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Lacrime siciliane

Non sono mai stata in Sicilia. Ma conosco la sua storia e la sua situazione di asservimento alla criminalità organizzata. “Aiutata” nel suo operato dai politici locali. Le prossime elezioni, che molti affrontano con fiducia, sono invece inquinate da problemi stantii, da logiche sempre uguali a se stesse, perverse e mortifere, che danneggiano la vita del comune e onesto cittadino.
Ho insistito sulla questione Cuffaro (qui, qui e pure qui) sperando di far diminuire almeno di qualche voto il patrimonio elettorale di quell’etichetta (udc) nefasta e viscida sponsorizzata dalla faccia disonesta di Casini.
Ma in Sicilia le cose si mettono particolarmente male. Antonella Randazzo ci parla dell’esclusione dalle liste del Partito Democratico di un uomo, Giuseppe Lumia, che è stato condannato a morte da Bernardo Provenzano in persona, per sostituirlo con Vladimiro Crisafulli, le cui frequentazioni mafiose sono state debitamente filmate. Chi pensa che il PD sia tanto diverso dal Partito delle libertà si illude fortemente e la paura di incorrere in un Berlusconi-bis non giustifica in nessun modo il sostegno, anche indiretto, a ’sta gentaglia.
Trovate tutta la storia qui.
La destra, invece, candida come presidente della regione un altro uomo del’UdC dal passato non propriamente “specchiato”.
Insomma: questi sono altri motivi che si assommano a quelli istituzionali (e anticostituzionali) per i quali mi pare necessario il tentativo di realizzare un’astensione attiva. La rassegnazione, insieme con l’accettazione delle regole di questo sporco gioco, mi sembrano attegggiamenti degradanti per l’ ente umano. Ad evitarli si salva almeno la propria coscienza.


