April
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GLI INCREDIBILI RETROSCENA DELLE MIE MOSTRE COMASCHE

RIcevo e pubblico:Sono trent’anni che vivo a Como e dopo avere partecipato alla vita culturale della città con l’organizzazione di diverse iniziative, soprattutto di carattere espositivo, devo con rammarico
constatare che la situazione culturale lariana è certamente sempre più critica e sempre più
permeata da metodologie che ho sempre def inito oscurantiste, o da “Stasi” .

Sembrano tornati in vigore metodi di vecchio stampo e di regime.

Sono un insegnante che da 30 anni insegna in una scuola di periferia, un quartiere con tante
problematiche che mai sono state af f rontate e risolte concretamente. Come docente vedo un
livello culturale delle nuove generazioni sempre più basso, allo stesso tempo si sente il grande
bisogno dei giovani di uscire dall’immobilismo e sentirsi partecipi di nuove opportunità, di nuovi
momenti creativi e qualif icanti della vita di quartiere. C’è fame di cultura e la città cosa of f re loro, ai
giovani?……Un grande e costoso evento artistico all’anno.

Penso che una politica di facciata che mira soltanto a fare grandi cose e grandi eventi con lo scopo
di apparire belli davanti ai propri elettori e favorire pochi adepti, sorvolando sulla sostanza dei
problemi, non serva alla città.

A cosa servono i grandi eventi se nel sottobosco non c’è alcun fermento e nessuna possibilità di
crescita? E non lamentiamoci poi del bullismo, dei w riters o del deturpamento urbano.

Non si può certo lavorare tre mesi per sopravvivere al mortorio del resto dell’anno. L’indotto deve
poter contare su un’attività culturale che duri almeno dagli otto ai dieci mesi all’anno. In questa
città ha sempre funzionato bene, almeno in passato, la Biblioteca, ma altri enti pubblici come
quello museale, comprensivo di Pinacoteca, perché non sono mai decollati?.

In questi ultimi anni oltre all’unico evento culturale, ci siamo “baloccati” con la kermesse Natalizia
di piazza Cavour e le sue luci sfavillanti.

Due eventi che non hanno certamente contribuito a migliorare il livello culturale della città.
Se poi andiamo ad esaminare tutte le altre iniziative minori proposte ci accorgiamo di strani
fenomeni ricorrenti, come ad esempio che uno stesso pittore possa esporre almeno una volta
all’anno per 4 o cinque anni consecutivi.

E ci si chiede come sia possibile che simili favoritismi avvengano, non esiste alcun controllo da
parte delle minoranze politiche dell’opposizione e il tutto procede in una sorta di superf icialità e
disinteresse assoluto.

Qualcuno a tale mia denuncia obietterà che anche chi scrive in passato ha avuto l’opportunità di
organizzare varie mostre ma vorrei precisare che non erano personali ma si trattava di mostre su
temi culturali che sviluppavano delle tesi o degli studi legati a pubblicazioni dove non si faceva
alcun tipo di mercato o commercializzazione delle opere esposte e che spesso coinvolgevano
poeti, scrittori e studiosi di altre discipline. (es.: Garibaldi: ideali , amori e rif lessioni; Federico II;
Inf inito Leopardi; L’albero della vita; Leonardo e i tarocchi; Comasco chi sei; Il Dossi e gli amici
Scapigliati; Ligabue e Mazzacurati.)

Posso af fermare che l’amministrazione Comunale non mi ha mai concesso uno spazio a Como per
ef fettuare una mostra personale ma solamente per allestire questo tipo di mostre su temi culturali.
Se ho voluto allestire qualche personale nella mia città ho dovuto ricorrere a gallerie private. E
devo dire che in questo caso il nemo profeta in patria non c’entra molto. Ho sempre pensato, e l’ho
scritto anche sulla Provincia, che la cultura lariana era diretta da una sorta di cupola misteriosa che
deteneva il monopolio di ogni evento “possibile” e se qualcuno avesse avuto il coraggio di proporre
dell’altro avrebbe dovuto fare i conti con qualche buldozer (o critici di parte) che regolarmente
sarebbero venuti a demolire e a denigrare l’iniziativa.

Potrei citare tanti esempi a conferma di quanto asserisco qui…..e lascio ai miei concittadini la
libertà di giudicare serenamente.

