February
9

La “staffetta” Veltroni-Rutelli e la filosofia del cappuccino dei romani…

Meta (political) comics 1:

Sono nato e vivo a Roma. E la cosa che più mi fa inferocire è che i romani, quelli moderni, mandano giù tutto. Sono delle spugne… Veltroni, se ne va, ma prima, aumma aumma, si mette d’accordo con Rutelli, il sindaco che voleva costruire un’autostrada sotto Castel Sant’Angelo, per lasciargli la poltrona. E i soliti ruffiani delle redazioni romane, targate Pd, parlano subito giulivamente di “staffetta”. Ha ragione Grillo. Ma vaff….
E i romani? Se la bevono. E tirano a campare… O peggio a sopravvivere. Sono fatti così: “Er cappuccio cor cornetto”; ” ‘A Roma e ‘a Lazio”; “Anvedi quella quanto è bona”; “Mo’ devo anna’ in pensione”; “Domenica co’ mi moje annamo in montagna. C’avemo ‘na casetta”… Ma vaff…
E le primarie per scegliere un candidato-sindaco alternativo a Rutelli? Non c’è più tempo. Ovviamente. E la sinistra rifondazionara si accoda… Tutti allineati e coperti, come i fratelli litigiosi, immortalati da Trilussa, all’arrivo della mamma con la pastasciutta. Ma vaff…
Del resto il centrodestra a Roma non se lo fila più nessuno… E poi chi può candidare? “Er Pecora”, in tutto lo splendore del suo vello residuo, un po’ ingrigito? Troppo estremista. Non per la sinistra che più rosso non si può… Ma per il centrodestra…. Oppure qualche imprenditore di terza-quarta fila con la foto del Berlusca incorniciata in saccoccia e lo stesso sorriso di plastica. Certo, restano sempre prefetti, questori, generali e monsignori… Chi si contenta gode, ma poi perde le elezioni.
E così quei pochi romani che non toccano il cielo solo quando possono inzuppare il cornetto nel cappuccino, finiranno per ritrovarsi sul groppone CiccioBello Rutelli. Uno non proprio calce e martello. Ma insomma …
E i romani, quelli del cappuccino ? Si stanno preparando spiritualmente alla partita di calcio di domenica prossima. Ma vaff…

Meta (political) comics 2: Tassisti. Mancava solo Marco Revelli. E il “Corriere della sera” ringrazia.


Poveri tassisti. Ora ci si è messo pure Marco Revelli. Lui, il compagno di origine controllata, in un’ intervista al Corriere della Sera di oggi, spara a zero sui nuovi nemici di Sarkozy: i tassisti parigini.
E invece di essere contento, Revelli, scaglia l’anatema contro il tassistus universalis, quasi in perfetto stile leninista: “Si oppongono alla creazione di posti di lavoro, difendono rendite di posizione, hanno un potere di interdizione che produce danno ai cittadini, stanno nella spazio pubblico con logica privata. Sono perfetti rappresentanti del neoliberismo. Ma quando lo incrociano, finiscono con l’umiliarlo, svelandone la debolezza”.
Li vogliamo fucilare tutti, per fare contenti i professori del Corriere della Sera ? E così eliminare la contraddizione dialettica? Revelli, come è noto, è un non violento. Lui sta con Bertinotti. Però, come si diceva un tempo, ne uccide più la parola che il plotone d’esecuzione. E Revelli con le parole ci sa fare. Perché, da quel che dice, sembra che il governo Prodi sia caduto per colpa dei tassisti, e non per questioni giudiziarie legate a gente imbarcata da quella stessa sinistra a cui Revelli dà dotti e convinti consigli teorici a giorni alterni.
Come spiegare tutto questo livore? Evidentemente, qualche tassista ha rifutato in malo modo di cambiargli un biglietto da duecento euro in pagamento di una corsa da sette…
Perché è vero che i tassisti non hanno mai “spiccioli” e che non sprigionano grande simpatia. Ma sono comunque lavoratori, indipendenti, ma lavoratori… Non parliamo di industrialotti brianzoli, bensì di gente che fa turni massacranti, non vive in ville principesche,ma nelle zone più popolari delle città. Veste come capita, perché ci sono i figli da mandare a scuola. E se vi è accaduto di osservarli a fine turno, hanno il viso ciancicato dallo stress. Se vogliamo parlare di lavori usuranti, allora a quello del metalmeccanico si deve subito far seguire il lavoro dei tassisti. E per questo, anche se non sono simpatici, andrebbero rispettati di più. Proprio da chi ha radici di sinistra.
E invece Revelli che fa? Accortosi probabilmente dello scivolone perbenista, la butta nella solita caciara postfrancofortese. Su una-pagina-una di un Corrierone, che vorrebbe privatizzare pure l’Arma dei Carabinieri, ti spara, peggiorando le cose, che i tassisti “se vogliamo andare a caccia di simboli, sono l’emblema del postfordismo, che vede la superiorità dei flussi sui luoghi, quel che si muove vince su ciò invece è fermo e radicato”…
Complimenti professore, lei ha vinto il Primo Premio del Concorso Nazionale di Fantasociologia. L’intervista sarà ripresa e pubblicata da Fanucci…

