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Colluso a chi?
Stamattina dopo una lezione di botanica di Sardella, consumando la mia colazione, ho appreso dal tg2 che Salvatore Cuffaro, governatore della Sicilia, è stato condannato a cinque anni di reclusione per favoreggiamento e rivelazione di notizie riservate. Il Cuffaro dovrebbe pure essere interdetto dai pubblici uffici. Intanto, a differenza di quanto affermato in precedenza, non si dimetterà. E ricorrerà in appello.
Il processo - per la cronaca - era quello cosiddetto delle “talpe” in Direzione distrettuale anitmafia. Una bazzeccola.
Ma - sosteneva il giornalista - Cuffaro è stato assolto dai reati di mafia. Il servizio insisteva sull’ “assoluzione” e intervistava il governatore che si diceva felice di esserne uscito pulito.
I favoriti da Cuffaro sono i signori Guttadauro, Aragona, Greco, Aiello e Miceli: tutti mafiosi al cento per cento. Il giornalista ha “soprasseduto”.
La procura non ha ritenuto di dover riconoscere il governatore colpevole di aver favorito Cosa Nostra nel suo complesso. Perciò è saltata la ragione tecnico-giuridica che avrebbe condotto Cuffaro a essere ritenuto colpevole di favoreggiameno aggravato nei riguardi dell’intera organizzazione criminale. Punto. Ma anche questo non l’ho sentito dire dal giornalista. Se fossi stato uno straniero che guarda la tv non avrei capito nulla. Ma siccome sono italiano ho capito che stavano facendo opera di quotidiano depistaggio e disinformazione. Con i meiei soldi e a favore di Cuffaro.
Ora che Cuffaro è stato “assolto” siamo finalmente tutti più tranquilli. Domani andremo a stringere la mano all’innocente di turno. La veglia di preghiera per la sua assoluzione, peccato, non abbia funzionato del tutto. Il vescovo di Palermo, i cardinali Ruini, Bertone, il Papa - in questo caso - non hanno niente da dire. Non c’è traccia di cattolici imbavagliati davanti all’aula bunker. Casini non dice una parola. E’ tutto ok. Domenica all’Angelus ci sarà anche Cuffaro?
Francesco


La difesa di Casini di Cuffaro ieri sera è stato qualcosa che basterebbe da sola a definire l’Italia come uno stato in “default” come la Somalia.
Mi sembra di aver letto che, in base alla condanna ricevuta, oltre ai cinque anni egli ha avuto anche l’interdizione dallo svolgere pubblici uffici.
Diciamo che il centro-sinistra ha nominato un ministro della Giustizia il cui basso valore etico-morale era noto al mondo intero ma non, evidentemente, ai geniali segretari di Ds e Margherita, ma certamente la condanna di Cuffaro non è neppure comparabile.
Questo è il motivo per cui le due gerontocrazie che vivono in un loro speciale limbo sono anche capaci di venirci a proporre un bel “governo istituzionale” per tirare avanti in questo bel clima di reciproco insulto e di linciaccio verso la magistratura nel suo complesso che si permette anche di definire reato pratiche “politiche” che sono considerate antiche come l’uomo.
Come la prostituzione, per fare un esempio spesso ricorrente.
Comment by S.Just — 01/23/2008 #