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Uno
Tutti pensano che un’anarchica un po’ estremista, nichilista, come me, sia materialista. In realtà il mio pensiero filosofico-teologico fa capo all’Idea dell’Uno originario. Una condizione d’essere in cui ogni differenza, ogni individuazione, ogni particolarizzazione degli enti si annullata. In cui ogni punto di vista che proviene dagli ego, ogni casualità e ogni evento fenomenologicamente contingente si svelino come polemiche (in senso eracliteo) apparenti dell’uno. Noi , cioè, non esistiamo veramente. Siamo tutti (col pianeta e ogni singola particella dell’Universo) la stessa unica realtà. Ovvero la “condizione d’Essere” cio’ che viene addirittura prima dell’Essere, che i cristiani (per esempio S Tommaso d’Aquino, che se si adottasse la sua interpretazione delle scritture, il cristianesimo sarebbe meglio di quello che è), chiamarono dio, attribuendovi tutte le caratterisiche che quel libro horror-mitologico-favolistico che risponde al nome di Bibbia ma che in realtà si dovrebbe chiamare “compendio di mitologia ebraica”, dice che deve avere.
C’è una scena per esempio in cui uno di questi re (non dirò “ebrei” perchè sennò sono antisemita
) diciamo “cari a dio”, dopo aver combattutto non so piu’ quale battaglia (non sono illetterata ma la mia memoria fa cilecca, mi sa che questi sono gli ultimi fuochi
) dopo aver combattutto , vinto e fatti prigionieri dei nemici, decide di ucciderli instillando del piombo fuso nelle loro narici. Questa cosa viene vista di buon occhio dalle scritture, perchè la fa un re che, vi si sottintende, ha ottenuto il potere da dio stesso.
Ebbene: filosoficamente parlando queste cose son cazzate, come lo è il corano. Già un libro è un’individuazione dell’Uno, un re poi non ne parliamo.
L’uno, come originarietà non puo’ essere neppure pensato, perchè è anteriore al pensare e alle sue forme. E’ una cosa che precede l’io. Perchè (Plotino docet) un io ha senso dirlo se c’è un tu. L’uno, giustamente non pensa e se pensasse “penserebbe a se stesso pensante” come un frattale, perchè essendo condizione d’Essere deve prevedere come archè un’infinita ripetizione. Che non è affatto detto che sia “causa prima” come voleva aristotele.
Questo giustifica il pensiero trascendentalista perchè come tale non puo’ essere pensata in nessun modo. Come “condizione” non ha rappresentazione, mentre dio ce l’ha (vedi il dio barbuto del giudizio universale di michelangelo e dei cartoni animati occidentali). Un dio puo’ essere pensato. Una condizione no.
Perchè l’universo che conosce bene margherita hack potrebbe essere parte dlla struttura di un atomo gigantesco della molecola gassosa della scoreggia (o scurengia) di qualcuno. Non sappiamo quale gradazione di parvenza ci separa dall’Uno. Forse una quantità che cessa di essere quantità e diventa qualità. Come pensava il Platone quando scrive il Fedro.
Se non l’avete fatto, leggetevi “lo zen e l’arte della manutenzione della motocicletta”: un romanzo filosofico di uno spessore dovstojeskiano.
ps: ringrazio anticipatamente l’utenza che avrà la bonta’ di sottoporre i miei scritti di questo tipo a Giuliano Campioni, che, seppur producendo appunti sparsi che vengono scopiazzati (malamente, rendendone ampollosa e ridondante la lettura, perchè la funzione testuale, come dicono i miei colleghi di lettere, non è la critica ma l’insulto) da un piu’ che mediocre recensore per scriverci un po’ di insulti, mi onora della sua lettura…..
ps2: in realtà, pur non essendo fanatica: ho una veggente di fiducia, un’ amica che fa sogn i premonitori, io stessa in certi periodi leggo le carte, faccio esegesi divinatoria delele foto fatte col telefonino e adesso mi sto esercitando con le macumbe. QUindi anche una filosofa puo’ avere una personalità “esoterica”, chiamiamola così… Tra l’altro conto presto di partire per il Brasile per fare un po’ di accademia in questo senso.:-D
ps3 in realtà l’idea di non individuarmi per esempio rispetto a valent o a un riccardo (e diciamolo porca troia) non mi piace affatto. Però penso che se ho incontrato sta gentaglia, nella vita, forse una particella di me che somiglia a costoro la possiedo anch’io. Non dimentichiamo che potremmo essere (il sistema solare nostro, gli altri ecc…) parte di una struttura della molecola gassosa del peto di un “qualcuno”. Non necessariamente ci sta dello “spirito” dietro a quel che non possiamo pensare. QUindi l’idea dell’Uno ci sta comunque.