Il Corriere della Sera, ovviamente. ringrazia. E in modo caloroso.

Post Scriptum
Se questi sono i nuovi teorici della sinistra-sinistra, allora stiamo freschi.

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  1. Caro Carlo, adoro bighellonare tra i blog. E sono capitato sul tuo digitando su Wikio.
    Capisco bene la tua rabbia. Perchè sembra davvero di vivere un incubo. E lo scenario di questo brutto sogno lo dipingerei proprio così…

    C’è chi si scambia un saluto. Chi una stretta di mano. E qualcuno – bambino o bambinone – che si scambia le figurine. Ma Walter e Francesco, no. Loro da quindici anni si scambiano sempre le stesse poltrone.

    Già alla fine del secolo scorso Francesco – Rutelli – comincia la sua scalata al potere. Conquistando per due volte a fila – nel lontano 1993 e poi nel 1998 – la poltrona di sindaco di Roma. Nel frattempo Walter – Veltroni – sta anche lui nella Capitale. Occupato prima a fare il vicepremier (e ministro dei Beni culturali) del primo governo Prodi. E poi – caduto il Professore, nel 1998 – a sprofondare nella poltrona di segretario dei Ds. Destini lontanissimi? Macchè. Di lì a poco le loro strade - nella faticosa scalata ai piani alti della politica - si incrociano. E i destini, pure. Come in un bizzaro giro di “waltzer”.

    E infatti. Mentre la musica continua, nel 2001 Francesco lascia il posto di sindaco – caldo caldo - a Walter. E prima si candida come primo ministro (perdendo contro Berlusconi). Poi diventa pure lui segretario (ma della Margherita). E infine, sempre come l’amico Veltroni, fa il vicepremier (e ministro dei Beni culturali) sempre con il Professore. A questo punto – però - pure il Prodi II (come il Prodi I) cade rovinosamente. E che accade? Forse che la musica si interrompe? Macchè. Altro giro di waltzer. Perché ora tocca a Walter – che ha conquistato per due volte la poltrona di sindaco di Roma (nel 2001 e nel 2006) – voler lasciare il posto di primo cittadino. Per fare di nuovo il segretario (questa volta del Pd, cioè della Margherita piu’i Ds). E poi pure il candidato premier (chiaramente sempre contro il solito Berlusconi). E Francesco? Beh, Walter ha confessato che gli “piacerebbe se tornasse”. Chiaramente a fare il sindaco. E chiaramente sempre della sua Roma.

    Una cosa è certa: giro di waltzer dopo giro di waltzer, le facce dei politici italiani rimangono sempre le stesse. Rimagono le solite facce da c..o!!!

    E non è che la gran parte dei cittadini italiani debba brillare per onestà intellettuale, altrimenti mica ci troveremmo questa classe dirigente!

    Buona giornata a te!

    Sandro

    Comment by Sandro Viuuulenza!!!! — 02/9/2008 #

  2. Posso anche stare coi taxisti, ma da questo articolo si direbbe che un individuo per il solo fatto di essere a basso reddito ha per forza ragione su tutto.

