March
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IDF vera forza di pace


Approfitto della plurità concessa da chi amministra questo Blog e ripropongo questo post perchè visto che certa pubblicita’ negativa continua ad imperversare mi sembra giusto ricordare l’appello del Presidente Napolitano : No all’antisemitismo “anche quando esso si travesta da antisionismo” continua a fare, dando dell’assassino e del nazista ad Israele ed agli ebrei, vuoi per ignoranza vuoi per malafede o per semplice e banale razzismo.

Occorre invece evidenziare quanto l’esercito Israeliano abbia fatto in questi anni in operazioni umanitarie in tutto il mondo, indipendentemente dal colore delle pelle, della razza e della religione. In questo video, finalmente viene mostrata come l’unica democrazia in MedioOriente, nonostante debba tutelare al suo interno i continui attacchi terroristici, sia in condizione anche di offrire il suo aiuto.

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  1. Con tutto il rispetto per le idee che ognuno può avere sul ruolo umanitario dell’esercito israeliano nel mondo, mi sia permesso di dissentire dalle posizioni di coloro che difendono Israele senza fare opportune distinzioni.

    Un conto è il popolo di Israele che vive sospeso in una specie di prigione territoriale sotto minaccia continua, un conto sono le politiche estere dei governi di Telaviv che hanno contribuito pesantemente alle risultanze odierne.
    Se non è possibile fare questa distinzione allora credo che non vi sia logica nei discorsi di chi lancia accuse di antisemitismo e di antisionismo a chi critica le linee politiche programmatiche e strategiche dell’elite israeliana, come non vi è nessuna logica nel chi giustifica gli attacchi terroristici perpetrati da criminali palestinesi ai danni dei civili di Israele.
    Se non riconosciamo gli errori di entrambi non capiremo mai chi è responsabile di quello che oggi si va delineando in modo cosi minaccioso.
    Se basassimo le nostre valutazioni sui fatti provati, su documenti ufficiali e su fonti attendibili, ce ne sarebbe d’avanzo per tutti.

    Comment by Clanity184 — 04/1/2008 #

  2. Ma io mi baso sulla storia. E questa ci ricorda che i territori come Gaza dati in mano ai palestinesi sono stati una grande prova di fiducia da parte di Israele retribuita molto male.

    Comment by Sir Percy Blakeney — 04/1/2008 #

  3. Grande Sir.

    Comment by sveta — 04/1/2008 #

  4. Nel 1956, 1967, 1982 Israele ha attaccato Egitto, Giordania, Libano, Siria, Tunsia . Nel 1982 invase il Libano. 17,500 libanesi civili sono stati uccisi nella guerra del Libano. Israele ha ignorato finora le 68 risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. E’ in possesso di armi di distruzione di massa comprese le armi nucleari. Occupa illegalmente le Alture del Golan (Siria), la Cisgiordania, la Striscia di Gaza e Gerusalemme Est (Palestina). Israele non è soggetto a nessuna sanzione da parte delle Nazioni Unite.

