May
13

Maggiolini e la nota sul registro (degli indagati)

Finalmente un articolo interessante sullo svolgimento dell’udienza e l’iscrizione di Maggiolini nel registro degli indagato della Procura di Como per il reato di favoreggiamento personale di don Mauro Stefanoni.

Il Corriere di Como, spiega bene i fatti mentre il Vescovo smentisce “”Vero che ho convocato in Curia don Mauro Stefanoni per parlare di quelle ‘chiacchiere‘ che da tempo giravano sul suo conto, falso che io lo abbia in qualche modo favorito mettendolo sull’avviso” meno male che non ha testimoniato altrimenti finiva al gabbio pure per falsa testimonianza.

Ma leggiamo l’articolo di Mario Peverelli:

Processo all’ex parroco: Curia comasca sotto accusa
Laglio Violenza sessuale: chiesta una condanna a 8 anni per il prete
Il pm: «La Diocesi informò don Mauro delle indagini in corso»

Una richiesta di condanna a otto anni. Bordate alla curia comasca, in particolare a chi informò don Mauro Stefanoni delle indagini in corso. Ma dure critiche anche ai parenti dell’imputato in merito alle testimonianze rese in aula. In quattro ore abbondanti di requisitoria, il pubblico ministero Maria Vittoria Isella ha ripercorso punto per punto, con estrema durezza, le fasi del procedimento collegato all’ex parroco di Laglio accusato di violenza sessuale su un ragazzo che, all’epoca dei fatti - la denuncia dei genitori risale al 21 ottobre del 2004 - era minorenne. Le parole più pesanti sono per la curia.

Ecco le parole del pm Isella: «Il 21 ottobre 2004, don Mauro è stato denunciato dai genitori del ragazzo per abusi sessuali su loro figlio. Le indagini sono state immediate, ma non si è arrivati a monitorare l’incontro tra i due perché il 16 novembre 2004 la curia comasca è intervenuta. Don Mauro è chiamato a colloquio con monsignor Oscar Cantoni (oggi vescovo di Crema, ndr) e monsignor Enrico Bedetti, che lo informano dell’indagine a suo carico. Alla sera poi il vescovo, che all’epoca dei fatti era Alessandro Maggiolini, riparla con don Mauro.

Tutti fanno presente al parroco di Laglio di essere controllato e intercettato. Questo intervento ha vanificato le indagini in corso, tanto è vero che il giorno successivo la Pg ha dovuto intervenire e perquisire l’abitazione del parroco in cui è stata trovata una cassetta vhs a carattere pedopornografico e sequestrati tre computer».

La conclusione è minacciosa: «Questo processo è la madre di tanti altri procedimenti che si apriranno in seguito.

Tutto quello che è emerso verrà vagliato per vedere se esistono gli estremi per procedere». Il mirino del pubblico ministero si è poi spostato sulla teoria del complotto, più volte caldeggiata in aula dalla difesa. «Complotto contro don Mauro della famiglia della vittima a cui poi si sarebbero uniti polizia, Gip, Pm, testi dell’accusa che avevano il solo intento di mandare via il parroco da Laglio.

Ma tutti questi argomenti verranno poi affrontati nelle opportune sedi da processi che si apriranno dopo questo. Questa tesi si poggiava su liti di paese, e quale genitore esporrebbe un figlio minorenne e con disagio a questa tortura?». Accuse dal pm, come detto, anche ai testi della difesa, soprattutto al padre di don Mauro e alla sorella, che in aula hanno dipinto la presunta vittima come un ragazzo fortemente erotizzato. «Anche il padre è poi stato costretto ad ammettere che nell’unico episodio di cui era a conoscenza diretta (un presunto palpeggiamento all’Acquatica di Milano, ndr) si trattava di uno scherzo.

Questi due testi - è stata la continuazione della Isella - hanno palesemente esagerato. Valuterà il Collegio se sussistono gli estremi per la falsa testimonianza con l’obiettivo di scagionare il congiunto». «La vittima è senza dubbio un ragazzo vivace - ha detto ancora il pm - sopra le righe, anche con gesti sessuali, ma con comportamenti del tutto identici a ragazzi della sua età. Lo stesso perito del Gip, nella sua consulenza, ha specificato che i disturbi del ragazzo non incidono sulla sua comprensione della realtà». Il pm ha poi spiegato perché, a suo dire, le dichiarazioni di Lorenzo sono spesso apparse confuse, nebulose. «Nella testa del ragazzo, che non bisogna dimenticare mai ha un deficit cognitivo che ha finito con lo svolgere un ruolo importante, è come se ci fossero tanti pezzi di un puzzle che assembla in maniera diversa. I pezzetti sono sempre gli stessi, ma cambia il quadro finale.