    Comment by Anonymous — 02/9/2008 #

  3. TRA MONTAGNE DI TAVOR E ENORMI INCIUCIONI CONTINUAN I DISASTRI DI WALTER VELTRONI
    E’ ora di dircela tutta, se non ora, quando? Che altro deve succedere ( come scrive spesso un blogger che ammiro), visto che l’Italia, e’ per me, ormai, in stra pieno, una neomonarchia neomedioevale non piu’ fondata sul lavoro, ma direi, molto piu’, su mafia, camorra, ndrangheta e ” fascismoderno”? Molti massoni, ( il)liberal, Rotariani, Lions clubboni, al medesimo tempo dirigenti del Pd, son, per me, corrotti, di certissimo nell’animo, ma, sarei sicuro, anche presso qualche fiduciario di isolette esotiche, da Silvio Berlusconi. Qs continuare della attuale dirigenza Pd, col ” isolati e’ bello, via questo, via quello, soli soli, solissimi”, o e ‘ sinonimo di primi segni di demenza senile, o e’ sinonimo di doppiogiochismo, incentivato finanziariamente, e/o massonicamente! E io mai fu antisemita, facciamo poco i furbi, son da sempre antinazifascista proprio per quella ingiustizia disumanissima indimenticabile che fu la Shoah. Ma l’evidenza e’ l’evidenza! Date piu’ retta al cuore e meno agli “amicidegliamici” incappucciati trasversaloni del “mafiosissimo e fascistissimo dentro”, ladronelardone infiltrone spione Giuliano Ferrara ( mai da scordare che era dietro Giuliano Tavaroli, Emanuele Cipriani e che voleva far mettere un esplosivo sul set de Il Caimano, per far uscire lo steso film in ritardo rispetto alla primavera 2006), cosi’ come a quelli del suo ” partito liquido ( esatto come il cianuro o la diarrea)”. Vi rifaccio qs mia profezia, spontanea, di stomaco, e, di solito, in qs casi, mai fin’ora mi sbagliai: a partire dal 2012, qs Italia neomonarchica, neomedioevale, maf..ascista, fascismoderna, massonazista, assomigliera’ devastantemente al Paraguay di Stroessner, ma a quello del 1979, pero’. Con i primi casi di desaparecidos politici. Non mi credete? Ridete arrogantemente, nonche’ snobbamente, solo perche’ vi aspetta giu l’auto blu, due autisti assonnati e il risottino al tartufo e champagne nel ristorantino ” chiclefreak”, da 120 euro, pagatovi dallo Stato, ossia da 60 milioni di persone? Di fessi? Ridete ora ancor piu’ a crepapelle, gia’ sapendo pero’ che io ho ragione e voi torto? Apposto: tenete qs post fino al 2012, poi rileggetelo, e forse, vi verranno i brividi.. I Berluscones, anzi I “neo apartheidisti” razzistissimi maf..ascisti Berlusxuxluxclones, son per me, esattamente come il loro simbolo di Canale 5: dei biscioni assassini. Diceva bene di loro specialmente Gianni Agnelli: ” gli dai il dito e ti prendono il c…”. Guardia alta, e tantissimi girotondi ( il centro sin spacco’ Berlusconi specialmente tra il 2002 e il 2006, allorche’ vi erano un mare di girotondi: che caso, eee; mentre le prese di brutto nel 2001 e 2008, allorche’ dire bah di Berlusconi era gravissimo; si scusi per gli enormi errori che fece in campagna ellettorale, da questo punto di vista, Walter Veltroni, almeno; chissa; perche’ la gang di Arcor..leone amava cosi’ tanto Walter Veltroni 8 mesi fa? probabilmente perche’ gia’ sapeva che con lui, che col suo “sbadiglismo moderatissimo”, a competerli, altro che ventennio….. ), o vedrete che fra un po’ di anni, alcuni militanti e bloggers per bene, i piu’ tosti, i piu’ agguerriti, di centro sin, che magari amate, a un certo punto scompariranno. GUARDIA ALTISSIMA, NERVI TESI, GRINTA ENORME, ATTIRBUTI IN FIBRILLAZIONE E ANCHE IL GIUSTO AMMONTARE DI BAVA ALLA BOCCA. A MALI ESTREMI, ESTREMI RIMEDI.
    Ps Ma se Walter Veltroni ama isolarsi cosi’ tanto, non puo’ fare un partito tutto suo, anzi, suo e dell’altro amante del suo “moscimo”, Goffredo Bettini, chiamarlo “250 mila Tavor”, mollare il Pd e quindi finalmente farlo dirigere a uno A CUI PIACE VINCERE DAVVERO E CHE SALVI L’ITALIA DA QUESTA BANDA DI MAFIOSI, NEONAZISTI AL POTERE ORA? Walter Veltroni, se vai avanti cosi’ sarai ricordato in eterno come lo sdoganatore del secondo regime fascista italiano, ma per davvero.

    Comment by Michele Nista — 10/23/2008 #

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