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Berlusconi ed i ministri del nuovo governo hanno giurato al Quirinale: non faremo prigionieri
Il giuramento del governo ombra è invece previsto per la prossima settimana al ristorante Da Meo Patacca in Trastevere
Roma – La cerimonia del giuramento è stata particolarmente commovente. Credo ci voglia del tempo prima di smettere di piangere.
Il rito della tradizionale foto di gruppo è stato fortemente toccante. Infatti il Cavaliere, approfittando della ressa, si è impegnato alla palpazione delle chiappe della Garfagna, la quale senza alcuna lagna ha sbarrato gli occhi a dismisura nemmeno avesse ricevuto nel lato B l’ombrello di Altan. La neo Ministra delle Pari Opportunità ha poi autorizzato il Cavaliere a palpare anche quella stangona della Prestigiacomo.
Qui di seguito commenti, dichiarazioni e reazioni di alcuni dei nuovi ministri.
Umberto Bossi, detto il Senadur, non ha gradito il cartoncino del giuramento alla nazione. Da qui un cazziatone al neo Ministro della Semplicità per non avergli passato sottobanco il giuramento di Pontida. Calderoli tutto tremante ha detto di non averlo fatto per non complicare le cose.
Ignazio La Russa dopo la cerimonia si è imbarcato su un aereo dell’aeronautica militare per andare a visitare tutte le missioni italiane all’estero con il dichiarato obiettivo di tenere alto il morale delle truppe facendo l’imitazione di Fiorello.
La sicula Stefania Prestigiacomo di fronte al Presidente Napolitano ha dichiarato testualmente: ”Finora vi ho ascoltato senza interrompervi, adesso lasciatemi parlare…”.
Renato Brunetta, che il Cavaliere ha voluto a tutti i costi accanto a sé per non ricorrere sempre ai tacchi rialzati, ha annunciato che sarà all’altezza della situazione nella lotta agli sprechi che nel corso degli anni, ahimè, sono cresciuti oltremisura.
Sandro Bondi , allontanatosi dalla scrivania del giuramento solo dopo avere ottenuto il benestare da Berlusconi, ha supplicato la Maria Stella Gelmini di fare adottare nelle scuole le sue poesie al posto di quelle dell’altro men noto lunigiano di nome Giosuè.
Roberto Maroni è stato fra i primi ad uscire dal Salone delle Feste del Quirinale circondato dalla sua ronda personale. Rivolto alla stampa ha testualmente dichiarato: “Per clandestini, drogati e culattoni la festa è finita!”.
Alla folla osannante che lo attendeva fuori dal palazzo, il Cavaliere ha trasmesso la lieta novella. “Ho prestato giuramento!”. Ma non ha precisato se lo ha fatto ad interesse zero o ad usura.

