranno &#8217;spalmati&#8217; fino a diventare un sottile strato di terriccio.<br />
Di sicuro non colmeranno completamente il punto in cui verranno scaricati.<br />
Ma non è male pensare che quanto rimane dell&#8217;ex tintostamperia, tra qualche tempo e se tutto andrà bene, potrebbe diventare la base d&#8217;appoggio per latifogli, faggi e querce.</p>
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		<title>By: Sir Percy Blakeney</title>
		<link>http://www.vivereacomo.com/2007/12/24/il-furto/#comment-140307</link>
		<dc:creator>Sir Percy Blakeney</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Dec 2007 00:44:38 +0000</pubDate>
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		<description>@Kopperfield: Deceduto forse sei te ed il brutto e' che non lo sai.</description>
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		<title>By: sveta</title>
		<link>http://www.vivereacomo.com/2007/12/24/il-furto/#comment-140292</link>
		<dc:creator>sveta</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Dec 2007 22:32:30 +0000</pubDate>
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		<description>@ 2

Deceduta un cazzo! Sarà più di là che di qua la città preda dei ciellini e dei loro ruffiani, ma non certo questo blog...&gt;:p</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@ 2</p>
<p>Deceduta un cazzo! Sarà più di là che di qua la città preda dei ciellini e dei loro ruffiani, ma non certo questo blog&#8230;>:p</p>
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	<item>
		<title>By: speaker's corner</title>
		<link>http://www.vivereacomo.com/2007/12/24/il-furto/#comment-140280</link>
		<dc:creator>speaker's corner</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Dec 2007 20:31:03 +0000</pubDate>
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		<description>Gli Inglesi mi dicono : "When In ROME, do what the ROMAN DO"</description>
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		<title>By: speaker's corner</title>
		<link>http://www.vivereacomo.com/2007/12/24/il-furto/#comment-140279</link>
		<dc:creator>speaker's corner</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Dec 2007 20:25:46 +0000</pubDate>
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		<description>Fusion or Confusion? That's is the problem..8-&#124;</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Fusion or Confusion? That&#8217;s is the problem..8-|</p>
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	<item>
		<title>By: kopperfield</title>
		<link>http://www.vivereacomo.com/2007/12/24/il-furto/#comment-140259</link>
		<dc:creator>kopperfield</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Dec 2007 17:05:39 +0000</pubDate>
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		<description>"vivereacomo" è deceduta... spb chiudi baracca e diventa utente di cloro, visto che in fatto di utenti anch'essa è assai scarsetta.</description>
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		<title>By: sveta</title>
		<link>http://www.vivereacomo.com/2007/12/24/il-furto/#comment-138790</link>
		<dc:creator>sveta</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Dec 2007 12:45:40 +0000</pubDate>
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		<description>Che bello, Ã¨ come un regalo sotto l'albero...:"&#62;</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Che bello, Ã¨ come un regalo sotto l&#8217;albero&#8230;:&#8221;&gt;</p>
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