Questo è inquietante ma richiede una disamina attenta». A tal proposito in aula si è parlato della “teoria della spesa”: «L’abuso che avviene più volte, per un ragazzo consenziente come in questo caso, è paragonabile all’andare a fare la spesa. Chi si ricorda la prima, la seconda, la terza volta che si è andati a far la spesa? Nessuno. Ma si sa quello che avviene di solito, ovvero che si prende un carrello e si gira per le corsie. E questo è quello che il ragazzo ha raccontato. Non era possibile il ricordo esatto, preciso, di quello che era avvenuto anni prima». Maria Vittoria Isella ha poi toccato altri argomenti discussi nei mesi di processo, dalle chiavi della casa parrocchiale («La versione di don Mauro è cambiata più volte, prima non le aveva nessuno, poi qualcuno, a seconda delle esigenze, e tutto per confutare quello che diceva il suo accusatore»), ai rapporti con un ragazzo di Ponte Tresa («Non di amicizia, neppure fraterna.

C’erano tra i due scenate, litigi violenti, chiamate notturne, tipici dei fidanzati. Un giorno don Mauro lo chiamò 110 volte dalle 23.58 all’1.23 e solo per dirgli “Perché non rispondevi?”»), per finire alla cassetta vhs pedopornografica trovata nel suo appartamento che, secondo il prete, fu regalata da un padre di Laglio assieme ad altre cassette: «Avete mai visto un padre portare ad un parroco una videocassetta pedopornografica? E poi perché don Mauro chiese all’uomo una dichiarazione retroattiva per fargli dire che quelle cassette erano sue? In udienza, quel padre, ha smentito, nonostante il rischio della falsa testimonianza, che quella cassetta vhs era sua, confermando invece di aver donato le altre».

La presunta vittima, per la difesa, era ossessiva nei confronti del prete. Ecco però la replica del pm: «Di tutti i ragazzi di Laglio, però, era l’unico che don Mauro faceva entrare in casa, nonostante questa persecuzione. Il ragazzo ha poi riferito di vocine “erotiche” con cui gli parlava il parroco. Don Mauro ha detto che usa quel tono di voce con tutti i suoi cari. Quindi come faceva il ragazzo a saperlo non essendo una persona intima?». La chiusura riguarda una patologia del parroco che impedirebbe rapporti sessuali completi. «Nemmeno il consulente della difesa ha escluso categoricamente tale possibilità».

La chiosa della Isella è una invocazione al collegio con Alessandro Bianchi, a latere Luciano Storaci e Paola Braggion. «So che vi chiedo un lavoro estenuante, da certosino, ma non fermatevi alle contraddizioni del ragazzo. Significherebbe che i deboli, tutti coloro che subiscono una violenza e non sono in grado di riferirla, non sono degni di tutela. Esaminiamo tutto, e assolviamo l’imputato perché il fatto non sussiste ma non per insufficienza di prove». Una frase ad effetto che precede la richiesta di condanna a 8 anni con le attenuanti. A cui si aggiungono le parti civili (gli avvocati Nuccia Quattrone e Leonardo Ortelli) che chiedono i danni per un totale di 250mila euro. Domani si torna in aula con le arringhe della difesa.

Mauro Peverelli

Link informativi:

PEDOFILIA: EX VESCOVO COMO, NON HO FAVORITO DON MAURO
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(AGI) - Como, 13 mag. - “Vero che ho convocato in Curia don Mauro Stefanoni per parlare di quelle ‘chiacchiere’ che da tempo giravano sul suo conto,

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Prima - 12 ore fa
(PRIMA) COMO – Proseguono le indagini nel caso che vede coinvolto don Mauro Stefanoni, l’ex parroco di Laglio, processato per violenza sessuale.
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COMO - Il vescovo emerito di Como Alessandro Maggiolini è iscritto nel registro degli indagati della Procura di Como per il reato di favoreggiamento
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L’Unità - 10 ore fa
Il vescovo emerito di Como Alessandro Maggiolini è stato iscritto sul registro degli indagati della Procura di Como per il reato di favoreggiamento

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  1. Syr, per inquadrare il tipo, dovresti postare qualcosa sui nikname trovati nel p.c. del prete, usati per navigare nelle chat erotiche gay, sui filmini porno gay e su come il prete ha cercato di giustificarsi a proposito.

