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Inopportuna
“Inopportuna” è stata definita la visita del papa alla Sapienza. La parola è stata scelta dal Vaticano, non dai professori critici o dagli studenti in subbuglio. Inopportuna è tuttavia un trucchetto lessicale per confondere le acque della questione; così la colpa sembra ritornare indietro a chi, opportunamente, ha espresso il diritto di critica ovvero quello di non voler ascoltare una predica del professor Ratzinger proprio nel giorno di apertura dell’anno accademico. Ci potevano essere altri momenti più opportuni, appunto.
Che Ratzinger sia prof emerito e vescovo di Roma di fatto e papa conta poco. I riti - come ci insegna la chiesa - si celebrano secondo la consuetudine che non prevede altri protagonisti che il rettore e il senato accademico, ospiti a parte.
Tutta questa faccenda è il bel risultato di una sconfortante superficialità delle parti in causa che ha trascinato Italia e mondo in un istantaneo dibattito sulla democrazia, sulla libertà della chiesa (o
Se la gerarchia ecclesiastica rispettasse gli ambiti sociali e culturali che le sono propri e la smettesse di invadere spazi impropri (per conquistare pagine e passaggi mediatici?) anche ai laici verrebbe più voglia di ascoltare. Di Benedetto XVI, dopo aver letto le due encicliche, i discorsi settimanali, parecchi interventi di varia natura e qualche libro anche il più curioso dei laici non si entusiasma (chiedetelo ai preti che non li leggono). Per arrivare al dialogo efficace bisogna almeno superare l’ambito ristretto dell’autoriferimento culturale che, troppo spesso porta anche alla noia.
Il discorso che Benedetto XVI avrebbe letto alla Sapienza.


Manifestare un’idea contraria è legittimo, aolla faccia di chi ha volutamente dato un riscontro mediatico colossale alla cosa additando poi i contestatori in ogni modo, dai riferimenti alla censura, a quelli all’ignoranza.
L’invito mi sembra quantomai fuori luogo, non solo per le idee espresse dal papa a carattere scientifico, ma soprattutto per i possibili riscontri e contestazioni da parte sia del mondo laico, che da parte di fedeli di altre religioni, tutte cose che si sarebbero potute immaginare.
D’altronde poter costruire un dibattito o instaurare un qualsiasi tipo di discorso sarebbe stato impossibile, si sarebbe sentita la predica dal pulpito e tutti zitti perchè il papa è portatore di verità.
Direi che di altari sui quali professare la fede ce ne sono a gogo, non è necessario che se ne concedano di laici.
Diciamo la verità il dietrofront è solamente perchè il papa non è disposto ad accettare alcun tipo di contestazione
Comment by Scu' — 01/16/2008 #
Ho vissuto alla Sapienza i miei migliori anni; ieri m’è dispiaciuto sentire che il Paparazzo aveva rinunciato. Non era quanto nei desideri della lista dei 67. Ho comunque goduto a sentire le più varie e scomposte dichiarazioni di sdegno e solidarietà da parte del 90% della vergognosissima classe politica italiana.
Fuori il papa dagli affari Universitari!
Comment by Per Arne Lundqvist — 01/17/2008 #
SAPIENZA E SCEMENZA
1968: ieri erano studenti imbecilli
2008: oggi sono professori restati imbecilli
E’ avvilente che 67 professori su 4300, alcuni già in quiescenza, cariatidi dimenticati e assetati di ritorno alla notorietà e un centinaio di bipedi cretini su 145.000 studenti hanno fatto fare all’Italia una figuraccia mondiale. Dopo la rassegna stampa estera dei giorni scorsi che ci ha dileggiato sul caso rifiuti e che ha confuso il caso Napoli/Campania con tutta l’Italia, ora per il caso Sapienza inevitabilmente metterà in circuito il problema generalizzandolo a livello nazionale.
Piace e ci dispiace dato la scarsa considerazione che noi abbiamo di quella “aula sorda e grigia”, ma ricordiamo quando il Parlamento italiano invitò col consenso unanime di tutti i gruppi parlamentari nel 2002 Carol Wojtyla e su oltre 600 parlamentari presenti solo quattro si alzarono e liberamente in silenzio non presenziarono.
L’anomalia è che la protesta è stata promossa dalla Facoltà di Fisica che oggi ben poco avrebbe da argomentare su etica, morale, storia, filosofia e trascendente. La scusa è la solidarietà a Galileo Galilei e a Giordano Bruno perché 400 anni fa furono limitati nella libertà di espressione e di ricerca scientifica.
