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Zero
La sconfitta di Rutelli è la fine di un ciclo. Iniziato con lui nel 1993, finisce con lui nel 2008. Quindici anni di consecutivo governo di centro sinistra sono coincisi con l’incubazione e la nascita del partito democratico e la conclusione del prodismo.
Una fine e un battesimo che sono come campane che suonano a morto.
Si può fare finta di nulla e tirare a campare. I due, Veltroni e Rutelli, in fondo sono “giovani”.
A Roma poteva pur finire il governo del centro sinistra; mica si può pensare di governare per sempre. Sono quei 121 mila voti in meno rispetto al primo turno che ci dicono come in due settimane è, primo, svanito l’effetto Veltroni, secondo, che in quindici giorni Alemanno ha raccolto - senza la presenza della Lega - il frutto maturo di questa destra ormai involuta: il voto della paura. Non avere paura oggi significa che sei fuori del mondo: come una “casta”.
Abbiamo abbandonato la dietrologia: la destra, invece, l’ha appaltata alla tv e ai suoi spaventosi e vomitevoli giornali.
E un progetto che si possa definire tale, il partito democratico non lo ha.
Ci sono sessanta mila voti in meno tra Zingaretti e Rutelli, ma non credo che bastino a spiegare i cinquanta mila voti in più ad Alemanno tra il primo e il secondo turno. Si dice: si è perso sulla sicurezza: sì, ma solo se si parla della propria.
Diciamo la verità: questo centro sinistra - ora partito democratico - non è nè carne nè pesce.
E’ insicuro su tutto: dice tutto e il suo contrario. Vuole fare il diverso in Europa con la presunzione di essere il futuro e non è mai riuscito a governare per più di due anni a casa propria; non parla più una lingua comprensibile e radicata e continua a balbettare sulla televisione, il più potente mezzo di produzione di linguaggi e modelli; vuole laicità ma non riesce a dire un solo no a questa sempre più vorace e invadente chiesa.
Si fa infilare sulla sicurezza dopo aver governato - anche bene - città e regioni.
Ci sono argomenti su cui Grillo ha ragione: uno, quello adatto alla bisogna, è che ci vogliono un po’ di coglioni.
Altrimenti: a coraggio zero corrisponde identità zero che produce risultati zero.

