March
12

Eterno Ritorno III

Ho detto che l’attimo del “ritorno” è magico perchè esso porta in un’unità temporale l’eternità ed esprime il massimo della volontà di potenza.

Ma cos’è veramente la “volontà di potenza”? I filosofi moderni attinsero dagli antichi il concetto di “conatus” che ha nello stesso tempo un valore “biologico” e temporale. Esso è la misura dell’attaccamento alla vita per unità temporale. L’energia che in un’unità di tempo il vivente spende per sopravvivere.

E’ un concetto intellettualistico, in effetti: si tratta di porre, senza misurarla , una “quantità” energetica da spendersi per la sopravvivenza in un presente immaginato “minimo” in quanto alla sua durata.

Quella del battito d mani, che come lo attui, è già passato e possiede una durata assolutamente inafferrabile dalla mente umana. Misurabile solo con i numeri irrazionali e mai precisamente.

La Volontà di Potenza è il potenziamento del conatus, probabilmente, per Nietzsche, il tratto distintivo umano (ma non sono sicura: il rapporto del Sommo con gli animali è, in Zarathustra, da pari a pari) la volontà di riempire ogni unità di tempo presente con la massima “quantità” (per rendere l’idea) di essere possibile per un individuo. La pienezza della sintesi tra se stessi (autentici, direbbe Heidegger, che non c’entra niente con Nietzsche, ma per sto concetto si ispira a lui) e la propria temporalità, nelle sue coordinate esterne (il corpo) e interiori: il coglimento di se come l’uno individuato, senza separazioni tra coscienza e corpo, che trascende la sopravvivenza, la “supera” per qualcosa di piu’ .

Certo che una “volontà di potenza” espressa senza una conoscenza di se stessi e senza aver coscienza del “ritorno” di ogni singolo attimo, fa danni. Esprime una “potenza” che non lavora per l’evoluzione della specie, ma che ha interesse a farla ristagnare. E’ propria dei potenti, di coloro che si beffano del gregge eppure sussistono come tali solo se la moltitudine è gregge.

Se il presente è misurabile solo con numeri irrazionali (le frazioni di secondo) è perchè fa parte di quelle cose dell’Essere che non si possono mai capire fino in fondo. Noi viviamo solo nel presente, eppure solo a pensarlo esso è già passato.

Ora: è soltanto nel presente che le cose “accadono”: sia gli eventi esteriori che interiori. L’eterno ritorno è un attimo in cui accade un deja vu di eternità, che si manifesta sul piano emotivo e che nel suo accadere, come la maggior parte delle cose umane, non ha parole. Eppure è la chiave della filosofia, l’unica cosa che dà speranza di qualcosa di pensabile e comunicabile.

Ho espresso prima che l’eterno ritorno è il corrispondente occidentale dell’Illuminazione di matrice orientale (induista e buddista per lo piu’) a cui Nietzsche cerca di offrire un linguaggio, in un contesto però di presupposto nichilista: nulla è e il linguaggio è solo un “rumore” o una “musica” poco o molto piacevole.
Se quindi, da un lato il nichilismo è una medicina per i pregiudizi, dall’altro lato per il Sommo è stato difficile “dare parola” a cio’ che è già di per se impronunciabile, avendo peraltro screditato la tradizione per quanto riguarda la pensabilità e la comunicabilità di significati condivisi e anche della stessa logica.

Ma “creazione di valori” vuol dire, anche e soprattutto, creazione di valori logici, di un nuovo linguaggio, sperando di realizzare, per ventura, la virtu’ che dona, cioè il miracolo, magari brevissimo, della comunicazione. Un evento che, se accadesse, entrerebbe nel gioco eracliteo degli elementi che si contrastano e si trasformano in nuovi elementi, nel fiume incessante del tempo e del divenire. Comunicare in una frazione di secondo: riuscire (magicamente) a riflettere il proprio messaggio in una scheggia di un immenso prisma e moltiplicare l’atto, dar corpo all’attimo in cui “ci” si capisce e in cui all’umana dimensione è data la possibilità di essere “comunicativa”.

Un’occasione, unica, irripetibile, da afferrare. La sconfitta, se sconfitta sarà per la poltiglia melmosa che avviluppa tutti, della rassegnazione e del risentimento che ferma l’evoluzione, invece, tornerà eternamente.

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