Ho scritto diverse lettere all’assessore Gaddi con richieste di spazi pubblici per ef fettuare una mia
personale ma le lettere vengono regolarmente ignorate (forse cestinate?), non mi è mai giunta
alcuna risposta né positiva né negativa, solo una volta dalla sua segretaria mi è stato risposto che
tutti gli spazi erano già esauriti. Ho più volte richiesto che la mia domanda fosse messe in coda alle
altre richieste esistenti ma non sono stato mai più contattato.

Credo che questo sia anche mancanza di rispetto per una passione che ha visto la realizzazione di
oltre 30 mostre personali in varie città italiane e oltre trenta mostre o iniziative di carattere culturale
per non parlare degli studi o delle pubblicazioni ef fettuate dal sottoscritto.

Mi sono chiesto più volte perché tanta mancanza di considerazione da parte di questo assessore,
d’accordo che è giovane e forse non ricorda cosa è stato fatto dagli altri e da quanti lo hanno
preceduto ma non si può neppure accettare che con un colpo di spugna venga cancellato tutto
quanto fatto in passato, proposte che avevano anche uno scopo serio, cioè quello di mantenere
vivo quel sottobosco artistico culturale locale, che oggi sembra completamente morto, che era fatto
anche di associazioni, di artisti, pittori e scultori, magari non professionisti, ma che avevano con la
loro passione contribuito alla crescita della città e delle generazioni passate.

Nell’entourage dell’Assessore alla cultura del Comune di Como primeggiano i soliti critici lariani:
qualcuno in passato li def iniva prezzemolini perché qualunque cosa si facesse a Como in ambito
artistico-culturale, loro dovevano esserci.

A Como non si poteva proporre mostre che non fossero legate a Sant’Elia, a Terragni, agli
astrattisti, a Pisani Dossi perché erano i loro cavalli di battaglia, quindi tutti i f inanziamenti esistenti
(pubblici e privati) erano convogliati in quelle direzioni. E non vi dico cosa succedeva se qualche
malcapitato si fosse permesso di invadere un loro campo.

Un esempio per tutti. Venne organizzata dal sottoscritto con la Sig.ra Asti (allora gallerista) e la
famiglia della nipote del grande scrittore scapigliato Carlo alberto Pisani Dossi una mostra con il
nucleo più cospicuo dei dipinti della collezione PisaniDossi. Ebbene vi furono polemiche a non
f inire nel tentativo di demolire la qualità della mostra tenutasi al Broletto e che venne recensita con
grandi elogi dal Maestro Radice che purtroppo dopo poco tempo morì. Quella mostra ebbe dei
retroscena veramente incredibili che vale la pena qui raccontare. Dopo pochi mesi aprì a Como la
Fondazione Antonio Ratti e la mostra d’apertura doveva ospitare le più importanti collezioni d’arte
del territorio lariano. Fra queste non poteva certamente mancare la collezione Pisani Dossi che i
curatori davano già per scontato avere in mostra, tant’è che, senza averne fatto una formale
richiesta alla Sig.ra Carola Pisani Dossi (proprietaria di oltre l’80% della collezione) pubblicarono
sulla stampa nazionale un comunicato con la notizia della presenza di tale collezione che la
proprietaria decise, vista l’indelicatezza organizzativa, di non concedere; f ra l’altro alcune opere
vennero in parte ugualmente pubblicate riproducendo le foto realizzate dal sottoscritto per il
catalogo della nostra mostra al Broletto e mi spiace oggi di non aver approf ittato dell’errore ed aver
chiesto almeno i diritti di riproduzione di quelle immagini che avevo fatto a mie spese, ma a volte è
meglio essere superiori.

Ma il caso non si chiude qui, la cosa più incredibile doveva accadere di li a pochi giorni dopo
l’apertura della mostra alla Fondazione Ratti. Infatti una settimana dopo l’inaugurazione il destino
ha voluto che tutta la collezione Pisani Dossi delle opere Scapigliate di Cremona, Ranzoni,
Conconi ecc… venisse rubata presso la casa madre di Corbetta vicino a Milano e tutta la stampa
nazionale diede la notizia di questo evento, solo la Provincia di Como non pubblicava alcuna
notizia di questo gravissimo fatto. Era meglio ignorare che una delle più importanti collezioni
lariane era stata rubata e proprio quando avrebbe dovuto essere in mostra a Como come era stato
annunciato.

La mostra era stata presentata in catalogo da Raf faellino DeGrada, critico del Corriere della sera il
quale, da me interpellato, disse che nei giorni precedenti l’apertura della nostra mostra al Broletto
vi era stata una certa diatriba scritta f ra le pagine d’arte di due quotidiani, il Giornale di Montanelli
per il quale scriveva un critico lariano e il Corriere della sera. Ebbene Il Prof . DeGrada, mi disse
che questa volta certi comaschi non me l’avrebbero perdonata.

