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Pregiudizi “progressisti” e patenti di “sinistrità“…

Mi fanno specie quei “sinistri” che sono orgogliosamente e, soprattutto, aggressivamente antifascisti e sono prostrati alle oscene decisioni dello stato di Israele. Non li capisco, a meno che non si parli di gente che appartiene ad una classe sociale così “ben inserita” da trovare dei vantaggi nella società così com’è, essendo asserviti, o sperando di esserlo in futuro, all’entità sionista.
Chi è pieno di pregiudizii in buona fede e chi lo è in malafede? Non credo di poter giudicare, se non riguardo a uno come Giuliano Ferrara che offre quotidianamente esercizi di ipocrisia e doppiopesismo che non hanno, più di tanto, bisogno di commenti.
Non sono in grado di dire se ,in effetti, la difesa di uno stato che incarna il regime piu’ sanguinario che c’è al mondo, per la sessantennale perseveranza con cui distrugge e uccide, risponda a una logica “tribale” che prende le mosse dal richiamo(o dall’odore) del “sangue” o se questo amore sviscerato per il piccolo stato criminale sia dettato da un senso di esclusione inconscio, un sentimento di inferiorità che trova la sua traslazione simbolica nella vicinanza emotiva ad una prassi politica del genere.
Tutti quanti noi ci siamo indignati per la questione birmana e ci indignamo oggi perchè il sanguinario regime cinese (una nefasta sintesi tra il peggior aspetto del comunismo e il capitalismo selvaggio) manda l’esercito a massacrare i monaci a Lhasa. Non credo che nessuno stia dalla loro parte. Certi “giovanotti del tempo che fu” che appartengono (per esempio) alla “sinistra per Israele” fanno la faccia comprensiva, con quel non so che di disappunto, quando si accenna al genocidio congolese che mancava poco che togliesse la palma all’olocausto: 4 milioni di morti in 5 anni di guerra.
In fondo, l’imperialismo e i conflitti africani sono trascurati, sia dai media che dalle chiacchiere bloggistiche ed è questo uno degli argomenti di punta dei sionisti: si parla sempre dei palestinesi, mai degli altri massacri.
Questo argomento viene sviscerato dal delirio sionista per farne un sintomo inequivocabile di antisemitismo da parte di chi si accanisce, parlando di Israele, sollevando polveroni su quello che è spacciato ipocritamente come un “diritto alla difesa”.
Si dà il caso che la scrivente ritenga che proprio la “democrazia” di cui Israele si fregia, democrazia gestita, per la maggioranza, dalla rappresentanza del popolo ebraico (chè questa è la ragione dello “stallo” dei territori occupati: questa piccola ma fondamentale dicitura razzista) sia il problema grave dello stato israeliano. Se il regime attuale cinese spara sulla gente, non ha giustificazione alcuna , ma neanche suscita il desiderio di cercarne. E’ una dittatura, è regime, i cinesi non contano e non votano. Piazza Tien an Men è ancora sporca del sangue degli studenti schiacciati e sparati dai carri armati. Ma Israele no, è democrazia: foraggiata e sostenuta da capitali occidentali, difesa propagandisticamente da intellettuali e grandi media, vergognosamente coperta, nei suoi crimini, da un’ONU che ormai è un’organizzazione ad uso e consumo delle oligarchie guerrafondaie nonostante cerchi faticosamente di affrancarsi.

I miei post su questo blog esprimono incazzatura perchè sono consapevole che, sempre che non ci siano brogli, i governanti di un paese rappresentano la linea della maggioranza. Per questa ragione mi rattrista e mi fa incazzare che i miei concittadini vadano, tra un mese, alle urne a conferire una nomina prestigiosa che determinerà che si decidano le regole per tutti, a gente indegna che ha permesso, direttamente, facendolo fare, o indirettamente, non rendendo pubblica la cosa, per esempio la contaminazione del suolo della Terronia.
Mi fa incazzare il pensiero che gente come Cuffaro, condannato per favoreggiamento non alla mafia, ma a dei mafiosi, sarà “premiato” con un seggio elettorale,dopo Peppino Impastato, dopo Falcone, dopo Borsellino, dopo le stragi di mafia che tuttora insanguinano l’Italia.
Il fatto di votare dovrebbe essere un modo per uscirne. Si puo’ astenersi. Ci si puo’ rifiutare, in massa. Si puo scendere per le strade. Se la democrazia ha un senso, allora il popolo è sovrano. Se non altro potrebbe dire di no. Sia qui che in Israele, dove le uccisioni sono dirette, massicce e praticamente quotidiane.
E invece i “giovanotti del tempo che fu” sionisti di sinistra, non solo predicano il voto al PD ma giustificano, mistificano, sofisticheggiano, snobbeggiano ogni argomento antiisraeliano. Sono pronti, anche se sono borghesi pieni di soldi e spesso rimbecilliti da un’azienda che li paga bene ma che toglie loro il sonno, a tacciare di antisemita-fascista-nazista chiunque difenda posizioni “altre”.