Singolare che si faccia appello a una libertà negata e si sostenga la libertà di pensiero per chiunque, impedendo però la parola al Papa e a chi non la pensa come loro.
Chi non accetta il dialogo ha paura del confronto perché sa di essere ignorante.
Indipendentemente dalle proprie convinzioni religiose, come Italiani dobbiamo dire grazie a Ratzinger che ha disdetto la visita-incontro.
Se la sua partecipazione fosse stata accompagnata da proteste, scritte, urla e maleducazioni in genere pensate:
UNA FIGURACCIA MONDIALE – POVERA ITALIA!
Lombardia, 17 gennaio 2008
Comment by Nazionalpopolare — 01/17/2008 #
Devo dire che , l’Inghilterra o meglio gli “opinionisti British” commentano la contestazione “papeska Romana ” come una finestra che, finalmente qualcuno osa scardinare … oooho oooh!!! che scandalo .. tutto il mondo parla male dell’Italia dopo il rifiuto del papa, all’universita’ …che barbarita’ !!!AAAHAAAH AHHH.. Come se, prima della gogliardata successa all’universita’ della Sapienza il mondo avesse osannato L’Italia come un modello di “anti=corruzione” …ma quando mai !!! dove , come , quando??
Poche illusioni ragazzi.. il mondo se ne stra–ffrega della bella figura all’ italiana!
L’unica cosa che salva l’Italia nel mondo “2008″ sono:” la moda italiana, il turismo, e la cucina” solo grazie a chi imperterrito porta avanti questi discorso: “Italia nel mondo”… tutto il resto e’ blah blah blah non rilevante…
Chi vive all’estero sa che nessuno prende sul serio la “politica italiana”
… Sorry people, But, you have to be cruel, to be nice!!
Comment by speaker's corner — 01/17/2008 #
You’ve got to be cruel, to be kind..
Comment by speaker's corner — 01/17/2008 #
Assente XVI ha perso l’occasione di dimostrare quanto può esser grande la comprensione cristiana, peccato, sarà per la prossima volta.
Comment by breva — 01/18/2008 #
Era un pò che non giravo di qui: sempre i soliti simpaticoni devo dire… Leggersi il discorso no,eh? Troppa fatica (se no poi di cosa parlate). ciao comunque
Comment by troll — 01/18/2008 #
Era un pò che non giravo più di qui: cambiato il look, ma poi sempre i soliti simpaticoni devo dire… Leggersi il discorso del Papa e capirne un filo no, eh? Troppa fatica (se no poi di cosa parlate). ciao comunque
Comment by Guareskj — 01/18/2008 #
–==-O-O° gira in bici, che non inquini :-)
Comment by breva — 01/18/2008 #
Ma sono in bici…:-)
Comment by troll — 01/18/2008 #
–=O-O°
(posizione a uovo)
Comment by breva — 01/18/2008 #
Tutte ottime posizioni quelle in bici (a mio parere), importante non scordarsi mai di mettere la sella… ;-)
Comment by guareskj (o troll...) — 01/18/2008 #
Sig. Monizza, mi perdoni… ma non ha capito niente del comunicato del Papa… Dare quel significato alla parola “inopportuno” è essere faziosi…
Comment by cittadino libero — 01/19/2008 #
@cittadino libero
Questa la nota SIR (Agenzia dei vescovi): “17:30 - PAPA ALLA SAPIENZA: L’INCONTRO NON CI SARÀ
“A seguito delle ben note vicende di questi giorni in rapporto alla visita del Santo Padre all’Università degli Studi “La Sapienza”, che su invito del Rettore Magnifico avrebbe dovuto verificarsi giovedì 17 gennaio, si è ritenuto opportuno soprassedere all’evento. Il Santo Padre invierà, tuttavia, il previsto intervento”. Con questa nota la Sala Stampa della Santa Sede comunica che l’incontro di Benedetto XVI con docenti e studenti dell’Università “La Sapienza” non si terrà.”
“Opportuno sorpassedere all’evento” è stato tradotto da molti “inopportuno” (sentito anche da me alla radio per bocca di un ecclesiastico romano-vaticano” per tradurre un linguaggio da diplomazia gesuitica in qualcosa di più efficace e sincero e comprensibile.
@troll
Quanto al testo papale è lì da leggere…
Comment by Gerardo — 01/19/2008 #
Leggere si legge, ma capire non è da tutti.
