March
31

Lettera di una madre a giuliano ferrara

Caro Dott. Ferrara,

ultimamente Lei sta promuovendo una forte campagna a favore della vita tramite la rivisitazione della legge 194.

Mi sembra di capire che, sostanzialmente, lei afferma fortemente il principio secondo il quale una donna dovrebbe essere fondamentalmente propensa a generare vita piuttosto che a donare morte.

Ebbene, io sono una di quelle che, fra le due opportunità, ha optato per la prima.

Tenterò di illustrale, brevemente, la mia situazione: " Sono Madre di due bambini, Sara e Roberto, rispettivamente di 14 e 11 anni .

I due bambini sono portatori, sin dalla nascita, di handicap grave(OLIGOFRENIA, LEUCOENCEFALOPATIA E IPOTONIA) , giudicati invalidi al 100%, io e mio marito Carlo, percepiamo un totale di 800 euro al mese quale indennità d'accompagnamento. Inoltre, in virtù di quanto previsto dalla legge 162/1998, vengono erogati pseudo servizi d'assistenza quali: accompagnamento dei bambini da casa a scuola e viceversa; supporto terapeutico psicologico (musicoterapia) e ausilio educativo mediante educatrice che permane nel nostro domicilio 2 ore al giorno. Cosa dice questa legge? In sintesi il legislatore ha voluto affermare un sacrosanto principio che si riassume così: " 1- ter)......... a disciplinare, allo scopo di garantire il diritto ad una vita indipendente alle persone con disabilità permanente e grave limitazione dell'autonomia personale nello svolgimento di una o più funzioni essenziali della vita, non superabili mediante ausili tecnici, le modalità di realizzazione di programmi d'aiuto alla persona, gestiti in forma indiretta, anche mediante piani personalizzati per i soggetti che ne facciano richiesta, con verifica delle prestazioni erogate e della loro efficacia".

L'esclamazione mi pare d'obbligo: "ALLA FACCIA DELLA GARANZIA DI UNA VITA INDIPENDENTE!!!!!!!". Se con gli interventi attualmente adottati a favore di Roberto e Sara si ritiene di assicurare il diritto summenzionato, la pretesa mi sembra, francamente, un po' "eccessiva, per non dire demenziale". Inoltre, io non posso, ovviamente, lavorare dovendomi occupare dei bambini; mio marito è disoccupato da anni e, nonostante le ripetute richieste tese a richiamare l'attenzione della nostra amministrazione locale affinché, in virtù della drammatica situazione, possano essere adottati provvedimenti d'eccezione per assicurare una qualsiasi attività lavorativa a mio marito Carlo, e quindi assicurare ai nostri due infelici figli perlomeno una adeguata alimentazione (sto parlando di ALIMENTAZIONE, non di sfumature voluttuarie) tutto tace, nel più assoluto immobilismo.

Caro Ferrara, le confesso, pur se con molta tristezza, che se dovessi tornare indietro, sarei una di quelle donne che avrebbe il buon senso di NON donare ai propri figli una vita fatta di stenti e sofferenze, di indigenze assolute, di abbandono da parte di una società che si professa democratica ed attenta al sociale e che, invece, con indifferenza ripone nel dimenticatoio le tragedie che colpiscono le persone più deboli. Le confido anche che, spesso, mi sembra di intravedere nello sguardo dei miei due bambini (ovviamente loro non sono in grado di articolare le parole e di formulare logici pensieri) una sorta di rimprovero per avergli donato una "non vita".

Ora, quel che le chiedo è: una volta tanto, invece di portare alla ribalta i casi di donne che decidono di abortire per paura di non poter assicurare ai propri figli una vita degna di potersi definire tale, parli della paura di una madre che, a causa del totale stato di abbandono in cui sono stati relegati i suoi figli , vive nell'angoscia di cosa il futuro potrà riservare a questi due bambini, convive col senso di colpa di avergli imposto una vita d'inferno e solitudine, in un paese dove ci si preoccupa del "modello" ma non ci si prende cura delle specificità sociali che incidono fortemente sulla sua applicazione pratica, dove le tristi problematiche di questi "figli di un Dio minore" vengono appositamente sminuite sino al punto di renderle invisibili proprio perché è comodo ed edificante parlarne ma, ahimè, forse troppo impegnativo e poco remunerativo risolverli.

Mi dimostri Dott. Ferrara che il suo è un forte e sentito convincimento e non l'ennesima messa in scena "Italianota" utile solo a dare visibilità al suo promotore.

Perché Lei possa meglio rendersi conto di cosa stiamo realmente parlando, le allego due fotografie dei miei bambini, che danno il senso del loro effettivo stato di salute.

Luisa Caddeo

Piazza della Repubblica, 18

09010 Vallermosa (CA)

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  1. E chissà quanti altri casi ci sono in giro, il pensare che il Ferrara parla perchè in una posizione ovattata lanciando direttive al popolo bue è francamente un atto osceno in luogo pubblico.

    Comment by breva — 03/31/2008 #

  2. Io mi chiedo perchè a scagliarsi contro la 194 sono sempre gli uomini e mai le donne, nemmeno la Binetti ne ha mai fatto un caso. Sarà forse un certo senso di colpa? Che mai avrà fatto Ferrara per averlo?

    Comment by Ulisse — 03/31/2008 #

  3. Ma si, continuiamo con l’aborto indiscriminato… poi, lamentiamoci che l’Italia è a crescita zero!!!

    Aborto: unico vero genocidio dell’umanità!

