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Buona Pasqua da Ben Hur (Santa Sede, Roma, Italia)
Cosa vi ricorda “Ben Hur”? Charlton Heston sulla biga romana? Anche. Ma è soprattutto l’ambasciatore israeliano alla Santa Sede.
Che esprime (la sua) preoccupazione per “gli immigrati islamici” che in Italia e in Europa rappresenterebbero “una minaccia per la democrazia” (e la pace)
Pensa te. Di Fiamma Nirenstein che si candida nelle liste di Forza Italia per difendere esplicitamente gli interessi del blocco Usraeliano questo signore non parla. Le liste blindate che tolgono agli elettori il diritto di scegliere le persone che li rappresenteranno non sono una “minaccia per la democrazia” noooooo. E Fiamma Nirenstein ce la dovremo ciucciare lo stesso, anche se farà interessi stranieri nel parlamento italiano.

Per chi non lo sapesse, Ben Hur è anche quello con cui il Vaticano sta definendo piano piano gli accordi per la defiscalizzazione delle attività della chiesa in Israele: una trattativa che va avanti da anni
e che è piuttosto difficile a quanto pare, molti alti prelati avevano piu’ volte per essa espresso preoccupazione. Ma mò un qualche accordo devono averlo raggiunto, se a Ben Hur è consentito parlare in veste ufficiale dal vaticano, dicendo cose che proprio pacifiste e beneauguranti non sono.
Difatti, oltre a mettere in guardia contro il “Pericolo islamico” (il solito allarme che viene lanciato prima di una guerra) menzionando Bin Laden (la qual cosa alle mie orecchie suona ridicola, non so alle vostre) critica anche gli italiani per la “politica dello struzzo” , troppo docile con gli islamici, verso i quali, secondo lui, gli italiani dovrebbero “sollevare l’inferno”. Capito? Noi siamo degli incapaci, dei dementi goym , molli, indecisi, in altre parole“inferiori”, struzzi: dovremmo prendere esempio dagli israeliani , che coi palestinesi l’inferno lo scatenano sistematicamente.
E la cultura islamica? Sta morendo, dice. E’ per quello che i giovani si fanno saltare con le cinture di tritolo in quel meraviglioso paese “unica democrazia del medio oriente” che prende il nome di Israele. Eggià è proprio per quello. Non perché nelle incursioni a Gaza si sono fatti 120 persone in pochi giorni manco due settimane fa. Non perché l’ “unica democrazia del medio oriente” minaccia costantemente il Libano, che nel 2006 ha devastato con una crudeltà e una vigliaccheria impressionante. Se la propaganda sionista ha diffuso con capillare minuzia il termine in lingua araba jihad, preoccupandosi di significarlo nel modo piu’ sinistro, si è “dimenticata” (si fa per dire) di diffondere il termine corrispondente in ebraico, che di certo non suonerà meno pericoloso di quello. La differenza è che noi non lo conosciamo (e chissa’ come mai).
La mia idea è che se il Ben Hur si è espresso così, in forma ufficiale nella sua veste di ambasciatore della santa sede, un qualche accordo per la defiscalizzazione delle attività ecclesiastiche in Israele è stato raggiunto. Oltre ad aver acquisito, probabilmente, qualche “Certezza in piu’” riguardo allo schieramento del vaticano nel caso di una guerra futura (infatti il Ben Hur non ha tralasciato di mettere in guardia contro l’Iran, il suo arricchimento nucleare e il perniciosissimo islam sciita).

Tra la nausea e il disgusto, coi “sacerdoti cristiani” che si fanno referenti di simili “portatori di pace” non posso fare altro che augurarvi “buona pasqua”. Magari facendo quel gesto profano che ,nella mentalità popolarproletaria così poco fashion, tiene lontana la sfiga.
ps: ringrazio breva, il mio stupendo blogsitter, che così mi prendo un po’ di vacation e spedisco i post col telefonino. Mi raccomando i fonts…
ma anche se li sbagli ti perdono…e buona pasqua.