Comment by guareskj — 01/19/2008 #
Eh si’… invece Benedetto XVI e’ un ottimo scienziato chi non riconosce come collega Joseph Ratzinger, docente nelle migliori universita’ tedesche (non italiane!) e Accademico di Francia.
Se questi sono i docenti che dovrebbero insegnare la tolleranza ai loro studenti…siamo a cavallo!
Non credo che uno scieziato possa sindacare su come e dove gli Italiani decidano di passare la loro domenica. O anche questa dovrebbe essere una prerogativa della fisica?
Comunque, anche per questa intervista, i Cattolici sentitamente ringraziano.
Ieri Ratisbonna, oggi La Sapienza, domani ?
Non dimentichiamo la gravissima responsabita’ dei media in queste disgraziate vicende. Avete sentito detto che i mass-media sono Strumenti di Communicazione! Ora meglio diremo che i mass-media sono Strumenti d’istigazione a delinquere.
Noi laici ora ci vergognamo e c’è di che …
Comment by Laici della Vergogna — 01/21/2008 #
volevamo ancora fare notare ma l’autore di questo articolo è ceccho o cemo ?
Quel Signore Gerardo Monizza mi spiega dove noi laici la chiesa c’impedisce di dire la nostra.
Bisogna aver il coraggio di riconoscere che li la laicita è stata dittatura e che non si è voluto di uno che prima era invitato e che secondo è pure un scienzati, anche se a Lei sig. Monizza da fastidio che dei preti e pure dei papi possono essere riconosciuti scienzati di fama internationale come lo è Benedetto XVI.
Vegognato di essere di quel mondo laico che si transforma in una dittatura del pensiero.
Meglio la mitra del vescovo di Roma che il “bonnet phaygien” dei laici ignoranti
Laici della Vergogna
Comment by Laici della Vergogna — 01/21/2008 #
Arresi alla cultura dei barbari
Il sonno della ragione genera mostri, scriveva Goya in pieno illuminismo. Oggi questi mostri ci comandano.
Pensavamo che i nuovi barbari generati dalla follia del ‘68 fossero estinti come creature della preistoria violenta e oscura. Invece no. Il loro era il letargo appagato di chi sa di avere vinto, ma un occhio lo tenevano sempre socchiuso, a vigilare sul loro bottino. Ed appena all’orizzonte si è affacciato un uomo, mite, sì, ma certo come roccia delle sue idee, che poteva disturbare la loro egemonia fondata sul pregiudizio e sui luoghi comuni, si sono all’improvviso risvegliati. Il Papa è la loro ossessione, il loro capro espiatorio perché dice la verità e questo, per chi fonda sulla mistificazione il proprio potere, è inaccettabile. Lo hanno accusato a priori, senza aver letto una riga di quanto ha scritto e detto, per calcolo politico. È un film dell’orrore? È opera di qualche autore catastrofista di fine Novecento? È cronaca dell’Africa tribale profonda, o degli slums delle megalopoli? No è Roma, è la nostra cara Italia, in balìa di un manipolo di intellettuali che si sono autonominati depositari del sapere e della verità storica e teorica.
Adesso tutti si dichiarano favorevoli al dialogo, ma nei giorni scorsi quanti sono stati i politici a cercare di fermare l’inaccettabile censura che stava montando alla Sapienza? Quanti docenti hanno osato contrastare l’intolleranza dei loro potenti colleghi? La radice prossima di quanto è avvenuto ieri è anche nei loro distinguo, che oggi suonano come vigliacche pugnalate. Ma la radice remota è nella triste disabitudine ad usare con ragionevolezza la ragione, a non privilegiare le ideologie sulla osservazione della realtà, ad essere più attaccati alla verità che ai propri pregiudizi.
Le ideologie di sinistra sono state maestre in questa diabolica arte distruttiva della autentica razionalità. La vergogna di un Papa, di un Capo di Stato estero, di un teologo e uomo di cultura di livello internazionale a cui viene impedito di parlare in una Università pubblica resterà come macchia nelle nostre coscienze e nell’immagine che diamo di noi all’estero. Né a Cuba, né in Turchia, né in Nicaragua era accaduto.
L’Università italiana si dimostra ancora una volta arretrata, chiusa, meschina. Il governo è il responsabile della impossibilità di garantire le minime condizioni di democrazia e civiltà a Napoli come a Roma. Ma ciò che è avvenuto nella capitale è infinitamente peggio del disastro partenopeo, perché riguarda il bene più prezioso, la libertà.
Noi tutti siamo corresponsabili, se ignavi o timidi nel difendere ciò che è vero e nel chiamare le cose con il loro nome, senza menzogna, come nel caso dell’aborto.
