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Città vietata
Ricevo e pubblico questa mail che si commenta da sola: Ciao, vi mandò una simpatica denuncia di Katiuscia, la quale si sposta, come me, su una carrozzina elettrica e che, per sua sfortuna (dipende dai punti di vista, ma è certo che tra i disoccupati le persone con disabilità occupano il primo posto) ha tanto tempo da perdere.
Ciao,
ti voglio raccontare la mia giornata di oggi.
Visto cche un mio carissimo amico, doveva togliere un neo al Sant’Anna, e se rimanevo a casa impazzivo, mi sono svegliata alle 8, appena sono stata pronta mi sono recata alla fermata del bus, appena fuori dal Burghi, e l’avventura è inziata.
Dopo un po’ arriva un San Fermo, ma no l’ho potuto prendere poichè non aveva il simbolo, finalmente dopo arriva con il simbolo, ma non funzionava la pedana, mi hanno dovuto tirare su di peso.
Scendo, e per entrare al Sant’Anna, ho dovuto aspettare che qualcuno mi aprisse la porta, dopo un’infermiera mi dice: “sei qui da sola, guarda che non devi andare in giro da sola, ma mi ha portato dove dovevo andare”, io ho pensato: “non capisce niente, non sa che vado sempre da sola”.
Finalmente trovo il mio amico, sono stata con lui, fino a quando è entrato, ero più in ansia io di lui, finalmente alle 12, dopo 30 minuti d’atesa è entrato, intanto sono stata con un altro amico che ho incontrato li, almeno i primi 10 minuti sono passati veloce, poi anche lui l”hanno chiamato, gli altri 10 minuti, non passavo più.
Finalmente è uscito tutto ok, mi hanno accompagnato all’auto silo, lui e i suoi genitori, ma non ho potuto andare di la dalla Napoleona poichè, il primo ascensore andava, ma il secondo no, allora mi sono fatta portare davanti al Sant’anna, erano le 13:15, ho detto: “voi andate, prendo il primo bus per San Fermo, scendo a Rebbio, attraverso e prendo quello per Como”, il guaio che è passato uno di Breccia e 3-4 San Fermo senza sibolo.
Finalmente alle 14:20, arriva un San Fermo col simbolo lo fermo, dico: “devo scendere a Rebbio poi prendo il bus per Como”, lui mi dice: “stai su vieni con me a San Fermo e torno a Como”.
bella avventura ehhh!!!!!!! MENO MALE CHE NON PIOVEVA
Baci Chicca


da sprofondare… mi venuto in mente il cartello “vuoi il mio posto, prendi il mio handicap”, chissà come mai faceva però ” prendo il cartello e te lo metto in quel posto”.
Che città da strapazzo.
Comment by breva — 05/19/2008 #
Purtroppo non è un primato solo di Como.
In Italia, salvo rare eccezioni, è così.
Il che non giustifica questa umiliazione.
Bisognerebbe obbligare il nostro sindaco e il ministro della sanità a farsi un giro in carrozzina in città, obbligarli a prendere un bus o un treno, in carrozzina, almeno una volta il mese.
Ma, guarda caso, il ministero della Sanità è stato cancellato e declassato come parte del dicastero del “Welfare” a sua volta affidato ad un sottosegretario o vice ministro.
Se, come è vero, la civiltà di un popolo viene misurata anche dalla sensibilità su questi argomenti, siamo proprio conciati male.
E qualcuno ha il coraggio di dire che le persone con disabilità sono minoranze.
Ma, anche se in misura inferiore, le stesse difficoltà lamentate da Katiuscia le trovano anche le persone anziane e le mamme che girano con le carrozzine.
Minoranze anche loro?
E non mi sembra nemmeno corretto che si possa ridurre un così delicato problema ad una semplicista questione di numeri.
Comment by taxi — 05/19/2008 #
Il bello è che i soldi per il presidente nullafacente ci sono, ovviamente anche NON facendo manutenzione ai mezzi, che ogni tanto si fracassano per totale mancanza appunto di controlli: chiedere agli autisti, io l’ho fatto e posso dirvi che il parco bus è ridotto male, pretendere che la pedana funzioni quando sono in giro col piantone dello sterzo che si stacca…
Comment by breva — 05/19/2008 #
A me viene in mente il semaforo nuovo in via Paoli, quello del girone messo in mezzo alla strada sull’isola pedonale, sfido chiunque in carrozzella a premere il bottone. Eh si che è stato messo da pochi anni!
Comment by Ulisse — 05/19/2008 #