Due anni dopo curai l’organizzazione della mostra “Ligabue e Mazzacurati” tenutasi a San
Francesco, una mostra f ra le più belle e apprezzate dal grande pubblico, tenutesi a Como prima
dell’era Gaddi e della quale sia l’attuale Sindaco che lo stesso Assessore non sanno nulla perché
erano troppo giovani. Chiaramente coloro che fanno parte del loro entourage odierno e che allora
tentarono con ogni mezzo di contrastare la mostra, non hanno alcun interesse a ricordare.
Ma la sua gestazione fu alquanto sof ferta: il permesso della giunta venne rimandato f ino ad una
settimana prima dell’evento, l’alto patronato del Presidente della Repubblica, che era stato
annunciato, venne insabbiato in qualche uf f icio per volere di chi? Non lo sapremo mai, arrivò
all’ultimo momento un telegramma di Francesco Cossiga (giusto in extremis). Si era già in stampa
con cataloghi, manifesti e tutto l’apparato pubblicitario e il permesso di giunta non veniva ancora
concesso.

Una mostra che si doveva autof inanziare perché l’amministrazione diede pochi spiccioli
e gli sponsor non acquistavano, come accade oggi, migliaia e migliaia di biglietti. Nonostante ciò la
mostra si aprì ed ebbe subito un grosso successo……che dava fastidio e diede fastidio per ben
due anni. Vennero sparsi in giro veleni e notizie denigratorie su ipotetici dipinti falsi. Si diceva che
era una mostra che non c’entrava nulla con Como, che non avrebbe mai dovuto essere permessa,
concetti e veleni che vennero ribaditi in un convegno tenutosi in biblioteca e f ra i presenti non
potevano mancare i soliti critici lariani……, io mi alzai, uscii dalla sala e scrissi una lettera al
direttore del giornale la Provincia dove denunciavo questa realtà estremamente provinciale della
città dove l’arte e la cultura poteva e doveva essere fatta solo da una cerchia ristretta di persone, il
resto era solo periferia che doveva essere sempre più isolata ed emarginata.

Non parliamo poi delle mostre che seguirono: “Leonardo e i tarocchi” che mi consacrò come
demone in terra, e quelle dopo, “Comasco chi sei?” al Chiostrino (mostra benef ica pro Unicef ),
dove il Sindaco di Como non mi diede il permesso di esporre il suo ritratto perché aveva paura che
io lo avessi rappresentato con le orecchie da asino (come venne scritto su un quotidiano dopo
un’intervista da lui rilasciata) e la stessa cosa fece un illustre pittore com’asco che non mi diede il
consenso ad esporre un ritratto del padre, un noto poeta comasco…; FedericoII lo sguardo
dell’aquila a San Francesco nel 1995, mostra che arrivò a Como dopo aver girato l’Italia in altre
cinque tappe e che aveva avuto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica con un successo
di consensi… ma a Como… critiche aspre e a mio parere gratuite, solo per il gusto di far polemica;

L’albero della vita a Villa Olmo e Inf inito Leopardi a San Francesco. Per descrivere tutti i
retroscena o le dif f icoltà incontrate, o i classici bastoni f ra le ruote ci vorrebbe proprio un libro che
un giorno non è detto che non scriva. Per chi volesse comunque saperne di più può scrivere alla
mia mail.

Grazie per l’attenzione e auguriamoci tutti per il bene dei nostri f igli che l’oscurantismo lariano
f inisca e che non diventi una malattia contagiosa che si trasmette inesorabilmente di generazione
in generazione.

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  1. L’autore ??

    Comment by Flavio — 04/8/2008 #

  2. @Flavio:Gnomo tino, inseriva il link a questo PDF in questo post Magritte i retroscena…
    la mail è questa Gnomo Tino

    Comment by Sir Percy Blakeney — 04/8/2008 #

  3. mi affiora alla mente una canzone di Cocciante…Bella senz’anima…

    Comment by breva — 04/8/2008 #

  4. lqod liyzd pkwj

    Comment by com — 07/29/2008 #

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    Comment by com — 07/30/2008 #

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    Comment by recipe — 08/4/2008 #

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    Comment by of — 09/4/2008 #

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    Comment by what — 09/8/2008 #

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    Comment by ringtone — 09/13/2008 #

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    Comment by ringtone — 09/15/2008 #

  26. engcz bacx

    Comment by of — 09/17/2008 #

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