    Esso è ha tutti gli effetti uno stato canaglia, che meriterebbe la stessa azione che è stata fatta all’Iraq, in quanto aveva violato UNA SOLA risoluzione dell’ONU.
    Le risoluzioni violate e/o ignorate da Israele:
    Risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu n° 42 del 5 marzo 1948 (8 Favorevoli-0 contrari -3 Astenuti). 3 astensione: Argentina, Siria, Gran Bretagna.
    Risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu n° 43 del 1 aprile 1948. All’unanimità
    Risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu n°44 del 1 aprile 1948 (9-0-2). 2 astensione :Ucraina S.S.R, U.S.S.R.
    Risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu n° 46 del 17 Aprile 1948 (9-0-2). 2 astensione: Ucraina S.S.R., U.S.S.R.
    Risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu n° 48 del 23 Aprile 1948 (8-0-3). 3 astensione: Colombia, Ucraina S.S.R., U.S.S.R.
    Risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu n° 49 del 22 maggio 1948 (8-0-3). 3 astensione: Siria, Ucraina S.S.R., U.S.S.R.
    Risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu n° 50 del 29 maggio 1948. La bozza è stata votata parzialmente, l’intero documento non è stato messo a votazione.
    Risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu n° 53 del 7 giugno 1948 (8-0-3). 3 astensione: Siria, Ucraina S.S.R., U.S.S.R.
    Risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu n° 54 del 15 giugno 1948 (7-1-3). 1 contrario: Siria. 3 astensione: Argentina, Ucraina S.S.R., U.S.S.R.
    Risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu n° 56 del 19 agosto. La bozza è stata votata parzialmente, l’intero documento non è stato messo a votazione.
    Risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu n° 57 del 18 settembre 1948. All’unanimità.
    Risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu n° 59 del 19 ottobre 1948. All’unanimità Risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu n° 60 del 29 ottobre 1948. Non è stata messa a votazione.
    Risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu n° 61 del 4 novembre 1948 (9-1-1). 1 contrario: Ucraina S.S.R. 1 astensione: U.S.S.R.
    Risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu n° 62 del 16 novembre 1948. La bozza è stata votata parzialmente, l’intero documento non è stato messo a votazione.
    Risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu n° 66 del 29 dicembre 1948 (8-0-3). 3 astensione: Ucraina S.S.R., U.S.S.R., U.S.
    Risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu n° 69 del marzo 1949 (9-1-1). 1 contrario: Egitto. 1 astensione: GB.
    Risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu n° 72 del 11 agosto 1949. Nessun votazione.
    Risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu n° 73 del 11 agosto 1949 (9-0-2). Astenuti:Ucraina S.S.R., U.S.S.R.
    Risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu n° 101 del 24 novembre 1953 (9-0-2). Astenuti: Libano, U.S.S.R.
    Risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu n° 89 del 17 novembre 1950 (10-0-2). 2 astenuti: Egypt, U.S.S.R.
    Risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu n° 119 del 31 ottobre 1956 (7-2-2). 2 contrari: Francia, U.K., 1 astensione: Australia, Belgio.
    Risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu n° 127 del 22 gennaio 1958 – All’unanimità. Risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu n° 162 dell’11 aprile 1961 (8-0-3). 3 astensione: Ceylon, U.S.S.R.,Repubblica Araba Unita.
    Risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu n° 228 del 25 novembre 1966 (14-01).1 astensione Nuova Zelanda
    Risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu n° 233 del 6 giugno 1967. All’unanimità.
    Risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu n° 234 del 7 giugno1967. All’unanimità.
    Risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu n° 237 del 14 giugno1967. All’unanimità.
    Risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu n° 242 del 22 novembre 1967. All’unanimità.
    Risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu n° 248 del 24 marzo1968. All’unanimità.
    Risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu n° 250 del 27 aprile 1968. All’unanimità.
    Risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu n° No. 251 del 2 maggio 1968. All’unanimità. Risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu n° 252 del 21 maggio1968 (13-0-2). 2 astensionei: Canada, U.S.
    Risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu n° 259 del 27 settembre 1968 (12-0-3). 3 astensioni: Canada, Denmark, U.S.
    Risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu n° 267 del 3 luglio 1969
    Risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu n° 271 (1969) del 15 settembre 1969 (11-0-4). 4 astensioni:Colombia, Finlandia, Paraguay, U.S.37.
    Risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu n° 298 del 25 settembre 1971. 1 astensione: Siria.
    Risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu n° 331 del 20 aprile 1973. All’unanimità.
    Risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu n° 338 del 22 ottobre 1973. All’unanimità.
    Risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu n° 339 del 23 Ottobre 1973. All’unanimità(14-0-0). La Cina non ha votato.
    Risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu n° 344 del 15 dicembre 1973 (10-0-4).4 astensioni: France, U.S.S.R., U.K., U.S.
    Risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu n° 381 del 30 Novembre 1975 (13-0-0).China and Iraq non hanno votato.
    Risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu n° 425 del 19 Marzo (12-0-2). 2 astensioni: Czechoslovakia e U.S.S.R.,la Cina non partecipò n° alla votazione.
    Risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu n° 446 del 22 Marzo 1979 (12-0-3).3 astensioni: Norvegia, U.K., U.S.
    Risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu n° 452 del 20 luglio 1979 (14-0-1). 1 astensione: U.S.
    Risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu n° 465 del 1 marzo 1980. All’unanimità. Risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu n° 468 dell’8 maggio 1980 (14-0-1).1 astensione: U.S.
    Risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu n° 469 del 20 maggio 1980 (14-0-1).1 astensione: U.S.
    Risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu n° 471 del 5 giugno 1980 (14-0-1).1 astensione: U.S.
    Risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu n° 476 del 30 giugno 1980 (14-0-1).1 astensione: U.S.
    Risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu n° 478 del 20 agosto 1980 (14-0-1).1 astensione: U.S.
    Risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu n° 484 del 19 dicembre
    Risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu n° 500 del 28 gennaio 1982 (13-0-2). 2 astensioni:U.K., U.S.
    Risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu n° 508 del 5 giugno 1982
    Risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu n° 509 del 6 giugno 1982
    Risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu n° 512 del 19 giugno 1982. All’unanimità.
    Risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu n° 513 del 4 luglio 1982.
    Risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu n° 515 del 29 luglio 1982 (14-0-0). U.S. non parteciparono al voto.
    Risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu n° 516 del 1 agosto 1982
    Risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu n° 517 del 4 agosto 1982 (14-0-1).1 astensione: U.S.
    Risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu n° 518 del 12 agosto 1982
    Risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu n° 520 del 17 settembre 1982
    Risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu n° 521 del 19 settembre 1982. All’unanimità
    Risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu n° 573 del 4 ottobre 1985 (14-0-1).1 astensione: U.S.
    Risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu n° 592 del 8 dicembre 1986 (14-0-1).1 astensione: U.S.
    Risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu n° 605 del 22 dicembre 1987.(14-0-1).1 astensione: U.S.
    Risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu 607 del 5 gennaio 1988.All’unanimità
    Risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu 608 del 14 gennaio 1988 (14-0-1).1 astensione: U.S.
    Risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu 611 del 25 aprile 1988
    Risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu 636 del 6 Luglio 1989 [Adottata al 2870 incontro (14-0-1).1 astensione: U.S.
    Risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu 641 del 30 agosto 1989 (14-0-1).1 astensione: U.S. Risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu 672 del 12 ottobre 1990.
    Risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu 673 del 24 ottobre 1990. All’unanimità Risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu 681 del 20 dicembre. All’unanimità
    Risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu 694 del 24 maggio 1991. All’unanimità
    Risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu 726 del 6 gennaio 1992. All’unanimità.
    Risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu 799 del 18 dicembre 1992- All’unanimità.
    Risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu n° 904 del 18 marzo 1994 All’unanimità. La bozza venne votata solo in parte, con l’astensione degli Stati Uniti U.S. su due paragrafi di preambolo. Nessun voto fu dato al testo complessivo.
    Risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu n° 1073 del 28 Settembre 1996 (14-0-1) 1 astensione: U.S.
    Risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu n° 1322 del 7 ottobre 2000 (14-0-1) 1 astensione: U.S.
    Risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu n° 1397 del 12 marzo 2002 (14-0-1) 1 astensione: Siria.
    Risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu n° 1402 del 30 marzo 2002 (14-0-1) 1 astensione: Siria
    Risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu n° 1403 del 4 aprile 2002 - All’unanimità.
    Risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu n° 1405 del 19 aprile 2002 - All’unanimità