I nuovi barbari non se ne sono mai andati, sono solo un po’ imbolsiti e grassi, tanto hanno mangiato, nel palazzo, alle nostre spalle. Per fortuna, alla Chiesa in realtà non fanno granchè paura. I Papi nella storia si sono abituati ad affrontarli, a combatterli, a persuaderli e, se necessario, anche a perdonarli.
I laici hanno di cosa vergognarsi, veramente
anica
Comment by Arresi alla dittatura laica — 01/21/2008 #
Non sò se l’università italiana sia arretrata, chiusa, meschina. Di certo è prona. Prona come è la scuola dagli anni settanta. 4 coglioni violenti a dire cosa si deve fare e gli altri giù: “a bucopillonzi” dicono alla Lastra. Ma vedrete che sapranno risorgere alla grande. Presto dimostreranno di che pasta è fatta l’Università italiana: arriveranno ospiti graditi e acclamati Ugo Chavez e la sua amante Naomi Campbell (si sarà fatta ingolosire dal cognome?) a tenere dotte dissertazioni. Lui spiegherà come nasce la vera libertà e lei come si fà a vivere felici anche con pochi soldi. E l’Italia, grata, applaudirà
Due note a margine. Siamo fermi al 16 gennaio. Ci sono problemi?
Perchè è tutto in inglese? Io sono ignorante e italiano. Submitto o resetto. Submitto và.
Comment by kibo — 01/21/2008 #
Como, 19 Gennaio 2008
Nella notte di ieri, venerdì 18 Gennaio 2008, circa un centinaio di militanti della Fiamma Tricolore hanno manifestato per le vie del centro storico di Como per sensibilizzare le autorità cittadine sulla importante tematica della sicurezza.
Il corteo ricco di striscioni e fiaccole alla mano è partito alle ore 22.00 da Piazza Somaini (stadio), muovendosi lungo via F.lli Rosselli, via Cavallotti, via Rubini, Piazza Volta, Piazza Cavour, via Plinio per concludersi con comizio in Piazza Duomo.
Cordiali saluti
Comment by Nazionalpopolare — 01/21/2008 #
Dal sito: http://www.noreporter.org/dettaglioArticolo.asp?id=10311
Quei razzisti degli indiani
I pellerossa si batterono con Himmler al seguito del nipote di Toro Seduto
Secondo documenti top secret, declassificati agli inizi del XXI secolo, sembrerebbe che nativi indiani d’America, chiamati comunemente pellerossa, avrebbero fatto parte di un costituendo reparto delle Waffen SS o SS combattenti. Da documenti finalmente resi pubblici, sembra che le SS avrebbero costituito sul finire della seconda guerra mondiale un reparto da esplorazione, denominato ufficialmente come “Aufklarung Reiter Kompanie “Chief Sitting Bull”. Ma come si era giunti a tanto?
Ebbene, nativi indiani d’America che erano stati forzatamente arruolati come coscritti nell’Esercito americano dell’ US Army, furono catturati dalla Wehrmacht durante le battaglie di Kasserine in Africa settentrionale, a Monte Cassino in Italia e in Normandia. Questi pellerossa gradirono molto entrare a far parte delle Waffen SS con la speranza che il Terzo Reich uscisse vincitore prima in Europa e poi andasse alla conquista dell’America per distruggere il governo della banda di Roosevelt che consideravano plutocratico, con il fine ultimo di poter edificare una nuova nazione autonoma di indiani d’America.
Il loro leader era il capo Cherokee Standing Bull, il cui avo era Toro Seduto. Standig Bull cercò di avere un incontro con il Fuhrer per essere nominato il gauleiter o governatore di un indipendente Cherokee-land ma invano, perché il Fuhrer si trovava all’epoca in Prussia. Chief Standing Bull ebbe però il gradito onore di avere un incontro con il Reichsfuhrer delle SS Himmler. Dopo tale colloquio, venne costituito un reparto di cavalleria da esplorazione di “braves” o “guerrieri pellerossa” e Chief Standing Bull fu nominato Braves-Sturmbannfuhrer o “maggiore dei pellerossa” da Himmler in persona.
Viene riferito che tale unità di guerrieri pellerossa incorporati nelle SS furono impiegati durante l’offensiva delle Ardenne ed essi andavano alla ricerca soprattutto di scalpi degli americani fatti prigionieri. Sembra che alcuni prigionieri statunitensi furono salvati addirittura da uomini della Gestapo.