    Comment by Steve — 05/13/2008 #

  2. Già fatto tempo fa…. eh!!! :-D
    http://www.vivereacomo.com/2007/12/14/sborra-boy/
    Non siamo attenti!! :-D

    Comment by Sir Percy Blakeney — 05/14/2008 #

  3. Certo che è frustrante vedere come questa gente non si vergogni mai, loro sono la via, la verità e la vita. Spesso ipocriti, protetti, come si guadagnano la vita?
    Tre computer in casa? Io ho dovuto arrivare a 39 anni per potermene permettere uno pagato a rate…

    Comment by sveta — 05/14/2008 #

  4. Si vede Sveta che non sentivi l’urgenza di collegarti a dei siti pornografici.
    Per fortuna, aggiungerei

    Comment by S.Just — 05/15/2008 #

  5. Già, altrimenti avrei dovuto inventarmi qualche simpatico e significativo nickname:-))
    Comunque più ci penso e più mi sembra incredibile, va bene la presunzione di innocenza fino ad eventuale condanna, ma addirittura avvisarlo e spostarlo in altra sede sempre a contatto con ragazzini vuole proprio dire fregarsene di tutto quello che è “altro da loro”.

    Comment by sveta — 05/15/2008 #

  6. Considerando il notevole numero di case di riposo e di istituzioni dove non ci sono giovani il principio di cautela avrebbe suggerito di mandarlo lì a svolgere il proprio compito sino alla conclusione del processo.
    In ogni caso hai perfettamente ragione a dire che la difesa dell’istituzione conta molto di più che i diritti delle possibili vittime.
    Ed il disastro finanziario della chiesa americana ben rappresenta il motivo di tale preoccupazione.
    Pensare a togliere il celibato come requisito per divenire preti sembra un gesto tanto assurdo ?
    La chiesa protestante è quasi sempre rappresentata da pastori sposati ed anche da donne.
    La chiesa cattolica vive rinchiusa nel medioevo e viene gestita da una gerarchia che sostiene posizioni assurde su moltissimi temi.
    Il celibato, tra l’altro, è una consuetudine non un dogma di fede ed il non affrontare il tema ben rappresenta l’oscurità di questa reazionaria gerarchia che è lontana anni luce dal Concilio Vaticano Secondo.

    Comment by S.Just — 05/16/2008 #

  7. Esatto, la loro è una posizione “arroccata”.
    Non porta da nessuna parte, solo a ipocrisia e formalità.
    Sono veramente curiosa di vedere come andrà a finire questa storia, se gli intoccabili rimarranno tali o se finalmente qualcuno se la sentirà di andare a fondo.

    Comment by sveta — 05/16/2008 #

  8. Tutto giusto.
    Basta non generalizzare. Di preti in gamba, per fortuna, ce ne sono ancora. Purtroppo certi “porporati” rubati alla politica sono in ugual misura catastrofici per tutta la comunità Cristiana.

    Comment by taxi — 05/16/2008 #

  9. Sai com’è, come in tutte le cose, a causa di pochi stronzi alla fine ci rimettono anche quelli onesti..

    Comment by sveta — 05/16/2008 #

  10. Concordo assolutamente con Taxi sul fatto che sia impensabile generalizzare.
    Come i romeni non sono tutti delinquenti anche non tutti i preti sono pedofili.
    Certamente si tratta di un limitato numero di persone che mai avrebbero dovuto diventare prete visto che si tratta di un ruolo “ideale” per un pedofilo.
    La sottolineatura di questo blog è particolarmente dedicata alla scelta della gerarchia di occultare, ignorare, difendere l’indifendibile e schierarsi, sempre e comunque, a favore dell’istituzione e non tenere conto del ragionevolissimo principio di cautela che suggerirebbe di non destinare ad altra parrocchia chi è indagato e, soprattutto, rinviato a giudizio per un reato tanto orribile e vergognoso.
    A mio giudizio sono soprattutto i preti degni di stima, che sono molti, che dovrebbero insorgere contro i comportamenti della gerarchia per il danno che tale connivenza di fatto causa anche alla loro meritevole attività.
    Ma, peraltro, sono gli stessi preti di base che mai riceveranno un soldo dalla curia per i loro progetti di assistenza e di lavoro con gli ultimi.
    Penso che tutti ricordino il precendente capo-area della chiesa cattolica e le sue indegne posizioni xenofobe e la sua attività di costante frequentazione dell’immorale borghesia comasca.