    Comment by Nazionalpopolare — 04/1/2008 #

  5. SI hai finito di copiare le palle storiche nazipop??
    “Nel 1956, 1967, 1982 Israele ha attaccato Egitto, Giordania, Libano, Siria, Tunsia ” Ma cazzo studia.. almeno GNURANT

    Comment by Sir Percy Blakeney — 04/1/2008 #

  6. Bhè Sir, inizia a studiare tu che di lacune ne hai e togliti le fette di salame dagli occhi!!!

    Comment by Nazionalpopolare — 04/1/2008 #

  7. Se poi, ti dà fastidio la verità che non si deve sapere e continui a cancellare o meglio censurare, non riempirti poi la bocca di libertà!

    Comment by Nazionalpopolare — 04/1/2008 #

  8. Guarda NaziPop, la storia non la cambi tanto da omettere quella del Kippur…
    http://it.wikipedia.org/wiki/Guerra_del_Kippur
    e comunque tutte vinte da Israele.
    Con cio cosa voglio dire i territori conquistati sia in guerre preventive che sotto attacco.. sono del vincitore il quale poi ha dato prova di amare la pace, dando ai palestinesi la striscia.. forse era meglio di coca che di gaza

    Comment by Sir Percy Blakeney — 04/1/2008 #

  9. Fin da giovane so che, sulle opinioni mie ed altrui, è inutile fare “disputazzellam”. Pertanto ho insistito su certe mie tesi, facendo spallucce al fatto che altri potesse catalogarmi come “antisemita”. Ripeto per sommi capi: io inquadrerei la nascita dello “Stato di Israele” nel 1948 come uno dei tanti casi di “colonialismo”. E, pertanto, ripeterei l’insegnamento evangelico: “chi è senza peccato scagli la prima pietra”. Già: siete capaci di distinguere, nell’America latinoamericana, i “conquistatori” spagnoli e portoghesi dai nativi? O, nel Quebec, i “colonizzatori” francesi dagli indigeni? Perché Francesi, Portoghesi e Spagnoli, che sapevano di storia, hanno fatto come gli antichi Romani: volevano le donne e le terre dei Sabini, hanno sposato le Sabine ed hanno fuso due popoli in uno. In Palestina, purtroppo, gli Ebrei non hanno seguito l’esempio degli antichi romani. Ma hanno pensato di risolvere il problema dei “nativi” cacciandoli dai paesi natali e spogliandoli dei loro poveri averi. Da quel momento nasce la “questione palestinese”. E nasce non perché gli Ebrei vogliono un “loro Stato” ma perché vogliono uno “Stato religiosamente puro”. Perché, agli occhi dei locali e dell’opinione pubblica mondiale sarebbe stato pressoché indifferente se quello spezzone territoriale si fosse chiamato “Israele” oppure “Palestina”. Strano ma vero: gli Ebrei che giustificano la nascita di “Israele” con le discriminazioni e i genocidi subiti in Europa, nel dare vita ad un loro sogno, cominciano con una “pulizia etnica”. E non venitemi a dire “fu a causa della guerra”. Perché ancora oggi, nel 2008, dopo sessanta anni da quei fatti, gli Israeliani non consentono ai Palestinesi espulsi di rientrare nei paesi natali. Ed è su questo che nasce il problema del Vicino Oriente. Che avvelena la vita dei popoli viventi in quei territori e rischia di avvelenare la politica mondiale con la continua sequela di guerre, di attentati e di rappresaglie.
    ***
    A complicare le cose, e a dar loro una patina surreale, interviene lo studioso Ebreo/Israeliano Shlomo Sand, professore di storia moderna all’Università di Tel Aviv. Ma diamo la parola al “Corriere della Sera”: “In 297 pagine, Shlomo Sand sostiene che gli ebrei non vennero esiliati dai romani dopo la distruzione del secondo Tempio; gli ebrei della diaspora sarebbero i discendenti di popolazioni locali convertite” (1). E, a precisa domanda, risponde: “Quella che si è diffusa nel mondo è la religione, non la gente” (1). Insomma, stante allo studioso Shlomo, degli “stranieri convertiti al giudaismo” opprimerebbero i Palestinesi, nelle cui vene scorre in parte il sangue degli antichi Ebrei. Inutile dire che Shlomo è accusato, da più parti, di essere “antisemita”. E non nascondo che questo mi è di qualche conforto. E, difatti, se siamo tutti “antisemiti”, vuol dire che i “semiti” sono una invenzione.
    Antonino Amato

    Comment by Nazionalpopolare — 04/1/2008 #

  10. Poi, Israele ama la pace, distruggendo le case alla popolazione palestinese, uccidendo reporter che documentano i crimini dell esercito israeliano (reporter italiano, circa tre anni fà), applicando la tortura come prassi per gli interrogatori di polizia (legali in Israele come in Cina), invocando sanzioni per chi da Presidente di uno Stato critica israele, dimenticando le violazioni dell’onu e lo stato sionista continua a violare.