Emotivamente, si sentono vicini a chi ha massacrato a sprangate dei borgatari fascisti negli anni 70, ma provano disprezzo & disgusto per chi afferma che il massacro di Gaza è stato un’ingiusta carneficina a cui ha risposto un kamikaze con un atto di guerra, uccidendo 8 aspiranti adepti fanatici della versione sionista dell’ebraismo religioso.
Sotto l’aspetto della “passione politica” sembra che togli loro le budella se discuti le scelte strategiche dei partigiani italiani anche quando sono costate centinaia di morti, ma sono inflessibili nell’affermare che i palestinesi sono degli straccioni che nessuno vuole, corrotti e criminali e sottintendono che se gli israeliani li massacrano, in fondo “hanno le loro ragioni” e “non possono fare diversamente”, non fosse altro che per la necessità di difendersi.
Quando pubblicai il post su Jenin, qualche ospite sionista si affretto’ a scrivere che il film era un falso, riproponendo una tesi spacciata dagli amici (suoi) di Israele.net che non hanno alcun interesse a divulgare il concetto di Nakba, che vorrebbero consumare in silenzio, tra tonnellate di disinformazioni pregne di positività verso l’entità sionista . Dando la misura delle bassezze a cui si ricorre per relegare un documento terribile e veritiero come quello nell’alveo del complottismo paranoico e antisemita a priori.

Alla fine è stupido farsi un problema della buona fede di sta gente attaccata pretestuosamente all’infamia della ritualità dei saluti romani (o altri segni simbolici di assenso al nazifascismo), quando nella sostanza ’sti individui appoggiano quella democrazia razzista che da 60 anni massacra gente che non ha fatto niente a quel popolo ebraico tanto perseguitato, facendo balzelli verbali e costruendo fragilissime ragnatele concettuali per difendere l’indifendibile. Perchè se io fossi vissuta negli anni 30, avrei fatto comunella col diavolo, pur di denunciare, sapendone, i crimini nazisti.
Perchè quella era la cosa da fare ed è la cosa da fare oggi, nei confronti dei nazisti di oggi, rifiutando da parte di chi ha il fegato di difendere l’entità sionista, qualunque patente di sinistrità, qualunque attestato di “adesione ai valori del progresso” o di cultura della nonviolenza .

Per me il nemico non è Ciarrapico “perchè è fascista”. E’ Forza Italia che, appoggiando Israele e USA, non puo’ altro che regalarci un’”economia di guerra” : non destinare risorse alle nostre catastrofi e ai nostri guai, facendoci complici paganti del massacro. E Veltroni idem. Tutti, tutti questi che si candidano portano avanti il dogma a priori che le truppe, stiano in Libano, in Afghanistan o debbano tornare in Iraq, devono in ogni caso essere sguinzagliate a spese nostre.
E tra l‘ex fascista Fini, che ha messo la kippah e che dopo Fiuggi ha posto il suo fanatismo filofascista ed opportunista al servizio di Israele e un Ciarrapico, che personalmente, finora ha solo fatto dei gran saluti romani allo stadio, trovo incommensurabilmente piu’ autoritario, guerrafondaio, pericoloso, arrogante, “obbediente agli ordini” (chè alla fine è quella la discriminante, no? oltre le idee personali di qualcuno…) in altri termini, cari ai progressisti sionisti borghesi, “fascista” il primo.

PS: e sulla fiera del libro di Torino: avevo pensato di optare per una posizione piu’ morbida, per non appoggiare il boicottaggio. Ma dopo l’ultima carneficina perpetrata dall’IDF , deciso da quel criminale di Barak, che a Gaza ha ammazzato 120 persone in pochi giorni, avendo visto per l’ennesima volta che è impossibile un minimo di obiettività e sarebbe pure impossibile pensare di invitare gli intellettuali israeliani “contro”, di fronte alla sproporzione complice del frastuono mediatico che nega la Nakba , ritorno alla mia posizione di partenza: boicottaggio.
Tanto i “tribunali progressisti” delle patenti di sinistrità troveranno il modo e i mezzi economici di far apparire i filopalestinesi degli antisemiti lo stesso. Bisogna, semplicemente, sbattersene gli attributi e andare, giustamente, avanti per la propria strada, consapevoli che poco lontano da noi, l’entità sionista si sta avvicinando alla sua propria “soluzione finale”.