Poi furono impiegati nella battaglia di Berlino contro i sovietici.
Solo 30 pellerossa sopravvivranno a tale battaglia, incluso Chief Standing Bull che fu anche invitato alle nozze tra Eva Braun e Hitler in quegli ultimi caotici giorni del Terzo Reich.
Sapendo che i sovietici avevano catturato i pellerossa, il presidente USA Truman li richiese a Stalin che fu ben contento di sbarazzarsene.
Così i 30 pellerossa rimpatriarono negli USA e nel 1947 furono giudicati da una corte marziale militare per tradimento.
Che strano, com’è diversa la storia da come la raccontano, avessero mai ragione i situazionisti (“Nella società dello spettacolo la verità è all’opposto di come appare”)? Fatto sta che i pellerossa nella Guerra di Secessione si schierarono con i sudisti (razzisti, no?) e poi furono streminati quando i nordisti ebbero conquistato il sud. Nella Seconda Guerra Mondiale i pochi superstiti del genocidio li troviamo con i “razzisti cattivi” a battersi contro quelli che lottavano per “un mondo giusto”. Che in quello che ci raccontano comunemente ci sia qualcosa che non va?
Comment by Nazionalpopolare — 01/21/2008 #
La storia è sempre più complessa di come si trova sui manuali.
Hitler era un fervente ambientalista e fece le prime leggi del mondo di protezione dell’ambiente. Oggi voterebbe per i Verdi.
Inoltre era un deciso anticolonialista e difensore dei diritti dei popoli primitivi.
Tutto ciò mentre assassinava milioni di persone appartenenti a una “razza inferiore”, fatto che empiricamente avvalorerebbe il postulato che quelli che danno troppa importanza agli animali e alla natura sono particolarmente nemici dell’uomo.
Il tema è interessante, molto più di quello della mancata visita del papa all’università, evento che tuttora occupa i nostri telegiornali.
Ma in Italia non abbiamo forse anche qualche altro problemino?
Siamo un paese ingovernabile e se governato, governato da delinquenti o incapaci.
I governi non fanno nulla se non tenere in piedi se stessi e i meschini interessi dei partiti che li compongono, compiendo ogni sorta di illegalità.
Il Ministero degli Esteri ormai coltiva solo un unico rapporto: quello con lo Stato del Vaticano (negli ultimi mesi avete sentito più parlare di Irak, USA, Russia o simili?)
La gente non arriva alla fine del mese.
Non siamo più in grado di garantire alla popolazione i servizi minimi (nettezza urbana, carta per fotocopie nei tribunali, benzina per la Polizia o per i Pompieri).
Eppure il nostro unico problema sembra la visita di Mr. Ratzy in un’università di Roma.
Dei problemi della gente, dei nostri soldati all’estero, della crisi economica che sta scuotendo il mondo, del futuro del nostro paese non gliene frega un cazzo a nessuno.
E non frega un cazzo nemmeno a tanta gente che fa una vita quotidiana sempre peggiore, che però vive come un dramma personale il fatto che una delle persone più ricche e potenti del pianeta non è potuto andare a fare un comizio di propaganda dove gli sarebbe piaciuto.
Contenti voi…
Dopo che si è dimostrato che nessuno ha cacciato Ratzy e che è stato lui a non volerci andare, il Vaticano, per creare un caso e metterla giù dura (sotto c’è la mano di Ruini, che quando puà scatenare una guerra è sempre in prima fila), oggi ha inventato la favoletta che sarebbero stati i vertici del governo italiano a non volere la visita, ipotesi smentita accesamente dallo stesso governo.
Ma chi è così stupido da credere che un governo effimero e oltretutto clericalista come quello attuale, seppure ormai de facto decaduto, potesse impedire al papa di fare il suo comodo ? Solo un pazzo potrebbe sostenere questa tesi.
Oh, ma vogliamo averlo un minimo di orgoglio di essere italiani, un po’ di voglia di difendere la nostra identità, le nostre radici in un Risorgimento tutto combattuto contro la Chiesa e l’Austria, la nostra indipendenza politica e intellettuale, le nostre istituzioni, la nostra scuola laica ?
Ritorno all’ottocento ? Forse.
Ma meglio tornare all’ottocento, ovvero al 1800 che all’800, ovvero indietro di mille anni come ci vorrebbe la vostra Madre Chiesa, tutti belli ignoranti e impauriti, quindi ubbidienti e sottomessi.
Come sempre, contenti voi…
Comment by Condorcet — 01/22/2008 #
ok
Comment by mary — 02/11/2008 #