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Chi lo paga il maxischermo ?
I giovani irriverenti della Sapienza, ed i loro tenaci docenti, hanno scatenato uno psicodramma.
Per una pacata contestazione della posizione a-scientifica della chiesa dobbiamo prenderci tutti carico degli effetti collaterali dell’iniziativa e, devo dire, la presenza televisiva in ogni luogo di Casini e Buttiglione rappresenta già, da sola, una certa penitenza da sostenere.
Certamente peggio che recitare dieci volte una preghiera.
Ma oggi mi ponevo una domanda : il maxischermo enorme che ritrasmetteva l’Angelus a favore dei fans meneghini chi lo paga ?
Se lo paga di tasca sua la Brichetto in Moratti nulla questio.
Ognuno è libero di spendere come vuole i propri soldi di famiglia.
Se lo paga la diocesi di Milano stesso discorso anche se, in questo caso, grazie al concordato un pò di denaro pro-quota ce lo dobbiamo mettere anche noi che delle opinioni di Ratzinger sulla scienza non abbiamo una grande stima.
Ma anche in questo caso direi che la cosa può essere capita e ritenuta una loro libera scelta di come investire i soldi dell’ 8 per mille.
Non definirei i cori dei ciellini “opere di bene” ma possiamo considerarla come una spesa di marketing per aumentare gli introiti al prossimo giro e, visto che si avvicinano le elezioni, volendo essere concreti, sono certamente soldi spesi bene ed i politici non mancheranno di rimborsarli con qualche leggina-mancia pre-elettorale che, potete starne certi, non mancherà di arrivare al più presto.
Ma se il costo del maxi maxi schermo lo paga il Comune di Milano allora direi che vi è molto da dire.
Anche se nessuno dei politici locali, e nazionali, sembra cogliere il tema il denaro dei cittadini andrebbe speso con oculatezza e per fornire servizi a tutti i cittadini senza favorire e sostenere taluni discriminandone altri.
In buona sintesi, vuol dire che il Comune di Milano non dovrebbe pagare questa fattura ma dovrebbero pagarsela sindaco e giunta a titolo personale come, per capirci, ognuno di loro dovrebbe sostenere costi della propria campagna elettorale.
Ho detto “dovrebbe” visto che al Comune di Milano quelli che aiutano nell’elezione sono dopo ricompensati con scandalose consulenze ed assunzioni col denaro di tutti i cittadini.
Un pò come il modello di gestione del potere di Mastella & friends, ma più in grande.
Ed un pò come, con numeri più piccoli ma non irrilevanti, anche a Como dove, guarda il caso, abbiamo la sfortuna di avere un purtroppo riconfermato sindaco ciellino.
Ma adesso, statene certi, arrivano anche quelli del PD a fare la stampella alle amministrazioni lombarde.
Dopo il test-campione di Segrate (che non è un comunello piccolino) la trattativa programmatica (tradotto in parole semplici : che posizioni di potere e che assessori ci date ?) si estenderà a macchia d’olio visto che di rimanere lontani dal potere a molti appare un’insopportabile privazione.
E tra non molto tutti insieme anche in Regione.
Why not ?


E’ una penitenza doversi leggere anche 7 (se li ho contati tutti) post tutti uguali su questo blog?
Abbiamo capito che ce l’avete a morte con la Chiesa, che non sopportate il Papa, che i cattolici sono dei pirla e che solo voi conoscete la Ragione… ma ora basta!! State diventando patetici quasi come Buttiglione e Casini…
Comment by Uberdoneg — 01/22/2008 #
In realtà, qualsiasi scelta politica favorisce qualcuno discriminando qualcun altro. E’ nel concetto stesso di scelta, scelgo tra due o più alternative, quindi tra due o più gruppi di persone. Patrocinare una mostra sulla cultura gay è diverso dal patrocinarne una sulla pittura sacra, favorisce un “tipo” di cittadini a discapito di un altro.
La vera tragedia è che il gruppo preferito sia sempre la maggioranza, quindi nel caso di Milano il “tipo” scelto sia la popolazione over sessanta… e la città muore, infatti.
Comment by paperogiallo — 01/22/2008 #
Buttiglione? Casini?…piano con le parolacce…!
Comment by sveta — 01/22/2008 #
Ho letto sul giornalino della diocesi di Como - la Provincia - che il capogruppo di Forza Italia ha proposto un consiglio comunale straordinario sul no al papa in Sapienza…è uno scherzo vero? Ditemi che ho capito male?
