March
17

Diritto-Dovere del voto


E’ semplicemente desolante. L’ultima notizia, come se non bastassero le informazioni già in nostro possesso, è stato leggere delle buonuscite (dette assegni di “solidarietà“, elargiti per il “reinserimento sociale” dei deputati trombati: per favore leggetene tutti QUI) dei politici.

Trattamenti di fine rapporto(TFR) da nababbi, per i quali i politici non devono scegliere se destinare i contributi all’INPS o ad Assicurazioni private, obbligo a cui il governo Berlusconi ha sottoposto i comuni mortali.
Quelli che prenderanno la pensione dopo 40 anni pieni di lavoro, pensione calcolata sulla base dello “scalone” su cui i sindacati hanno spacciato un consenso popolare (appogiando il volere di Prodi, obviously, di sinistra) che non c’era, non lo vedono neppure nei loro migliori sogni un emolumento così. Però ce l’hanno spacciata come una “riforma necessaria” al “risanamento pubblico”. E questi politici che si propagandano come paladini della “morale”, hanno dovuto “a malincuore” farla.

Mi fa tenerezza vedere i neo-diciottenni che sono emozionati, che considerano il voto come una sorta di “iniziazione” all’età adulta. Beata innocenza. Stilare una croce come degli analfabeti su una scheda, in corrispondenza di un simbolo visto fino alla nausea sulle gigantografie elettorali, per i ragazzi insipienti e non avvezzi al linguaggio (volutamente repellente per il loro mondo) della politica, il voto resta comunque un onore che desiderano rendere alla collettività.

La costituzione afferma che il “voto è un dovere civico“.
Se sei un cittadino italiano, cioè, hai il dovere di votare. Peccato che con la legge elettorale di Calderoli (il porcellum) la democrazia sia limitata intrinsecamente: non si possono eleggere i propri rappresentanti , ma solo i “Partiti” che, a seconda di come sono stilate le liste e della quantità di voti che prenderanno, designeranno i fortunati in ordine di lista, dai primi in giu’, via via escludendo quelli che, stando piu’ in fondo, non potranno, se non si raggiunge un alto quantitativo di voti, essere imbarcati a Montecitorio.
In altre parole: l’oligarchia (o la stegocrazia, come la chiama l’ottima Antonella Randazzo) è già stata decisa per il grosso dei suoi componenti.

L’elettorato sceglie solo il destino di qualche strascico di lista, ma il diritto di rappresentanza è già andato a farsi friggere.

Questo aspetto, in particolare, tradisce l’articolo 51 della costituzione che recita:
“Tutti i cittadini dell’uno o dell’altro sesso possono accedere agli uffici pubblici e alle cariche elettive in condizioni di eguaglianza, secondo i requisiti stabiliti dalla legge. A tale fine la Repubblica promuove con appositi provvedimenti le pari opportunità tra donne e uomini.”

La scelta da parte dell’oligarchia partitica dei candidati e dell’ordine di lista (piu’ si sta “in alto”, piu’ possibilità si hanno di essere eletti) crea evidentemente una disparità di condizioni. Senza parlare poi delle donne, che, presenti nella misura del 30%, sono per la gran parte relegate nelle parti basse delle liste

Poi c’è la questione del “premio” di maggioranza”: 340 poltrone regalate al partito che prende piu’ voti, a prescindere dallo scarto, che puo’ essere pure minimo, dai partiti avversari.

Quest’ultimo diktat della legge elettorale è un tradimento del principio che la rappresentanza dev’essere esercitata per quel che riguarda tutta la popolazione, non solo quella che si riconosce in quei gruppi politici che hanno piu’ quattrini per permettersi campagne roboanti e capillari allo stesso tempo.

Con questo meccanismo, una grandissima fetta di cittadini, nonostante si rechi alle urne, non sarà rappresentata, perchè con il “premio” si avvantaggia solo il partito vincente. L’escamotage elettorale è stato coniato e spacciato come un modo per “dare stabilità” al governo. In realtà è solo un’ulteriore negazione del principio democratico, perchè, come si è visto, è bastato un piccolo partito come l’UDEUR di Mastella per far crollare il governo Prodi. Quindi non si deve pensare, come invece il condizionamento mediatico ha fatto credere, che sbarramenti e “premi” che caratterizzano in genere il sistema maggioritario, ma che furbescamente sono stati mantenuti anche col “porcellum” che è proporzionale, garantiscano una maggiore governabilità del paese. Semplicemente non è mai stato vero.

Sono espedienti vuoti e retorici, ripetuti da tutti in TV e sui giornali che diventano mantra: un insieme di condizionamenti che hanno lo scopo di perpetrare l’eutanasia del sistema democratico, rendendo superflue le elezioni. Forme ormai vuote di illusione partecipativa di un popolo che, se si presta al gioco, come all’epoca del
“listone” di Mussolini
avallerà con un inutile ed apparente consenso le peggiori profezie del “piano di rinascita democratica” di Gelli, che ci vuole tutti schiavi e rincretiniti da un ambiente a misura solo di chi è molto ma molto benestante e che puo’ decidere della qualità della nostra vita e a volte, della nostra morte.

Per noi il voto significherà solo dare un triste assenso ad un gioco deciso da altri, architettato non per governare il nostro paese, ma per mettere in pratica interessi che ne sono estranei e che saranno realizzati in ampia contraddizione con i bisogni che gli italiani avvertono come prioritari.

DICIAMO LORO DI NO. ASTENSIONE ATTIVA E DI MASSA
Update: da leggere un
post illuminante sull’argomento, quello di Mario, che sottoscrivo al 100%

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