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We Don’t Need

Premesso che trovo le polemiche su Ciarrapico, Berlusconi, Bossi e Fini (muahahahahahahaha) un complesso di chiacchiere mediatiche inutili e mistificanti (qual’è il problema “ciarrapico”: che è fascista o che lo dice?) per non parlare del Paese e delle catastrofi che lo riguardano, catastrofi a cui entrambi gli schieramenti maggiori risponderanno nello stesso identico modo e cioè “mercato, mercato, mercato”, oggi vorrei parlare dell’ingerenza della chiesa nella politica.
In Spagna, all’indomani della vittoria di Zapatero, i cardinali mettono in giro voci tese a creare panico ed inquietudine per rendere piu’ difficoltoso il lavoro politico di Zapatero (il primate di Spagna Canizares ha ammonito che con le politiche su “aborto, eutanasia e famiglie di fatto” si porterà alla “rovina” il paese) e incentivarne l’apparato repressivo.
In Italia, dopo che il papa ha parlato per l’ennesima volta della “dignità” dell’embrione e del moribondo, per mettere ai futuri politici i paletti su eventuali politiche in merito a queste questioni, il Bagnasco ha detto che “la chiesa non si occupa di politica”. Che non ingerisce. Ci mancherebbe! Però poco dopo ha esortato le forze politiche a “larghe intese” sui destini politici dell’Italia, in particolare concentrandosi sulle “famiglie povere” che non riescono ad arrivare a fine mese.
Se ne guardano bene, i rappresentanti (muahahahahahaha) di Cristo in terra, dal sottolineare come “il mercato” sia un’entità frutto del trionfo dell’egoismo e dell’avidità umana, fonte di guerre e di sopraffazioni. Se ne guardano bene, i “vicari di Dio” dal sottolineare come i candidati politici difendano a spada tratta le rendite finanziarie, per non far perdere ai ricchi neppure uno dei privilegi che li caratterizzano e che li inseriscono socialmente nei processi decisionali del paese. Se ne guardano bene. Ma i consigli li danno, come no? Essi parlano di “larghe intese” cioè una formula politica in cui entrambi gli schieramenti tirino ad isolare le parti piu “estremiste” delle loro “lateralità ideologiche” e realizzino uno spostamento al centro, che dovrebbe andare a coprire i buchi politici di quei partiti piu’ esplicitamente clericali che, probabilmente, prenderanno meno voti del solito.
E la cosa tragica sapete qual’è? che l’ingerenza ecclesiastica, fatta di vuote parole, vuoti concetti sostenuti da una dottrina sociale che si basa sul “costume caritatevole” dei ricchi verso i poveri, ottiene il plauso della CGIL: Onorio Rosati, presidente della Camera del Lavoro, che saluta con ottimismo e incoraggiamento l’intervento dei preti con la motivazione “bene: dunque sarà il lavoro il tema centrale del prossimo governo”.
C’è bisogno dei preti per dirlo. Espresso poi da uno che appartiene ad un’organizzazione che ha la storia della CGIL si ha davvero la misura di dove siamo arrivati. E pensate che i giochi non sono ancora fatti.
PS..E intanto sul “corriere della sera” Goldman Sachs compra pagine intere per farsi pubblicità con le facce multietniche di modelle prestate all’operazione di marketing di una delle piu’ grosse banche-sanguisuga del mondo. Forse, come dice Cossiga, per preparare gli italiani a “vedere di buon occhio” la prosecuzione dell’acquisto, a prezzi stracciati, delle nostre aziende pubbliche.
Bah.