Comment by sveta — 01/22/2008 #
Almeno sappiamo che Forza Italia ha anche un capogruppo in consiglio comunale.
Pensavo che esistesse solo un comitato d’affari fuori dal consiglio comunale.
Non vedo il problema di fare un consiglio comunale straordinario. Che si legga pure il discorso che il papa non ha voluto tenere alla Sapienza, ma tutto il discorso (vedi link)
http://www.repubblica.it/2008/01/sezioni/esteri/benedettoxvi-19/testo-discorso-sapienza/testo-discorso-sapienza.html
dove potrete leggere frasi di questo tipo :
” Di fronte ad una ragione a-storica che cerca di autocostruirsi soltanto in una razionalità a-storica, la sapienza dell’umanità come tale - la sapienza delle grandi tradizioni religiose - è da valorizzare come realtà che non si può impunemente gettare nel cestino della storia delle idee..”
Ma soprattutto questa :
“Agostino, nel porre una correlazione tra le Beatitudini del Discorso della Montagna e i doni dello Spirito menzionati in Isaia 11, ha affermato una reciprocità tra “scientia” e “tristitia”: il semplice sapere, dice, rende tristi. E di fatto - chi vede e apprende soltanto tutto ciò che avviene nel mondo, finisce per diventare triste. Ma verità significa di più che sapere: la conoscenza della verità ha come scopo la conoscenza del bene.”
Dove si fa un’affermazione delegittimante rispetto alla ricerca scientifica che non ha alcun sostegno se non una dotta citazione di un antico libro religioso.
Perchè mai uno scienziato non credente dovrebbe essere “triste” ed uno scienziato credente no ?
Ma, soprattutto, “la verità significa più del sapere”.
In base a quest’assioma religioso mi appare evidente che quando la ricerca scientifica non conferma la “verità” religiosamente determinata dalla gerarchia cattolica essa è vivamente invitata a non proseguire.
Più a-scientifici di così non mi sembra si possa essere.
Comment by S.Just — 01/23/2008 #
Per chi lo volesse fare è possibile unire la propria firma all’appello di sostegno ai 67 docenti della Sapienza “crocefissi” per via mediatica in questi giorni, senza che nessuno si sia degnato neppure di leggere la loro lettera al Rettore della Sapienza.
http://www.petitiononline.com/386864c0/
Comment by S.Just — 01/23/2008 #
Appunto. Commentiamola questa lettera del prof. Cini da cui è nato tutto il caso.
Si trova qui. ( http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Italia/2008/01/lettera-manifesto-14novembre.shtml?uuid=e20d3b0c-c453-11dc-a523-00000e251029 ).
Io inizio a leggere, e cito: Mi soffermo piuttosto sull’incredibile violazione della tradizionale autonomia delle università - da più 705 anni incarnata nel mondo da La Sapienza dalla Sua iniziativa. Sul piano formale, prima di tutto. Anche se nei primi secoli dopo la fondazione delle università la teologia è stata insegnata accanto alle discipline umanistiche, filosofiche, matematiche e naturali, non è da ieri che di questa disciplina non c’è più traccia nelle università moderne, per lo meno in quelle pubbliche degli stati non confessionali.
Questa parte è incontrovertibilmente falsa. A meno di considerare (per fare due esempi) Germania e Regno Unito stati confessionali….
Poi, bocciata la questione formale, possiamo passare a discutere sulla questione sostanziale, ossia l’indipendenza della scienza dalla fede. Come la mettiamo con l’indipendenza dalla fede politica? Male, molto male, dato che gli scienziati mai si battono contro le “ingerenze politiche”. (Ogm? Nucleare? Concimi chimici? Mutamenti climatici?)
Comment by Anonymous — 01/23/2008 #
Anonimo in quale curioso mondo vivi.
Fai un’affermazione veramente incredibile : “gli scienziati mai si battono contro le “ingerenze politiche”. (Ogm? Nucleare? Concimi chimici? Mutamenti climatici?). ”
Probabilmente la frequentazione di giornali faziosi e televisioni interessate solo alle veline non riesce a farti cogliere che è esattamente il contrario.
Non tutti i docenti e gli scienziati lo fanno, ovviamente, visto che la corruzione del denaro arriva anche in mezzo a loro.
Ma certamente lo fanno mediamente più di un ciellino standard che, quanto ad attaccamento a carriera e denaro, direi che può essere preso a paradigma di come non ci si dovrebbe mai comportare nella vita.
