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Son tutte vergini
Oh! Sentite! S’ode a sinistra lo sdegno e lo sgomento, per l’ennesimo ricatto di berlusconi.
Tutti sconvolti, rimasti a bocca aperta, come fossero una congrega di vergini, innanzi a un uomo nudo (e per giunta ben dotato).
Solo D’Alema ha avuto il buon gusto di non fingere, di non averne mai visto uno.
Noi, che da tempo sappiamo, abbiamo sì lo stupore, perché ancora non riusciamo a comprendere come Veltroni possa discutere e trattare col più disonesto di tutti.
Noi sappiamo che berlusconi è uso alla logica mafiosa del ricatto, e quindi non possiamo certo fingere d’esserne rimasti sconvolti.
L’altro giorno scrivevo del mio disappunto, per quanto dichiarato da Veltroni: “Impensabile fare le riforme senza berlusconi.”
Oggi ribadisco: è impensabile discutere di qualunque cosa con berlusconi.
Personalmente continuo a sentirmi offesa, ogni volta che si accosta il nome sinistra a questo governo, ed oltraggiata quando dichiarano il PD, un partito di sinistra.
Se qualcosa fosse rimasto davvero, della nostra identità, nelle forze che oggi stanno al governo, e che solo in teoria dovrebbero rappresentarci, l’Italia sarebbe in cammino verso il recupero morale, più volte auspicato.
Io non so se la legge Gentiloni, sarà mai approvata, ma se proprio dovessi azzardare una previsione, direi di no.
Primo, perché a quest’ora il riordino delle televisioni, e la legge sul conflitto di interessi, dovrebbero già essere state archiviate.
Secondo, perché la mafiosità berlusconiana, ha tristemente fatto scuola nel sistema politico italiano.
Si è retto o no, a stento, questo governo, solo cedendo di volta in volta, ai ricatti dei vari dini o mastella?
E allora sarebbe il caso di non cedere alla tentazione di voler passare anche noi, per giovani donzelle illibate, e ricordare una volta di più, che il potere è in mano nostra “popolo sovrano”.
Il potere delle urne, per esempio; il potere di NON recarci alle urne.


Spero finalmente che alla prossima molti di noi non vadano alle urne. Servirà a poco, ma è ora davvero di smetterla di votare per il meno peggio. Quale sarà poi??
Comment by sveta — 01/16/2008 #
Resta il fatto che il Cav. rappresenta il 30% della popolazione, e coi suoi alleati, subito dopo - e nonostante - cinque anni di governo allucinante, il 50% (meno qualcosina) dell’Italia che vota. Forse di più, contando le vecchiette che nonostante tutto non escono per andare al seggio. Ora certamente di più, visti i disastri di comunicazione della banda Prodi.
Quando il centrodx approvò, senza alcun coinvolgimento dell’allora opposizione, il “Porcellum”, tutti noi dicemmo: è una vera schifezza quel che avete fatto, le leggi elettorali stabiliscono regole fondamentali e come tali, queste regole andrebbero condivise il più possibile con chi la pensa diversamente.
Ora possiamo fingere che la regola non valga più, che ce ne si possa fregare di quel 30-40-50%, solo perchè due anni fa hanno preso 21.000 voti in meno di chi ha vinto?
Se, da un punto di vista politica, si può aborrire la dubbia moralità del Cavaliere, da quello istituzionale bisogna ricordarsi che non si sta “discutendo con Berlusconi” (come scrive l’autrice del post), si sta discutendo con il legittimo rappresentante di almeno un terzo della popolazione italiana.
Comment by paperogiallo — 01/16/2008 #
C’è bisogno di un nuovo organico sull’intero asse dirigente, che abdichi al fare di questi ultimi decenni. Il non votare i matusalemme e gli inciuciari è già un primo passo, bisogna attendere però che la politica partorisca qualche elemento capace di incamminarsi sulla via della rappresentanza dell’elettore stoppando gli interessi privati o di parte.
Quella di oggi è una pianta divorata al proprio interno dal baco dell’interesse privato, sana fuori e marcia dentro, il popolo potrebbe essere il vento che l’abbatte. Di cure non c’è n’è. E non si vogliono i polloni, nuove piante dalle radici della vecchia. Ci vuole una pianta nuova, per cortesia niente querce ed ulivi, tutte prive di frutta, un ciliegio capace di nutrire il popolo potrebbe starci, come al popolo andrebbe la cura e la manutenzione dell’albero stesso.
Comment by breva — 01/19/2008 #
Sarà un’impressione ma serpeggia un po di panico in vista del nuovo sistema elettorale. Una maionese impazzita bipartisan, forse le orecchie sentono il vento di un cambiamento non epocale, ma certo uno sconquasso del sistema che da tempo regola le forze in campo.
Sto referendum, additato come una merda, sembrerebbe rompere lo scambio di coppia in auge da tempo, di qua e di la si parlano addosso e si parlano contro. Carino. Segno che vedano la probabile fine del sentiero e l’aprirsi del burrone? Vartere corre da solo, il maratoneta nel deserto, Silvio cambia idea ogni tre per due, altri s’incazzano perchè han capito che, in 4 gatti, contano poco, l’idea di tarpare le ali alle coalizioni fa venir fifa? Bene.
Passaggio delicato, QUI IL POPOLO NON DOVREBBE PERDERE L’OCCASIONE. Cominciamo a far morire i partituccoli vah, che è già un primo passo.
Comment by breva — 01/20/2008 #
Mah, io ho come l’idea che con il 30-35% (x2) che votano FI o PD, saremo ancora più schiavi dei Fioroni e dei Pisanu. Nessuno è bravo quanto un ex-dc a salire sulla barca che non affonda, e tanti ex-dc insieme significano l’immobilismo. Le soluzioni sono solo due: far finta che lo Stato non esista (ma devi potertelo permettere, soprattutto economicamente), o cambiare Stato, nel senso di “emigrare”. Tertium non datur, purtroppo, perchè la nostra mancanza di radici politiche ci “permette” di digerire qualsiasi cosa, come i referendum sistematicamente disattesi e aggirati (finanziamento pubblico ai partiti, Ministero dell’Agricoltura, legge elettorale maggioritaria con l’uninominale… ve li ricordate?)
Comment by paperogiallo — 01/21/2008 #