May
18

Le regole del mercato

Vedevo Report, ma poi ho spento. Non faceva altro che confermare la coglionaggine del popolo italiota. Non vedo nemmeno perché stilisti come Ferragamo, Dolce e Gabbana, Valentino, debbano sentirsi colpevoli, o filibustieri. Che colpa hanno se la gente è stronza?

Tutti sanno che, una borsa che paghi in un negozio al centro di Roma, 3.200 euro, ne è costata al massimo 150. Se la compri non solo loro che ti truffano, sei tu che sei un coglione.

Che poi è lo stesso principio che dovrebbe essere applicato anche alla frutta e alla verdura: se un chilo di peperoni viene messo in vendita a 6 euro al chilo, l’unico modo per non essere derubati, sarebbe quello di lasciarli a marcire sui banchi verdura dei supermercati.

Dicono che queste siano le regole del mercato, e che quindi tutto sia lecito. Anzi, altri sostengono che sia il mercato stesso a fare le regole. Sono regole non scritte, ovviamente, ma a me piacerebbe tanto leggerle, principalmente quella che recita così: “Fintanto che la gente si farà fregare, si ha il dovere morale di fregarla.”

Un giorno o l’altro probabilmente si comprenderà quanto potere sia nelle nostre mani.

Rita Pani (APOLIDE)

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  1. Ho visto Report ieri sera e l’ho visto cinque mesi fa quando ne avevano parlato la prima volta.
    Se io avessi una qualunque di quelle borse lì mi si stringerebbe lo stomaco dalla rabbia a pensare al mio denaro volatilizzato in nome della firma di uno stilista qualunque su un prodotto made in china.
    Mi sentirei presa in giro dal mondo intero! “Guarda quella lì, che è andata a spendere 3200 euro per una cosa che ne vale 50…”
    Una gogna pubblica! E invece no, invece fa figo. Chissenefrega chi produce realmente… l’importante è il marchietto!
    Per mostrare a tutti che “si può”, che si è “trendy”, si pagherebbe qualunque cifra, e non c’entra l’oggetto materiale che si compera!
    Oltretutto questo non fa che fomentare il mercato dei prodotti falsi… e gli orrendi centri outlet che rivendono cose che altri hanno rifiutato di comprare in stagioni precedenti…
    Perchè c’è anche chi vuole farsi vedere ma senza poterselo permettere.

    Altro che sciopero della spesa…

    Comment by Anita — 05/19/2008 #

  2. Irene, tutta abboccata e rassegnata, si tiro’ su dall’erba inguazzata, pulendosi la schiena, guardandola di sguincio: e lui niente, nemmeno la guardava, svampando con la fronte arricciata e l’occhio invelenito, bianco per il freddo. Alla fine Irene si decise a dirgli qualcosa : “Ma che c’hai?” fece, accorata e con un po’ di polemica nella voce.
    Tommaso la guardo’. “io non c’ho niente, ” disse . Tacque un po’, cacciando il fumo , poi aggiunse:”Sei te che sei cambiata!” Irene cadde dalle nuvole, ammusandosi subito, e ribatte’ :” io cambiata? Io so ‘ sempre uguale … Io so’ proprio cosi , nun te ricordi?

    “Eppure quando t’ho conosciuta eri diversa ! ” Insistette Tommaso acido.

    Estratto da “UNA VITA VIOLENTA” Di PIER PAOLO PASOLINI.

    Comment by Cagliostra — 05/19/2008 #

    Comment by Cagliostra — 05/19/2008 #

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