Salvo che si consideri l’associazione mafiosa come un punto di riferimento a cui ispirarsi nonostante lo sfavore con cui è ancora oggi vista dal Codice Penale.
Fai un giro su internet e vedrai di cosa si occupano gli scienziati e di quanto assurde siano le posizioni medievali di questo papa, e del suo entourage, che volutamente fingono di non capire.
In questo caso sì, innegabilmente, per chiara scelta di schieramento politico che, tra le altre cose, non è condivisa neppure da una parte importanti dei cattolici italiani.
Comment by S.Just — 01/24/2008 #
Sarei grato ad Anonymous se a supporto di un’affermazione tanto perentoria volesse indicare l’Università pubblica e la Facoltà in cui Teologia fa parte delle materie di studio.
Comment by F.Maria Arouet — 01/24/2008 #
Oxford? Cambridge? Edimburgo? Saint Andrews? Sono tutte pubbliche. E hanno tutte una facoltà di teologia.
Le quattro università tedesche dove Ratzinger ha insegnato (Bonn, Munster, Tubingen, Ratisbona) sono università pubbliche. E hanno la facoltà di teologia.
L’università di Helsinki. Pubblica, e ha una facoltà di teologia.
Possiamo anche parlare di Harvard, Princeton, Brown. Tutte pubbliche. E tutte con facoltà di teologia.
Penso che sia sufficiente. Ma si può continuare la lista, volendo.
Comment by Anonymous — 01/25/2008 #
Hai ragione sul piano formale, peccato che il senso fosse un altro.
Le “discipline umanistiche, filosofiche, matematiche e naturali”, secondo la definizione del professor Cini, contaminano ed attraversano le facoltà e concorrono a formare il sapere umano. Matematica, ad esempio, é insegnata ad Ingegneria, ma anche a Medicina, ad Economia Politica, a Fisica, eccetera, eccetera.
Dire che Teologia sia insegnata nelle facoltà di Teologia, é come dire che Astrologia é insegnata nelle facoltà di Astrologia, una tautologia che non giova né a Teologia, né ad Astrologia.
Riformulo comunque correttamente la domanda: “In quale altra facoltà, oltre a Teologia, di quale università pubblica del mondo, viene insegnata Teologia?
Comment by F.Maria Arouet — 01/25/2008 #
http://www.filosofia.uniroma1.it/didattica/2007-2008/corsi/lettieri.asp
Comment by Anonymous — 01/25/2008 #
A dire il vero non si tratta di Teologia, ma di Storia delle dottrine teologiche. Che non è proprio la stessa cosa.
Comment by F.Maria Arouet — 01/25/2008 #
Anonimo molte delle facoltà che citi, quelle anglosassoni, non sono per nulla “pubbliche”.
Sono, da sempre, il gotha delle università private.
Così per essere precisi.
Va bene voler dimostrare una tesi ma non esagererei.
Anche in statale ci sono cattedre dove si approfondiscono temi religiosi e di storia delle religioni.
Questo non vuol dire che il cardinale di Milano debba partecipare alla stesura del piano di studi e dei libri da adottare.
Può, come tutte le persone di buona cultura, fare proposte e suggerire.
Poi sarà il singolo docente a decidere.
Nelle università cattoliche possono liberamente fare quello che più gli aggrada ed anche insegnare che l’uomo discende da un “disegno intelligente” di dio e che l’evoluzione è una delle “tante teorie”.
Se uno pensa di imparare qualcosa di utile per sè e per gli altri è libero di frequentarle.
Comment by S.Just — 01/26/2008 #
Oxford e Cambridge private?
Comment by Anonymous — 01/26/2008 #
Certo che Oxford e Cambridge sono private, così come Harward e Princeton negli Stati Uniti.
Prima di parlare vediamo di informarci.
Avere una tesi a prescindere dalla realtà mi sembra un pò eccessivo.
Pensa che ad Oxford e Cambridge sino ad un certo numero di anni fa non potevi neppure entrare se non dimostravi di appartenere alla Chiesa Anglicana.
Così per fare un esempio.
Poi tutte le università europee private importanti ricevono forme di finanziamento pubblico che consentono di non richiedere cifre stratosferiche per l’iscrizione.
Negli Stati Uniti viceversa ti servono 30/40.000 dollari all’anno per far studiare i tuoi figli in queste università di elite.
Ammesso che riescano ad entrarvi, ovviamente.
Comment by S.Just — 01/28/2008 #
Sono d’accordo
Comment by paperotta — 02/11/2008 #