    Comment by S.Just — 05/17/2008 #

  11. Parli di Maggiolini e del fatto che era molto apprezzato dalla CL bene di Como o mi sono persa qualcosa??

    Comment by sveta — 05/17/2008 #

  12. Una puntualizzazione.
    Lo Stefanoni non è esecrabile perché frequentava siti web pornografici.
    Anzi, le pulsioni di persone alle quali sono ufficialmente negati o che si negano volontariamente i piaceri del sesso praticato con uno o più partner è bene che si sublimino in innocue attività sostitutive, come l’onanismo.
    In questo modo c’è qualche speranza che tali pulsioni, che come è noto sono le più forti esistenti nel mondo animale, non si esplichino in forme tali da danneggiare terze persone.
    Il problema per gli innumerevoli vescovi americani, per i tanti preti condannati e forse - lo vedremo - per lo Stefanoni è l’abuso di una forte posizione di potere per circuire minori a fini sessuali.
    Dunque: ben vengano i filmetti porno, ma lasciate stare i bambini.
    E se le curie fossero avvedute dovrebbero spingere i loro preti a perseguire la via meno dannosa e meno rischiosa per tutti : fatelo da soli o fatelo tra voi, ma tutto il resto è tabù.

    Sveta, è un po’ che frequento poco il blog. Ti trovo sempre concisa e tagliente.

    Comment by Condorcet — 05/17/2008 #

  13. Hai ragione, sempre attento.
    E’ che certi ambienti e certe persone che li frequentano e incensano mi fanno sempre più orrore…

    Comment by sveta — 05/18/2008 #

  14. A Como non sei niente, se non appartieni alla “CRICCA BIANCA” intesa come pretacchi, vescovado curia, setta cielle, quindi, vedete voi!!
    Chi puo muovere una foglia, senza che la setta religiosa voglia? :)

    OH POORA ME!!!! Cosa posso aspettarmi dalla mia bella Como.:(

    Comment by Cagliostra — 05/18/2008 #

  15. Ho letto oggi sulla Provincia che per la tanto sbandierata e pubblicizzata conversione di Magdi Allam possiamo ringraziare anche il Purtroppo Riconfermato Sindaco…mai che si faccia un pò i cazzi suoi…adesso anche il pastore di anime…!
    E intanto razzola…

    Comment by sveta — 05/18/2008 #

  16. Ma figurati.
    Il purtroppo riconfermato sindaco appena supera Fino Mornasco non conta nulla.
    Certo a livello locale si è potuto assistere a straordinarie conversioni di epicurei e non credenti in nome del dio denaro.
    Ma questo è un fenomeno osservabile ovunque governi la banda di lanzichenecchi (della cosa pubblica) a cui fa, pro-tempore, riferimento anche il purtroppo riconfermato sindaco.
    Ma anche lì, vedrete, ci sarà prossimamente un “largo ai giovani”.
    Cambiare, ogni tanto, aiuta a tenere vivace il business.
    Gente come il fido Pastore non possono certo essere gli unici “beneficiati” dalla manna di denaro pubblico.

    Comment by S.Just — 05/19/2008 #

  17. Conta, credimi. Non fosse altro che per le sue frequentazioni, vedi Formigoni e altri nomi-bene della loro comBriccola.
    Quanti casini riesce a tenersi lontano.
    Ormai il turn over non lo preoccupa. E’ al secondo mandato ed aspirerà ad altro. A Como ha già dato.

    Comment by sveta — 05/19/2008 #

  18. [...] all’oratorio tocca leggere ste cose che onestamente fanno vomitare come le dichiarazioni di Maggiolini: Dal Corriere di Como: Maggiolini in Duomo attacca i magistrati  Nel 25º di episcopato  Il [...]

    Pingback by Vivere e Morire a Como » 666, Mandiamo l’esorcista da Maggiolini. — 05/31/2008 #

  19. [...] all’oratorio tocca leggere ste cose che onestamente fanno vomitare come le dichiarazioni di Maggiolini: Dal Corriere di Como: Maggiolini in Duomo attacca i magistrati  Nel 25º di episcopato  Il [...]

    Pingback by Vivere e Morire a Como » 666, Mandiamo l’esorcista da Maggiolini. — 05/31/2008 #

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