    Comment by Nazionalpopolare — 04/1/2008 #

  11. Egregi Signori,
    così per me non funziona. Su certi temi gli interventi dovrebbero avere un tenore diverso. La genericità e la semplificazione estrema non aiutano a capire.
    Prima di tutto dovremmo cercare di selezionare le fonti delle notizie e delle dichiarazioni che leggiamo evitando pericolosi tranelli. Dico questo perchè le informazioni che giungono dal medio oriente e tutto quello che gli arabi dichiarano sui loro giornali noi lo conosciamo attraverso i nostri media dai lanci di agenzia di un ristretto e selezionato numero di istituti come, ad esempio, il MEMRI (Middle east media research institute) che si preoccupano di tradurre e diffondere in occidente gli articoli dalla stampa araba. Quello che ignoriamo, l’Italia è uno dei paesi che maggirmente attingono a queste fonti, è che queste organizzazioni manipolano le notizie e le dichiarazioni imponendoci una versione dei fatti che sia funzionale a determinati scopi operando come agenzie di disinformazione. Non credo preserverebbe tutta la sua autorevolezza il MEMRI se i lettori e i telespettatori occidentali e italiani sapessero che il co-fondatore e presidente dell’istituto, nonché colui al quale è intestato il sito web, è un israeliano di nome Ygal Carmon, il Signor, o meglio Colonnello, Carmon che ha passato 22 anni nel Mossad, il famigerato servizio segreto militare israeliano e più tardi è divenuto consulente anti-terrorismo di due Primi Ministri d’Israele, Yitzhak Shamir e Yitzhak Rabin?
    Molte testate internazionali si sono accorte di questo meccanismo di distorsione delle informazioni e incominciano a farsi tradurre i testi degli articoli e delle dichiarazioni da soggetti differenti.
    L’effetto di questa diversificazione è che uno stesso testo arabo può, su giornali occidentali diversi, avere diverse traduzioni letterali e quindi diversissimi significati.
    In italia una studentessa di Padova di nome Lelia Zoia, partendo dalle critiche mosse al Memri dal giornalista Brian Whitaker in un articolo dal titolo “Come far odiare gli arabi attraverso la stampa” apparso sul Guardian nell’autunno del 2004, ha scritto una tesi di laurea, consultabile su internet, sulle tecniche di manipolazione e di propaganda utilizzate per distorcere i messaggi che arrivano all’occidente. Il ruolo di queste agenzie di rilancio dell’informazione è fondamentale nella creazione dell’opinione comune sul mondo arabo, se queste ultime non sono più che obiettive, equidistanti e imparziali anche il nostro giudizio non potrà esserlo.
    Credo di risultare addirittura scontato nel sostenere che molto di quello che accade fuori dal nostro paese ci viene raccontato in modo diverso dalla realtà, si tratta di accettare questo limite anche sulla questione israelo-palestinese e di aiutarci a costruire un quadro attendibile dei fatti.
    Ripeto, questo non significa legittimare o giustificare nessuno, ne da una parte ne dall’altra, significa solo cercare di determinare in modo critico e consapevole le rispettive responsabilità.
    Io sono disposto a metterci del mio affrontando con serietà un argomento che per la gravità dei suoi risvolti drammatici non permetterebbe l’uso di certa terminologia e le semplificazioni che ho letto sopra.
    Vorrei tentare se possibile di informare, ma anche di recepire a mia volta informazioni e cercare di capire meglio e di più, a patto che tutti si rendano conto di stare dentro ad una “cristalleria” piena di inciampi.
    Se in questo luogo non sarà possibile affrontare con severità e serietà certi argomenti allora non disturberò più.
    Passo lasciandovi questa dichiarazione, che non vuole essere una provocazione per nessuno, ma che da il senso della complessa varietà di opinioni sulla spinosa questione proposta dall’autore del post:

    - Le case dei palestinesi sono state demolite, i loro quartieri confiscati, i loro giovani sottoposti ad infinite torture, hanno pagato tasse e tariffe senza ricevere in cambio alcun diritto, e la lista delle barbarie che hanno subito è senza fine. -

    Parole di questo tenore sembrano uscite dalla bocca di qualche estremista arabo antisemita, invece questa è solo una delle tante dichiarazioni di aperta accusa nei confronti di Israele che si possono ricavare dagli interventi dei maggiori gruppi ebrei ortodossi antisionisti del mondo riuniti in organizzazioni culturali e religiose in America e in Gran Bretagna, … i “cugini” di quegli stessi ebrei che per 1400 anni hanno convissuto pacificamente con i contadini e i pastori di origine araba.
    Citazione tratta da una delle pubblicazioni del gruppo: Bene Yoel-Breslov fatta dal Rabbino: Dovid Weiss.

    Comment by Clanity184 — 04/1/2008 #

  12. direi che il tenore, ANTISEMITA tuo lo si capisce bene “Non credo preserverebbe tutta la sua autorevolezza il MEMRI se i lettori e i telespettatori occidentali e italiani sapessero che il co-fondatore e presidente dell’istituto, nonché colui al quale è intestato il sito web, è un israeliano di nome Ygal Carmon, il Signor, o meglio Colonnello, Carmon che ha passato 22 anni nel Mossad, il famigerato servizio segreto militare israeliano e più tardi è divenuto consulente anti-terrorismo di due Primi Ministri d’Israele, Yitzhak Shamir e Yitzhak Rabin
    Embeh anche io ho la doppia nazionalità e sono cittadino israeliano e allora.. e se ti dirò il Colonnello Carmon ha lavorato nel Mossad?? Meglio.Non è reato che io sappia, come non lo è essere consulenti ANTI-TERRORISMO.. ma per l’amor di D-O

    Sorvolo sulla tesi di laurea della giovane padovana e le altre amenità, ricordandoti per altro che vivi in un paese dove diciamo che l’nformazione non è proprio proprio il massimo… altro che MEMRI e MOSSAD e altre puttanate del genere.

    Comment by Sir Percy Blakeney — 04/2/2008 #

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