    Comment by Nazionalpopolare — 03/31/2008 #

  4. Io non credo che l’aborto sia indiscriminato e che sia fatto con leggerezza, almeno non nella maggioranza dei casi.
    Personalmente, ho già avuto occasione di dirlo, non ne amo l’idea generale, non mi piace come soluzione ad una cazzata fatta, ma penso sia giusto avere il diritto di deciderlo in casi particolari.

    Comment by sveta — 03/31/2008 #

  5. Ma si incominciamo a ripristinare i cucchiai d’oro..cazzo ma vi rendete conto che abrogare la 194 significa questo?
    Vi rendete conto che molti dei medici obiettori oggi poi domani faranno aborti nei loro consultori / cliniche mascherati da polipi o altro.. su sapete vero cosa rischia una donna con l’aborto clandestino..
    Rispettate lo stato laico, chi vuole abortire abortisca senza essere giudicato da questa falsa morale dell “Aborto: unico vero genocidio dell’umanità!” e che etichetta le donne come assassine. Di questo passo mi aspetto l’abrogazione del divorzio.. cosi la sacra rota riprende a marciare…

    Comment by Sir Percy Blakeney — 03/31/2008 #

  6. La sacra rota.
    Affascinante relitto del medioevo che consente ad alcuni molto ricchi, e senza alcuno scrupolo morale, di poter far finta di non essere stati sposati e di non avere figli.
    Così ci si divorzia e non si paga nulla a nessuno (a parte la fattura un pò cara dell’avvocato ed una donazione “spontanea” alla pia istituzione che ci evita di passare per l’antipatica procedura dello stato italiano).

    Se non ci fosse da sempre andrebbe inventata.

    Tornando alla 194 pensate che ho persino sentito la dichiarazione dei proprietari dell’Ospedale Gaslini di Genova (la Curia) che il medico “obiettore” che si è suicidato per essere stato indagato per “procurato aborto” nel suo studio privato ” è una vittima dell’orribile legge sull’aborto”.
    Nel senso che, come sostiene l’elefante iper-autoreferenziale, sarebbe la legge a causare gli aborti che, in caso contrario, non esisterebbero ed i “pii” medici non sarebbero “costretti” a praticarli di nascosto per evitare problemi alle proprie carriere.

    Un’affermazione illogica e veramente impressionante.

    Per essere uno che distribuiva la stampa staliniana fuori da Mirafiori, col nonno comunista , Senatore ed amico di Togliatti, bisogna proprio pensare che il nostro “eroe” la “classe operaia” torinese non l’abbia mai frequentata neppure per caso.
    Altrimenti saprebbe che l’aborto è una delle conseguenze del disagio sociale, economico e dell’ ignoranza circa le più elementari regole per praticare una vera contraccezione.

    Ma il punto è proprio questo : ma nessuno propone di fare una vastissima e costante campagna di informazione e di prevenzione ?

    Lo stato italiano sta ridiventando una depandance senza autonomia delle gerarchie che proteggono pervertiti e pedofili e che, di conseguenza, non possono che avere un’idea un filino distorta di cosa sia un’attività sessuale ?

    Comment by S.Just — 03/31/2008 #

  7. Il diritto di partorire o di NON PARTORIRE, non dovrebbe essere motivo di discussione, in un paese “CIVILE”.

    Piuttosto c’e’ bisogno di leggi capaci di tutelare la donna,l’ uomo e i bambini dalle violenze che succedono, specialmente nelle casette tutte belle, viste dal di fuori.
    non giudico chi fa figli e chi non li fa, dico solo, ovviamente, chi ha i soldi per la clinica privata non ha bisogno della 194 … chi non ha i soldi rischia …

    Se questa si chiama civilta’?? nel 2008 ? Mah.

    Comment by speaker's corner — 04/1/2008 #

  8. Siamo alla tregua elettorale del diritto, finita la campagna ed incoronato il Re, a Cilicionia si farà il volere del Re. Renedetto XVI°

    Comment by breva — 04/1/2008 #

  9. @ S.Just

    Il vero guaio è che per la chiesa la contraccezione non va bene. L’unica via ammessa è sposarsi vergini, fatto questo praticare il dovere/diritto coniugale (definizione che mi fa orrore solo a pronunciarla)in modo naturale e accettare quello che viene (!!).
    Punto. Tutto il resto non si fa. E’ semplice.
    Le conseguenze di tutto ciò poi fanno finta di non vederle, o ne attribuiscono la colpa alla debolezza dell’uomo che non segue le regole di Dio.

    Comment by sveta — 04/1/2008 #

  10. Perchè molti preti fanno tutto il resto?

    Comment by breva — 04/1/2008 #

  11. il dogma imposto dalla chiesa, quello di non usare il preservativo e’ una tragedia, lo sanno tutti che e’ la causa di tanti bambini innocenti morti di AIDS .., questa si che e’ la strage degli innocenti.

    Comment by speaker's corner — 04/1/2008 #

  12. @ Breva

    Perchè tutto quello che predicano è innaturale, contronatura e frustrante. Le conseguenze sono scontate.
    Ma la loro ipocrisia non lo ammette.

    Comment by sveta — 04/1/2008 #

  13. GIULIANO FERRARA NON HA FIGLI, NEANCHE ADOTTATI. PIUTTOSTO HA FATTO ABORTIRE TRE DONNE IN PASSATO!

    Comment by nora — 04/13/2008 #

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